Il silenzio sulle Grandi Navi a Venezia

Ci fu un momento, subito dopo la tragedia del Giglio, in cui i media collegarono l’accaduto ai rischi che i veneziani corrono di continuo per il passaggio in laguna delle Grandi Navi da crociera. Queste navi, che possono essere lunghe fino a 300 metri, alte 60 e pesare oltre 90.000 tonnellate, attraversano la laguna centinaia di volte all’anno, a pochi metri dal Palazzo Ducale e dalla Biblioteca Marciana, continuando a erodere rive e fondali e a portare inquinamento atmosferico ed elettromagnetico. Per non parlare dei rischi alle persone e al patrimonio storico-artistico.

Grande nave a Venezia

Eppure dopo il Giglio parevano tutti d’accordo – giornalisti, politici, cittadini: basta con gli “inchini”, basta coi giganti raso costa, sono troppi gravi i rischi e i danni. Specie a Venezia, così unica e fragile. E Monti – ce lo ricordiamo bene – aveva promesso di vietare lo scempio. Vero.

Infatti il 2 marzo il cosiddetto decreto “anti-inchini”, firmato dai ministri dell’ambiente Clini e dello sviluppo economico Passera, stabilisce che le grandi navi «per il trasporto di merci e passeggeri superiori alle 500 tonnellate di stazza lorda» debbano passare ad almeno due miglia dalle aree marine protette. E su Venezia dice: «è vietato il transito nel canale di San Marco e nel canale della Giudecca delle navi adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori a 40.000 tonnellate di stazza lorda». Fantastico, direte voi. Peccato però che, dopo poche righe, prosegua: «Il divieto […] si applica a partire  dalla disponibilità di vie di navigazione praticabili alternative a quelle vietate, come individuate dall’Autorità marittima con proprio provvedimento» (qui il decreto).

Il divieto insomma è rinviato a data da destinarsi, perché non pone limiti di tempo alla creazione di «vie di navigazione percorribili alternative». Inoltre è proprio su queste «vie alternative» che i veneziani sono preoccupati, perché in gioco ci sono progetti tanto colossali quanto difficilmente realizzabili, e in ogni caso discutibili per l’impatto che potrebbero avere sul già fragile equilibrio idraulico della laguna. Vale la pena di leggere l’interrogazione parlamentare dei senatori Casson e Della Seta (Pd), che mostra i principali dubbi sul tema (qui il testo).

Detto questo, mentre i media internazionali si dedicano spesso ai problemi di Venezia (vedi la rassegna stampa sul sito di Italia Nostra), da noi – che Venezia ce l’abbiamo in casa – si continua a non parlarne. Fanno eccezione un articolo di Salvatore Settis su Repubblica il 16 gennaio, uno di Tommaso Montanari sul Fatto Quotidiano il 7 marzo e, sul settimanale Alias del Manifesto, la lettera di Angelo Marzollo, docente universitario e veneziano doc, che si autodenuncia per aver partecipato con la sua barca a remi alla protesta organizzata il 14 aprile in Canal Grande da un centinaio di piccole imbarcazioni lagunari, che sono andate incontro alla Queen Victoria e alla Magnifica che inauguravano la stagione crocieristica 2012. Tanti minuscoli Davide contro due mastodontici Golia.

Nel frattempo, mentre i media tacciono e molti italiani credono che il decreto Clini-Passera abbia allontanato per sempre le grandi navi dalle nostre coste, in realtà Venezia continua a sopportarle: sono oltre mille i transiti previsti nel 2012. Ma a differenza del racconto biblico, stavolta non sappiamo se Davide vincerà. (Ringrazio il professor Angelo Marzollo per avermi chiarito alcuni aspetti della questione.)

PS: questo articolo è uscito oggi anche sul Fatto Quotidiano.

Grande nave Foto Pattaro/Vision

Foto Pattaro/Vision.

46 risposte a “Il silenzio sulle Grandi Navi a Venezia

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. “Com’è triste Venezia
    Se nella barca c’è
    Soltanto un gondoliere
    Che guarda verso te
    E non ti chiede niente
    Perché negli occhi tuoi
    E dentro la tua mente
    C’è soltanto lei”

  3. C’è solo una cosa che non capisco: le navi a Venezia passano per il canale della Giudecca perché vanno ad attraccare alla stazione marittima, non per far fare un giro ai turisti.

    Impedire il passaggio significa impedire l’attracco lì, perché credo che non ci sia altra via per arrivarci. A meno che non ci siano altri attracchi disponibili di cui non sono a conoscenza (non sono veneziano, ci ho solo studiato, quindi può essere che le alternative ci siano ma non le conosca).

  4. la foto sotto però è una bufala (e forse anche quella sopra)

  5. Qualche anno fa mi sono ritrovato a Scanu Montiferro, un piccolo paese del Sinis. Me lo ricordo bene, ci sono restato diverse ore perché un tir tedesco, con cassone di dodici metri e sessanta centimetri, più motrice, era rimasto incastrato in una curva a gomito nel centro del’abitato. Il camionista aveva seguito le indicazioni del navigatore per la strada più breve, evitando la circonvallazione. Ci sono voluti i vigili del fuoco di Sassari per liberarlo.
    In quel caso mi sono divertito e ho scoperto bellissimi cavalli.
    Dice Tommy che le grandi navi da crociera passano dalla Giudecca perché in qualche modo “devono” proseguire per la stazione marittima. Ma è davvero necessario? Quali possono essere le ragioni che giustificano i danni irreparabili, da decenni denunciati da persone competenti ed associazioni, e che consentono questo scempio? Già Venezia è un lunapark, già i danni dell’assurdo mostro Mose cominciano ad evidenziarsi prima di essere arrivato a compimento, perché continuare ad utilizzare la città come un fondale scenografico per navi che con il loro passaggio la intaccano nelle fondamenta? L’ex sindaco filosofo Massimo Cacciari ha denunciato il fatto che, nonostante le sue ordinanze, per cavilli fra comune e autorità marittime, le navi continuano a transitare. Le lesioni alla cupola di Brunelleschi, a Firenze, sono dovute al traffico automobilistico e ai tram. I danni si accertano, si riconoscono le cause, dopo di che nulla accade.
    Chi è che detiene il potere, davvero?

  6. @luziferszorn
    ho avuto anch’io qualche dubbio, anche se luci e prospettive sono corrette, però su google / ricerca per immagini / grandi navi venezia / si trova un bella collezione di foto sicuramente vere che mostrano lo scempio in tutta la sua sproporzionata dimensione.

  7. La foto segnalata (la n 2) è taroccata: stando al punto di osservazione con in primo piano il Sestiere Dorsoduro il bestione transiterebbe addirittura dentro al Canal Grande (sullo sfondo peraltro non è San Marco ma San Giorgio che sta dalla parte opposta); in questi casi meglio usare i filmati youtube, più difficili da taroccare: c’è n’è uno con la Star Princess (un gigante) ormeggiata lungo la zona dell’Arsenale. Interessante sarebbe capire chi sono i taroccatori di foto, se deficienti che non capiscono la gravità della situazione o furbetti che vogliono buttare in vacca la denuncia. Da google maps si notano le rotte ufficiali che dovrebbero obbligare il passaggio tra la Giudecca e il Lido.

