Ancora su Renzi, Bersani & C.

Lunedì sera ero ospite di Telecentro, per l’approfondimento del telegiornale della sera, assieme al presidente del coordinamento primarie di Bologna, Raffaele Persiano. Abbiamo commentato i risultati delle primarie del centrosinistra assieme alla giornalista e conduttrice Antonella Zangaro.

Telecentro 3 dicembre 2012

4 risposte a “Ancora su Renzi, Bersani & C.

  1. perchè le conduttrici hanno sempre movenze teatrali, una penna in mano e parlano in modo affettato con cantilena incorporata?

  2. nomefalso, mi fai sorridere. Perché? Perché non vedono la televisione dei più bravi, come i francesi o i soliti americani. Il pennarello mi fa pensare che non abbia un notebook o un tablet, poi cosa se ne fa, cosa deve scrivere? Tornando al video e alle primarie, che Renzi e Bersani e i politici in generale non abbiano le idee chiare su come comunicare è noto. Va però ricordato che fare una battaglia per vincere le primarie pone i concorrenti in pericolo perché la “battaglia” all’interno di un partito è sconosciuta dai votanti e foriera di percezioni di divisione interna. Manca il contesto su cui costruire una strategia di comunicazione. Tutti a gridare che ci sono 2 partiti anzi almeno 3, che la divisione emersa porterà l’eventuale vincitore ed eventuale futuro Presidente del Consiglio a non riuscire a tenere in piedi un governo per le divisione interne, come è successo a Prodi. Per non parlare della destra subito pronta a gridare sono tornati i comunisti, era meglio che vincesse Renzi. Negli USA il partito democratico esisteva prima che nascesse Obama e la Clinton, le primarie sono una consuetudine, darsi battaglia su tutto, dal programma alle vicende personali è atteso dai democratici che debbono scegliere chi dovrà correre per la Casa Bianca. Quindi giù botte da orbi, poi uno vince e ridiventano tutti amici più di prima. Suvvia, spezziamo una lancia per Bersani e Renzi. Una strategia di comunicazione per vincere le primarie in Italia all’interno di un partito come il PD, ma anche PDL, è molto complessa e, diciamolo, difficile per chiunque. Hanno fatto del loro meglio anche se sono convinto che nessuno dei 2 aveva i consulenti giusti. Giovanna e l’altro signore sostengono che Renzi è stato troppo aggressivo, inopportuno in alcuni casi, ha contestato troppo le regole, lo slogan rottamazione, ecc… Poveraccio, ma come avrebbe potuto combattere diversamente, una battaglia è una battaglia. Sostiene Giovanna, avrebbe dovuto tenere più in conto il target a cui si rivolgeva che non vuole vedere l’utilizzo della TV alla Berlusconi e nemmeno sentirsi dire che i “grandi” vecchi del partito debbono essere rottamati. Però ha convinto più di un terzo dei votanti, non ha preso il 2%. In questi casi bisogna dire che Bersani era l’unico prodotto sullo scaffale e aveva il monopolio, poi qualcuno (la maggioranza della direzione PD non tutti) ha voluto una legge antitrust. La nuova regola ha aperto le porte alla concorrenza, è arrivato un Renzi che a suon di pubblicità aggressiva (un prodotto nuovo non può entrare sul mercato in punta di piedi) è riuscito ad introdursi sul mercato, sta sulle gondole dove prima non c’era niente e nessuno. Per carità, non fraintendetemi, le primarie sono sacrosante e dovrebbero diventare legge per poi andare alle elezioni con collegi uninominali e ballottaggi (vedi referendum vinto azz.).
    Nonostante ciò il risultato deve essere visto anche in questo modo:
    Bersani, anche se rimane leader di mercato, ha perso, ha ridotto la sua quota di penetrazione del 40%, sich!! Dovrà mettere i dipendenti in cassa integrazione. Renzi ha saputo ridurre la quota del leader e ha vinto conquistando il 40% dei consumatori. Adesso il leader sa che c’é uno che spinge e gli fa concorrenza, dovrà quindi fare i conti con lui, come? Deve fare un prodotto migliore a un prezzo più basso. Il nuovo arrivato non potrà dormire sugli allori, dovrà dimostrare che è in grado di mantenere la sua quota e che potrà fare un prodotto migliore del leader o a un prezzo inferiore. Ma c’é anche un prodotto che viene dal bistrattato sud che ha voluto fare concorrenza ai due prodotti di aree industriali eccellenti. Ebbene il suddista, ha fregato il 15% del mercato al monopolista. Credete che il ballottaggio lo abbia escluso? No. I supermercati e i consumatori lo hanno comprato, poi non avendolo più visto sulle gondole, hanno acquistato un prodotto non desiderato (nel marketing questo atteggiamento si chiama “desire disconnet”) però tornerà fuori. Il leader adesso quindi sa che: ha una quota del 45% e due concorrenti uno al 40 e l’altro al 15. Con questi 2 nuovi prodotti che insieme hanno la maggioranza del mercato dovrà fare i conti. Punto.

  3. Il pennarello è come la coperta di Linus per chi deve parlare in pubblico e ha fatto in tempo a prepararsi una scaletta oppure degli appunti su cui improvvisare: serve a rassicurarti che potrai trovare il tempo di sottolineare le cose che non puoi trascurare di dire. Ma non so se è questo il caso della telegiornalista.

  4. l’unico commento che mi viene in mente però è chissenefrega?

    la domanda x GS è: qual’è l’impatto delle “primarie del PD” 2012 sulla politica Italiana 2013 e seguenti? il mio sospetto è che sarà= a 0.

    La comunicazione di Renzi è troppo aggressiva e non ha pagato. La “Non comunicazione” di Bersani ha vinto, buon per lui, ma per noi?

    La “guerra” (anche di comunicazione) che ci aspetta da qui alla fine del 2013 mi sembra un’altra ed il PD mi pare non sia sul pezzo per niente.

    Con lo “standing” che ha Bersani (un Hollande in piccolo … con l’idea di essere un “presidente normale” … nel caso di Hollande dopo il Presidente con la moglie modella etc. i paralleli si sprecano), e la dirigenza del PD oggi (da Fassina alla Bindi un disastro), come si pone l’Italia in uno scontro che è di natura continentale? Questi davvero sono in grado di fare il challange, intanto a Mario Monti, in seconda battuta ai Tedeschi, agli Inglesi, agli Svedesi e Danesi o Francesci x spingere una politica UE che favorisca anche gli interessi dell’Italia?

    Se il PD esistesse veramente la notizia che Berlusconi si candida sarebbe una non-notizia. Sarebbe relegata alle pagine di gossip dei giornali, non in prima pagina cosi’ come negli Stati Uniti Donald Trump che si candida alle primarie del partito Repubblicano è una notizia degna di “Comedy Central” non di 60 Minutes. Berlusconi candidato nel 2013, se il PD esistesse mediaticamente parlando, sarebbe una notizia da “vernacoliere”, invece sta sulle prime pagine del Corriere e di Repubblica da una settimana.

    Che tristezza.

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