Archivi del giorno: giovedì, 25 ottobre 2012

Pubblicità: ancora sull’equivalenza fra prodotti e esseri umani

Continuo la discussione di ieri (Pubblicitari, smettetela di sostituire i prodotti agli esseri umani), mostrando l’ultimo spot dei cracker Gran Pavesi – giustamente segnalato da Fiammetta – in cui non c’è più la sostituzione che abbiamo visto per la Nuova Renault Clio, ma c’è un’assimilazione fra un prodotto (in questo caso un cracker) e un essere umano, assimilazione talmente forte da diventare equivalenza.

«Ci sono cose che sembrano uguali… invece no!» dice la voce fuori campo. Qui fra l’altro c’è pure un’implicazione sessista, perché la «cosa» che il protagonista dello spot desidera è ovviamente la ragazza. Ma lasciamo perdere il sessismo, perché in questo contesto mi preme soprattutto mettere il dito sull’equivalenza fra prodotti e esseri umani, indipendentemente dalle questioni di gender.

Ora, sono ben consapevole che ogni forma di “determinismo pubblicitario” è tanto sciocca quanto banalizzante (ovvio che non siamo “determinati” dagli spot, nel senso che, vedendoli, ne siamo automaticamente e univocamente forgiati), però mi chiedo: che mondo è un mondo che scambia di continuo (e ricordiamo che la ripetizione è l’anima della pubblicità) persone e oggetti, esseri umani e prodotti, un mondo che ci ha talmente abituati a questo che non ci facciamo più caso? Che valori implica dare per scontato questo scambio?