Archivi del giorno: mercoledì, 20 giugno 2012

Analfabetismo emotivo, ovvero: che cos’è una passione?

Vorrei proporre uno spunto, nell’idea che possa diventare, magari, un nuovo filone tematico di questo blog. È sempre più diffuso, in Italia, qualcosa che chiamo «analfabetismo emotivo», che paradossalmente mi pare cresciuto, negli ultimi dieci anni, assieme all’attenzione che la comunicazione di massa riserva alla cosiddetta «passione».

Lo vedo tutti i giorni anche in aula: ogni volta che cerco di stimolare gli studenti a esprimere ciò che provano su questo o quell’argomento, in questa o quella situazione, diventano quasi afasici. Pudore? No, mancanza di parole: in generale non vedono l’ora di raccontarsi, e se gli do spazio lo fanno volentieri, ma in tema di emozioni hanno a disposizione un lessico talmente limitato che piomba il silenzio.

D’altra parte, quali e quante sono le parole che la cultura di massa usa per parlare di emozioni? Poche, pochissime, sempre meno.

La più usata è «passione» appunto. In pubblicità, per esempio, da Campari «Red Passion» alle «due facce della passione» di Amadori, fino a «la passione si sente» di Radio 24, è tutto un gran parlare di passione. Ma è plausibile che si provi lo stesso sentimento per un pollo, una radio che tratta di economia e finanza e un drink? Certo che no, ma la parola è sempre la stessa e a furia di usarla, si svuota. Come quando i bambini giocano a ripetere velocemente una parola ad alta voce, fino a farle perdere significato e non riconoscerla più.

Radio 24 La passione si sente

Spetterebbe alla letteratura e alla poesia, a un certo cinema e un certo teatro, arricchire il nostro lessico emotivo. Ma quanti, oggi, hanno tempo, capacità e voglia da dedicare a letture e visioni che non siano semplici e veloci? E quante volte, nelle nostre vite concitate, troviamo l’occasione per parlare di emozioni in modo non sommario e banalizzante? Sempre meno direi.

Campari Red Passion

Perciò propongo: facciamolo qui. Cioè proviamo a restituire densità alle parole che la comunicazione di massa ha svuotato. Comincio da «passione», naturalmente, e comincio da una definizione che ho trovato in un romanzo breve di Ginevra Bompiani, La stazione termale, che ho presentato a Bologna un paio di mesi fa. Mi ha colpita questo passaggio:

«Non sarà una passione. Ma chi la vuole la passione? La passione nasce quando qualcosa nell’altro, magari la sua stessa vita, non ti vuole. E ti senti respinta, esclusa, appestata… Passione è disperazione, ha detto qualcuno una volta, e lei che era giovane non ci ha creduto. Ora invece ci crede.» (Ginevra Bompiani, La stazione termale, Sellerio, 2012, p. 145)

È questa per te la passione? Cioè: è necessario un ostacolo, un rifiuto, una resistenza per provare passione per qualcuno o qualcosa?