Archivi del giorno: giovedì, 13 settembre 2012

Pubblicità ingannevole: la legge è cambiata, basterà?

Dopo il mio articolo di lunedì su questo blog e sul Fatto Quotidiano, mi ha scritto Giulio Marotta, di Assoutenti, che da anni fa un lavoro di monitoraggio costante su pubblicità ingannevoli e Antitrust. Marotta – che ringrazio per il prezioso contributo – chiarisce fra l’altro alcune modifiche che una norma recentissima (legge 7 agosto 2012, n. 135, GU n. 173/L del 14 agosto 2012) ha apportato al Codice del consumo in materia di pubblicità ingannevole, e che io avevo in parte travisato.

Assoutenti

Mi sembra di capire, soltanto ora, che l’Antitrust può multare l’azienda che ha messo in circolazione una pubblicità ingannevole anche dopo averle imposto di ritirarla (dunque è ancora possibile che lo faccia per gli spot da noi denunciati), che ora questa multa può arrivare a 5 milioni di euro (e non più 500.000, come previsto dal Codice del Consumo, art. 27) e che la multa è indipendente dal fatto che l’azienda si rifiuti di ritirare la campagna (come credevo), ma può essere imposta anche se l’azienda la ritira subito, cioè nei termini imposti.

Antitrust

Devo ammettere però che, anche dopo i chiarimenti, mi restano molte perplessità, sia sulla nuova legge (ho capito tutto?), sia sulla sua futura applicazione. Chiaro che 5 milioni di euro sono un deterrente più forte di 500.000, ma quando e come la sanzione sarà applicata, se sarà applicata? Insomma, su questo tema ho ancora molto da imparare, e sarò grata a chiunque mi darà una mano. Ecco intanto il testo di Giulio Marotta:

1) Sanzioni: le nuove sanzioni, fino a 5 milioni di euro (che si applicano anche in caso di reitera), sono deliberate indipendentemente dal fatto che una pubblicità sia già cessata; l’azienda può essere punita anche a distanza di tempo e l’eventuale interruzione della pubblicità casomai è considerata un’attenuante. L’aumento servirà a dare maggiore efficacia alle decisioni dell’Antitrust, soprattutto nei confronti delle aziende più grosse; però molte aziende si “lamentavano” già per le “vecchie” sanzioni dell’Antitrust (non tutte hanno le spalle robuste), anche perché i giudici amministrativi hanno fino a oggi respinto nell’80 per cento dei casi i ricorsi delle aziende.

2) Cosmetici: l’Antitrust ha sanzionato molte società per le false promesse sull’efficacia dei prodotti e sull’attribuzione di proprietà terapeutiche che sono invece proprie dei farmaci: potete leggere ad esempio questa scheda su un caso recente. Purtroppo gli operatori senza scrupoli sono tanti e occorre segnalare tutti i casi di falsa o cattiva informazione, a partire dai messaggi veicolati tramite internet.

3) Come migliorare il sistema: l’Antitrust, a differenza di altre autorità molto meno attive, ha definito una serie di principi e regole importanti a difesa del cittadino. È uno strumento importante che può essere senz’altro migliorato, ma va innanzitutto difeso contro tutti i tentativi in atto per ridimensionarlo e dare completa libertà di manovra agli operatori scorretti. La partecipazione, come dimostra il caso dello spot sulle reti Mediaset da voi denunciati (qui l’Antitrust è intervenuto in via d’urgenza, sospendendo lo spot, e delibererà le relative sanzioni al termine del procedimento) è estremamente importante: occorre parlare di più dei casi di pubblicità ingannevole e anche di altre pratiche scorrette, perché la pubblicità si inserisce spesso in una complessa strategia volta a condizionare le scelte di chi acquista: in base all’esperienza che ho acquisito, le aziende temono, più delle stesse sanzioni economiche, il ritorno negativo in termini di immagine derivante da una pronuncia di ingannevolezza: il sito di Assoutenti offre una rassegna sistematica su questi temi (schede sulle singole decisioni dell’Antitrust e dei giudici amministrativi, schede per materia o per singola tipologia di pratica scorretta, guide, controspot, newsletter ecc.) per accrescere la consapevolezza dei cittadini sui loro diritti e sulle modalità per esercitarli. Ripeto, occorre parlarne di più, sfruttando le potenzialità della Rete: purtroppo gran parte dei mass media dedica pochissima attenzione a questi temi (leggi i risultati di questa ricerca) per motivi molto evidenti: temono di perdere importanti entrate pubblicitarie. Giulio Marotta – Assoutenti.