Che noia, che barba EasyJet!

Mi scrive Giovanni:

«Gentile prof. Cosenza, seguo da tempo il suo blog eccetera [tralascio i complimenti].

Stamattina mi sono imbattuto in un banner in formato flash di EasyJet, di cui le allego i frame, sul sito lagazzettadelmezzogiorno.it. Per completezza di informazione, l’esempio che le riporto è solo una delle creatività scelte da EasyJet per una campagna di comunicazione lanciata in questi giorni su più mezzi che, peraltro, ho visto anche nella metropolitana di Milano, città dove vivo.

Tornando a questa singola pubblicità, non metto in dubbio la vena ironica presente nel messaggio, per carità. Resto comunque molto perplesso sul messaggio usato per reclamizzare le destinazioni verso le maggiori capitali europee. Mi piacerebbe conoscere una sua opinione in merito.

Buona giornata e ancora complimenti.»

Caro Giovanni, più che perplessa io sono stufa: trovo questa roba il contrario della «creatività» (le virgolette in questo caso sono d’obbligo), anche se le agenzie pubblicitarie continuano a chiamare così il processo che le porta a sfornare campagne del genere.

E direi la stessa cosa anche se i ruoli fossero ribaltati: mogli che si scompisciano dalle risate per aver lasciato il marito a casa. In entrambi i casi è uno scopiazzamento mal riuscito delle gag di Casa Vianello: «Che noia, che barba», diceva Sandra scalpitando nel letto, mentre il marito sbuffava guardando il soffitto. Ma Sandra e Raimondo non ci sono più, pace all’anima loro. E questa roba è vecchia pure per il nostro mezzogiorno.

Ecco la sequenza del banner:

Easy jet Cosa ti fa volare?

EasyJet Lasciare a casa le mogli

EasyJet Sette destinazioni...

EasyJet In gruppo

10 risposte a “Che noia, che barba EasyJet!

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. oddio, sembra copio-incollato-tradotto dai meme “AND THEN I SAID…” tipo questi: http://bit.ly/HduJwz

  3. Cara Giovanna,
    la stessa campagna occupa molti degli spazi pubblicitari della metropolitana di Parigi. Qui, però, lo slogan è diverso: alla stessa immagine è associata una frase che più o meno dice “Una vacanza con gli amici”. Ancora una volta, il mercato italiano si merita attenzioni speciali, delle quali faremmo molto volentieri a meno.

  4. Questo genere di pubblicità cerca di calcare la mano sui luoghi comuni: la gente che legge questi slogan dovrebbe rispecchiarsi in queste parole e magari apprezzarne l'”ironia”. Pensandoci bene però esse mettono alla luce una società povera nelle relazioni. Perché tutti dovrebbero desiderare di andarsene in vacanza lasciando a casa il marito o la moglie? Quanta gente invece non vede l’ora di poter passare momenti assieme al proprio partner? Allora questi slogan vogliono solo ingabbiare i rapporti fra le persone e regolarli in base a stupidi stereotipi, generando un circolo vizioso difficile da spezzare.

  5. Scusa Giulia ti chiedo una precisazione…la campagna nel metrò di Parigi è proprio la stessa? Cioè stessa campagna, sempre EasyJet? So che la risposta è implicita ma vorrei essere sicuro al 100%…

  6. Giulia, ci mandi un’immagine? se scatti una foto, puoi mandarla anche a me in privato, poi la pubblico. Grazie!

  7. che tristezza… ma sempre meglio di quella compagnia di navigazione che aveva invaso le città con lo slogan: “abbiamo le poppe più belle d’italia”.

  8. Gent.le Professoressa,
    grazie per il commento, non posso che essere d’accordo. Mi domando se questi professionisti della comunicazione si rendono conto o no delle implicazioni che hanno questo tipo di campagne. Se non va bene la considerazione, come dire, etica – lasciare a casa le mogli -, a mio parere peccano sul piano strettamente strategico: le mogli che si organizzeranno per conto loro sceglieranno Easy Jet, oppure preferiranno un’altra compagnia? Sto estremizzando, naturalmente. Ma considerato il target di questa campagna – adulti in età matura – a mio parere sarebbe stato più efficace un’immagine che ritraeva mariti e mogli insieme. Mettendo da parte questi cliché ormai triti e ritriti.

  9. Come tanti altri spot, questo invita a pensare a se stessi. E’ della serie: liberarsi degli ostacoli, trattarsi bene, coccolarsi, fare una cosa che uno “si merita”, concedersi un piacere, meglio se buggerando gli altri come nelle réclame in cui si sta per offrire una cosa da mangiare a un altro e poi si cambia idea e la si mangia. Ma la pubblicità vende anche sogni, perché, realisticamente, un gruppo di uomini anziani non può sperare in avventure galanti partendo senza le mogli. Non solo: molti anziani dipendono dalle mogli, le immagino dire “Mario, hai preso la pasticca per la pressione?” “Mettiti il golf che è umido” e simili. Dunque, il sogno di essere ancora giovani e indipendenti, e se la moglie ha bisogno di loro o viceversa, questo non figura. Infine, le mogli come ostacolo, non è colpa dell’età ma loro! Brutta proprio come morale e niente di nuovo sotto il sole. Peccato: la precedente campagna della EasyJet era molto più nuova! http://a3.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/s320x320/395569_339482296092123_100000910666664_1058333_1633627688_n.jpg

  10. Ho cercato l’immagine in rete, ma non l’ho trovata. Sì, la campagna è sempre EasyJet, e l’immagine è la stessa (vado a memoria). Se riesco a fotografarla io, ve la mando sicuramente.

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