Pubblicità ingannevoli su prestiti, mutui e finanziamenti

«Le pubblicità devono indicare elementi utili per identificare le caratteristiche del bene o servizio reclamizzato, a partire dal prezzo: eventuali omissioni possono infatti indurre a fare scelte non pienamente consapevoli, anche nei casi in cui i consumatori e le consumatrici abbiano la possibilità di acquisire altre informazioni in un momento successivo, ad esempio navigando su internet o rivolgendosi direttamente all’impresa. È un principio stabilito dal codice del consumo, e ormai consolidatosi nella giurisprudenza, che vale a maggior ragione quando, per complessità della materia, c’è una forte asimmetria tra l’operatore e il cittadino.

Prendiamo la pubblicità delle aziende nel settore del credito. Ci sono moltissimi esempi di istituti bancari che sono stati sanzionati dall’Antitrust per aver dato informazioni insufficienti o ambigue sui costi di un servizio (apertura e gestione di un conto corrente, carta di credito, mutui).

Un operatore bancario conta i soldi

In moltissimi casi l’inganno viene da piccole finanziarie e società di mediazione creditizia, che promettono condizioni favorevoli per accedere a un prestito o una cessione del quinto, ricorrendo a inserzioni pubblicate su quotidiani locali, sulla free press o suvolantini recapitati nella cassetta delle lettere: anche senza costose campagne pubblicitarie, questi messaggi riescono spesso ad attrarre coloro che sono alla ricerca di piccoli finanziamenti, inducendoli a sottoscrivere un contratto senza poter comparare i costi delle rate con quelli di altri operatori concorrenti.

Di recente il Tar ha ribadito che la semplice pubblicazione di tabelle esemplificative delle rate per prestiti di diversa entità non basta, se non è indicato con precisione il Tasso annuo effettivo globale (Taeg), che permette di calcolare tutti i costi che devono poi di fatto essere sostenuti (polizza assicurativa, spese istruttoria, ecc.), e ha perciò confermato la sanzione a carico di una società di mediazione finanziaria.

Il problema ha purtroppo un impatto sociale rilevante – evidenziato anche da un recente Rapporto di Cittadinanza attiva – perché spesso gli operatori del settore approfittano della situazione di difficoltà economica di chi è alla ricerca di un piccolo finanziamento per far fronte a spese impreviste o bisogni urgenti. Per questo Assoutenti ha realiizzato un video per sensibilizzare i cittadini sul tema e invitarli a segnalare all’Antitrust i casi di pubblicità ingannevole che incontrano.» Giulio Marotta – Assoutenti

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...