Gli spot ingannevoli del 4.81.82: come denunciarli all’Agcm

Da luglio vanno in onda a ripetizione su Mediaset alcuni spot truffaldini che Walter, lettore di questo blog, mi ha segnalato mentre ero in vacanza:

«Da circa un mesetto le reti Mediaset trasmettono uno spot assurdo in cui testimonial più o meno noti (tipo Marco Predolin) invitano i telespettatori a partecipare ad un’estrazione che mette in palio un Ipad e 500 euro di ricarica.

Per aderire basta mandare un SMS al 4.81.82 contenente la risposta alla domanda idiota che viene posta dal testimonial di turno (esempio: chi è il miglior amico dell’uomo? Il cane o il gatto?).

Spot 4.81.82 fermo immagine

Il problema è che la demenzialità della domanda spinge i telespettatori “più ingenui” a partecipare senza sapere esattamente a cosa vanno incontro, dato che le condizioni del servizio sono scritte piccole piccole sul lato dello schermo.

Cosa c’è scritto? Che mandando l’SMS non solo si acquisisce il diritto di partecipare all’estrazione, ma si attiva anche (in automatico) un servizio in abbonamento per ricevere suonerie e sfondi per il cellulare all’esorbitante prezzo di 24 euro al mese (!!).

Conosco alcune persone che hanno piccoli limiti cognitivi e che sono cadute nel tranello e che per qualche mese hanno dovuto pagare quella incredibile cifra prima di decidere, con grande fatica e vergogna, di farsi aiutare da qualcuno per disdire l’abbonamento.

Insomma non si tratta di semplice “ingenuità” del telespettatore, come troppo spesso e troppo semplicisticamente si sostiene. Ed evidentemente ci sono davvero molti casi come quello che ho descritto io (ma penso anche agli anziani e ai minori), se si arriva addirittura a fare uno spot su Mediaset all’ora di punta.»

Nel frattempo, gli spot ingannevoli sono già stati segnalati in rete. Vedi per esempio questo articolo del Disobbiediente. Eppure continuano: evidentemente, complice la disattenzione estiva (io stessa ero in vacanza), nessuno li ha ancora denunciati all’Agcm, che è l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, detta Antitrust, a cui dal 2007 vanno segnalate anche le pubblicità ingannevoli e/o scorrette (vedi qui la definizione di «ingannevole» e «scorretta»). A differenza dello Iap (a cui puoi sempre denunciare gli spot ingannevoli), l’Agcm, oltre a imporre il loro ritiro, può comminare sanzioni pecuniarie fino a 500.000 euro (che per una grande azienda sono risibili, lo so, ma questa è la legge).

Denunciamo subito, e facciamolo in molti. Qui c’è il modulo per la denuncia on line. Da qui scarichi anche un pdf compilabile: MODELLO SEGNALAZIONE AGCM PDF COMPILABILE. Non sarebbe male mandare copia di tutto a qualche associazione di consumatori, come Altroconsumo.

67 risposte a “Gli spot ingannevoli del 4.81.82: come denunciarli all’Agcm

  1. Indubbiamente si tratta di spot ingannevoli, ma se esiste qualcuno che veramente crede di poter vincere qualcosa rispondendo alla domanda : di che colore sono i puffi? A= blu B= verdi; beh allora penso che sia giusta una piccola punizione..

  2. allora da una rapida ricerchina ho scoperto che la società di riferimento si chiama David2 e che il numero di telefono E’ LO STESSO di una truffa simile fatta nel 2007/2008 a nome delle società Zig o Bump. Cioè questi so’ pure recidivi!!!

  3. Federico, son d’accordo con te! D’altra parte mi sembra giusto anche far sentire la voce per provare a far smettere queste “truffe” perchè sono troppe. Io segnalo!

  4. Certamente un rischio calcolato. Se 300.000 persone (una cifra a caso possibile) pagano 24 euro fino a quando non si accorgono di cos’è successo (qualche mese) hanno comunque guadagnato milioni. Ma quasi tutti questi servizi fanno la stessa cosa. C’è uno che ti da la compatibilità con il partner inserendo semplicemente il suo nome. C’era una cosa analoga, non così truffaldina, con la trasmissione “L’eredità”; domanda stupida e risposta semplice, lì però paghi “solo” un sms e vinci 1000 euro … in buoni. Buona anche l’idea di farlo in estate, quando l’attenzione di chi vigila puà calare. Segnaliamo, segnaliamo, ma più che altro informiamo ed educhiamo.

  5. Federico, Riccardo, la questione è ben diversa.
    Ho un amico che ha un leggero handicap mentale (perfettamente in grado di usare il cellulare) che è rimasto vittima di uno spot di questo genere. Sono stato io a doverlo aiutare per disdire l’abbonamento. Queste campagne sono realizzate proprio per raggirare telespettatori con limiti cognitivi e non semplicemente “ingenui”.
    E comunque il discorso della “piccola punizione” non è pertinente, perché le pubblicità non devono essere ingannevoli.

  6. scusate l’ignoranza,ma l’agcom è competente anche per quanto riguarda le MIGLIAIA di truffine truffette del tutto analoghe, sparse ovunque nel web?

  7. Ovviamente fatto!
    Odio a morte queste pubblicità!

  8. Avevo notato anch’io i 24 euro al mese, infatti mi chiedevo se si trattava di un personale problema di vista o era tutto vero.
    Ma io dico… Mediaset che manda in onda questa cosa e poi ha tra i propri programmi Striscia la Notizia e tutta la serie di approfondimenti per il povero cittadino beffato. Bah.

  9. sarebbe utile fornire i dati del cosiddetto ‘segnalato’, per compilare correttamente il modulo

  10. Eccoli:
    D2 S.p.a
    Sede operativa: Via Cesare Lombroso 4 – 10125 Torino
    Sede amministrativa: Via Principe Amedeo 1 – 10125 Torino
    Tel: 011.6698545 Fax: 011.6698585
    La partita IVA la trovi sul loro sito.

  11. Pingback: Occhio alla fregatura | Uniti X Ferno

  12. Pingback: “Quegli spot sono ingannevoli”, la Rete insorge 21/08/2012 | TgOnline

  13. Finalmente un’informazione a riguardo. E’ da un paio di mesi che vedo questi spot assurdi dove, all’inizio in maniera veloce e sommessa dicevano “in abbonamento al 24 euro e rotti al mese”, poi più nulla…. ed è scritto talmente piccolo che nessuno lo nota. Immagino quanti ragazzini abbiano attivato l’abbonamento senza rendersi conto di cosa stavano facendo grazie allo specchietto per le allodole di un telefonino in regalo (anzi, che si poteva vincere). per me sono dei delinquenti!

