Archivi del giorno: giovedì, 15 novembre 2012

Signore e signori, ed ecco a voi di nuovo, sul palco: la violenza di piazza

Puntuali sono arrivate anche quest’anno, come ogni autunno, le proteste di piazza contro i provvedimenti economici del governo: che si chiamino “manovra”, “legge di stabilità”, “tagli” o “austerity”, implicano da anni sacrifici, tasse, impoverimento della classe media, disoccupazione, licenziamenti, emarginazione, sofferenze.

Novità di quest’anno: fino all’anno scorso il nemico era Berlusconi, oggi sono i “tecnici” e, più in generale, la classe politica ed economica, Angela Merkel, l’Europa stessa; fino all’anno scorso le manifestazioni accadevano in giorni diversi nei vari paesi, oggi sono sincronizzate in varie città europee. Un’Europa che non trova identità politica, la trova invece nelle piazze? Chissà.

Puntuali come ogni anno, i giornali sbattono in prima pagina le immagini degli scontri di piazza (fanno eccezione Il Manifesto, che mette un corteo pacifico, e Il Giornale, che mette Isabella Ferrari nuda); altrettanto si vede nei tg e nelle trasmissioni di approfondimento: la violenza, si sa, fa spettacolo. E puntuali sono da un paio d’anni anche le polemiche su chi fomenta gli scontri: “infiltrati” o persone che fanno parte a tutti gli effetti del movimento? “Black bloc” o esito inevitabile della tensione e dei disagi?

Di questi temi abbiamo già discusso su questo blog, sia l’anno scorso, sia nel 2010. E la discussione è stata interessante e approfondita sia l’anno scorso, sia nel 2010. Poiché non amo ripetermi, linko qui gli articoli, che ti consiglio di rileggere (inclusi i commenti), anche per capire cosa è cambiato, se qualcosa è cambiato. Due parole soltanto su ciò che penso ora: la violenza va sempre condannata senza se e senza ma, ma bisogna riconoscere che non viene affatto da “infiltrati”, non è estranea al movimento, ma può nascere da chiunque e può persino nascere nelle “migliori famiglie”, perché cresce con il crescere delle frustrazioni dei giovani e meno giovani, della tensione e sofferenza sociale. E se continua così, è destinata a crescere ancora. Persino in Italia.

Perché? Come? Trovi tutto qui:

17 ottobre 2011: Piazza mediatizzata, violenza spettacolarizzata

20 dicembre 2010: Saviano, gli studenti e la violenza di piazza

La Repubblica 15 novembre 2012 La Stampa 15 novembre 2012 Il Sole 24 Ore 15 novembre 2012

L'Unità 15 novembre 2012 Avvenire 15 novembre 2012

Il Manifesto 15 novembre 2012 Il Messaggero 15 novembre 2012

Il Fatto Quotidiano 15 novembre 2012 Pubblico 15 novembre 2012