Obama canta. E lo fa di nuovo

Andrà in onda oggi su PBS, il servizio pubblico televisivo americano, il concerto blues che si è tenuto martedì scorso alla White House, con musicisti del calibro di B.B. King, Jeff Beck e Mick Jagger. Che a un certo punto, memori del fatto che un mese fa Obama aveva cantato alcune note di «Let’s Stay Together» di Al Green all’Apollo Theater di New York, hanno invitato il presidente a cantare di nuovo. Obama si è fatto un po’ pregare, ma Jagger gli ha passato il microfono e lui ha intonato «Sweet Home Chicago» per una manciata di secondi.

Grande mossa di comunicazione: Obama è intonato, non esagera in piacioneria e si dimostra, come sempre, a suo agio sul palco. Il frammento con la performance di Obama finisce subito sul canale YouTube TheObamaDiary, come già era accaduto al primo (che in un mese ha ottenuto oltre 5 milioni di views sul solo canale ufficiale). E pure questo – manco a dirlo – si guadagna più di un milione e mezzo di views in neanche una settimana.

Due canzoni, due target: più elitario e intellettuale quello di «Sweet Home Chicago», più esteso e trasversale quello di «Let’s Stay Together», non a caso presentato su YouTube con questo titolo: «President Obama sings Al Green: Let’s stay together in 2012😉 » (con tanto di smiley ufficiale).

President Obama sings Al Green: Let’s stay together in 2012😉 (January 19, 2012)

President Obama sings Sweet Home Chicago! (il punto esclamativo sta nel titolo originale su YouTube) (February 21, 2012)

12 risposte a “Obama canta. E lo fa di nuovo

  1. E’ intonato, ma il nostro ex PresdelCons lo era di più, questo bisogna riconoscerglielo…

  2. La democrazia è quel sistema in cui chi vince è sempre uno che ha sbagliato carriera.

  3. E’ difficile valutare le scelte di governo di un Obama, un Hu Jintao, una Merkel, un Sarkozy, un Monti. Troppo complesse tecnicamente.
    Anche i cittadini più informati un po’ valutano a naso, rischiando cantonate, un po’ si basano sul giudizio di esperti che ritengono affidabili, senza potersi mai fidare troppo.
    E il 90% dei cittadini meno informati di strumenti ne hanno ancora meno.
    Perciò tutti ci basiamo su indizi che possono rivelare la personalità del leader, nella speranza che un leader “in gamba” faccia differenza.
    Obama appare tale, e si applica molto nell’apparire tale.

    La democrazia oggi è questo. Non essendo io in grado di proporre alternative migliori a questo capitalismo democratico, l’accetto. Anzi lo dichiaro eccellente.😉🙂

  4. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  5. Lo studio c’è, non c’è dubbio. O forse più che altro, togliendo un po’ alla ovvia causalità delle situazioni, c’è un grande talento nell’attenzione a: pubblico, linguaggio, contesto comunicativo.
    Proviamo infatti, così per gioco, a ribaltare solo i brani musicali, lasciando i due diversi contesti invariati: ossia mettiamo “Let’s stay together” nell’intimo della White House e “Sweet home Chicago” all’affollato Apollo Theater di New York e concentriamoci sulla significazione musicale.
    Entrambe le nuove accoppiate darebbero come risultato una situazione “sopra le righe”, se non di imbarazzo.
    Nel primo caso si tenderebbe ad un eccesso di “piacioneria”, visto che avremmo l’abbinamento di due elementi (canzone e contesto) che in qualche modo significano anche calore, intimità etc. Il set è quello di un live unplugged e forse Obama rischierebbe di passarsela un po’ troppo da crooner confidenziale (o da quello che con troppa enfasi vuole svelare le proprio capacità canore, tra l’altro di fronte a ehm Mick Jagger e B.B. King).
    Nel secondo caso invece si rischierebbe addirittura l’effetto “cafonazzo”, in quanto il contesto più simile al concerto affollato, lo schema rigido uno-a-molti, il set più da “enfatica declamazione”, farebbero risultare l’improvvisazione di un blues energico, battente, che spinge a un cantato un po’ sporco e che lascia spazio anche a un po’ di urlato, come “Sweet home Chicago”, quasi un accesso di follia, di un’emotività appunto un po’ sopra le righe.
    Solo un gioco🙂

  6. Ehm…all’inizio volevo dire “alla casualità delle situazioni”, non alla causalità 🙂

  7. Obama è il politico, nel senso professionale del termine, per eccellenza. Abile nella comunicazione, ottima presenza pubblica. Forse è anche pre questo che convoglia tante speranze, spesso destinate a naufragare.
    http://allegriadinubifragi.wordpress.com/

  8. C’è, nel fondo, un po’ quella filosofia che si tende ad inculcare a chi cerca un lavoro: non importa ciò che sai e sai fare, importa ciò che sei. Siamo ancora lì mentre il concetto di competenza finemente si articola…altrove da dove dovrebbe essere!

  9. ok, donatella, la competenza di Obama dovrebbe essere altrove.

    Ma se i cittadini che lo devono assumere, votandolo, non hanno gli strumenti per valutare la sua competenza e i suoi programmi operativi, come possono decidere se assumere lui o Mitt Romney?

    A quel punto, è ragionevole che si basino molto anche su episodi come quelli descritti da Giovanna, che un po’ rivelano la qualità della persona.

  10. Bé, non tutti i cittadini sono privi di quegli strumenti sia perché Obama non si presenta ora – e i cittadini sono già in possesso di qualche dato per valutarlo proprio a partire dalle condizioni materiali in cui si trovano, inclusa la capacità di Obama di reagire alla crisi mondiale, la quale è, per l’appunto mondiale, ovvero non solo americana -, sia perché quando Obama canta, non si limiterà all’esibizione canora ma quei programmi li presenterà. E allora credo che lo sforzo e l’intento comunicativo di Obama sarà ben più ariticolato, intelligente e complesso della tristeza italiana cui abbiamo assistito fino a qualche mese fa. Ho stima di Obama, spero si capisca, Ben.

  11. donatella,
    i cittadini americani possono oggi dire, abbastanza ragionevolmente, che l’economia americana, e con essa le loro condizioni materiali, non va tanto bene, ma potrebbe andare un po’ peggio, con un Presidente peggiore, o forse anche un po’ meglio, con un Presidente migliore.😉

    Ma molto difficilmente possono ragionevolmente dire se, con Mc Cain Presidente, l’economia sarebbe andata meglio o peggio.

  12. Quanto ai programmi, sulle scelte economiche principali Obama e il suo antagonista si terranno talmente nel vago, per tenersi giustamente le mani libere poi nel governare, da rendere impossibile un confronto serio.
    Quindi la scelta viene fatta sulla base di indizi marginali, per quel che riguarda le scelte economiche principali.
    Su altre questioni, invece, le differenze fra i candidati sono un po’ più chiare.

    Con tutto ciò, questa democrazia è il meglio che c’è, per ora.🙂

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