«Science: It’s a Girl Thing!» La vendetta

Ricordi la campagna «Science: It’s a Girl Thing!» lanciata il 21 giugno scorso dalla Commissione Europea e subito ritirata, perché aveva suscitato un bel po’ di polemiche?

Ebbene, il Dartmouth Polar Environmental Change IGERT  – che è il centro dell’università statunitense di Dartmouth che studia i cambiamenti climatici nelle zone polari – ha realizzato un video di risposta, presentando il gruppo del postgraduate program – tutte ragazze toste – che al momento lavora in Groenlandia. Un’immagine ben diversa, rispetto allo scivolone dalla Commissione europea:

Science in Greenland

Grazie a Micol per la segnalazione.

8 risposte a “«Science: It’s a Girl Thing!» La vendetta

  1. Grazie, bellissimo, in quanto normalmente intelligente: respiriamo.

  2. Normalmente ipocrita direi: il centro pensante dell’equipe sta seduto nell’angolo a destra a 0.58 del video.

  3. Il centro pensante, ammesso che si debba usare questa definizione per qualsiasi docente ultrasessantenne(?) che coordina un gruppo di ricerca, sarà impersonato, tra qualche decina di anni, da una di quelle ragazze (sottolineo ragazze) che nel video corrono di qua e di là, e il cd. “centro pensante” sarà quindi “una” docente ultrasessantenne. E’ questa la differenza rispetto al passato. Passo e chiudo.

  4. Credevo la data di ieri servisse a guardare oltre, invece… Sempre qui a sperare in un aberrante universo tutto al femminile. La Montalcini e la Hack, tanto per nominare due “centri pensanti” femminili noti al grande pubblico, sono abbastanza vecchie per testimoniare l’inutilità del settarismo neo-femminista reazionario di questi anni.

  5. Risignificazioni🙂 Bellooooo

  6. luziecc…ma quanto ve rode vedere ogni giorno di più che la genetica non ci ha reso inferiori ma pari a voi,ed è solo la cultura che finora ci ha relegate in ruoli stereotipati? hai ragione: è talmente pensante il prof (ammesso non sia uno che semplicemente stava lì) che ha capito che con le donne ottiene di più che con gli uomini…
    eh no,il settarismo non è delle femministe,ma dei maschi che ne han paura

  7. La condizione migliore per la creatività e’ quella della convivenza delle energie maschili e femminili, femminili e maschili se preferite. La maggior parte delle persone cresciute in ambienti scolastici e parascolastici “femminili” o “maschili” ha riportato forme di “limitazioni” psicologiche e intellettuali alle quali hanno dovuto porre rimedio negli anni successivi. Ora, se al vostro simpatico spot togliessimo anche quella “guida” maschile credo l’equipe di cui sopra si troverebbe sprovvista di un punto di vista, appunto, “maschile”. Dunque l’aspetto reazionario di questo spot sta nel collocare l’elemento “pensante” maschile al vertice del gruppo (che poi e’ quello che accade anche nella realtà di questa nostra epoca schizofrenica in cui l’emancipazione femminile ha prodotto eccellenti chirurghe e ricercatrici in campo medico, ma quasi tutte ancora con il “grande capo” come primario o capo ricercatore).
    Quanto al “settarismo neo-fem”, direi che la blog-collega della nostra gentile Cosenza, tal Lanfranco, sul FattoQ, ieri l’altro ha dato un esempio mirabile di come a questo disastrato “femminile in lotta” si possa nuocere, e in maniera devastante, rimestando ideologicamente paranoia e ignoranza (il tema e’ “mutilazioni genitali” e l’articolo indecente lo trovate in testa a “Donne di Fatto”).
    Buone feste apocalittiche.

  8. purtroppo da donna e ricercatrice oramai in età avanzata devo dire che (almeno in Italia) osservo spesso che la base dei ricercatori è fatta di donne (giovani e meno giovani) ma poi quando si va ai vertici le menti “pensanti” (e non sempre) sono uomini. Basta vedere i vertici delle Università (prof ordinari, rettori, direttori etc etc)

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