  8. Il Comitato NO Grandi Navi – Laguna Bene Comune dal 5 maggio 2012 ha lanciato la petizione popolare che potete leggere quì sotto ed nei primi 24 giorni abbiamo raccolto 4.008 firme .
    Tutti quelli che condividono quanto diciamo possono firmare cliccando sui link che sono riportati qui sotto:
    Italiano
    http://www.petizionionline.it/petizione/petizione-popolare-fuori-dalla-laguna-le-navi-incompatibili/6937
    inglese -> http://www.petizionionline.it/petizione/p-e-t-i-t-i-o-n-against-incompatible-ships-in-venice-lagoon/6966
    spagnolo -> http://www.petizionionline.it/petizione/peticion-popular-fuera-de-la-laguna-los-buques-incompatibles/6967
    francese -> http://www.petizionionline.it/petizione/petition-populaire-hors-de-la-lagune-les-navires-incompatibles/6968
    tedesco->http://www.petizionionline.it/petizione/petition-gegen-inkompatible-schiffe-in-der-lagune-venedigs/6989

    PETIZIONE POPOLARE : FUORI DALLA LAGUNA LE NAVI INCOMPATIBILI
    Al Presidente del Consiglio Parlamentare Europeo
    Alla commissione Ambiente – Parlamento Europeo
    Alla commissione Petizioni – Parlamento Europeo
    Ai gruppi politici del Parlamento Europeo
    All’ UNESCO
    Al Presidente del Consiglio dei Ministri del Governo Italiano
    Al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti
    Al Ministro dell’Ambiente
    Al Ministro della Sanità
    Ai gruppi politici del Parlamento Italiano
    Al Comitato Interministeriale di indirizzo, coordinamento e controllo
    (art.4, legge n.798/1984) – detto “ Comitatone”
    Al Presidente del Magistrato alle Acque di Venezia
    All’Autorità Portuale di Venezia
    Alla Capitaneria di Porto di Venezia
    Agli Enti Locali competenti territorialmente :
    Al Presidente della Regione Veneto
    Al Presidente della Provincia di Venezia
    Al Sindaco di Venezia
    Al Sindaco di Chioggia
    Al Sindaco di Cavallino – Tre Porti
    Al Sindaco di Mira
    Al Presidente della Municipalità del Lido e Pellestrina
    Al Presidente della Municipalità di Venezia – Murano – Burano
    Ai gruppi politici presenti nei vari Enti Locali
    Petizione Popolare
    FUORI DALLA LAGUNA LE NAVI INCOMPATIBILI
    Le GRANDI NAVI DA CROCIERA inquinano ciascuna come 14 mila automobili e compromettono la salute dei cittadini, quelli di oggi e soprattutto quelli di domani
    Le GRANDI NAVI DA CROCIERA per le loro abnormi dimensioni mettono a rischio la sicurezza della città e la sopravvivenza della laguna
    Le GRANDI NAVI DA CROCIERA non portano benessere, arricchiscono solo chi specula su un turismo insostenibile e aggravano l’impoverimento della città di residenti e servizi trasformandola in una Disneyland
    Il Decreto dei Ministri dei Trasporti e dell’Ambiente del 2 marzo 2012 vieta il transito nel canale di San Marco e nel canale della Giudecca delle navi di stazza lorda superiore alle 40.000 tonnellate ma l’applicazione di questo divieto viene rinviata a tempi futuri indefiniti, quando “saranno praticabili vie di navigazione alternative a quelle vietate”
    NOI VOGLIAMO
     che si affrontino subito le soluzioni alternative definitive senza ipotizzare costose e devastanti soluzioni provvisorie. Per ragioni di sicurezza, di salute pubblica e di difesa dell’ecosistema lagunare si vieti immediatamente l’accesso in laguna delle navi al di sopra delle 40.000 tonnellate di stazza lorda.
     che contemporaneamente vengano avviate le procedure per l’estromissione definitiva di quelle navi che studi autorevoli e indipendenti, da avviarsi immediatamente, dichiareranno incompatibili col benessere della città e col recupero morfologico della laguna, compromesso dalle eccessive sezioni alle bocche di porto e da canali troppo larghi e profondi.
     che venga installata una rete di centraline Arpav per rilevare la qualità dell’aria a Venezia Centro storico e nelle isole
     che vengano emanati con urgenza provvedimenti cautelativi in difesa della salute pubblica come l’obbligo per tutte le navi in movimento all’interno della laguna di usare carburanti con contenuti di zolfo inferiore allo 0,1%; l’obbligo di utilizzare le migliori tecnologie per ridurre al massimo la produzione ed emissione di inquinanti; la possibilità di utilizzare gli apparati radar solo in caso di nebbia per le navi in movimento; l’elettrificazione di tutte le banchine d’ormeggio nella laguna di Venezia
     che il sindaco (responsabile per legge della salute) promuova con l’Ulss12 veneziana un’indagine sulla salute dei cittadini in connessione con il crocerismo
     che si stabilisca una soglia totale di sostenibilità giornaliera turistica, e che anche al crocerismo ne venga assegnata una quota invalicabile

  9. in riferimento ai dubbi sul possibile taroccamento della seconda foto riprodotto : la foto non è assolutamente taroccata ! Per chi conosce bene Venezia, dovrebbe essere stata scattata dalla terrazza del Mulino Stuky con un buon teleobiettivo. Di fatti si vedono gli edifici vicini al canale della Giudecca e l’isola di San Giorgio dietro la grande nave in entrata che stà andando verso il punto di approdo della marittima!

  10. Il Comitato NO Grandi Navi – Laguna Bene Comune dal 5 maggio ha lanciato la petizione popolare che potete leggere quì sotto ed nei primi 24 giorni abbiamo raccolto 4.008 firme .
    Tutti quelli che condividono possono firmare cliccando sui link che sono riportati qui sotto:
    Italiano
    http://www.petizionionline.it/petizione/petizione-popolare-fuori-dalla-laguna-le-navi-incompatibili/6937
    inglese -> http://www.petizionionline.it/petizione/p-e-t-i-t-i-o-n-against-incompatible-ships-in-venice-lagoon/6966
    spagnolo -> http://www.petizionionline.it/petizione/peticion-popular-fuera-de-la-laguna-los-buques-incompatibles/6967
    francese -> http://www.petizionionline.it/petizione/petition-populaire-hors-de-la-lagune-les-navires-incompatibles/6968
    tedesco->http://www.petizionionline.it/petizione/petition-gegen-inkompatible-schiffe-in-der-lagune-venedigs/6989

