Archivi del giorno: martedì, 8 maggio 2012

Quando uno stage (pur non pagato) finisce bene

Una storia a lieto fine per incoraggiare gli studenti e le studentesse in Scienze della Comunicazione. Annagiulia si laurea con me nell’autunno 2011. Subito dopo, accetta di fare un tirocinio presso un’agenzia pubblicitaria di Bologna. Nonostante le mie insistenze perché negozi un buon rimborso spese, accetta un «forse, si vedrà», perché l’agenzia le piace e le prospettive di formazione le paiono interessanti. Alla fine, ecco cosa racconta:

«Buongiorno prof, le scrivo a distanza di tempo perché ho piacere di raccontarle un po’ quel che è successo nei mesi subito dopo aver conseguito la laurea triennale in Comunicazione.

Dopo essermi laureata con lei in ottobre, ho subito avuto l’opportunità di svolgere un tirocinio post laurea presso una nota agenzia pubblicitaria di Bologna. Sei mesi full time, senza nessuna retribuzione, nemmeno rimborsi spese (anche se sono pendolare). 😦

Certo, le premesse non erano delle migliori, ma ero decisa: entrare in contatto con quella realtà mi affascinava e quindi (avendo letto La Repubblica degli Stagisti di Eleonora Voltolina e sentito più volte le sue raccomandazioni) mi sono detta: “Ho 22 anni, sono solo al secondo stage… posso ancora accettarlo gratuito.”

Il mio obiettivo era farmi un’esperienza di lavoro concreta, calarmi in una realtà stimolante e assorbire il più possibile. Ero determinata a mettermi in gioco e, a distanza di sei mesi, posso finalmente dire: “Ho fatto bene!”

Ho fatto bene perché ho avuto l’opportunità di conoscere e lavorare con persone valide e professionali, che mi hanno dato l’opportunità di farmi strada e crearmi un mio posticino all’interno dell’agenzia.

Ho fatto bene perché ho imparato e dato tanto, e questo è stato riconosciuto e apprezzato, al punto che mi hanno offerto di “restare a bordo” per un altro anno. Certo questa volta con un contratto (vero) e uno stipendio (modesto, ma vero).

Arnald, busta paga bassa

Devo ammettere però che ho avuto anche una buona dose di fortuna. In concomitanza con il termine del mio stage, una collega ha deciso di lasciare l’agenzia ed è stato proprio allora che si è concretizzata la mia opportunità (altrimenti tutto sarebbe stato vano).

In agenzia infatti mi hanno offerto di prendere il posto della persona che se ne andava: “Perché ti conosciamo già, ci siamo trovati bene con te, ormai sei parte dell’agenzia… quindi perché cercare una persona nuova, da formare daccapo?”

E così è stato. Da pochi giorni ho cominciato: ufficio nuovo, nuovi incarichi e nuove mansioni. Eh sì, perché mentre per tutta la durata dello stage ho affiancato un’account nella gestione dei clienti, ora mi trovo nell’ufficio web e mi occupo principalmente di gestire i profili social di alcuni clienti dell’agenzia e della redazione di contenuti editoriali.

Certo, è un po’ come fare un salto nel buio per la seconda volta. Ma per me è una buona occasione per mettermi alla prova con qualcosa di diverso e altrettanto interessante. Quindi ho accettato ed ora eccomi qua.

Come avrà capito sono più che soddisfatta di questa esperienza. Soprattutto perché è andata a buon fine. Certo, se il tutto si fosse concluso con un “arrivederci e grazie” forse non le scriverei con questo entusiasmo… ma non per questo avrei considerato sprecati i mesi trascorsi qua dentro, anzi.

Per cui mi piace pensare un po’ alla Steve Jobs: tutte le esperienze della nostra vita, scelte giuste o sbagliate, stage giusti o sbagliati, sono tutti puntini fondamentali che, congiunti tra loro, ci portano dove siamo ora. E se siamo soddisfatti, allora significa che ne è valsa la pena. Spero di rimanere comunque in contatto con lei, prof. A presto, Annagiulia.»

Qualcuno potrà storcere il naso perché il contratto di Annagiulia prevede (per ora) solo un anno, e lei stessa ammette che lo stipendio non è alto. Ma siamo in piena crisi e lei è contenta. Dunque come la mettiamo?