Archivi del giorno: giovedì, 29 marzo 2012

Vantaggi e rischi di un cv (troppo) originale

Due giorni fa ho postato una riflessione sull’importanza della reputazione in rete per trovare lavoro e sulla possibilità di vivacizzare il classico curriculum con una presentazione personalizzata di ciò che sai fare.

Son et lumière

Dai commenti arrivati al blog e dalle mail ricevute in privato, ho capito che dovevo fare qualche precisazione ulteriore:

  1. Il curriculum tradizionale non è morto: semplicemente non basta, ma va integrato con un’attenzione meticolosa per cosa appare di te in rete quando fai opportune ricerche (possibilmente non solo una, e non solo con Google).
  2. Sforzarti di essere originale non vuol dire produrre a tutti i costi un  curriculum son et lumière come quello che ho mostrato martedì: lo fai solo se supponi che possa essere interessante per il ruolo e l’azienda a cui ambisci. Altrimenti produci una sceneggiatura, un disegno, un book fotografico, un racconto, un quel-che-ti-sembra-più-adatto, su cui però tu sia – attenzione – davvero bravo/a e competente.
  3. Se hai vent’anni e rotti, sforzarti di presentare te stesso/a in modo originale comporta rischi – questo l’avevo già detto ma devo ripeterlo – di autocompiacimento, ingenuità e infantilismo. Come fai a evitarli? Mostra ciò che hai prodotto all’amico/a più criticone/a e chiedigli/le: «Trovami tutti i difetti, non voglio neppure un complimento». Se non li trova, passa a un’altra e un altro ancora. Poi chiedi anche a un amico o parente che ha trent’anni, uno che ne ha quaranta, cinquanta, sessanta e settanta. Prendine uno/a per decennio da venti a settant’anni e selezionali in modo che siano misti per genere sessuale, provenienze, professioni e gusti: cinque persone di cui ti fidi e che ti aiutino a compilare una lista di almeno dieci difetti, in ordine di gravità decrescente.
  4. Poiché in Italia – inutile negarlo – l’originalità è spesso vista con sospetto, se sei troppo innovativo/a ricorda che corri comunque il rischio di dare fastidio a qualcuno. E ti capiterà anche quando i tuoi amici e parenti ti avranno dato i consigli giusti e tu avrai fatto attenzione a non cadere in fastidiose forme di esibizionismo. Come fai a evitare il rischio? Esplicita sempre (nel curriculum, nella lettera motivazionale, in rete, durante il colloquio) qualche tua lacuna e incompetenza, qualcosa in cui non ti senti abbastanza bravo/a e che vorresti migliorare, qualche errore fatto in passato, da cui hai imparato qualcosa. Saper riconoscere e ammettere le proprie mancanze è segno di intelligenza, oltre che di umiltà. E questo i bravi selezionatori lo sanno.
  5. Detto questo, potrai sempre incontrare (più in Italia che altrove, purtroppo) chi rifiuta l’originalità a priori. Per mille motivi: pigrizia personale, conservatorismo aziendale, timore di essere superato/a dalla new entry, desiderio di assumere solo esecutivi facilmente inquadrabili. In tal caso starà a te capire innanzi tutto – e ancora una volta – se il problema è loro o del modo in cui ti sei presentato/a. E decidere se quel posto fa davvero per te.

Su questo argomento vedi anche: Non basta mandare cv per trovare lavoro.