  14. Meno male che se ne parli. Sono giorni che questa pubblicità va in onda, e spesso mi sono chiesta se c’era il modo di fermarla. Poi, vedendo questi 24 euro, che appena, appena si vedono, mi è venuta una rabbia al pensare che qualcuno possa cascarci. Faccio la denuncia ben volentieri!

  15. Ma Con la stragrande maggioranza della gente che guarda amici,grande fratello e tante altre finzioni, hanno pensato bene di mettere in circolo truffe simili,del resto la colpa e’ piu’ colpa della stupidita di ki va ancora appresso a ste stupidita’,che loro….siamo in italia del resto….altrimenti nn si spieghrebbe el nano al governo insieme alla lega x tanti anni….

  16. Premesso che non sono del mestiere, questa pubblicità non mi sembra ne’ ingannevole ne’ scorretta, almeno basandosi sulle definizioni linkate. Peraltro nessuno di noi ha titolo a giudicare cognitivamente limitata un’altra persona (per questo esistono apposite sentenze dei tribunali). E’ chiaro che una pubblicità come questa fa leva sulla disattenzione delle persone (in fondo lo fanno tutte le pubblicità) ma tutti abbiamo il diritto di essere disattenti qualche volta!

  17. Immagino quanti giovanissimi (con poca esperienza) si lasciano ingannare… boicottiamo!
    Stefano

  18. A lato dello schermo è scritto in maniera sufficientemente chiara che si tratta di un abbonamento che dà diritto alla partecipazione ad una estrazione per i premi che vengono presentati.
    Il termine truffa è inadeguato. Cercano di circuire degli idioti, in un mercato che definirei fiorente. Sarebbe stata una truffa se non avessero esplicitato chiaramente tutte le condizioni ma, in questo caso, sono leggibili e rimangono sullo schermo per tutta la durata dello spot.

  19. Fran Altomare, Francesco e altri: noto con dispiacere che siamo talmente abituati a comportamenti pubblicitari scorretti che alcuni sono indotti pure a giustificarli.

    È chiaro che quelle informazioni ci sono, da qualche parte, come ho scritto, ma stanno in alto e di lato e molto più in piccolo, a fronte dei caratteri giganti con cui sono scritte le domande facilissime. Ovvio che quelle informazioni ci sono, e ovvio che stiano lì proprio perché, se l’Agcm NON vuole sanzionare gli spot, possa trovare un aggancio per NON farlo. Stupisce e dispiace, però, che siano gli stessi consumatori a giustificare tali pratiche.

    Mettetevi nei panni di preadolescenti di qualche provincia sperduta che guardino la tv per noia e sperino di vincere un iPad. Mettetevi nei panni di persone meno colte. Uscite dai vostri panni da “furbetti” a priori. Almeno per qualche minuto.

    Sappiate comunque che pubblicità ingannevoli come queste sono state già sanzionate. Dunque non mi sto inventando una ingannevolezza che non c’è. Interrogatevi voi, però, se potete, su come possiate mai essere arrivati al punto di allinearvi con questo tipo di evidente scorrettezza. Al punto da scrivere a un blog per difenderla.

  20. Giovanna, io non sto giustificando lo spot. Qualsiasi presa in giro rappresenta, per me, una bassezza. Una vigliaccata.

    Ma qui si parla di truffa, e le parole sono importanti. Lo spot propone, senza mezzi termini, un abbonamento. C’è scritto a lato, lo dice anche il testimonial. Il fatto che il malcapitato decida di partecipare (invogliato dalla domanda banalissima) non fa di quello spot una truffa. Piuttosto è un acquisto incauto da parte del malcapitato. Se togliessimo le scritte a lato e non facessimo ben dire al presentatore che si tratta di un abbonamento a loghi e suonerie parlerei di truffa. Ma, analizzato attentamente il tutto, mi affianco a chi parla di incauto acquisto.

  21. Non snaturiamo il concetto dietro le definizioni. Il fatto di essere a posto con la legge non significa che non ci sia un raggiro. E’ come dire, per assurdo, che un politico con amici e interessi mafiosi è un uomo onesto perché non è stato condannato.

  22. Quindi se io faccio uno spot in cui SCRIVO e DICO che offro un abbonamento a TOT euro, in cui ti dico che se invii un SMS ti ABBONI e PUOI PARTECIPARE ALL’ESTRAZIONE DI UN PREMIO RISPONDENDO AD UNA DOMANDA BANALE, sto truffando?

    No. Sto cercando di giocare sul tuo essere drammaticamente distratto.

    Fausto, il tuo commento non sta né in cielo, né in terra. Il paragone non regge. Neanche un po’.

  23. Quegli spot sono pesantemente ingannevoli, punto. E non lo dico solo io, come studiosa e analista di pubblicità, ma anche pubblicitari professionisti che fanno onestamente il loro mestiere. Anzi, oggi lo dice pure il Presidente dell’Art Directors Club Italiano, una delle più prestigiose associazioni di pubblicitari e comunicatori in Italia (anzi, la più prestigiosa):

    http://blog.adci.it/?p=4569

  24. Può dirlo chi vuole. Ma io amo attenermi ai fatti. Alle immagini. Alle parole. Alla verità. Commentiamo.

    La comunicazione commerciale deve evitare ogni dichiarazione o rappresentazione che sia tale da indurre in errore i consumatori, anche per mezzo di omissioni, ambiguità o esagerazioni non palesemente iperboliche, specie per quanto riguarda le caratteristiche e gli effetti del prodotto, il prezzo, la gratuità, le condizioni di vendita, la diffusione, l’identità delle persone rappresentate, i premi o riconoscimenti.
    Nel valutare l’ingannevolezza della comunicazione commerciale si assume come parametro il consumatore medio del gruppo di riferimento.

    Non vedo ambiguità. Non vedo omissioni. Non vedo esagerazioni. Vedo in TRE modi diversi (testo laterale, voce, e scritta “in abbonamento” chiarissima) che inviando un sms per rispondere ad una domanda ridicola si ACCETTA un abbonamento le cui condizioni sono esplicitate.