    PETIZIONE POPOLARE : FUORI DALLA LAGUNA LE NAVI INCOMPATIBILI
    Al Presidente del Consiglio Parlamentare Europeo
    Alla commissione Ambiente – Parlamento Europeo
    Alla commissione Petizioni – Parlamento Europeo
    Ai gruppi politici del Parlamento Europeo
    All’ UNESCO
    Al Presidente del Consiglio dei Ministri del Governo Italiano
    Al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti
    Al Ministro dell’Ambiente
    Al Ministro della Sanità
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    Al Presidente del Magistrato alle Acque di Venezia
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    Alla Capitaneria di Porto di Venezia
    Agli Enti Locali competenti territorialmente :
    Al Presidente della Regione Veneto
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    Le GRANDI NAVI DA CROCIERA inquinano ciascuna come 14 mila automobili e compromettono la salute dei cittadini, quelli di oggi e soprattutto quelli di domani
    Le GRANDI NAVI DA CROCIERA per le loro abnormi dimensioni mettono a rischio la sicurezza della città e la sopravvivenza della laguna
    Le GRANDI NAVI DA CROCIERA non portano benessere, arricchiscono solo chi specula su un turismo insostenibile e aggravano l’impoverimento della città di residenti e servizi trasformandola in una Disneyland
    Il Decreto dei Ministri dei Trasporti e dell’Ambiente del 2 marzo 2012 vieta il transito nel canale di San Marco e nel canale della Giudecca delle navi di stazza lorda superiore alle 40.000 tonnellate ma l’applicazione di questo divieto viene rinviata a tempi futuri indefiniti, quando “saranno praticabili vie di navigazione alternative a quelle vietate”
    NOI VOGLIAMO
     che si affrontino subito le soluzioni alternative definitive senza ipotizzare costose e devastanti soluzioni provvisorie. Per ragioni di sicurezza, di salute pubblica e di difesa dell’ecosistema lagunare si vieti immediatamente l’accesso in laguna delle navi al di sopra delle 40.000 tonnellate di stazza lorda.
     che contemporaneamente vengano avviate le procedure per l’estromissione definitiva di quelle navi che studi autorevoli e indipendenti, da avviarsi immediatamente, dichiareranno incompatibili col benessere della città e col recupero morfologico della laguna, compromesso dalle eccessive sezioni alle bocche di porto e da canali troppo larghi e profondi.
     che venga installata una rete di centraline Arpav per rilevare la qualità dell’aria a Venezia Centro storico e nelle isole
     che vengano emanati con urgenza provvedimenti cautelativi in difesa della salute pubblica come l’obbligo per tutte le navi in movimento all’interno della laguna di usare carburanti con contenuti di zolfo inferiore allo 0,1%; l’obbligo di utilizzare le migliori tecnologie per ridurre al massimo la produzione ed emissione di inquinanti; la possibilità di utilizzare gli apparati radar solo in caso di nebbia per le navi in movimento; l’elettrificazione di tutte le banchine d’ormeggio nella laguna di Venezia
     che il sindaco (responsabile per legge della salute) promuova con l’Ulss12 veneziana un’indagine sulla salute dei cittadini in connessione con il crocerismo
     che si stabilisca una soglia totale di sostenibilità giornaliera turistica, e che anche al crocerismo ne venga assegnata una quota invalicabile

  11. Il Comitato NO Grandi Navi – Laguna Bene Comune dal 5 maggio ha lanciato la petizione popolare che potete leggere quì sotto ed nei primi 24 giorni abbiamo raccolto 4.008 firme .
    PETIZIONE POPOLARE : FUORI DALLA LAGUNA LE NAVI INCOMPATIBILI
    Al Presidente del Consiglio Parlamentare Europeo
    Alla commissione Ambiente – Parlamento Europeo
    Alla commissione Petizioni – Parlamento Europeo
    Ai gruppi politici del Parlamento Europeo
    All’ UNESCO
    Al Presidente del Consiglio dei Ministri del Governo Italiano
    Al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti
    Al Ministro dell’Ambiente
    Al Ministro della Sanità
    Ai gruppi politici del Parlamento Italiano
    Al Comitato Interministeriale di indirizzo, coordinamento e controllo
    (art.4, legge n.798/1984) – detto “ Comitatone”
    Al Presidente del Magistrato alle Acque di Venezia
    All’Autorità Portuale di Venezia
    Alla Capitaneria di Porto di Venezia
    Agli Enti Locali competenti territorialmente :
    Al Presidente della Regione Veneto
    Al Presidente della Provincia di Venezia
    Al Sindaco di Venezia
    Al Sindaco di Chioggia
    Al Sindaco di Cavallino – Tre Porti
    Al Sindaco di Mira
    Al Presidente della Municipalità del Lido e Pellestrina
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    Ai gruppi politici presenti nei vari Enti Locali
    Petizione Popolare
    FUORI DALLA LAGUNA LE NAVI INCOMPATIBILI
    Le GRANDI NAVI DA CROCIERA inquinano ciascuna come 14 mila automobili e compromettono la salute dei cittadini, quelli di oggi e soprattutto quelli di domani
    Le GRANDI NAVI DA CROCIERA per le loro abnormi dimensioni mettono a rischio la sicurezza della città e la sopravvivenza della laguna
    Le GRANDI NAVI DA CROCIERA non portano benessere, arricchiscono solo chi specula su un turismo insostenibile e aggravano l’impoverimento della città di residenti e servizi trasformandola in una Disneyland
    Il Decreto dei Ministri dei Trasporti e dell’Ambiente del 2 marzo 2012 vieta il transito nel canale di San Marco e nel canale della Giudecca delle navi di stazza lorda superiore alle 40.000 tonnellate ma l’applicazione di questo divieto viene rinviata a tempi futuri indefiniti, quando “saranno praticabili vie di navigazione alternative a quelle vietate”
    NOI VOGLIAMO
     che si affrontino subito le soluzioni alternative definitive senza ipotizzare costose e devastanti soluzioni provvisorie. Per ragioni di sicurezza, di salute pubblica e di difesa dell’ecosistema lagunare si vieti immediatamente l’accesso in laguna delle navi al di sopra delle 40.000 tonnellate di stazza lorda.
     che contemporaneamente vengano avviate le procedure per l’estromissione definitiva di quelle navi che studi autorevoli e indipendenti, da avviarsi immediatamente, dichiareranno incompatibili col benessere della città e col recupero morfologico della laguna, compromesso dalle eccessive sezioni alle bocche di porto e da canali troppo larghi e profondi.
     che venga installata una rete di centraline Arpav per rilevare la qualità dell’aria a Venezia Centro storico e nelle isole
     che vengano emanati con urgenza provvedimenti cautelativi in difesa della salute pubblica come l’obbligo per tutte le navi in movimento all’interno della laguna di usare carburanti con contenuti di zolfo inferiore allo 0,1%; l’obbligo di utilizzare le migliori tecnologie per ridurre al massimo la produzione ed emissione di inquinanti; la possibilità di utilizzare gli apparati radar solo in caso di nebbia per le navi in movimento; l’elettrificazione di tutte le banchine d’ormeggio nella laguna di Venezia
     che il sindaco (responsabile per legge della salute) promuova con l’Ulss12 veneziana un’indagine sulla salute dei cittadini in connessione con il crocerismo
     che si stabilisca una soglia totale di sostenibilità giornaliera turistica, e che anche al crocerismo ne venga assegnata una quota invalicabile

  12. La prima foto viene dallla sezione Venezia del sito Italia nostra.

    Della seconda foto ho specificato i credits e in ogni caso mi è stata mandata da un veneziano di nascita, persona molto seria. Io non sono veneziana e non mi permetto di commentare la questione. In ogni caso, vedo che nel frattempo a chi presume il taroccamento è stato già risposto.

