Berlusconi e Monti: questioni di «rango»

Ieri a «Uno Mattina» Berlusconi ha commentato l’ormai celebre «salita in politica» di Monti, con queste parole:

«Lui dice che “sale in politica” perché ha ragione: aveva un rango inferiore a quello di Presidente del consiglio [tende il braccio verso l’alto]. Io ho detto [il braccio va ancora più alto] “sceso in campo” [il braccio piomba in basso] perché avevo un rango superiore, e quindi è giusto: questo è il linguaggio.»

Berlusconi a Uno Mattina 27 dicembre 2012

Berlusconi ha usato la tecnica retorica della concessione: dare ragione all’avversario per ritorcere questa ragione contro di lui. Di solito «si concede» qualcosa su un tema secondario, o parziale, per vincere su uno più importante e decisivo (si perde una battaglia per vincere la guerra). In questo caso, invece, Berlusconi dà ragione a Monti per degradarne il ruolo e innalzare il proprio, ribadendo e rinforzando l’espressione della «discesa in campo», da lui introdotta nel 1994, a cui Monti ha contrapposto la «salita in politica».

Un colpo da maestro, che dimostra quanto Berlusconi sia ancora abile in  comunicazione. È chiaro che oggi non è più quello di una volta (per ragioni che ho illustrato qui). È chiaro che la mossa di Berlusconi ha senso solo sullo sfondo di un sistema di valori condiviso dal suo elettorato (e non solo: attenzione!), per cui un Imprenditore-con-la-i-maiuscola (quello che lui era nel 1994) ha un «rango» più alto di un Professore-con-la-i-maiuscola (quello che Monti era prima di diventare Presidente del Consiglio; ma in realtà aveva molti altri incarichi). Detto in altri termini: se non condividi questo sistema di valori, la mossa di Berlusconi ti dà fastidio o ti sembra ridicolmente spocchiosa.

Ma in ogni caso Berlusconi ci sa fare: gli avversari potrebbero imparare molto da lui. Faccio notare che lo stesso Monti, nella conferenza stampa del 23 dicembre, in cui aveva detto «faccio fatica a seguire la linearità del pensiero di Berlusconi», mostrando con esempi quanto invece fosse contraddittorio (tutt’altro che lineare), aveva basato la sua ironia su una concessione: «Sento qui il dovere di dire una parola di gratitudine e di… sbigottimento al tempo stesso nei confronti di Berlusconi». Anche da Monti gli avversari hanno molto da imparare.

Questo articolo è uscito oggi anche sul Fatto Quotidiano.

17 risposte a “Berlusconi e Monti: questioni di «rango»

  1. Il punto secondo me non sta nel battibecco tra Monti e Berlusconi, ovvero nella differenza di rango tra un professore e un imprenditore. Il punto sta nel fatto che si dovrebbe dire “salgo in politica” quando si è convinti che la politica sia la cosa più alta che un cittadino possa aspirare a fare. In questo caso Berlusconi non ha attaccato solo Monti, ma ha dimostrato che per lui la politica è subordinata al suo volere.

  2. Roberto Benigni raccontava che anche suo padre contadino, verso sera prendeva un foglio di giornale e diceva: “Io scendo in campo un momento”. Ed è l’unica cosa leggermente divertente negli ultimi vent’anni in questa retorica degli ascensori.
    Agli inizi di Agosto, Monti ci ha fatto sapere che a Gennaio non c’erano i soldi per pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici e che solo grazie all’operato del suo Governo ciò è stato possibile. Quest’affermazione è stata, a mio parere, l’ascesa di Monti alla politica in perfetto stile berlusconiano. Una apparente plateale menzogna non suffragata da prova alcuna, detta non prima o al momento del manifestarsi, ma con mesi di ritardo, che ha funzionato come tutte le menzogne del cavaliere, ed è stata ripetuta centinaia di volte anche da Casini, l’ometto chierichetto che non sperava più di avere argomenti veri o falsi a cui attaccarsi.
    Monti è l’omologo di Marchionne, osannato all’inizio, considerato il salvatore della Patria, ma, come Marchionne, che forse ha maggior senso della realtà, privo di ogni immaginazione. Il suo programma ichinuso lo dimostra. E lo dimostra anche la nuova discesa in campo del B. che non sarebbe stata possibile con un Monti all’altezza della situazione.
    Ora dovremmo parteggiare per il discendente o per l’ascendente, divertirci alle loro povere battute, considerare ironiche e persino intelligenti e british queste miserie?
    Capisco che il materiale da valutare è questo e che l’analisi di Giovanna è corretta, e però la visone del futuro, il progetto di trasformazione capace di creare le condizioni per un nuovo e diverso progresso non passa da questi ominicchi. Che poi l’intera classe politica o aspirante tale sia figlia di una selezione inversa che produce giganti come scilipoti non può farci vedere montagne dove ci sono solo collinette dalla vegetazione rinsecchita.