    La legge parla di INDURRE IN ERRORE. Qui non si induce in errore nessuno. Si parla chiaro. Se poi sei così idiota da abboccare, affari tuoi.

    Non state svelando al mondo una truffa: state salvaguardando degli sprovveduti. E il vostro lavoro, a questo punto, dovrebbe riguardare qualsiasi spot pubblicitario: dagli assorbenti alle automobili, dai biscotti ai profumi.

    Anzi, quasi quasi denuncio una grande irregolarità presente in una pubblicità di profumi: dopo aver comprato il prodotto in questione, schioccando le dita, non appare al mio fianco una bionda siliconata discinta e disponibile. Lo denuncerò a chi di dovere.

  25. Concordo a pieno che e’ una truffa studiata alla perfezione e mandata in onda in questo periodo specifico..quindi…da punire severamente..inoltre per evitare che i “grandi” editori trasmettano simili furti in onda io proporrei delle multe salate anche a loro..le prossimo volte valuteranno “bene” la convenienza o meno a vendere i loro spazi pubblicitari a banditi del genere….parliamo di “favoreggiamento” o no?…saluti…

  26. https://www.facebook.com/events/330483387044040/

    Ho anche fatto un evento su Facebook per Boicottare Mediaset quale veicolo pubblicitario di queste emerita truffa . Facebook mi impedisce di invitare altri amici me lo lascia fare due giorni e poi basta, se no saremmo saliti a dismisura.. queste porcherie devono essere sanzionate, ho scritto al Garante che mi ha promesso controlli, ho letto anche molto bene il regolamento che definirei osceno per non parlare del montepremi che si riduce a 500 Euro in Totale… ma è possibile che vengano pemesse queste cose?

  27. Caro Fran e prima ancora Francesco, il vostro atteggiamento un po’ troppo latino nel voler difendere l’indifendibile vi paragona agli azzeccagarbugli di antica memoria, di cui questo straziante paese e’ pieno e storicamente segnato. Ricordo solo che fin dai tempi delle simpatiche condizioni dei contratti assicurativi, vi ricordate? Duemila righe di testo in mezza pagina, corpo 1 – illeggibili, il cliente ha vinto le cause. Non basta nascondersi dietro una scritta o un accenno verbale per definire l’inganno. Questo si attua anche solo spostando il peso della comunicazione su fattori differenti e agendo su meccanismi mentali che, notoriamente, colpiscono le persone più semplici e impreparate. La legge tutela la buona comunicazione e anche i consumatori più indifesi. Infine, se con una goccia di profumo ti si materializza una bionda mozzafiato, l’iperbole, come giustamente recita l’articolo citato, e’ più che evidente e l’inganno c’è solo per i furbetti.

  28. @Giovanna:
    “noto con dispiacere”: mi fa dispiacere il tuo dispiacere ma il dispiacere non e’ il tema del thread;
    “alcuni sono indotti pure a giustificarli”: non giustifico, leggo e commento liberamente come fai tu. Nessuno ha una voce piu’ autorevole degli altri;
    “se l’Agcm NON vuole sanzionare gli spot”: l’Agcm o Agcom non puo’ ne’ volere ne’ non volere: deve agire secondo le regole;
    “Mettetevi nei panni di preadolescenti”: i minori e gli incapaci non si possono obbligare giuridicamente;
    “Uscite dai vostri panni da furbetti”: furbetto de che?
    “arrivati al punto di allinearvi” non sono allineato con nessuno e comunque la geometria non e’ reato (citazione).
    Se poi vogliamo andare nel merito, anziche’ sul personale, anche perche’ non mi pare che ci conosciamo, ti ribadisco quanto detto precedentemente: se uno vuole buttare i soldi con questa cazzata è libero di farlo e nessuno glielo può ne’ deve impedire.

  29. Lasciamo da parte il facile moralismo di cui, è vero, la gente ha sete, ma che cela la massima superbia: a che titolo si puo’ stabilire che un altro sia “semplice”? Torniamo nel merito: sono anni che vanno avanti le varie reclame di suonerie e canzoncine in abbonamento; perche’ ne parliamo solo ora? Piuttosto, e con maggior profitto, domandiamoci perche’ questo sia l’unico modo di farsi pagare, in questo paese.

  30. Vedo che andremmo avanti all’infinito e questa e’ la dura realta’ della nostra povera Italia. c’e’ chi difende lo spot e addossa alla disattenzione del malcapitato (spesso minorenne e/o sicuramente non capace di intendere come un adulto) e c’e’, chi come me, lo condanna totalmente, data la palese malafede degli “organizzatori”. E’ il ritratto dell’attuale caos che ci sovrasta. Chi ancora crede nella giustizia e nell’onesta a priori e c’e’ chi farebbe carte false per guadagnare soldi che giustifica ogni mezzo e sistema…Guardiamoci dentro un momento. Come vorrei che l’Europa servisse almeno ad alinearci a standard morali piu’ alti e ci facesse uscire dalla melma in cui siamo piombati. Poi sicuramente verra’ il Rinascimento..

  31. scusate se insisto….. il problema si risolverebbe facendo passare al vaglio di una commissione di esperti (psicologi, pubblicitari, avvocati,padri o madri di famiglia ecc) ogni spot che entrera’ nelle nostre case e sara’ visto da noi e dai nostri figli. Se lo spot non supera i principi base di etica, morale e buon senso non passa. Amen. Non e’ censura questa ma progresso, lo dico per stroncare sul nascere possibili e probabili replice dei paladini dello spot.

  32. Non posso far altro che ribadire quanto già detto più e più volte. Non pensate al telespettatore beota, ignorante e gretto che tanto vi piace immaginare “punito” per la sua stupidità. Bisogna pensare piuttosto alle persone (e ce ne sono molte più di quanto pensiate e tante ne conosco di persona) con limiti cognitivi e/o piccoli handicap che non sono in grado di associare alla stupida domanda dello spot l’attivazione dell’abbonamento. Il fatto che il tutto sia scritto piccolo piccolo sul lato dello schermo forse rende queste pubblicità “legali” ma non elimina il raggiro, l’inganno, il piccolo e infimo espediente per spillare soldi ai più indifesi. Difendiamoli noi, anziché riempirci la bocca con le solite banalità sull’italiano medio e su quanto ognuno si meriti ciò che gli capita.

