Buon compleanno Taslima Nasreen!

Ricevo e volentieri pubblico un scritto di Till Neuburg in occasione del cinquantesimo compleanno di Taslima Nasreen. Forse non tutti/e sanno chi è: un’occasione buona per impararlo.

Taslima Nasrin

Giorno di festa! di Till Neuburg

Oggi sabato 25 agosto, una donna molto speciale raggiunge la prima metà di un secolo di vita. Lo annuncio con la serena certezza che nel 2062 qualcun altro avrà l’onore di scrivere una dedica ‘doppiamente’ significativa di questa.

Per capire il valore di questa straordinaria combattente, partiamo qui da noi dove, per fortuna, abbiamo delle rompiscatole come Tina Anselmi, Emma Bonino, Paola Concia, Milena Gabanelli, Sabina Guzzanti, Margherita Hack, Rita Levi Montalcini, Rossana Rossanda, Franca Valeri. Eppure, a ben trentasette anni dalla legalizzazione dell’aborto, le donne italiane sono tuttora una maggioranza discriminata – nel lavoro, nella politica, nell’economia. Il divario tra diritti costituzionali e realtà, è tuttora vergognoso.

Se qui, a pochi chilometri dal Vaticano, c’è sempre poco da ridere e molto da ridire, figuriamoci cosa succede a una ribelle che nasce nel Bangladesh. Anche lì, l’interruzione della gravidanza è legalmente accettata ma – uso un termine trucemente paradossale – il più delle volte si tratta di aborti “selettivi”. Questo significa semplicemente che quando negli screening prenatali il feto risulta di sesso femminile, l’interruzione di gravidanza è incoraggiata, se è maschile, no.

Taslima Nasreen è medica, scrittrice, poetessa, giornalista, attivista dei diritti civili, femminista, atea e dichiaratamente gay. Cosa significhi tutto questo per una donna che agisce in un contesto massicciamente misogino e fondamentalista, noi non ce lo possiamo immaginare nemmeno alla lontana.

Per punirla per le cose che racconta nei suoi libri, i militanti musulmani avevano emesso nei suoi confronti ben tre Fatwa promettendo che, se catturata, avrebbe pagato i suoi peccati con il linciaggio per lapidazione. In India, le minoranze musulmane, hanno offerto una taglia di 500.000 rupie per la sua decapitazione. Nel suo paese d’origine, la sua autobiografia è severamente proibita e lo stesso governo l’ha accusata di blasfemia. Dopo un lungo peregrinare in vari stati europei, oggi vive in esilio, prevalentemente negli USA.

Nonostante anni di persecuzioni, Taslima Nasreen è stata insignita di ben 21 premi umanitari e letterari internazionali tra i quali spiccano il Premio Sakharov per la Libertà di Pensiero conferitole nel 1994 dal Parlamento Europeo, il Premio Simone de Beauvoir per i Diritti Civili del governo francese, il Premio UNESCO Madanjeet Singh per la promozione della tolleranza. È cittadina onoraria di Parigi, Nantes, Lione, Metz, Esch, Venezia e Barcellona. Ha ricevuto il dottorato honoris causa delle università di Gent e dell’Università americana e dell’Université Didérot di Parigi. Ha parlato all’UNESCO, nel Parlamento Europeo, nell’Assemblea Nazionale di Francia, alla Sorbona, a Oxford, Harvard e Yale.

Nell’infanzia ha subito ripetute violenze sessuali da parte di parenti e altri uomini, eppure scrive sin dall’età di 13 anni. Finora ha pubblicato 35 libri.

Da una sua intervista di Bianca Madeccia, cito: «Sono convinta che l’unico modo di arginare il fondamentalismo e la sua perversa influenza sia l’unità di chi crede nei valori dell’umanesimo e del laicismo».

È un frase particolarmente significativa se consideriamo che tra pochi giorni dovrà essere votata nel parlamento tunisino la nuova Costituzione nella quale la donna non sarà più considerata “uguale”, ma “complementare” all’uomo.

Till Neuburg

5 risposte a “Buon compleanno Taslima Nasreen!

  1. Reblogged this on Il Ragno and commented:
    Una persona che non conoscevo, mi documenterò. Intanto, mi limito a condividere e diffondere la notizia.

  2. il territorio che separa un mondo in cui la donna è umiliata e sottomessa dal mondo in cui tutti hanno gli stessi diritti (almeno come “ipotesi regolativa”) in quanto consumatori, è sempre stato molto esiguo. mi chiedo se si diano pochi (ma buoni) esempi di società che si collochino là……

  3. @ sandro vero

    perché dici, se ho capito bene, che la differenza fra mondo avanzato e arretrato, riguardo alla parità uomo/donna, “è sempre stat[a] molto esigu[a]“?

    Primo, il “sempre” è sbagliato. Negli ultimi secoli (in Occidente) e negli ultimi decenni (nel resto del mondo) le cose sono cambiate molto, talvolta in peggio, per lo più in meglio, dal punto di vista delle donne.

    Secondo, perché “molto esiguo”? Naturalmente, è abbastanza arbitrario stabilire se una differenza sia “molto esigua” o “molto grande”. Se lo chiedi a una ragazzina pakistana in Italia vessata dal padre (vari esempi in cronaca) ti risponderà certamente che la differenza è enorme, in effetti per lei può essere questione di vita o di morte, letteralmente. Tu chiamala “molto esigua”, se preferisci.
    Ma, domanda sincera, a che cosa serve vedere tutto sempre nero? (Sicuramente serve a qualcosa, dato che tanti lo fanno.)

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