  3. Sì, è sicuramente efficace la figura retorica accompagnata dalla gestualità del braccio ecc. ecc.. Ma indipendentemente da chi l’abbia usata, mi domando, non è un po’ troppo verbosa per la televisione? Un po’come certe barzellette troppo elaborate e argute che, alla fine, non fanno ridere.

  4. Francesco: dura meno di 20 secondi…

  5. Monti si è limitato al classico “in cauda venenum”, e tra l’altro l’incipit non era nemmeno una concessione di merito, per quanto secondaria potesse essere, ma di maniera. Risultato: un’ipocrisia degna di un anocra abrupto Andreotti e se guardate bene il profilo dello statista, in tutti i sensi, è già visibile l’incipiente gobba. Ma per raggiungere tale maestro sarà tutta in salita.
    Molto più efficace Berlsuconi che si è limitato a schiacciare sul facile assist montiano. Alzata che è meglio inquadrare nei termini di un’ascensione perché la campana di Monti, più che accordarsi come laico onore di un “civil servant”, suona più come l’antifona del “servant of God”, a giudicare dal giubilo papalino per il Monti titolare, ascesa o discesa in campo non importa.
    Sarà anche facilissimo umorismo quello del nomen omen ma dovete ammettere luciferinamente che per entrare nei paradisi vaticani non ha alcun pregio chiamarsi Berlusconi. Molto più predestinato all’anagrafe è Monti, cognome che può dare l’illusione a chi ne porti il nome che guardando in alto non vi sia che il Cielo.

  6. c’è il gusto della battuita del ducetto ma non dimeno la considerazione che “l’imprendtore” sceso in politica è di per sè di rango superiore al “politico” ed a qualsiasi altra figura… su questo, nel 94, giocò la campagna non verso altri imprenditori bensì verso gli operai “ha i soldi di suo, non avraà bisogno di ricorrere a ruberie… si è fatto da solo ha dimostrato le sue capacità”.. poi vennero le leggi ad personam proprio a tutela del suo patrimonio, idem per gli attacchi alla magistratura.. poi le maialate, ecc

  7. guydebord “Una apparente plateale menzogna non suffragata da prova alcuna, detta non prima o al momento del manifestarsi,”

    ammettiamo che l’affermazione di Monti fosse stata vera, secondo te Monti avrebbe dovuto dire pubblicamente “se nei prossimi giorni non riusciamo a vendere bot e btp, non riusciremo a pagare gli stipendi” ??? Ma per favore… tali informazioni non si danno, per non creare il panico (per chi vuole acuistare i titoli di stato)

  8. @Hamlet scrive: “ammettiamo che l’affermazione di Monti fosse stata vera, secondo te Monti avrebbe dovuto dire pubblicamente “se nei prossimi giorni non riusciamo a vendere bot e btp, non riusciremo a pagare gli stipendi” ??? Ma per favore… tali informazioni non si danno, per non creare il panico (per chi vuole acuistare i titoli di stato)”