  33. Questa volta non sono d’accordo con Giovanna bensì con Fran Altomare.
    Gnôthi seautón, recita la saggezza. Dobbiamo ammettere che 24 euro sono una cifra tutto sommato decorosa per acqusitare il privilegio di insegnare a se stessi che si è stati o si continua a essere disattenti/tonti/stupidi. 24 euro e ricevuta. Onesti: a Napoli si terrebbero solo gli euro.
    In fondo un’ora di ripetizione presa a casa di un professore costa addirittura di più di questo sevizio, che permette a ciascuno di vivere il momento del beota, che è pedagogico e funziona solamente quando ci rimetti dei quattrini. Qualunque pinocchio aspiri a non essere di legno deve passare necessariamente per il campo dei miracoli, dove i gatti e le volpi lo invitano a seminar zecchini per vederseli moltiplicati. Detto senza provocazione: Wanna Marchi è più utile e onestamente innocua di qualsiasi multinazionale, perché la truffa della prima è talmente stupida da accalappiare solo gli allocchi mentre la truffa delle seconde è cleptocrazia sofisticata e legalmente pemessa. Wanna Marchi ispira gli Esopo: Chanel ispira Vogue. Questa pubblicità quindi non solo è onesta ma è una pedagogia a bassissimo costo, è pubblicità progresso, l’auspicio di un vaccino.
    Una truffa va denunciata se e quando riguarda questioni importanti, economicamente rilevanti, eventualmente obbligatori per legge: assicurazioni, banche, contratti di lavoro, carburanti…
    Ma se una persona si abbona a un servizio di suonerie e sfondi per telefono, addirittura sedotta da Predolin, come la vogliamo definire? Poca ipocrisia: sarà chiaramente un handicappato mentale (in senso letterale) che andrebbe protetto da tutto lo scibile, e allora preoccuparsi delle sue spese telefoniche è davvero raccogliere la pioggia con le mani; o un adolescente ritardato che capirà il prezzo della sua dabbenaggine e forse la prossima volta non ripeterà l’errore.
    In entrambi i casi versare 24 euro è il massimo pezzo da pagare per imparare qualcosa; l’unico dubbio è che lo scemo è scemo sempre e così come non ha letto che si abbonava a un servizio da 24 euro al mese, tutto vibrante nel compulsare la tastiera dal divano di casa, potrebbe non leggere che allo stesso numero e con un banale sms si disattiva immediatamente il servizio.
    Mi dispiace ma queste persone non stanno comprando beni primari, turlupinati di aver creduto di comprare alimenti al posto di coriandoli. No, no, no.Stanno comprando proprio coriandoli, che tra l’altro una persona sveglia trova gratuitamente ovunque, quindi doppia sanzione volendo naturalmente escludere dal novero statistico del target persone con un QI sopra 100. Ma correggiamoci:così si potrebbe sembrare snob. Diciamo con un’esperienza di vita che vada oltre a una giornata di acquisti al mercato rionale.
    La pietà spesa in difesa dei superficiali è peggio dei superficiali stessi. Alla fine vale il detto inglese che uno sciocco e il suo denaro si separano alla svelta. Qui siamo agli innocui livelli dei ciarlatani e dovranno pur guadagnare anche loro, no? Wanna Marchi è più utile fuori che dentro.

  34. Ps
    Pesco a caso nel mare, pardon, nello Stige,infinito della pubblicità. A mero titolo di esempio faccio notare a voi patosensibili difensori degli imbecilli che anche l’enalotto ha il suo abbonamento (in calce a sinistra. http://www.superenalotto.com/come-si-gioca.asp).
    Abbonamento nei tagli di 3,4 o 5 settimane per dispensare l’incauto coglione – che pensa di vincere contro 622 e passa milioni di buone ragioni di perdere – della fatica di ricompilare le schedine con gli stessi fortunati numeri tutte le volte.
    Da un punto di vista economico, considerando che una schedina semplice costa un euro, ci sono tre estrazioni alla settimana più una schedina da 5 euro solo l’ultimo mercoledì del mese per SiVincetutto (per modo di dire), fanno 18 euro al mese. Il vantaggio va tutto all’abbonamento di Predolin: anche ammettendo che non si vinca nulla nonostante si sia stati così unicamente abili da azzeccare la risposta del concorso a premi, si ricevono comunque suonerie e sfondi e a meno di non essere autolesionisti si recederà immediatamente dal servizio. Invece con l’abbonamento al gioco dello Stato
    non si riceve nulla in cambio e soprattutto non si riceve in cambio la possibilità di capire quanto si possa essere coglioni.

  35. Io ho 13 anni e di certo non mi sono fatto ingannare da questi menomati ..
    appena ho sentito ti abboni a 24 euro e 20 al mese passa la voglia!😄

  36. Ugo, tu dici:
    “Wanna Marchi è più utile e onestamente innocua di qualsiasi multinazionale, perché la truffa della prima è talmente stupida da accalappiare solo gli allocchi mentre la truffa delle seconde è cleptocrazia sofisticata e legalmente pemessa.”
    Ti riferisci a qualche multinazionale dimostrabilmente truffaldina o, come sembra, a “qualsiasi multinazionale”?
    E perché ti riferisci alle multinazionali e non, più in generale, alle imprese?

  37. E` una questione piuttosto vecchia. Faccio coming out, una volta ci sono cascato anch`io, per distrazione, e ho perso 4 euro. Un` altra volta mi sono fatto fregare da un truffatore a Praga, 50 mila lire. Una terza e ultima volta, avevo 15 anni e ho comprato un fumetto che non volevo, probabilmente rincoglionito dall` eloquio del venditore. Non conto la quarta volta, quella in cui ho acquistato un servizio aggiuntivo ad un biglietto aereo, perche` ho potuto cancellare rapidamente la mia bischerata a costo zero.

    Secondo me non e` truffa, e` pubblicita`. Neanche scorretta, perche` non esiste la pubblicita` corretta. Mi dispiace per chi ci casca, ma tutto sommato il danno e` piccolo, proprio per evitare accuse di truffa.

    In questi giorni discuto animatamente con alcuni handicappati mentali che praticano l`omeopatia (lo dico sinceramente), la cristalloqualche cosa, il feng shui, e una marea di pratiche zeroefficaci. Si tratta di truffe? Forse si, perche` il danno e` molto maggiore di 24 Euri.

