Archivi del giorno: venerdì, 26 ottobre 2012

Da oggetti a esseri umani: il caso «Lavatrici finite male»

Concludo la riflessione dei giorni scorsi sull’equiparazione fra oggetti e esseri umani, con la miniserie per il web «Lavatrici finite male» (grazie a Inkiostro e Annamaria per la segnalazione), che è l’ultima campagna Calgon, l’anticalcare per lavatrici, affidata al comico e regista Marcello Macchia, meglio noto come Maccio Capatonda.

Il caso è interessante perché mostra il processo inverso rispetto a quelli visti nei giorni scorsi: mentre la banalizzazione pubblicitaria più diffusa degrada gli esseri umani al ruolo di oggetti (un’auto, un cracker, una bevanda «al posto di» una relazione affettiva spogliano la relazione della sua ricchezza umana), le microstorie di «Lavatrici finite male» antropomorfizzano l’oggetto lavatrice, cioè lo nobilitano facendo come se avesse pensieri e vivesse emozioni, sensazioni e relazioni umane. Insomma non più esseri umani trasformati in oggetti (e come tali degradati), ma oggetti trasformati in esseri umani (e come tali nobilitati).

Lavatrici finite male

Inoltre le «Lavatrici finite male» fanno ridere, perché rappresentano l’equivalenza in modo letterale e non più metaforico, cioè inseriscono la lavatrice in scenette in cui si comporta ed è trattata esattamente come se fosse una persona vera (talmente vera che un episodio si intitola «Trattata come un oggetto»). È una persona «finita male» per il cui triste destino siamo chiamati a dolerci. Finché Calgon non la salverà. Buon divertimento! 🙂

Lavatrici finite male: Trattata come un oggetto

Lavatrici finite male: La polvere bianca

Lavatrici finite male: La principessa barbona

Lavatrici finite male. Criminal Machine

Lavatrici finite male: Anticalcari alla goccia