    Ma in tal caso aveva ragione Berlusconi quando diceva che tutto andava bene, in quanto sapeva che perorare pubblicamente il contrario avrebbe spaventato i consumatori e di lì depresso i consumi in un feedback positivo tra analisi e realtà. B. conosceva, così come lo conosce Monti, la portata dell’effetto percezione. Invece per quanto riguarda i titoli di Stato la dichiarazione di Monti non avrebbe sortito ulteriori fughe di capitali, che erano già fuggit, e il problema di rinnovare i titoli di Stato non concerneva l’elaborazione di una comunicazione mirata alle famiglie italiane ma agli investitori istituzionali.
    Il punto che ti deve essere sfuggito è che gli investitori istituzionali sono quelli che hanno non troppo indirettamente generato il governo Monti, e lo hanno fatto proprio perché conoscevano lo stato dei nostri conti e hanno preso la decisionefinanziaria di vendere i nostri titoli sul mercato secondario.
    Ora, sgombriamo il campo da un equivoco. Ha ragione Guydebord quando parla di stile Berlusconiano circa la dichiarazione di Monti sugli stipendi che non sarebbero stati erogabili senza la rivoluzione del suo governo (rivoluzione copernicana? No, rivoluzione in un bicchier d’acqua). Ma il suo ragionamento avrebbe senso solo a patto che le aste dei titoli di Stato succedute da lì in poi sotto il governo Berlsuconi fossero andate deserte, tale da non consentire il rinnovo di quei titoli e l’erogabilità dei pagamenti che ne derivano sul nostro sistema interno. Ma tutto ciò ha senso solo ipotizzando uno spread a funzione crescente e continua nel tempo. Tuttavia se tu calcoli la differenza di interessi che concernevano i titoli di Stato in scadenza nell’anno 2012 scopri che uno spread al 5% avrebbe comportato una decina di miliardi di differenza e poco più a fortne di un debito di nemmeno 1900 miliardi di euro.
    Il debito oggi galleggia sopra i 2014 miliardi secondo l’ultimo bollettino di dicembre emanato da Banca d’Italia.
    Adesso ti consiglio di tener fede al tuo nicknmane e cominciare a dubitare davvero su questo rovello: se tu devi agli strozzini quindici peri e cinque muli al tasso di debito di un un pero e un mulo all’anno, cosa cambia se, a fronte dei tuoi sacrifici e dei tuoi pagherò (per non parlare di aver trovato nuovi usurai per tamponare i precedenti), ti fanno lo sconto e ti chiedono solo un pero o un mulo all’anno, epperò il totale dei peri e dei muli che devi rendere aumenta? Chi ci ha guadagnato? Tu o i cravattari? Ecco, questo stato di cose corrisponde ai risultati sbandierati con orgoglio dal Governo Monti. Ah, dimenticavo un piccolo particolare: nel frattempo le piogge sono diminuite e la terra si è inaridita. Perciò puoi produrre meno peri e far lavorare meno muli. Mala tempora currunt, con Monti o senza.

  9. Ugo “Invece per quanto riguarda i titoli di Stato la dichiarazione di Monti non avrebbe sortito ulteriori fughe di capitali, che erano già fuggit, e il problema di rinnovare i titoli di Stato non concerneva l’elaborazione di una comunicazione mirata alle famiglie italiane ma agli investitori istituzionali.”

    ma non esistono i compartimenti stagni tra i diversi titpi di comunicazioni; se Monti fa una dichiarazione alle famiglie “non so se possimao pagare gli stipendi il prossimo mese” secondo te i grandi investitori non vengono a sapere questa comunicazione perchè non è indirizzata a loro?? Oppure se Monti parla pubblicamente ai grandi investitori, le famiglie non lo vengono a sapere?

    Ugo “Ma il suo ragionamento avrebbe senso solo a patto che le aste dei titoli di Stato succedute da lì in poi sotto il governo Berlsuconi fossero andate deserte”

    qui ti sbagli di grosso ed è facile dimostrarlo. Le aste non vanno deserte per la semplice modalità con cui vanno assegnati i titoli di stato. Col governo B le aste non andavano deserte ma i titoli erano venduti a tassi sempre più alti. Il tasso di interesse non lo decide quello che chiede i soldi (=lo stato) ma lo decide chi offre i soldi (=gli investitori). Quindi l’Italia riusciva a vendere i titoli di stato, ma a tassi sempre più alti (che la stavano portanto verso la bancarotta). Diciamola tutta: se la BCE non avesse acquistato titoli italiani ad agosto, lo spread sarebbero salito moltissimo già ad agosto, provocando le dimissioni del governo oppure un rischio bancarotta per l’Italia (l’Italia non può permettersi di pagare oltre il 7% dei titoli decennali).

  10. Prescindendo dalla politica economica montiana, che mi trova del tutto dissenziente, avevo apprezzato, coma fa Lara nel primo commento, l’intenzione che stava all’origine dell’espressione usata: l’intenzione cioè di rendere evidente l’atteggiamento di rispetto per le istituzioni politiche democratiche. E proprio in contrapposizione alla ben nota formula beluschica del ’94. Certo, come fate notare in tanti, questo vale soltanto all’interno di un sistema di valori che è incompatibile con quello berluschico e di tanti berluschici elettori, ma proprio di tutti? Forse è a quella fascia che ancora apprezza qualche formalità perbene che si rivolge Monti. Sull’ipoteca vaticana che qualcuno fa notare, la prevedo foriera di danni per l’Italia, ma in continuità con la linea berluschica, quindi, nessuna novità.