    Problemi e risposte dovrebbero essere proporzionati. Se incontrassi per strada Marco Predolin potrei mandarlo a quel paese, se incontrassi in una strada buia il direttore della Boiron potrei avere una reazione violenta.

  38. Già, l’omeopatia, come dice con molta pertinenza Enrico Marsili: è o non è truffa ai danni degli sprovveduti? E la loro pubblicità, nei limiti loro attualmente consentiti, non è talvolta, se non sempre, pubblicità ingannevole?
    (A volte con effetti letali, quando proposta e adottata in alternativa ai farmaci veri in caso di malattie gravi, come accaduto più volte. Facile trovare ampia documentazione in rete digitando “omeopatia e tumori”.)

  39. … sulle promesse di vita eterna e felicità terrena, nella pubblicità di qualche chiesa più ingenua, il discorso è più delicato ma FORSE non del tutto impertinente.

  40. Ben, hai letto che Ebay ha smesso di vendere preghiere e pozioni? Non hanno passato il QC ne` il customer feedback.🙂

  41. a Enrico Marsili:
    scusate tutti la mia ignoranza, ma cos’è il QC?
    e il customer feedback come funziona?

  42. Controcorrente: quello che mi stupisce che possano esserci tanti soggetti così idioti da cadere in una pubblicità tanto bestiale da potersi considerare offensiva… ecco si la denuncia potrebbe essere di lesa considerazione del livello medio di intelletto…purtroppo mi sa che la vincono!😀

  43. Chi crede di vincere qualcosa rispondendo a domende così stupide è più stupido della domanda stessa….Ricordiamoci che siamo in Italia, e ci sono tanta gente truffaldina…

  44. Ho l’impressione che tra i commentatori ci si siano Predolin, qualche pubblicitario responsabile dello spot o qualche impiegato Mediaset. Tutti a giustificare l’artefice dell’inganno e a inveire contro la stupidaggine dei malcapitati. Poche parole : la pubblicita’ e’ entrata nelle nostre case come una maga magiara e non tutti siamo insensibili al richiamo di un iPAd o della vincita di 500 euro. Ora mi spiego perche’ lo Stato ha legalizzato il gioco d’azzardo, le slotmachine, i videopoker, le scommesse su internet, le videolottery…mi fermo o continuo?….Meditate gente….

  45. QC mi sa tanto di quality check e customer feedback è autoesplicativo. Finche’ questo genere di controlli si basa su parametri obiettivi, misurabili e noti al pubblico nulla da dire. Ognuno parametrizza i propri servizi come crede (esattamente come ognuno fa la pubblicità che vuole). Molto diverso è il “comitato etico” che invece sa tanto di censura.
    Anche la proposta di far decidere i contenuti pubblicitari all’editore è assurda. Basta che non siano contrari alla legge (istigazioni a delinquere, eccetera).
    Su tutto questo penso sia meglio dibattere pubblicamente, anziché qui.

  46. @Francesco: lo stato etico ti protegge, lo stato liberale ti lascia suicidare, se vuoi. I giochi sono una tassa sui fessi, purtroppo.
    @Ben: QC = quality control o controllo qualita`. Stavo scherzando, con qualche elemento di realta`. Se compro un alternatore su Ebay posso segnalare problemi, dire che il fornitore e` un ladro criminale, etc. Ma se compro l` acqua di Lourdes e non mi fa rispuntare la gamba amputata, devo dare un feedback negativo. E Ebay vuole minimzzare problemi tra venditori e clienti e feedback negativi.

  47. chiarisco che ci sono due Franceschi che commentano. Io sono quello con l’icona viola.
    Se proprio devo essere sincero l’alternativa farfallina/patatina la trovo veramente geniale.

  48. @EnricoMarsili : sono d’accordo sulla definizione di tassa sui fessi, ma ce ne sono tanti da condizionare il PIL, di conseguenza cerchiamo di arginare il fenomeno con regole e leggi adeguate. Sono un piccolo imprenditore e ho delle piccole bruciature dovute a gente che non aveva soldi perche’ li aveva buttati nel burrone del gioco “legalizzato”. Lo Stato e’ sceso a patti con il malaffare che gestiva il gioco d’azzardo, e notizia di ieri, si e’ accorto che il socio “Malaffare” negli ultimi tempi ha taroccato le macchinette, ha falsificato i dati, ha messo in circolazione macchinette non conformi e tante altre cose non proprio “come da accordi”. Chi fa patti con il “Malaffare” prima o poi si brucia il culo…perdonatemi la parola ma non ne trovo di altre cosi azzeccate.
    Sembrerebbe un salto di carreggiata ma stiamo parlando sempre della stessa cosa. Dalle mie parti “dalla cap nfitesc u pesc” .traduco … dalla testa inizia ad andare a male il pesce…Mancano regole e sopratutto esempi di Oonesta’, trasparenza e correttezza….Meditate genti.

  49. Che Mediaset Tv Nazionale si abbassi talmente ad accettare una pubblicità così idiota fa pensare che o Mediaset è alla frutta….. o i suoi dirigenti si sono bevuti il cervello –