  13. Beh direi che se le foto sono autentiche dicono veramente tutto loro.
    Credo che non ci sia bisogno di commenti.

  14. L’articolo di Giovanna è un bell’esempio di comunicazione chiara e completa nella sua concisione, su alcuni aspetti di una città che in generale è tanto famosa quanto poco conosciuta :la diversità intrinseca di Venezia, città anfibia e a misura d’uomo, la rende al tempo stesso attraente, quanto vittima della nostra attuale frettolosa omologazione. L’articolo appare in fortunata coincidenza con un ottimo servizio di Report, che dà un quadro preciso dell’attuale questione delle Grandi Navi a Venezia e inoltre coraggiosamente sfida in modo documentato i potenti interessi economici (a spese dei contribuenti e della stessa Venezia ) che sono anche alla base dell’osservazioni di Guydeborg sul MOSE. http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-06975f4b-808b-4ced-ab49-55a760f4498c.htm.
    A Tommy: è vero che l’unico attuale grande canale per arrivare allo scalo della Marittima, è solo quello attraverso il bacino di San Marco. L’alternativa adombrata nel decreto voluto dall’entourage di Passera e subito da Clini è quella di continuare a fare arrivare le Grandi Navi in Marittima dopo aver scavato una nuova deviazione del famigerato Canale dei petroli, verso la Giudecca e la Marittima. Alternativa meno spettacolare, ma in realtà più dannosa rispetto alla rotta attuale: fornirebbe un altro contributo, ancor più vicino a Venezia, a

    quell’erosione di fondali che sta distruggendo la laguna- trasformata in braccio di mare- e quindi anche Venezia. Questa è una delle motivazioni che puoi leggere nella petizione http://www.petizionionline.it/petizione/petizione-popolare-fuori-dalla-laguna-le-navi-incompatibili/6937, che sta rapidamente accogliendo migliaia di adesioni, non solo fra i residui abitanti di Venezia, ma anche nelle sue versioni in altre 4 lingue.
    In sintesi: è impossibile far transitare navi sempre più grandi navi in una laguna progettata bene, ma per accogliere…velieri!
    A Lucizifersorn e Guydeborg: anche la foto 2 è autentica: scattata dalla Giudecca, di cui si vede un angolo del Canale, mostra una Grande Nave in bacino di San Marco, con sulla destra l’isola di San Giorgio.
    Infine: chi è interessato alle attuali vicende veneziane, inclusa una visione culturale della questione, ha quotidianamente a disposizione il sito “Italia Nostra Venezia” e la sua documentazione completa anche sulla questione Grandi navi e il modo in cui è trattata da giornali di mezzo mondo.
    Angelo

  15. Tendo a pensare che quelle navi non debbano passare dalla Giudecca, però non ne so abbastanza per avere un’opinione fondata.
    Servirebbe avere stime affidabili dei danni provocati dal passaggio, certamente non valutabili a occhio e croce da inesperti.
    Servirebbe poi prevedere realisticamente le conseguenze economiche e sociali su Venezia del minore afflusso dei turisti portati da queste navi.
    Inoltre, avere informazioni su praticabilità, costi e tempi di realizzazione di soluzioni alternative, coi loro pro e contro rispetto ai due punti precedenti, danni ambientali e conseguenze socio-economiche.
    Senza di questo, uno può fare valere solo i suoi pregiudizi. (Il mio l’ho dichiarato nella prima riga).

  16. Mmm, vediamo un po’ di fare chiarezza. Le foto non sono taroccate e solo coloro che non frequentino Venezia dai tempi del Doge (o la girino con il fish-eye puntato solo sulla propria Nanà) possono pensare al fotomontaggio.
    Inoltre il Canale della Giudecca non è certo l’unica via per raggiungere il Tronchetto, sebbene sia la più panoramica per un turista agée che sul ponte della nave voglia scattare da vicino la stessa identica cartolina del campanile di San Marco che lo ha convinto a farsi la crociera; fotografia con cui torturare gli amici al ritorno sottoponendoli a quelle sadiche serate in cui per ore e ore si rischia la paralisi mascellare nell’improbabile sorriso di chi non riesca a dire al padrone di casa che la millesima fotografia è uguale alla prima, che tutte sono insulse e sono foto di foto altrui. Insomma, si paga una crociera, si rovina il fondale della laguna di una città unica al mondo e si finisce a importunare parenti ed amici con il pessimo gusto della propria ottusità aneddotica. Ora, io capisco le ragioni di mercato di una nave internazionale con i tempi contingentati, e con a bordo migliaia di passeggeri desiderosi di vedere Venezia, che per motivi organizzativi nonvorrebbe in nessun caso attraccare anche in futuro fuori dalla laguna, appoggiandosi successivamente gondole e vaporetti (altrui) per raggiungere i punti turistici. Si vieti immediatamente il transito sul canale della Giudecca, che non comporterebbe alcun aggravio in termini di tempi e nuove rotte. Ma se il problema è proteggere la laguna nella sua interezza, e non solo l’incidente all’italiana con la nave parcheggiata in piazzale San Marco e lo Schettino di turno subito a dissimulare facendo lo splendido al cafè Florian, occorre attrezzare un porto decdente comunque a Lido, senza passare come ora per San Nicolò che se non ricordo male guarda Venezia e non l’adriatico. Non ci sono altre strade per salvare città e turismo. Anche perché, e lo ricordo a Ben, se Venezia va perduta il turismo va deserto.

  17. @Ugo
    “se Venezia va perduta il turismo va deserto.”
    Questo è certo.
    Ma è incerto, a quel che so, di quanto quelle navi abbrevino la vita di Venezia. Come è incerto quanto quel deplorevole genere di turismo aiuti Venezia a sopravvivere.

    Perciò meglio decidere sulla base di valutazioni attendibili dei vari rischi in conflitto, oltre che delle proprie preferenze.
    Preferenze non così ovvie per i veneziani con bottega a Venezia (quanti?).
    E senza i veneziani Venezia non è un gran che.😉

  18. Venezia e i veneziani potrebbero sopravvivere in altri modi, senza il turismo portato fin lì da quelle navi, per il poco o tanto che valga. Tocca principalmente a loro trovarli.

  19. Posso immaginare cosa possono provocare eliche capaci di muovere le più grandi navi in circolazione e centinaia di tonnellate di acqua e fango. Per poter spostare una nave occorre che l’elica, immersa in un fluido, trovi una resistenza superiore al peso da muovere. Dove si scarica tutta questa spinta se non sulle fondamenta dei palazzi tenuti su da palafitte? E tutto il fango misto agli scarichi, alla nafta, continuamente rimestato, come modifica la laguna? Quanti e quali sono i danni biologici e fisici causati ad un ecosistema così complesso e delicato? Capisco preoccuparsi dell’economia dei bottegai, ma avere una visione più ampia forse può essere utile. Non sono veneziano e sono anni che non riesco più a trascorrere qualche giorno a Venezia, purtroppo mi fermo a Mestre e nelle altre meravigliose zone industriali che tutto il mondo c’invidia. Però, considerando Venezia anche un po’ mio patrimonio mi informo. Questo fatto delle navi non l’ha inventato Schettino, è un fatto ben noto da anni, come dimostrano gli amici del comitato. Mi spiace trovare su questo blog visioni miopi e semplicemente utilitaristiche, da piccolo bottegaio, appunto.