  11. Ugo “Il punto che ti deve essere sfuggito è che gli investitori istituzionali sono quelli che hanno non troppo indirettamente generato il governo Monti, e lo hanno fatto proprio perché conoscevano lo stato dei nostri conti e hanno preso la decisionefinanziaria di vendere i nostri titoli sul mercato secondario.”

    anche questa frase mi trova in disaccordo: gli investitori hanno tutot il diritto di acquistare e/o vendere titoli di qualsiasi stato nel mercato secondario, non devono chiedere il permesso a qualcuno. Se alcuni grandi investitori hanno deciso di (s)vendere titoli italiani è perchè non avevano fiducia nella capacità italiana di rimborsarli (ovviamente non avevano fiducia nel governo in carica), quindi caso mai hanno portato il governo verso le dimissioni, non hanno aiutato la nascita di nessun governo Monti perchè si poteva tranquillamente andare ad elezioni anticipate.

  12. @Hamlet
    Forse non è chiaro. Rispieghiamo.
    “secondo te i grandi investitori non vengono a sapere questa comunicazione perchè non è indirizzata a loro?? ”
    Gli investitori istituzionali (non grandi investori) non hanno bisogno di saperlo da Monti in quanto Monti è finito al posto di Berlsuconi per pagare loro, che poi indirettamente rappresentano interessi propri (come banche, fodni comuni, pensionistici, etc) e altrui (come singoli investitori privati).

    “Oppure se Monti parla pubblicamente ai grandi investitori, le famiglie non lo vengono a sapere?”
    Certo che lo sanno. Infatti hanno pagato l’IMU sulla prima casa e i raddoppi sulle seconde, e le triplicazioni sui terreni edificabili…Oltre ad accettare riforme pensionistiche pesantissime, accise sulla benzina, aumenti iva…
    Solo che mentre i primi avevano chiaro il quadro fiscale dell’Italia, le seconde non hanno ben compreso il rapporto causa-effetto a medio termine dei propri sacrifici. In ogni caso la comunicazione di Monti avrebbe dovuto dire la verità, che non era così nera allora e non è cosa rosea.oggi. Il fatto che deformi la realtàa posteriori è stile berlsuconiano.

    “qui ti sbagli di grosso ed è facile dimostrarlo. Le aste non vanno deserte per la semplice modalità con cui vanno assegnati i titoli di stato. Col governo B le aste non andavano deserte ma i titoli erano venduti a tassi sempre più alti. Il tasso di interesse non lo decide quello che chiede i soldi (=lo stato) ma lo decide chi offre i soldi (=gli investitori). Quindi l’Italia riusciva a vendere i titoli di stato, ma a tassi sempre più alti (che la stavano portanto verso la bancarotta). Diciamola tutta: se la BCE non avesse acquistato titoli italiani ad agosto, lo spread sarebbero salito moltissimo già ad agosto, provocando le dimissioni del governo oppure un rischio bancarotta per l’Italia (l’Italia non può permettersi di pagare oltre il 7% dei titoli decennali).”