  50. Farfallina o patatina, mah? Nessuno mi ha mai detto di essere un ritardato mentale, però francamente non saprei rispondere sul tatuaggio che Belen ha mostrato a Sanremo. Dello spot in questione Fran Altomare dice che si parla chiaro, Cosenza che è Ingannevole, punto. Marsili dice che è solo pubblicità (percepisco che voglia dire che è tutta, in un certo senso, ingannevole). Francesco invoca la censura.
    Mi piace questa discussione, mi tocca da vicino visto che io ho realizzato centinaia di spot nella mia vita. Credo che valga la pena discutere e contemporaneamente commentare quanto detto dai tanti interventi, focalizzandoci sulla differenza tra pubblicità e pubblicità ingannevole.
    In questo spot in effetti si dicono le cose (velocemente) e si possono leggere (volendo), che dovrebbero fare chiarezza su ciò che si propone, ma il modo in cui si enfatizza il resto (il concorso e la facilità di parteciparvi) offusca la “chiarezza” e la consapevolezza del servizio venduto. Secondo me è meno ingannevole di tanti altri spot molto più famosi che vediamo ogni giorno e produce meno danni.
    Questa pubblicità negli States potrebbe attivare una class-action e verrebbe condannata come pubblicità ingannevole in base al danno. Se la giuria, valutando i fatti, riscontra cosa è accaduto, cioè quanta gente ha acquistato senza essere consapevole di quello che acquistava e si è ritenuta ingannata.
    In USA la Nutella ha perso una causa che l’ha costretta a rimborsare pochi $ a persona (alla fine qualche milione di $, un niente per la Ferrero) perché il danno è stato considerato lieve; l’inganno stava nel fatto che nello spot si vedeva una cascata di nocciole che faceva percepire che la crema avesse tante nocciole, invece ne ha solo il 6% (etichetta). In Italia nel 2009 l’Antitrust ha censurato pesantemente le pubblicità degli yogurt anticolesterolo Danacol della Danone e Pro-Activ dell’Unilever facendo multe rispettivamente a 300 e a 100 mila euro. Approfondite leggendo l’articolo https://paoblog.wordpress.com/tag/danone/. La Danone americana ha costituito un fondo di 35 milioni di dollari per risarcire i consumatori di Activia e Actimel che sono stati ingannati dalla pubblicità. Sempre nel 2009 in Inghilterra l’Advertising Standards Authority (autorità che valuta la veridicità della pubblicità) ha censurato lo spot pubblicitario di Actimel di Danone, perché lasciava intendere di poter migliorare le difese immunitarie dell’organismo e di proteggere meglio grandi e piccini. E’ doveroso ricordare che anche in Italia la pubblicità di Actimel è stata censurata nel 2004 dal Giurì dell’Autodisciplina Pubblicitaria per motivi molto simili. AGCOM ha pronunciato molte sentenze, ma Altroconsumo le ha considerate sempre irrisorie rispetto ai danni provocati dalla pubblicità ingannevole, ma AGCOM deve rispettare la legge che da all’Autorità la possibilità di multare fino a 500.000 € e di censura, cioè ritirare dal mercato la pubblicità o modificarla. Palliativi. In Italia oggi (2012) l’Autorità ha aperto un’inchiesta sul Danaos della Danone. Dopo alcuni anni si apre solo un’inchiesta? Basta chiedere all’Istituto Superiore di Sanità se quello che viene affermato è vero e/o debba essere modificato, per bloccare e/o multare. Nel settore dei medicinali l’autorità è l’AIFA, la commissione valuta quasi sempre solo le parole che vengono dette e/o scritte e se ci sia la frasetta di rito a bordo schermo o pagina. Ma quando un consumatore sente dire per es.: “Aiuta a combattere il mal di gola” (frase accettata) e nel contempo vede una animazione dove 2 tonsille da rosse diventano verdi, cosa percepisce? Percepisce: cura e guarisce, parole bandite dall’AIFA.
    Questi sono pochi esempi tra le migliaia di casi, potremmo scrivere un libro sulla pubblicità ingannevole o ambigua, sta di fatto che la materia è disciplinata dai d.lgs. 145/2007 che è ritenuto da UNC e molte altre organizzazioni, del tutto insufficiente e troppo tardiva negli interventi. Infatti se un’azienda lancia un prodotto con 10 milioni di budget in 6 mesi (o anche 12) ha tutto il tempo di comunicare ciò che vuole e “inculcare” nel consumatore meno preparato (cioè quasi tutti) quello che desidera comunicare. Poi viene multata con qualche spicciolo e costretta a cambiare la comunicazione. Ovviamente il cambiamento deve seguire le regole, ma la nuova pubblicità, sarà realizzata con una formula percettiva che ricorda la precedente già percepita.
    Quindi cosa sarebbe giusto fare? Innanzi tutto rifare la legge prendendo spunto da quella inglese e soprattutto da quelle dei paesi scandinavi, dove per es. non si possono usare i bambini come consumatori, ma la pubblicità deve rivolgersi ai genitori in quanto acquirenti. Occorrerebbe un organo vigilante rapidissimo. Per esempio, l’Osservatorio di Pavia è in grado in tempo reale di verificare cosa va in onda, se ci fosse una struttura con poteri forti e ben organizzata si potrebbe bloccare la pubblicità in pochissimi giorni, e multare pesantemente SUBITO per poi lasciare il tempo per ricorsi ecc.. Sono contrario alla censura, in tutti i settori, non ha mai dato risultati “protettivi” del consumatore ed ha sempre finito per privilegiare le idee dei censori.
    Molti anni fa la RAI visionava gli spot prima di mandarli in onda, lo faceva una divisione della SACIS, ma non valutava quanto fosse ingannevole, verificava se lo spot fosse di un prodotto non ammesso (c’era una lista nera tra la quale prodotti come: pellicce, diamanti, ma anche profilattici) poi ne verificava la pudicizia, gambe nude o bikini non passavano. Passavano spot che inducevano i bambini a mangiare cose che potevano aumentare il rischio di obesità, ma questo avviane anche adesso. La pubblicità è una parte integrante e utile al sistema economico, ma deve avere delle regole come ormai quasi tutti i prodotti hanno. Lo sapevate che in un ufficio le scrivanie e i mobili debbono essere distanti l’uno dall’altra 120 cm? Ci sono regole ovunque, spesso inutili e stupide, di quelle stupide ne troviamo spesso nella pubblcità regolamentata come per esempio i medicinali o gli integratori alimentari. Con regole e poteri “veri” all’AGCOM i produttori che vogliano fare pubblicità ingannevole o ambigua cesserebbero immediatamente anche di proporla. Nella deregulation italiana il furbo, o il delinquente, ha le mani libere. L’acquisto dell’abbonamento di 25€ mensili per suonerie e sfondi, ammesso che il consumatore non l’abbia inteso tale e si consideri “truffato”, è una sciocchezza rispetto ai miliardi di € di fatturato che si realizzano con la pubblicità ingannevole di: functional food, cosmetici, medicinali, tariffe telefoniche voce e dati, proposte immobiliari, prodotti finanziari (in questo caso la frase di rito è: Leggere attentamente il prospetto informativo prima di sottoscrivere …). Occorre però distinguere se la pubblicità è ingannevole o voglia esaltare emotivamente un concetto. La pubblicità dei vari antirughe, ma anche lo shampoo che rende i capelli ricci o lisci, lascia intendere chiaramente un risultato, ma è vero? La Nissan Juke fa cadere un telaio da un aereo poi via via viene assemblata fino a trasformarsi in un sommergibile e rispunta sulla terrà come se niente fosse; questo è ingannevole? Dal mio punto di vista non lo è perché l’emozione che lo spot vuole comunicare è rappresentata da concetti assolutamente astratti e fantascientifici a cui nessuno può credere. Sarebbe giusto, corretto, e anche conveniente per i produttori e i pubblicitari (perlomeno nel lungo termine) che vi fosse una deontologia spontanea e condivisa, ma questo nel mondo di oggi può non sembrare umano. I pubblicitari dovrebbero disciplinare la loro professione con regole deontologiche che però dessero adito a sanzioni severe (si potrebbe discutere di questo anche per i medici). La legge è stata creata proprio per regolare il comportamento umano al fine di preservare diritti e doveri di ciascuno. Dobbiamo chiedere a gran voce, leggi adeguate sulla pubblicità e pretendere che si facciano rispettare rapidamente.
    Caro Monti, eliminare la pubblicità ingannevole ha anche un significato economico e aiuta la crescita perché riduce la concorrenza sleale, trarre profitto dall’inganno è come non pagare le tasse e fare fatture false. O no?