  20. @guydebord
    che brutto non essere capiti pur esprimendosi chiaramente.😦

    Lungimiranza è capire che Venezia non può vivere senza gente che ci viva stabilmente con un reddito da attività locali legate al suo fascino. Quali altre, se non queste?
    Sotto questo aspetto è già ridotta al lumicino, che ora consiste in parte non trascurabile in quel turismo lì.
    Se gli abitanti e le autorità locali non riescono a creare altre attività, incluso un turismo di altro genere, che fare?

    Proibire il passaggio delle navi e scoraggiare il turismo conseguente va benissimo, se — ripeto SE — si creano delle alternative di sviluppo economico locale, quali che siano, purché non peggiori di quello che c’è ora. Compito in primo luogo di chi ci vive. (O avete in mente qualcos’altro?)

    Altrimenti, senza nessuna attività economica vitale, Venezia può solo diventare, assai più di quanto non sia adesso, un museo abitato principalmente da custodi diurni. Con probabile rapido sfacelo fisico. Probabilmente persino più rapido di quello provocato dalle onde delle navi.
    Se questa è lungimiranza… 😦

  21. @Ben
    Guarda che l’alternativa per salvare capre e cavoli era già nel mio commento. È un alternativa che salva la laguna, soddisfa i turisti, protegge le loro arterie facendogli fare a piedi un po’ di calli (in tutti i sensi, Veneziane e anatomici), aumenta le entrate di gondolieri e traghetti, non tocca il commercio locale.
    Circa il danno che il passaggio continuo di navi del genere provocherebbe alle fondamenta della città lagunare, è talmente pacifico da non dover nemmeno richiedere commento. L’accentuazione di qualsiasi moto ondoso erode anticipatamente la struttura portante e un’opera come il MOSE vorrebbe impedire proprio la subsidenza da maree ovvero quell’abbassamento accertato e inesorabile che condannerà Venezia a sprofondare nel mare. Il passaggio di migliaia di navi di quel pescaggio e forza propulsiva, tra l’altro sprigionata nelle prossime vicinanze della struttura a palafitte della città è incontestabilmente un fattore di accelerazione del fenomeno. Incontestabilmente, capisci Ben? Il resto è mucillagine argomentativa e insabbiamento da mercanti autolesionisti. Tu morirai, io morirò,quei turisti moriranno, così come la nave che li ha portati lì. Si spera che Venezia invece viva più a lungo e non debba essere in futuro visitata come una ritrovata Atlantide.

  22. Constato con piacere l’interesse suscitato dall’articolo di Giovanna, che effettivamente riempie un semi-vuoto lasciato finora dalla stampa nazionale italiana. Da veneziano , ma “senza bottega” ( ne esistono ancora, per quanto pochi, Ugo, e sarò contento di fartelo constatare) concordo soprattutto con chi di voi vorrebbe esprimere un’opinione in base a dati oggettivi, che non si limitino all’ indubbio effetto mediatico delle foto. Ma è proprio quello che chiede la nostra petizione!!! Gli scarsi e sparsi “studi”(chiamiamoli così) resi disponibili sono tutti stati commissionati da Enti direttamente interessati ai profitti (esclusivamente privati) derivanti da questi stazionamenti, A chi me lo chiederà, saro’ felice di inviare per posta copia dell’accurato e brillante libretto “E le chiamano navi…” di Silvio Testa. Concludo scusandomi per il ripetermi nel suggerirvi di guardare il recente lavoro di una coraggiosa reporter televisiva vostra coetanea, per il quale ho riportato il sito nel mio intervento precedente.
    Angelo

  23. Angelo Marzollo, ha ragione! Mi scuso. Mi sono fatto fregare dalla diagonale della prospettiva; il punto di osservazione è proprio dal Mulino Stucky, quindi il bestione sta di traverso sull’angolo di Punta Dogana (Santa Maria della Salute) e dal Bacino di San Marco si sta infilando nel Canale della Giudecca; ecco perché una mia amica che ha casetta lì dice che sono impressionanti ‘ste navi, “più alte della Salute!”. Dunque passano anche entrando, verso la Stazione Marittima, e non solo uscendo da Venezia come altri mi avevano detto; in sostanza allora la linea ufficiale tra Giudecca e Lido non la percorre più nessuno? (Ugo, antipatico, ai tempi del Doge gli edifici stavano nella stessa posizione :-P)

  24. Al di là dei dati oggettivi di ipotetici (credo prima o poi probabili) danni arrecati alle strutture (fondamenta) della città, rimane il fatto che queste foto danno la sensazione di qualcosa di irreale, abnorme, non-armonico e antiestetico direi; forse anche per questo, non avendo mai visto questi passaggi dal vivo, abbiamo l’impressione di qualcosa di irreale. Non so se ha senso ma credo che anche il fattore estetico/artistico abbia preso una piega pirotecnico-consumista: piace forse ai naviganti e ai passeggeri guardare la città dall’alto di un mostro galleggiante simbolo del consumismo più sfrenato, oppure c’è una introiezione felliniana da Rex-Amarcord che travolge anche i veneziani?

  25. La laguna di Venezia è un ecosistema unico al mondo la cui sopravivenza è stata garantita per tanti secoli dalla Serenissima Repubblica di Venezia.
    Le lagune sono infatti un sistema in equilibrio instabile per la perenne lotta tra la forza dei fiumi che porta accumulo di ghiaie , sabbia, limo ecc e la forza del mare con la sua erosione che asporta gli apporti consolidati nel tempo.
    Contro questi due forze della natura la Serenissima Repubblica di Venezia ha combattuto per secoli vittoriosamente.
    Realizzare questo miracolo, lasciare che le contrastanti forze dei fiumi e del mare, della terra e dell’acqua, collaborassero senza che l’una prevalesse sull’altra, e al tempo stesso introdurre le trasformazioni necessarie a vivere la Laguna significava sottoporre la Laguna a un governo minuzioso, fondato sulla quotidianità dell’intervento, sulla continuità della vigilanza, sulla più accorta gradualità e controllo delle innovazioni (un nuovo canale, un nuovo argine, un nuovo consolidamento, una nuova immissione) e sul monitoraggio dei loro effetti.
    Tutte le armi del buongoverno veneziano vennero impiegate in questa logica e a questo scopo.
    Dalle intelligenze disponibili,alle tecnologie adeguate, alla mobilitazione di tutte le risorse , che le capacità di una amministrazione saggiamente lungimirante ha saputo mettere in campo.
    Con la caduta la Serenissima si è dissolto l’ombrello protettivo delle regole che Essa aveva imposto per tanto tempo, venendo meno la stessa consapevolezza della Laguna come bene comune dei Veneziani.
    Parti estese del territorio Lagunare sono state privatizzate, distruggendo le barene in vista di tornaconti immediati e per la conversione in zone industriali.
    Porzioni consistenti del bacino sono state così sottratte ai ritmi delle acque e al gioco delle maree. Riducendo drasticamente l’ambito dove potevano estendersi le maggiori alte maree e le piene dei fiumi versanti in Laguna, sono aumentate le frequenze e le intensità delle inondazioni dei centri abitati.
    Analogo effetto ha avuto l’approfondirsi dei maggiori canali d’accesso, disegnati ormai come rettilinei stradali ( canale dei petroli) e non più assecondando il disegno naturale delle acque e delle stesse “bocche di porto”, che, per i dragaggi effettuati onde consentire l’ingresso alle zone industriali di navi di grande pescaggio e per l’abbandono delle pratiche di monitoraggio e manutenzione continua che la Serenissima aveva sistematicamente condotto.
    E’ facile intuire quanti e quali danni il passaggio sistematico di navi che muovono imponenti masse d’acqua creano all’ habitat naturale così delicato e instabile qual è la laguna.
    Danni alle strutture architettoniche sommerse e naturalmente ai bassi fondali lagunari adiacenti ai canali, quali velme e barene, che si sommano all’inquinamento atmosferico a causa degli scarichi dei motori delle navi in sosta.
    Merita pertanto un grande applauso il bell’articolo di Giovanna Cosenza che contribuisce all’ approfondimento e ad una maggior coscienza e sensibilizzazione dei veneziani e dell’opinione pubblica verso lo sforzo encomiabile e ammirevole che il Comitato NO Grandi Navi sta conducendo per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna.

