Archivi del giorno: martedì, 18 dicembre 2012

A Natale fatti un regalo: usa Facebook con meno ingenuità

Un altro libro che consiglio di regalare (e regalarti) per Natale è Nell’acquario di Facebook, del gruppo di ricerca Ippolita. Sono gli stessi che nel 2007 pubblicarono Luci e ombre di Google, mettendo a nudo il falso mito del motore di ricerca più usato al mondo: l’obiettività e esaustività dei risultati. Oggi siamo tutti più consapevoli dei giochetti di Google per farci «sentire fortunati»: profilazione, tracciamento della navigazione e via dicendo, ma nel 2007 in Italia di queste cose non parlava quasi nessuno, a parte gli informatici. (E tuttora, va detto, quando racconto come funziona Google agli studenti, molti spalancano gli occhi e fanno ooohhh. Alla faccia dei nativi digitali).

Stavolta Ippolita mette a nudo vizi e trappole di un uso acritico e compulsivo di Facebook, spiegando tutto, oggi come allora, con grande chiarezza e riuscendo sempre ad aprire il discorso informatico ai non addetti ai lavori. Faccio solo due esempi. Sul default power:

Nell'acquario di Facebook

La stragrande maggioranza di utenti Facebook lascia invariate le impostazioni di default […]. Quando queste impostazioni cambiano, come è avvenuto ad esempio nel 2012 più volte per le impostazioni di privacy […], la maggior parte lascia le nuove impostazioni di default. Questo è il default power: il potere di cambiare la vita online di milioni di utenti cambiando pochi parametri. […] Al prossimo login, il nostro profilo online potrebbe essere molto diverso da come lo conosciamo: un po’ come se, rientrando a casa, scoprissimo che l’arredamento è cambiato, le cose non stanno più al loro posto. Questo è il presupposto che dovremmo sempre tenere presente quando parliamo di reti di massa: nessuno di noi vuole essere parte della massa, ma quando usiamo queste reti, siamo la massa. E la massa è soggetta al default power. (p. 2 del pdf)

Sui tecnoentusiasti e i rischi dell’atteggiamento opposto:

L’entusiasmo nei confronti delle reti, e della socialità in rete soprattutto, è un classico fenomeno che si verifica puntualmente quando emerge una nuova tecnologia mediatica. In effetti, a ogni ondata tecnologica, eserciti di esperti e futurologi si precipitano a magnificare le sorti progressive dell’umanità, svelando di aver compreso la logica intrinseca di questa o quella tecnologia. […] L’euforia mediatica è sempre mal riposta, perché si basa sul principio taciuto del determinismo tecnologico, una fede saldamente illuminista per cui l’informazione è emancipatrice, la conoscenza e le idee rivoluzionarie, il Progresso un orizzonte ineludibile. […]

D’altra parte va scongiurato anche il rischio opposto, ovvero l'”insulso rifiuto di considerare che alcune tecnologie, per loro stessa essenza, sono più portate a produrre determinati risultati sociali e politici rispetto ad altre, una volte immerse in un ambiente sociale favorevole” (Eugeny Morozov, The Net Delusion. The Dark Side of Internet Freedom, 2011, p. 283). Si dice che tutto dipende dall’uso che si fa di una tecnologia, perché la tecnologia in sé non è né buona né cattiva, è neutrale. Falso. La tecnologia non è affatto neutrale: ogni strumento ha caratteristiche specifiche che vanno analizzate e discusse in maniera specifica. (ivi, p. 8)

Quali sono i risultati sociali che Facebook produce su di noi? Te lo spiega Nell’acquario di Facebook, di Ippolita.