    Rileggere prego il mio ragionamento che è confutazione di ciò che vai ripetendo e probabilente non hai capito altriemnti non faresti delle obiezioni così puerili. Intano devi comprendere la differenza tra l’allocazione dei titoli di Stato sul mercato primario rispetto al secondario. Per le prime esistono aste in cui il titolo non è necessariamente posto in compravendita e lo Stato può decidere di annullare l’asta se ritiene che l’allocazione non sia a interessi a lui consoni. Sul secondario la quotazione è frutto di scambio intraday. Ma i due prezzi non necessariamente collimano, tale per cui la quotazione del giorno precedente all’asta non è condizione necessaria per il prezzo di determianzione dell’obbligazione nell’asta stessa. Detto questo, nel 2012 non sono stati rinnovati titoli pari all’interezza del debito, bensì pari a 330 miliardi,poiché le scadenze sui btp coprano durate temporali diverse tra loro. Ora, è chiaro che le banche tedesche sono state le principipali responsabili dei nostri casini finanziari, decidendo di diminuire drasticamente la loro esposizione in titoli di Stato nel luglio agosto del 2011. Questo è un fatto. Ma anche in quel caso pagare il 7% invece del 3,7% (quindi un spread all’epoca di 550, con puta giornaliera di 575, invece di 220 dell’anno precedente) cosa avrebbe rappresentato in termini di interesse sui rinnovi annuali del 2011-2012? Circa 23 miliardi contro 13. Non fallisci per dieci miliardi. Ma la debolezza dell’argomento di Monti sta nel fatto che per tre quarti dell’anno 2012 lo spread è stato sopra 400: l’8 di marzo 2012 scese sottoi 300 ma il20 di luglio era a 510. Quindi anche tenendo pessiisticamente uno spread berlusconiano per tutto l’anno 2012, avresti pagato meno di dieci miliardi di euro di differenza. Una cifra alta ma assolutamente irrilevante rispetto all’operato di Monti, cifre alla mano. Solo la messa a punto di un deterrente scudo antispread della BCE ha risolto la questione,ed è da fine estate che lo spread è sceso inesorabilemente.
    ripeto: per il crack occorrevva che le aste sul mercato primario andassero deserte per tutto l’anno successivo oltre a ipotizzare come controfattuale che lo spread sarebbe salito indefinitamente. Cifre alla mano non era giustificato l’allarmismo più di quanto non lo fosse un anno prima, più di quanto non lo sia adesso.
    Io non so cosa tu legga, ma ti consiglio di variare le tue letture.

  13. @ Ugo “Io non so cosa tu legga, ma ti consiglio di variare le tue letture.”

    stesso consiglio che do a te, visto che ripeti pedissequamente ciò che B va ripetendo da tempo, cioè la tesi della congiura germanica. Le banche private tedesche hanno ridotto l’esposizione sul debito italiano? Si, e allora? Ogni banca ha il diritto di farlo! Ti ringrazio per la spiegazione tra primario e secondario (cosa che sapevo già benissimo prima) ma nel momento in cui un btp decennale perde valore sul secondario puoi stare ben sicuro che, nelle aste successive gli interessi aumentano subito (perchè chi ha “perso” su quel titolo di stato cercano di recuperare nelle aste successive). Se Berlusconi fosse rimasto a palazzo Chigi, lo spread non sarebbe rimasto magicamente a 525 punti, ma sarebbe aumentato come era aumentato nelle settimane precedenti. Riguardo alla BCE che ha fatto scendere lo spread, bisognerebbe spiegare perchè ciò non è avvenuto nel 2011 (quando la BCE comprava i titoli di stato italiani e si svalutavano lo stesso!). Se la situazione non era drammatica nel novembre 2011, perchè il FMI ha messo sotto osservazione l’Italia??

  14. Ugo “Ma anche in quel caso pagare il 7% invece del 3,7% (quindi un spread all’epoca di 550, con puta giornaliera di 575, invece di 220 dell’anno precedente) cosa avrebbe rappresentato in termini di interesse sui rinnovi annuali del 2011-2012? Circa 23 miliardi contro 13. Non fallisci per dieci miliardi. ”

    quello che forse sfugge è che non bisogna guardare solo ai miliardi in più pagati ma anche alla tendenza in corso. Nei tuoi ragionamenti c’è una cosa che non viene citata: l’intervento della BCE durante il 2011. La BCE ha manipolato lo spread (perchè ha acquistato titoli italiani e spagnoli violando il suo mandato) per aiutare i governi! Se non lo avesse fatto, lo spread italiano sarebbe volato oltre i 400 punti già ad agosto. Fai i calcolo di quanto ci sarebbe costato. Gli investitori “mordi e fuggi”, quelli che investono sul secondario con scadneze molto brevi (1 giorno o pochi giorni facendo short selling) amano i titoli che variano molto in pochissimo tempo e quindi si sono buttati a capofitto sui titoli italiani che erano quelli più volatili. Ad un certo punto la situazione, per loro, era molto chiara: fino a che c’è B a palazzo Chigi, si può speculare al ribasso sui titoli di stato italiani.

