Confusa e felice

Oggi sull’Espresso la “Bustina di Minerva” di Umberto Eco parte da SpotPolitikGrazie, mio insostituibile e ineguagliabile maestro. Clic per ingrandire:

Eco Bustina di Minerva 8 giugno 2012

10 risposte a “Confusa e felice

  1. Bella l’osservazione finale sui politici di professione e sulla loro necessità. Niente di nuovo per carità (Max Weber), ma giusto ricordalo in questi tempi di delusione e disaffezione.

  2. Per non parlare della comunicazione strettamente verbale e non verbale… per alcuni politici mi sembra assolutamente “fuori dal tempo”…

  3. Le osservazioni di Eco mi hanno fatto pensare a Pepe Mujica, presidente dell’Uruguai, che rifiuta con veemenza lo status di casta. Lui gira per Montevideo come un cittadino qualsiasi, col suo Maggiolino azzurro e la sua cagnolina Manuela. Ha già detto che fare il presidente è come fare un lavoro qualsiasi: “Mi alzo, faccio la doccia e vado a lavorare.” Carina la storia della sua visita ad una squadra della seconda divisione del calcio uruguaio: http://america.infobae.com/notas/51191-La-increible-historia-de-Pepe-Mujica-un-club-de-futbol-y-la-tapa-de-su-inodoro

  4. sante parole: un po’ di sana vita con code, bambini da seguire, anziani da accudire, lavoro la sera e nei we per stare dietro a tutto, farebbe tanto bene bene ai nostri politici. ma è il tuo libro che è una meraviglia, giovanna. lo dico e lo ridico🙂

  5. Eco scrive che “i nostri uomini di governo non sanno immedesimarsi nei problemi delle persone comuni”.
    Spiegazione: perché vivono blindati, per via del terrorismo, e non frequentano supermercati e sportelli comunali.
    Soluzione: un solo mandato parlamentare, senza però privarci dei politici di professione.

    Obiezioni:
    – il problema non è tanto che non sanno immedesimarsi, quanto che fanno scelte sbagliate, nonché demagogiche, da 30-40 anni;
    – scelte sbagliate (in primis, l’accumulo di un debito pubblico immane causato da politiche di spesa pubblica dissennate) cui hanno contribuito gli Andreotti, i Craxi e i Berlinguer, e non certo perché non abbiano saputo immedesimarsi nei desideri della gente comune, anzi hanno esagerato;
    – Berlusconi, come ammette Eco, ha saputo immedesimarsi benissimo, ma non ha fatto meglio dei suoi predecessori;
    – i politici tedeschi, per dire, che hanno vissuto blindati quanto quelli italiani, hanno funzionato assai meglio, facendo in tempo le riforme necessarie (con Schroeder una decina d’anni fa), anche se impopolari (Schroeder si immedesimò così poco che perse le elezioni nel 2005);
    – difficile conciliare un mandato parlamentare (o due) con l’esistenza di una classe di politici di professione; si passerebbe dalla padella alla brace: dopo il mandato parlamentare i politici di professione avrebbero una forte tendenza a infiltrarsi nelle fondazioni bancarie, nelle aziende statali, semi-statali e municipalizzate, più di quanto facciano ora: un incubo!
    – in effetti nelle democrazie che funzionano meglio (USA, UK, Germania, Francia), il ricambio della classe politica non avviene grazie a una norma di legge.

    Per migliorare la classe politica, la via maestra è migliorare la società civile. Senza illudersi che gli italiani non abbiano i politici che si meritano.
    E’ un processo cui possono contribuire anche i politici migliori, che pure ci sono o possono emergere, insieme con movimenti di cittadini e nuove élites.
    Anche una comunicazione politica diversa serve, naturalmente, insieme a centinaia di altre cose, purché al servizio di proposte tecnicamente sensate, piuttosto che demagogiche, avventate e irrilevanti, se non controproducenti.
    Qual è probabilmente questa del singolo mandato parlamentare.

  6. Mi viene in mente che in “Collasso” , Diamond afferma un concetto simile quando parla degli scarsi risultati dei funzionari della World Bank che faticano a trovare soluzioni anche (non solo) perche’ passano la maggior parte del tempo in aereo, in albergo e in sale convegno, perdendo di vista le cose per cui lavorano. C’e’ anche da dire che se uno e’ un bravo funzionario o politico, teoricamente potrebbe non aver bisogno di fare continuamente esperienza diretta dei problemi che deve risolvere. Certo aiuta se quello che manca e’ l’empatia.

  7. Pippo Civati (10 cose buone per l’Italia che la sinistra deve fare subito,
    Laurana editore, 2012) propone un limite di 3 mandati parlamentari, come stabilito nello statuto de PD, ma senza deroghe, che invece il Pd concede largamente ai suoi dirigenti principali (D’Alema, Bersani, Veltroni, Rosi Bindi, e molti altri).
    Tre mandati parlamentari, senza deroghe, è forse meno irragionevole, anche se probabilmente altrettanto irrilevante.

  8. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  9. Te lo meriti Gio anche se – in altre faccende affaccendata – mi sa che sono tra le poche amiche a non averlo ancora letto! Te l’ho detto, riparo presto! Un bacio

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