  26. La foto numero 2 è terribilmente vera, vi metto il link su GoogleMaps.
    Il punto A è la posizione della nave, il punto B indica la posizione del fotografo al momento dello scatto😉
    http://goo.gl/maps/MzKV
    (grazie a NicolaC per la dritta)

  27. Grazie a Giovanna e grazie a Fabio e al comitato NOGrandiNavi per questa esaustiva panoramica. Diverse cose analoghe le avevo in mente, ma scriverle!
    Io non fumo, così ogni tanto decido di prendere una boccata d’intelligenza, dando una scorsa veloce a questo blog. Bisognerebbe avere più tempo, anche per riflettere invece d’intervenire in modo estemporaneo. Tant’è, e comunque è meglio che fumare. Pazienza per le virgole e gli accenti e i congiuntivi approssimativi, che saltano fuori solo alla rilettura.

  28. Errata corrige :
    riscrivo il seguente paragrafo in quanto non ho avuto il tempo di rileggere il testo del mio commento e mi sono accorto di aver scritto, soprattutto questo pezzo, in maniera poco chiara e incompleta.
    “Analogo effetto ha avuto l’escavazione di nuovi canali d’accesso, disegnati ormai come rettilinei stradali ( il canale dei petroli è un esempio eclatante), non più assecondando il disegno naturale delle acque e delle stesse “bocche di porto”, che ora, sia per i dragaggi effettuati onde consentire l’ingresso alle zone industriali di navi di grande pescaggio che per l’abbandono delle pratiche di monitoraggio e manutenzione continua (che la Serenissima aveva sistematicamente condotto) convogliano in laguna una grande massa d’acqua con effetti sempre più erosivi e di impoverimento morfologico della laguna.”

  29. Sono lieto dell’interesse suscitato da questo argomento, che si può approfondire anche leggendo il testo della petizione.
    Aggiungo che, come è naturale, i partecipanti al blog si sono soprattutto riferiti agli effetti visivi di queste navi, che attirano l’attenzione per la loro evidente abnormità.
    Purtroppo, esistono anche altre foto, quelle di canali interni a Venezia e in laguna sottoposti a traffico motorizzato da parte di motoscafi di ogni tipo, che non ci sembrano più abnormi: ci siamo abituati a considerare normale un traffico motorizzato che estrapoliamo da quello delle nostre strade e delle nostre coste. Ci si dimentica che siamo invece in una laguna che sta appiattendosi e diventando braccio di mare soprattutto a causa di questo traffico incontrollato, e in una città con fondamenta squassate soprattutto da quei “normali” motoscafi e dalle loro velocità adatte al mare.
    L’amico e collega Fabio Carrera che è ancora l’unico ad aver coordinato un gruppo di ricerca vero (della Worchester University) su alcuni effetti delle Grandi Navi , sostiene che gli effetti idraulici peggiori che esse provocano possono non dipendere loro onde profonde, che esse creano direttamente, ma da quelle di superficie provocate dalla miriadi di motoscafoni e taxi che attendono i “crocieristi” per trasportarli velocemente verso e da San Marco.
    A me questa congettura sembra seria e plausibile.
    Venezia,è veramente una città diversa, e sarebbe bene lo restasse. Basterebbe solo capirla,
    Fabio Coppola ci ha aiutato a farlo spiegandoci un po’ di laguna.
    Angelo

  30. L’ultimo commento di Angelo Marzollo su questo blog (molto utile, grazie), una lettera di Paolo Costa sul Corriere della sera di oggi e la risposta di G. A. Stella in calce alla lettera, chiariscono un po’ il problema:
    – il passaggio delle grandi navi davanti a S. Marco, secondo Marzollo e Costa, di per sé farebbe poco danno (il problema sarebbero i motoscafi che portano i turisti sbarcati, problema credo risolvibile);
    – il Porto attuale, in quanto porto leader del Mediterraneo per le navi da crociera, sarebbe una grande risorsa economica per l’area;
    – la via alternativa (canale di Malamocco) non sarebbe attualmente agibile e richiederebbe costose operazioni di scavo di un nuovo canale in laguna, con pro e contro rispetto alla via della Giudecca, se ho ben capito.

    Interessante l’evoluzione della posizione di Paolo Costa, un tecnico di alto livello prestato alla politica (http://en.wikipedia.org/wiki/Paolo_Costa), ministro dei lavori pubblici nel primo governo Prodi e sindaco di Venezia dal 2000 al 2005: secondo Stella, da sindaco si sarebbe opposto al passaggio delle grandi navi davanti a san Marco, mentre ora, da Presidente dell’Autorità portuale, lo giustifica (vedi appunto la sua lettera sul Corriere di oggi, che purtroppo non compare on line).

  31. Aggiunta, a scanso di obiezioni.
    Non so quale sia la soluzione migliore, credo vada studiata con cura e rigore (come suggerito anche dalla petizione), senza accontentarsi di compromessi irresponsabili. Però non sembra che sia ovvia.

  32. Volendo azzardare un’ipotesi sul provvedimento più urgente per la salvaguardia fisica di Venezia, dai documenti sopra citati sembrerebbe dover essere la limitazione del traffico dei motoscafi, forse anche con forti limiti di velocità, per ridurre il moto ondoso di superficie (Fabio Carrera, citato da Marzollo). Gli stessi crocieristi potrebbero forse raggiungere San Marco dalla Stazione marittima in modo meno nocivo (come suggerito anche da Ugo, se ben ricordo).
    E’ solo un esempio, per indicare come le soluzioni più efficaci possano essere diverse da quelle immaginabili a prima vista.