  15. @Hamlet
    Allora qui non ci capiamo. La discussione è nata dal qualificare se la dichiarazione di Monti (a gennaio non c’erano i soldi per pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici e che solo grazie all’operato del mio Governo ciò è stato possibile) sia consistente o meno. Mi sembra di avere dimostrato fino alla nausea che non lo è.
    Passiamo al resto, anche se a gudicare dalle obiezioni che muovi non mi sembri in grado di voler fare i calcoli sugli interessi. Perciò non vedo come tu abbia modo di ottenere conclusioni autonome e non eterodirette.
    Tentiamo nuovamente, non fosse che per farti capire che stai attribuendo a me deduzioni e implicazioni che non solo non ho fatto ma sono il contrario di ciò che dico.

    “stesso consiglio che do a te, visto che ripeti pedissequamente ciò che B va ripetendo da tempo, cioè la tesi della congiura germanica. Le banche private tedesche hanno ridotto l’esposizione sul debito italiano? Si, e allora? Ogni banca ha il diritto di farlo!”
    Non occorre evocare alcun complottismo (né lo ha fatto Berlsuconi,e mi dispiace perché sarebbe intellettualmente molto rilassante pensare che tutto ciò che dica sia un falso) per spiegare la vendita coordinata dei titoli di Stato da parte della banche tedesce e di lì a ruota molte altre. Semplice convergenza di interessi. Nessuno qui ritiene che la cosa in sé sia legalmente o moralmente scorretta. Qui si sta semplicemente dicendo che così è andata e il risultato globale è aver instaurato un governo eterodiretto da un’agenda europea, proposta anche ad Agosto 2011 allo stesso governo Berlusconi, che non riuscendo ad ottemperare alle richieste (per eccesso di scrupolo della Sinistra che è in lui) ha deciso di dimettersi per creare un accordo parlamentare bipartisan tale da realizzare quelle misure draconiane da parte di un governo assimilabile a un curatore fallimentare. Naturalmente una persona con sale in zucca oggi dovrebbe chiedersi se e quanto uno Stato nazione sia riccattabile dai propri creditori e quali siano le opportunità di non saldare il debito. Ma tant’è.

    “Ti ringrazio per la spiegazione tra primario e secondario (cosa che sapevo già benissimo prima) ma nel momento in cui un btp decennale perde valore sul secondario puoi stare ben sicuro che, nelle aste successive gli interessi aumentano subito (perchè chi ha “perso” su quel titolo di stato cercano di recuperare nelle aste successive).”
    No, non ci siamo. La differenza era per capire che in fase di asta si emettono nuovi titoli. Sul mercato secondario si scambiano i titoli già emessi. E tra i due non v’è necessariamente una contiguità necessaria.

    “Se Berlusconi fosse rimasto a palazzo Chigi, lo spread non sarebbe rimasto magicamente a 525 punti, ma sarebbe aumentato come era aumentato nelle settimane precedenti.”
    Petizione di principio espressa nei termini di un controfattuale. Indimostrabile. Ma è qui che la tua tesi si ancora e quindi non credo che sarai disposto a capire la natura pregiudiziale del tuo pseudoargomento.

    “1) Riguardo alla BCE che ha fatto scendere lo spread, bisognerebbe spiegare perchè ciò non è avvenuto nel 2011 (quando la BCE comprava i titoli di stato italiani e si svalutavano lo stesso!). Se la situazione non era drammatica nel novembre 2011, perchè il FMI ha messo sotto osservazione l’Italia?? […] 2) Gli investitori “mordi e fuggi”, quelli che investono sul secondario con scadneze molto brevi (1 giorno o pochi giorni facendo short selling) amano i titoli che variano molto in pochissimo tempo e quindi si sono buttati a capofitto sui titoli italiani che erano quelli più volatili. Ad un certo punto la situazione, per loro, era molto chiara: fino a che c’è B a palazzo Chigi, si può speculare al ribasso sui titoli di stato italiani.”

    1) 2) Semplicissimo: perché nel Luglio e Agosto 2011 (intervento massiccio di acquisto sul mercato secondario da parte della BCE), io che devo guadagnare sul mercato MOT trovo conveneiente interpretare misure non sistemiche ma locali come una dichiarazione di difficoltà. E agisco di conseguenza. Al contrario, quando è stato varato nel 2012 lo scudo antispread (Monti a Palazzo Chigi da 9 mesi,spread 510, bada bene), essendo l’intervento sistemico e automatico autorizza a disincentivare la vendita allo scoperto di quei titoli o posizioni ribassite sul BTP Future. Domanda: si poteva fare l’anno precedente? Certo, ma la BCE voleva avere il placet della Germania che come entità politica doveva avere il placet della Bundesbank che come entità bancaria faceva gli interessi dei suoi clienti, ovvero i contribuenti tedeschi. e per farlo voleva che il curatore fallimentare Monti assicurasse la solvibilità degli interessi da parte italiana, indipendentemente dal nostro PIL in caduta libera. Pil che appunto continua e continuerà a cedere e perciò rende inutile limare lo spread dell’interesse nel moemnto in cui il debito totale continua a crescere, come è nei fatti. Spero ora di essere stato esaustivo.

