Lorella Zanardo in Rai #zanardoinrai

Lo so, è una battaglia contro i mulini a vento. Però almeno diamo un segno, facciamo che se ne parli. Rompiamo le scatole. Almeno in rete, dài.

Caro «popolo della rete», che tutto e niente può.

Questo è il pezzo uscito ieri sul Fatto Quotidiano: Eleonora Bianchini, «Nomine Rai: Zanardo candidata dal basso». Un articolo analogo è uscito pure sul Corriere.

Lorella Zanardo

Foto © Laura Albano.

Fra l’altro, in questa triste vicenda delle authority presuntamente indipendenti e della Rai, i partiti un gesto simbolico, a questo punto, potrebbero pure farlo. Anzi dovrebbero. Perciò vedi mai: perché non accettare che Lorella Zanardo finisca nel Cda della Rai?

Nooo, cosa dico: è impossibile. Perché siamo in Italia, perché Lorella non sta in nessun partito, perché è una donna forte che dice sempre e solo quel che pensa, una non facile da controllare. Ma è una manager di comprovata esperienza: questo è il suo cv. E di televisione italian-italica-italiota ormai ne sa a pacchi. In più, sarebbe un simbolo forte di cambiamento, accidenti. Per tutti i giovani e le giovani – ma anche meno giovani – che la seguono da anni. Un simbolo che i partiti potrebbero pure imbracciare, come dire: «Lo vedete, quanto siamo aperti alla società civile?» (E pure alle donne, uh, le donne.)

Se fossero furbi.

Se.

Ma non lo sono.

Ah.

Già.

Ma io lo dico lo stesso: Lorella Zanardo in Rai. E ci metto pure lo hashtag #zanardoinrai.

Tiè.

Se sei d’accordo, linka e riprendi questo post, diffondi lo hashtag su Twitter.

Vogliono #zanardoinrai anche: Laura Albano, Loredana Lipperini, Marina Terragni, Francesca Sanzo, Barbara Spinelli, Giorgia Vezzolito be continued.

19 risposte a “Lorella Zanardo in Rai #zanardoinrai

  1. Ottima idea; bisognerebbe spedire una mail-bombing a Napolitano, anche…

  2. Beh, appellarsi alla “furbizia” dei partiti sino al punto di auspicare l’uso strumentale che potrebbero fare – e che hanno sempre fatto delle donne – mi sembra davvero una mossa politicamente debole per non dire assurda, una mossa che va a nutrire e a ingrassare, ancora una volta, spacciandola per verità, la menzogna circa la loro apertura nei riguardi delle donne…

  3. @Giovanna
    Per favore, potresti fare pat pat sulle spalle delle tue sodali (Lipperini, Terragni…) e spiegare loro che nel momento in cui scrivono i loro post di richiesta d’appoggio alla candidatura di Zanardo invocando l’argomento di “un patto di genere” sono condannate a farla perdere seduta stante. Già l’impresa è probabilmente destinata al cestino delle cause perse, se poi si attacca alla Zanardo l’etichetta della portabandiera femminista in Rai è davvero finita. Dai nemici mi guardo io ma dagli amici mi guardi Iddio. Pardon, dalle amiche.

  4. Paola Zaretti: ho detto che potrebbero almeno per “furbizia simbolica”. Sapendo come funzionano le cose. Intendo: meglio un uso strumentale che niente. Poi, una volta dentro, Lorella farebbe il suo gioco. Ma non lo faranno, non si preoccupi. Non sono abbastanza “furbi”, men che meno simbolicamente.

  5. Pingback: Cda Rai: io sostengo Lorella | Maschile/Femminile

  6. Ugo, non credo proprio ci sia nessuna chance. Si cerca solo di fare un po’ di casino in rete. Come nei giorni scorsi si è fatto sulla candidatura “dal basso” di Quintarelli, che ieri era in trasmissione da Lerner con me. Mi dicevo, ieri, mentre lo sentivo parlare: se Quintarelli, perché non Lorella Zanardo?🙂

    L’idea è quella di creare – sempre più spesso – notiziabilità a partire dalla rete. Più si fa, più diventa abitudine dei giornali e della tv usare la rete per fare notizia. E questo, in un anno o due, può aumentare il potere concreto della rete di incidere sull’agenda politica. Può. Se nel frattempo l’economia non va a rotoli.

  7. Costanza fa rima con Cosenza. Solo rompendo le palle con insistenza, questi qua cominciano a svegliarsi piano piano. Il cammino sarà faticoso e lungo, ma qualche crepetta, qua e là, si comincia a intravedere. Anche ieri sera da Lerner, hai fatto benissimo a insistere, insistere, insistere. Certo, l’ultima cosa che molleranno, è la Rai. Non dimentichiamo che l’avvelenamento sistematico di due generazioni di cittadini, è stato attuato con la tv. Cambiare la Rai e il calcio saranno le battaglie finali, le più dure.

  8. Magari…non succederà mai purtroppo!
    In ogni caso, vale la pena tentare, quindi diffonderò la voce il più possibile…

  9. mi associo con questo post http://unaltradonna.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=2404&action=edit&message=1
    non per un motivo di genere, ma per le sue qualità.

  10. esatto, per le sue qualità

  11. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  12. la facessimo assumere anche da YouTube…

  13. Fra l’altro, in questa triste vicenda delle authority presuntamente indipendenti e della Rai, i partiti un gesto simbolico, a questo punto, potrebbero pure farlo.

    Qui parlasi di briciole proprio. Meglio niente che un uso strumentale che oltre a non contare niente sarebbe sicuramente anche manipolato.

  14. grazie Giovanna e grazie a voi. Vedremo. Intanto il segnale di una candidatura espressa dalla rete e dalle associazioni non mi pare poco, è un segnale che qualcosa st cambiando. Avanti!

  15. Sono pessimista al riguardo perché a Lorella manca qualcosa nel CV: non ha lavorato in banca e non fa parte di nessun partito!

  16. Non mi convince, non la candidata, ma il programma. Il ritorno ad una TV educativa non mi piace. I bambini guardano altre cose, diventeranno adolescenti e non toccheranno la TV neanche con i guanti. Non vedo riferimenti alla TV mobile, all` educational di nuova generazione, solo una critica vecchia ad un oggetto che sta per finire (la TV berlusconiana). condivido il punto di vista globale, ma forse la giornalista del FQ ha espresso solo gli aspetti polemici del programma di LZ per fare “audience”.

  17. Zanardo è un’eccellente candidatura, almeno riguardo ai temi di cui si occupa, aveva e ha buone possibilità di essere scelta, ma potrebbero esserci altri/e candidati/e non meno adatti/e.
    Diverso sarebbe se la scelta fosse fra Zanardo e Ricci, per dire. Ma non è così.
    Sarebbe bello che chi dovrà scegliere (incluse le quattro associazioni cui il PD ha dato la sua pilatesca delega) esaminasse con serietà i trenta e più curricula, storia, competenze e orientamenti programmatici di tutti i candidati, e scegliesse in base a criteri ragionevoli e dichiarati.
    Andrà così?

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