  33. @Ben
    Purtroppo non è così. Si può decidere di bandire le grandi navi solo a patto di garantire per quei turisti lo scalo in città attraverso vaporetti e taxi, altrimenti avrai tutti contro. Ma poiché la protesta allarga il fronte passando dalla battaglia contro i molti giganti alla guerra contro gli infiniti nani, si rischia di perdere e con gli uni e con gli altri. Insomma, se non è ancora chiaro se il danno sia provocato dai grandi o dai piccoli, allora vuol dire che l’argomentazione è parecchio spuntata. Infine, avevo tralasciato di riflettere sul business del rifornimento a lungo raggio delle grandi navi da crociera, che alla stazione marittima di Venezia lasciano centinaia di milioni di euro all’anno e che se impossibilitate ad attraccare qui andrebbero altrove nel mediterraneo. Poiché la stazione marittima è al Tronchetto non vedo come si possa costruirne un’altra di pari efficienza fuori laguna, e in tempi di depressione non tanto lagunare quano economica, AND allo stesso tempo lottare contro i vaporetti e i mezzi motorizzati, che sarebbero i naturali vettori deputati al trasporto dei turisti da fuori laguna alla città.
    A queste condizioni mi metto l’animo in pace, sapendomi certo che non cambierà nulla.

  34. Mi scuso con gli esperti e i veneziani se dico sciocchezze, com’è probabile. E’ l’amore per Venezia che mi fa insistere, sperando di provocare chiarimenti.

    Sembra che il problema principale, riguardo alle grandi navi da crociera che attraccano a Venezia (Stazione marittima del Tronchetto), sia il traffico di taxi e motoscafi, e immagino anche vaporetti, “che attendono i “crocieristi” per trasportarli velocemente verso e da San Marco”,
    Ora, leggo (http://it.wikipedia.org/wiki/People_Mover_di_Venezia) che dal Tronchetto a Piazzale Roma e ritorno c’è già un People Mover che può trasportare fino a 3.200 persone l’ora. Attualmente il tragitto durerebbe tre minuti, e ci sarebbe una corsa (con 200 persone) ogni 7 minuti. E’ forse poco, ma si potrebbe forse intensificare.
    Da Piazzale Roma, o anche direttamente dal Tronchetto, io come turista andrei volentieri a piedi fino a San Marco, pur essendo un podista molto scarso. Basterebbe che me la suggerissero e propagandassero come passeggiata bella e comodo, aquale in effetti è, e il prezzo del vaporetto fosse ancora più alto di adesso per i turisti. Immagino che come me farebbero tantissimi. Anche perché si arriva prima a piedi che col vaporetto.
    Venezia vale una passeggiata di mezzora (da Piazzale Roma a piazza San Marco) o poco più (dal Tronchetto a Piazza San Marco).

  35. Gli interventi precedenti mi sembrano confermare un autentico interesse personale per la sopravvivenza di Venezia e della sua laguna (che sono da sempre aspetti fra loro legati di un’unica realtà) ma anche la difficoltà di comprendere facilmente i meccanismi distruttivi messi in atto in particolare dagli anni 1960 in poi, spesso in barba a leggi di salvaguardia in vigore.
    Questa difficoltà è naturale, poiché è difficile estrapolare, dalle proprie conoscenze ed esperienze terrestri o anche marine, realtà così singolari e diverse, quelle di una laguna e di una città “anfibia”. Una realtà che, anche dopo la fine della Repubblica di Venezia e il suo “buon governo” della laguna, qui sopra ricordato da Fabio Coppola- è stata regolata da decisioni che non prescindevano da conoscenze tecniche – e da capacità impositive- da parte di organi pubblici preposti, come il “Magistrato alle acque” ribattezzato con questo antico nome nel 1907, quando ancora possedeva competenze e autorevolezza.
    Più recentemente decisioni gravi e perniciose, come l’esiziale scavo del “Canale dei petroli” alla fine degli anni 1960 e la sua eventuale presecuzione-putroppo implicita nel decreto Clini Passera sulle Grandi Navi a Venezia- fino alla stazione Marittima di Venezia non trovano più obiezioni da parte di organi pubblici . Sempre più svuotati di competenze tecniche, essi sostanzialmente si adeguano ai desideri di profitto di potenti gruppi privati, che paradossalmente si nutrono e traggono potere da imponenti e sostanzialmente incontrollati contributi statali . Il Consorzio Venezia Nuova ne è l’esempio sommo, nel suo progetto MOSE di costruire dighe in parte di cemento, in parte mobili alle bocche di porto, con effetti ancora poco certi e comunque molto limitati nel tempo a causa del previsto aumento del livello medio marino: dopo bisognerà toglierle. “Con una bomba atomica”, diceva il sidaco Massiimo Cacciari che si è costantemente opposto a queste dighe (Non serviranno e non sono state comunque progettate per evitare la subsidenza a Venezia, Ugo, del resto quasi cessata dopo la fine della sue causa antropica, l’emungimento di falde acquifere a Marghera). Il complesso di interessi ora legati alla società che gestisce il Terminal passeggeri che accoglie le Grandi Navi alla Marittima, senza alcun beneficio per Enti pubblici quali il Comune di Venezia, ne appare come un fratello minore. Un esempio di questi giorni: nelle sua risposta a Giannantonio Stella , Paolo Costa ammette che dati scientifico-tecnici sullo straordinariamente alto ed mortifero tenore di zolfo dei motori delle Grandi Navi in navigazione non sono stati nemmeno determinati, prima di permettere il loro passaggio in bacino di San Marco; poi promette, ovviamente senza precisare i tempi di attuazione , che in futuro le navi parcheggiate alla marittima terranno i loro motori spenti, perchè l’energia proverrà- a partire da chissà quando- da altre imprecisate fonti.
    Curiosamente, e’ ora un Comitato di cittadini apparentemente schierati se non altro con il loro nome “fuori dalla laguna le navi incompatibili” il solo a chiedere obbiettivi dati quantitativi sugli effetti di ogni alternativa.
    Ma c’è soprattutto la forza, almeno potenziale, dell’opinione pubblica , che è stata determinante ad esempio nell’impedire sciagurate iniziative di “modernizzazione” di Venezia quali la progettata “Esposizione universale a Venezia dell’anno 2000” . Anche i risultati di questo blog possono essere considerato un contributo, per quanto piccolo, in questa direzione.
    In risposta a Ugo e Ben, chiarisco meglio la questione “moto ondoso di superficie” creato da scafi industrialmente prodotti per il mercato di imbarcazioni marine, e non certo adatti alle altrimenti tranquille acque dei canali interni di Venezia e di quelli lagunari. In città, distruggono rive e fondamenta di edifici, in laguna erodono le tipiche barene ( che poi il Consorzio lucra ricostruendole, ma artificiali e prive dei loro tipici effetti benefici all’ecosistema) .Imbarcazioni, compresi i taxi, che procedono a velocità incontrollate, in barba ai pur esistenti ma vaghi limiti di velocità, che regolarmente non sono rispettati. Fretta di taxisti che moltiplicano le corse, fretta di turisti imbarcati che non riescono a smettere d’improvviso la loro nevrotica abitudine a velocità che “fanno risparmiare tempo”. Anche se quest’abitudine diventa ridicolmente fuori luogo a Venezia, città di dimensioni tali da essere attraversata da nord a sud in meno di mezz’ora in barca…a remi. Ma, per capirlo, occorre un’acclimatazione di quel paio di giorni, che il turista medio stenta a dedicare a Venezia.
    Molto più modeste sono invece le onde di superficie causate dai “vaporetti” pubblici, dotati di scafi adatti a quelle acque, Anche quelli più grandi, le tradizionali e relativamente lente “motonavi” pubbliche, da tempi immemorabili in servizio fra Riva degli Schiavoni e il L ido, che potrebbero trasportare crocieristi da attracchi fuori dalla laguna fino in città. Scontentando le potenti corporazioni che gestiscono i cosiddetti Taxi e altre aerodinamici motoscafoni veloci che vedete accorrere a frotte all’arrivo di ogni “Grande Nave”. Ma, per gli unici dati seriamente rilevati sugli attuali modi usati dai crocieristi per raggiungere Venezia, compresi motoscafi di società private, rimando ancora una volta all’unica indagine esistente, quella effettuata dal gruppo diretto da Fabio Carrera, un veneziano attualmente professore al Worcester Polytechnic Institute.
    Concludo con un’idea oramai tanto utopica quanto saggia. Un’idea a cui Indro Montanelli ha dedicato il massimo delle sue appassionate energie: le petroliere –ora direbbe anche le Grandi Navi- dirette all’Alto Adriatico non si mettano a cercare di attraversare-snaturandola- una laguna a fondali fisiologicamente bassi, ma attracchino invece in un normale porto di mare dotato naturalmente di fondali adatti: quello di Trieste.

