Archivi del giorno: venerdì, 27 aprile 2012

Era mia figlia

Dal blog di Giorgia Vezzoli:

«La stanza è chiusa, la luce spenta. Non è in casa.
Poggio la borsa sul tavolo. Mi levo le scarpe. Sono stanca.
Mi metto a cucinare. Prima o poi arriverà.
Vado in bagno. L’ha lasciato in disordine ancora. Dopo mi sente.
Torno in cucina. Spengo i fornelli.
Chiamo. Telefono spento.
La cena si fredda. Va beh, io comincio.
Richiamo. Telefono spento.
Non mangio più perché sono incazzata. Mando un messaggio e glielo dico, che sono incazzata.
Buio.
Chiamo una sua amica. Non c’è. Chiamo la mamma della sua amica. Non lo sa. Chiamo un amico. Niente.
Chiamo mia madre. Non l’ha vista. Chiamo suo padre all’estero?
Chiamo il 112. Spiego. Non mi sento meglio, dopo.
Aspetto.
Esco, la cerco e mi porto il cellulare. E se torna?
Aspetto.
Mi risolvo a chiamare mio marito.
Aspetto.
Mi richiama mio marito. Vuole tornare. Aspetta, magari non è niente. Richiamo i carabinieri.
Aspetto.
Mi faccio una tisana, tanto non dormo.
Aspetto.
Richiamo mio marito. Sta prendendo l’aereo.
Aspetto.
Aspetto.
Aspetto.
La stanza è chiusa, la luce spenta.»

Freshly Dug Grave Flower Rose at Srebrenica Genocide Memorial

«In Italia dal 2005 al 2011 sono state uccise 776 donne secondo i dati raccolti dalla Casa delle Donne di Bologna.
È dal 2006 che l’elenco dei femminicidi aumenta costantemente, superando la media di 120 l’anno, come afferma Cristina Karadole dell’associazione Casa Delle Donne Per Non Subire Violenza.
Dall’inizio dell’anno sono già 54 le vittime di violenza maschile su donne e bambini secondo il blog Bollettino di guerra. L’ultima è questa.
In Argentina il femminicidio è diventato reato» (dal blog di Giorgia Vezzoli).