  51. Caro Pier Danio, ti ringrazio di cuore per aver spiegato qui in breve qualcosa a cui in aula dedico almeno due o tre ore, durante i corsi in cui mi occupo di consumi e pubblicità. Da ciò che tu scrivi dovrebbe essere chiaro a tutti, anche a Enrico, che qui non si tratta di disquisire su stato etico o stato liberale, ma di arginare (controllare? per quanto possibile) un fenomeno che è tanto ampio quanto sfumato e sfuggente.

    Il modo in cui hanno risposto diversi commentatori in questo spazio fa capire perché in Italia siamo ancora molto lontani da un’attenzione a questi problemi da parte dei consumatori e delle consumatrici. Altro che class action.

    Vorrei fosse chiaro, inoltre, che ho preso questi spot come esempi di un fenomeno che so bene quanto sia più ampio e generalizzato. Ma non mi sono ancora occupata molto di pubblicità ingannevole, su questo blog, e conto di farlo in futuro, visto che su altri fronti le mie battaglie sono state già raccolte da altri. Questo insomma è solo l’inizio: c’è tutto il fantastico mondo della ingannevolezza dell’industria cosmetica da esplorare…🙂

    Consiglio di leggere, a chi volesse approfondire il tema: Adriano Zanacchi, Il libro nero della pubblicità, Iacobelli, Roma, 2010.

  52. Si comincia a materializzare la vera discussione…non sterili lotte tra guelfi e ghibellini ma proposte e idee che possano germinare in breve in questi strati di societa’ dove humus ancora ce n’e’. Preciso che non ho mai pensato alla censura della pubblicita’ ma ad un filtro si, che abbia tra le trame le basilari regole di giusta convivenza e pari opportunita’ per tutti tranne che per i disonesti. Definendo ingannevoli tutte quelle promesse palesemente non reali che fanno leva sulla debolezza dell’uomo o peggio del minore. C’e’ da lavorare me ne rendo conto..Ma iniziamo se vogliamo passare una buona staffetta ai nostri figli e posteri. Non e’ mai troppo tardi, data la grande importanza della posta in gioco.

  53. Tutti quelli che hanno risposto sono interessati al problema (altrimenti perche’ farlo). E occhio a non giudicare il prossimo, a non sentirsi superiori. La moralina è l’esatto opposto di quello che dovrebbe fare chi si sente superiore: dare ai presunti inferiori gli strumenti per capire.

  54. Giovanna, ho avuto alcuni stagisti che si sono laureati con te, ho trovato in loro una buona dose di consapevolezza su ciò che la comunicazione dovrebbe essere per la società. Continua così. Non voglio insistere, ma credo che gli utenti che fanno pubblicità ingannevole trovino anche una buona e disponibile sponda tra i pubblicitari. Un corso di laurea come il tuo ha anche il compito di stimolare corretti comportamenti professionali. A volte bisogna essere capaci di “calmierare” i desideri dei clienti o non accettare l’incarico. Lo so è difficile specialmente di questi tempi, ma è necessario per il nostro futuro. Quando ho iniziato io nei 70′ il pubblicitario era considerato un utile professionista, oggi spesso dire pubblicitario vuol dire “truffaldino”. Nel 72 incontrai Jerry della Femmina a New York e mi ricordo una frase che iniziava a circolare, anche di Seguelà: “Faccio il pubblicitario, ma non lo dire a mia madre, lei crede che io lavori in un bordello”. Se vogliamo essere considerati dalla società dobbiamo difendere la “buona” pubblicità, criticare quelli che non la fanno e rifiutare i clienti che la vogliono ingannare i consumatori. Coraggio.

  55. Un certo scetticismo, mio e forse di altri, potrebbe derivare dall’idea che un certo grado di inganno e di autoinganno sia un ingrediente normale delle società umane.
    In particolare, quelli che ad alcuni appaiono con buone ragioni Inganni e autoinganni su scala planetaria — religioni, ideologie, omeopatia e tanto altro — hanno un tale seguito, e forse perfino una tale utilità sociale, che sanzionarli è solo il sogno per ora impossibile di sedicenti illuminati, me incluso.😉😦

    Idem, quanto a ingannevolezza accettata come normale dai più, per gran parte della pubblicità, secondo il parere esperto di Pier Danio Forni.

    Se è così, prendersela con casi di raggiro minore, più vulnerabile e più evidente, può apparire poco equo, poco sportivo.
    Però magari serve.

  56. io la chiamo selezione naturale darwiniana.
    se la società ti ritiene in grado di avere un cellulare autonomamente
    credo che tu abbia la capacità di LEGGERE.
    se credi di poter vincere qualcosa rispondendo a questi quiz sai a cosa vai in contro.

    se poi ti lamenti sono BEATI AFFARI TUOI

  57. Ecco l’argomento e’ vasto e non sarebbe giusto trattarlo solo sotto forma di blog o discussione telematica. Non sono un addetto ai lavori ma sicuramente sono attento alle varie forme e contenuti che i media ci propinano 24oresu24, e sicuramente posso affermare che i moventi economici superano di gran lunga tutto il resto intorbidendo la materia e intorpidendo noi passivi fruitori di questi messaggi. Provate a leggere le etichette dell’olio extra vergine di oliva (un esempio a caso) e vi accorgerete di quanto la Marca ci tenga ai suoi “fedeli consumatori”. Provate ad analizzare questa frase “Miscela di olii comunitari raffinati”. Non entro nel merito del problema ma mi limito a precisare che “raffinato” si intende sottoposti a raffinazione (eliminazione dei difetti) anche e sopratutto con procedimenti chimici, e gia’ questo servirebbe a togliere a quel dato prodotto la denominazione di “olio extra vergine di oliva”. Ma le regole lo consentono e quindi ……l’industria sforna prodotti che farebbero bene a rimanere sugli scaffali anziche’ andare sulle nostre tavole….