    “La BCE ha manipolato lo spread (perchè ha acquistato titoli italiani e spagnoli violando il suo mandato) per aiutare i governi! Se non lo avesse fatto, lo spread italiano sarebbe volato oltre i 400 punti già ad agosto. Fai i calcolo di quanto ci sarebbe costato. ”
    Ma è proprio ciò che ho fatto. E te lo sto dicendo da tre lunghissimi commenti. E il conto l’ho fatto sui btp da rinnovare nell’anno successivo all’esplosione dello spread, e l’ho fatto immaginando lo scenario peggiore che abbiamo sperimentato un solo giorno, ovvero ocn spread a 550. Risultato, come ripeto, nemmeno 10 miliardi di differenza da interessa da pagare su quei titoli rispetto a ciò che ha ottenuto Monti l’anno successivo. Poco per giusitifcare spettri da crack. Inoltre ti faccio notare che anche qui c’è la solita tua petizione di principio: lo spread sarebbe salito in modo perpetuo.

    Il bello è che Berlusconi non ha attuato l’agenda della BCE in quanto giudicata troppo severa, e tutto il parlamento era contro. Di tutti i difetti politci che ha avuto il Governo II di B. il pià grave sarebbe secondo il tiuo criterio una mancanza dittatoriale, tale da unire il parlamento per votare quelle misure draconiane. Berlusconi si è tirato indietro e Monti ha finito il lavoro. E oggi in questo momento parte dell’elettorato di Sinistra mecellato da quell’agenda attuata da Monti, stando ai sondaggi, sta con lui.
    Mai sottovalutare i masochisti.

  16. ps (piccolo angolo tecnico per evitare all’investitore della domenica di perdere denaro causa ignoranza).
    “nel momento in cui un btp decennale perde valore sul secondario puoi stare ben sicuro che, nelle aste successive gli interessi aumentano subito (perchè chi ha “perso” su quel titolo di stato cercano di recuperare nelle aste successive).”

    Discorso assurdo e vediamo perché. Il valore nominale di un titolo a cedola fissa come il btp non varia,tale per cui alla scadenza raggiungerà il valore di 100. Perciò nessun sottoscrittore di quel titolo perde nulla se mantiene quel titolo fino a scadenza. Il valore di mercato di quel titolo invece varia sul mercato secondario (l’unico su cui si possa operare). E varia in funzione dell’emissione di nuovi titoli analoghi affinché l’interesse tra due emissioni di pari scadenza non crei disparità tra uno e l’altro.
    Ora, se l’emissione successiva aumenta l’interesse di un btp (aumento di spread) rispetto a un btp di pari scadenza (durata) già sul mercato, il risultato è una perdita del valore di mercato del secondo btp, non un guadagno. Viceversa, una diminuzione di interesse nella nuova emissione (calo di spread), sempre a parità di scadenza con un btp analogo, aumenta il valore di mercato del secondo. Tutto questo è l’ovvia conseguenza di un automatismo che fa il mercato immediatamente, al fine di pareggiare il valore di due emissioni dello stesso btp in tempi diversi a parità d’interesse. Quindi dire “che chi ha “perso” su quel titolo di stato cerca di recuperare nelle aste successive” dimostra di non conoscere la materia di cui si parla. Chi abbia un valore di mercato inferiore al prezzo di acquisto ha tutto l’interesse affinché l’interesse cali (e quindi lo spread) in quanto aumentandolo ulteriormente avviene un ulteriore deprezzamento di quel titolo nel proprio portafoglio. Sempre che tu non immagini la situazione ideale di un soggetto che abbia disponibilità illimitate tale da ritenere di ottenere, con la sottoscrizione ripetuta di titoli di Stato a interessi maggiori, uno stacco cedola che recuperi la progressiva perdita di ciò che si ha già in tasca. Roba da Barone di Münchausen che usciva dalla palude tirandosi su per i propri capelli.