  36. infine, una nota di speranza concreta: la rapida approvazione da parte del Senato della attuale proposta di legge del senatore Felice Casson ed altri, che finalmente coordina e rinnova in modo organico e coerente il meglio delle varie leggi speciali votate dal Parlamento riguardo Venezia e laguna.

  37. Reblogged this on Il Ragno and commented:
    Sono stata a Venezia una sola volta nella vita, e ne sono rimasta affascinata, per quello che sono riuscita a vedere. Non sono l’unica: nel popolare gioco per Android, Alchemy, città + acqua da’ Venezia, e Venezia + Paese da’ l’Italia, a riprova del fatto che questa città dalla storia così unica da sembrare una leggenda è uno dei simboli più noti del nostro Paese. E come tale merita di essere valorizzata, e invece, dopo Pompei, dobbiamo assistere ad un altro caso in cui gli interessi economici prevalgono sulla tutela del nostro patrimonio artistico, storico, architettonico, paesaggistico, lasciando lettera morta l’articolo 9 della Costituzione.
    Non voglio credere che proteggere un ambiente irripetibile e una risorsa turistica così preziosa non sia tra le priorità del nostro governo, che dovrebbe ben conoscere l’importanza del turismo, sì, ma sostenibile, perché in un ambiente così delicato i danni rischiano di essere irreparabili, e comprometterlo sarebbe una perdita per l’umanità intera.
    Dobbiamo esserne tutti consapevoli. Ma parlarne basterà? La nostra voce può essere davvero ascoltata?

  38. Cara ladymismagius,
    condivido in pieno la sua domanda.
    Quanto alla risposta,è “non ci resta che provare”!
    angelo

  39. Luciano Mazzolin

    In 35 giorni raccolte 6.085 firme !

    PETIZIONE POPOLARE : FUORI DALLA LAGUNA LE NAVI INCOMPATIBILI
    Il BILANCIO PROVVISORIO ALLE ORE 21 DEL 09 giugno è di 6.085 FIRME

    Petizione on line in italiano 1.525 firme
    Petizione on line in inglese 126 firme
    Petizione on line in spagnolo 42 firme
    Petizione on line in francese 310 firme
    Petizione on line in tedesco 49 firme
    Raccolte a Rialto il 5 maggio 196 firme
    Raccolte a San Polo 5 maggio 70 firme
    Presidio Ca Farsetti 11maggio 32 firme
    Raccolte a Sacca Fisola il 12 maggio 72 firme
    Raccolte in Campo Santi Apostoli il 15 maggio 151 firme
    Raccolte a Santa Marta il 17 maggio 58 firme
    Raccolte da Marina il 19 maggio 39 firme
    Raccolte a S. Giovanni e Paolo il 19 maggio 194 firme
    Raccolte a S. Giacomo dell’Orio il 19 maggio 138 firme
    Raccolte a San Nicolo festa Sensa il 20 maggio 167 firme
    Raccolte Strada Nuova Rio Morto il 23 maggio 100 firme
    Raccolte Campo Santa Margherita il 23 maggio 120 firme
    Raccolte Istituto Venezia il 24 maggio 39 firme
    Raccolte a Rialto Ruga Orologio il 26 maggio 261 firme
    Raccolte Campo de le Gate – Rebegolo 26 maggio 140 firme
    Raccolte Campo Santa Margherita il 28 maggio 293 firme
    Raccolte Campo Sant’Aponal il 31 maggio 173 firme
    Raccolte Sacca Fisola – Mercato il 1°giugno 168 firme
    Raccolte Istituto Venezia il 6 giugno 56 firme
    Raccolte Vineria e altre singole iniziative il 6 giugno 94 firme
    Raccolte da Sandra Sambo Piscina S. Fisola 6 giugno 244 firme
    Raccolte da Roberto a Mestre Plip – Latouche 7 giugno 494 firme
    Raccolte da Graziella Ist. Gramsci e S.Margherita 8 /06 61 firme
    Raccolte in campo SS.Giovanni e Paolo 8 giugno 184 firme
    Raccolte Palanca Giudecca – Roberto e Germano 8/06 180 firme
    Raccolte in Piazza Ferretto Mestre Agorà 8 giugno 124 firme
    Raccolte Marghera – Medicina Democratica 8 giugno 55 firme
    Raccolte da Gianna scuola Diaz e G. Gallina 8 giugno 31 firme
    Raccolte tra docenti, studenti e personale liceo Artistico Ve 99 firme

    FIRMATE e FATE FIRMARE LA PETIZIONE POPOLARE
    FUORI DALLA LAGUNA LE NAVI INCOMPATIBILI
    Mandate a parenti ed amici in Italia e all’estero i link
    con preghiera di massima diffusione !

    potete firmare cliccando su questi link ed entrerete subito nel sito delle petizioni on line

    Italiano
    http://www.petizionionline.it/petizione/petizione-popolare-fuori-dalla-laguna-le-navi-incompatibili/6937
    inglese -> http://www.petizionionline.it/petizione/p-e-t-i-t-i-o-n-against-incompatible-ships-in-venice-lagoon/6966
    spagnolo -> http://www.petizionionline.it/petizione/peticion-popular-fuera-de-la-laguna-los-buques-incompatibles/6967
    francese -> http://www.petizionionline.it/petizione/petition-populaire-hors-de-la-lagune-les-navires-incompatibles/6968
    tedesco->http://www.petizionionline.it/petizione/petition-gegen-inkompatible-schiffe-in-der-lagune-venedigs/6989

    La raccolta di firme sta andando che è una meraviglia!

    Se qualcuno ha moduli con firme raccolte in altri posti o su banchetti ancora non registrati ……
    comunicate via mail quante sono le firme che avete e dove le avete raccolte….

  40. Ma chi ci guadagna per far realizzare queste scemenze, nessuno ci crede che non fa danni, inquinamento vibrazioni ed incidenti vari, e soprattutto perchè la guardia costiera non interviene e blocca queste situazioni, si facessero multe da MILIONI DI EURO forse sarebbe un deterrente. A meno che basta incassarne molto meno per poterle fare. Non sorge il dubbio anche a voi?

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