  58. Ben, purtroppo il raggiro è raggiro, sia che produca pochi o molti danni. Seppur concordo che l’inganno sia parte della natura umana, negli italiani è diventata quasi una virtù. Infatti, come ha ricordato Monti al Meeting di Rimini, si continuano a chiamare furbi gli evasori fiscali, dovremmo invece chiamarli con il nome che si da a chi commette un reato, scegli tu. I pubblicitari in generale hanno certamente accettato passivamente di organizzare comunicazioni ingannevoli e si trincerano dietro al fatto che è stato chiesto dal cliente e che se verrà punito qualcuno, non saranno loro. Lo hanno fatto anche i testimonial, che ovviamente diranno: “ma cosa ne sapevo io?” Non mi pare comunque che in questi casi sia mai stato condannato qualcuno per associazione a delinquere o concorso, ma forse (non sono un giurista) se non c’é l’associazione c’é certamente il concorso perché vi posso assicurare che il pubblicitario che faccia anche solo la parte creativa ci mette del suo. A Francesco 62 vorrei dire che le regolamentazioni sono carenti e frutto di molti compromessi per “proteggere” le varie produzioni comunitarie. Nel caso dell’olio extravergine di oliva la legge consente la denominazione solo a prodotto che ha meno di 0,8 % di acidità, di prima spremitura ecc.. per saperne di più http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/5288. Anche in questo caso la politica (comunitaria e non) ha dei ritardi che non solo penalizzano i consumatori, ma anche i produttori di prodotti buoni. Tempo fa chiamai un alto dirigente di una delle più grandi aziende alimentari italiane e feci notare che quello che affermavano non corrispondeva al vero, la risposta che mi fu data è: “la legge me lo consente”. Buon appetito.

  59. Un altro uso deviato della Tv sia di stato che commerciale, ogni qualvolta che un Tg da’ notizia di un illecito da parte di una grossa o piccola azienda che sia, non si fa quasi mai il nome di queste aziende scorrette, in modo che noi consumatori possiamo prendere le distanze da questi nomi. Come lo devo interpretare questo comportamento? Valeva la pena dare questa notizia cos’ incompleta? dove sono le associazioni dei consumatori?
    In ferieeeeeeeeeeeeee……?

  60. Sì ok, d’accordo ma occorre anche dire e scrivere che ci sono troppe persone ingenue ed ignoranti che guardano la TV, ma proprio su queste si basa gran parte della pubblicità chiara ed occulta, quindi la prima cosa da fare è acquisire spirito critico, informarsi, smetterla di credere a quello che dicono certi personaggi, far lavorare quel formidabile ingranaggio che il cervello. Senza questo si è sempre alla mercè dei truffatori e sempre potenziali vittime di un gioco senza fine.

  61. C’è anche di peggio in questo campo, come quello che è capitato a me. Nel caso in questione serve una certa dose di distrazione e ingenuità per abboccare. Io invece mi sono trovato abbonato a un servizio a pagamento senza aver ingenuamente adeerito proprio a niente. Tutto è successo col cellulare. A un certo punto hanno cominciato ad arrivare messaggi che dicevano: “scarica il tuo contenuto” e un indirizzo URL. Io non ho mai scaricato niente, non so neanche di cosa si trattasse, cancellavo questimessaggi che ritenevo pubblicitari e solo dopo due mesi, leggendo i tabulati mi sono accorto che ogni volta mi addebitavano 4 euro. Sono certo al 100% di non aver aderito a niente enenssun altro usa il mio cellulare. Ho poi scoperto che la società che realizza queste cose ha un sito: http://www.vipmobile.it Loro dicono che io mi sono registrato, ma è impossibile. L’unica ipotesi è che arrivi un messaggio e per evitare l’abbonamento bisogna seguire una certa procedura, mentre cancellandolo – come sempre ho fatto con i messaggi spazzatura – uno può trovarsi abbonato. E chi avrà dato il mio numero a questa società? Io sto molto attento a non dare il mio numero a sconosciuti e penso che lo abbia fatto invece il gestore del mio cellualre, che immagino prenda una percentuale dei disonesti proventi di questa pratica. Naturalmente ho protestato e chiesto i circa 50 euro sottrattimi per niente, ma il gestore dice che io ho aderito all’abbonamento. Ancora non so che tipo di contenuti vipmobile mi volesse far scaricare. Suonerie? Immagini? Materiale porno? Anche quest’ultimo ho poi scoperto che rientra nel loro repertorio. Disonestà, spregiudicatezza, arroganza, malafede, mancanza di rispetto, certezza dell’impunità. Mi rivolgerò al garante ma è bene che altri sappiano.

  62. Pingback: Spot ingannevoli: vince la nostra petizione. Ma non basta - Giovanna Cosenza - Il Fatto Quotidiano

  63. se involontariamente o x sbaglio pigi un tasto sei fregato chiamo il 119 e costantemente nn rispondono e una vergogna nn avere il diritto di disdire

  64. È passato quasi un anno, eppure quelli delal 4.81.82 sono ancora in giro…. Ora, io ammetto la mia ignoranza sui tempi e modalità d’operazione del fantastico mondo della burocrazia, ma vorrei sapere cosa ha fatto la Agcom, di concreto, contro questi tizi…

  65. Purtroppo anche io ero caduta in questa “trappola”, perché mio nipote di 10 anni vide la pubblicità in TV e mandò a mia insaputa un messaggio con il mio telefonino.

    Vi dico solamente che, per venirne a capo, ho dovuto cambiare numero di telefono, quindi prendere una nuova SIM, perché non c’è stato verso di far disattivare questo presunto “servizio”!

    Gli stessi gestori telefonici,in generale e da quanto ho capito nel tempo, se ne lavano le mani e dicono che non possono fare nulla, perché ci guadagnano anche loro.

    Personalmente avrei dovuto prestare maggiore attenzione a non lasciare il mio telefono in mano ad un bambino, ma questo non toglie il fatto che queste società se ne approfittino in maniera spudorata…

    Maria

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