Come comunica Grillo (5). Il crowd surfing

Grillo usa il corpo sempre in modo estremo: non afferma, esclama; non parla, grida; non suda, s’inzuppa; non gesticola, si scompone. Sul palco poi non si limita a camminare, ma lo percorre a grandi falcate o addirittura corre; non si limita a rivolgersi al pubblico, ma si piega a novanta gradi, s’abbassa, si sporge oltre eventuali sbarre e transenne, come se volesse tuffarsi nel pubblico (vedi Come comunica Grillo (1). Il corpo).

Come se volesse? A Spoleto il 23 dicembre si è tuffato davvero, facendo quello che nei concerti metal, punk e rock si chiama crowd surfing: ha nuotato nella folla, facendosi trasportare da un lato all’altro della piazza. Una pratica anche un po’ pericolosa, visto che la star rischia di cadere e farsi male (come è accaduto perfino a Peter Gabriel) se qualcuno si scansa o non ha la forza di reggerla, o se la folla non è abbastanza fitta; tanto, che in alcuni concerti e paesi è vietata.

Grillo che fa crowd surfing

Il paragone con le star musicali è pertinente, e infatti l’hanno proposto in molti sui media. Ma è anche fuorviante, perché concentra l’attenzione solo sulla componente spettacolare del gesto, che indubbiamente c’è ma non basta a capirlo. La vera novità del crowd surfing di Grillo sta infatti nei suoi significati politici di fusione totale, addirittura fisica fra il leader e i suoi elettori, e di fiducia reciproca: «Se voi vi fidate di me, io devo fidarmi di voi. Mi potete lasciare per terra o condurre di là, chissà», dice Grillo prima di gettarsi, mostrando di avere come sempre le idee chiare sulle implicazioni simboliche di ciò che fa.

Una fiducia rinforzata e sancita dalla perfetta riuscita del crowd surfing, ma che c’era già prima: se Grillo ha deciso di tuffarsi vuol dire che già si fidava. Quanti leader politici godono oggi di altrettanta fiducia? Certo, sono tutti pronti a prendere le distanze da una pratica come questa, perché la fusione fisica fra il capo e la folla implica accettazione acritica e solo emotiva, priva di mediazione razionale, e come tale può essere letta come «populismo estremo». Ma la fiducia? La fiducia è una cosa seria, diceva un vecchio slogan pubblicitario. E anche senza il crowd surfing (solo Grillo può permetterselo, perché sta nel suo personaggio), un politico deve comunque trovare il modo di dimostrarla. Anche simbolico.

Questo articolo è uscito oggi anche sul Fatto Quotidiano.

Vedi anche le puntate precedenti: Come comunica Grillo (1). Il corpo; Come comunica Grillo (2). L’aggressività verbale; Come comunica Grillo (3). «Io sono te»; Come comunica Grillo (4). La funzione catartica.

4 risposte a “Come comunica Grillo (5). Il crowd surfing

  1. Bellissimo. Anticipo i prossimi gesti di Grillo:
    1)Caduta sulle ginocchia, come Jerry Lewis e James Brown.
    2)Spogliarello o titillare il microfono con il suo membro (Jimi ahendrix, giusto?)
    3)Mangiare un pipistrello vivo in pubblico (ci sta).
    4)Ingoiare 10 ricevute del canone Rai condite con olio EVO ligure.
    5)Lanciarsi sull folla con il paracadute.
    6)Un amplesso selvaggio sul palco con un/una grillino/a a caso.
    7)Come 6) ma con Gianroberto Casaleggio.
    8)suonare con gli Skiantos o con i LMT (Lino Misto Terital) il programma del M5S.

  2. Sono d’accordo!!!!…però il lancio fiducioso io l’ho fatto come esperienza formativa del mio master in Mkt nel 1983. Se hai solo un pó di feeling con la tua classe…noi eravamo 25, ti prendono, ti innalzano. Ad altri no…vero!…dipende dalla forza di leadership che eserciti.
    Quindi se lo facessero altri leader con i propri (senza accordi ovviamente) secondo me li prenderebbero…ma certi leader se ne vergognano giustamente!! e altri hanno il busto…!;-) Lida

  3. C’è anche un altro motivo, a parte quello simbolico, per cui Grillo può sperimentare il crowd surfing: cioè che a lui è permesso dal suo pubblico, dai suoi tifosi, dai suoi fan. Quanti altri personaggi della politica possono contare sull’appoggio non di semplici sostenitori, ma di veri e propri fan? A quanti sarebbe permesso di navigare sulle folle senza che queste decidano con soddisfazione di scaraventare il marinaio per terra? Secondo me, solo Berlusconi.

    Piccola nota ironica: comunque c’è anche lo stage diving.

  4. Pingback: Xavier Peytibi / Comunicación política » Blog Archive » Beppe Grillo, la comunicación diferente

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