    “Gli investitori “mordi e fuggi”, quelli che investono sul secondario con scadneze molto brevi (1 giorno o pochi giorni facendo short selling) amano i titoli che variano molto in pochissimo tempo e quindi si sono buttati a capofitto sui titoli italiani che erano quelli più volatili.”

    Anche qui è l’esatto contrario. Che si abbia una strategia short o long, all’aumentare della volatilità, lo speculatore non opera su titoli a scadenza molto breve bensì su titoli al più basso interesse possibile con la massima scadenza disponibile. E proprio perché la volatilità dello spread si ripercuote sul prezzo di mercato di quel titolo con un guadagno o una perdita che è tanto più grande quanto maggiore è la scadenza AND basso il tasso d’interesse (che è come dire che, dato come benchmark la volatilità del tasso d’interessa, il beta è maggiore)

    “Ad un certo punto la situazione, per loro, era molto chiara: fino a che c’è B a palazzo Chigi, si può speculare al ribasso sui titoli di stato italiani.”

    Notare infine che anche questa tua osservazione è tecnicamente ingenua. Se io vendo allo scoperto (con un’opzione, un CW, un futures, cambia solo la complessità della spiegazione per gli effetti leva) il mio guadagno si esercita solo nel momento in cui chiudo l’operazione con un acquisto in data successiva secondo le modalità contrattuali dello strumento che pago per poter esercitare tale diritto. Diventa quindi chiaro che non tutti i soggetti possono esclusivamente vendere in quanto per farlo occorre ricomprare, sperando che il prezzo nell’istante successivo sia più basso. Ma nel momento in cui ricompro il prezzo aumenterà di nuovo. Occorre dire che la vendita allo scoperto richiede l’uso di derivati altrimenti non sarebbe tecnicamente possibile. Il funzionamento dei derivati serve appunto a controbilanciare trend solo ribassisti o solo rialzisti, e a norma la loro esistenza permette un equilibrio dei prezzi dato che il guadagno non si esplica tanto nell’indovinare se la quotazione del mio titolo andrà su o andrà giù bensì nell’azzeccare le variazioni delle derivate di questi due trend, penalizzando quindi i trend continui (in guadagno o in perdita).
    Ma se siamo d’accordo che la condizione per guadagnare è l’aumento della volatilità, è chiaro che nessuno degli speculatori è interessato a un trend solo ribassista o solo rialzista altriementi il guadagno non c’è.

  17. Charles Sanders Peircing

    Da alcuni giorni mi rigiravo tra le mani due considerazioni assai travagliate:

    A – “Purché se ne parli”. Forse sarebbe un bene per il consulente di comunicazione ma al cliente (vedi casi energia-mafia Amg Gas e simili) resterebbe una memoria che dovrà faticare a rimuovere.Spendere altri soldi per cancellare un pessimo lavoro. Ottimo risultato. Complimenti. “Purché se ne parli” è la morte della professione in comunicazione; non serve uno specialista, è sufficiente il consulente della comunicazione di Berlusconi.

    B – Berlusconi comunicava(?)/comunica(?) molto bene; oppure, comunica meglio degli altri che però è noto che comunicano male (?). mmm…non torna. E’ ora di fare due conti.

    In entrambi i casi sembrano luoghi comuni, molto visitati certo, ma assai sbrigativi.

    Nel 1994 Berlusconi non aveva ancora “i suoi” ai quali parlare, ma aveva l’intera Italia estremamente disponibile ad ascoltarlo.
    Gli Italiani! Il cuore a sinistra, il portafogli a destra.
    Nonostante questo, nonostante i pasticci a gogò del centro sinistra, nonostante la voglia degli italiani di votare anche Michele Misseri pur di non rivotare il centro sinistra, non c’è stato mai vero boom. Numeri assoluti alla mano.
    Straparla, è uno fatto così.
    Avesse comunicato meglio avrebbe avuto un consenso vero e non truccato da una legge elettorale. Certo, si potrebbe obiettare che non trattavasi di comunicazione ma del rapporto tra frottole e contenuti veri. Ma non entrerei nel mercato delle frottole perché l’Italia è uno strano paese.
    Ora, che Prodi, che lo ha battuto due volte (su due), sia considerabile quasi un grandissimo comunicatore, beh no. Questo no. Per quanto, anche il fico d’india c’ha il suo perché.

    Oggi si dice che, a causa del suo particolare momento e del pdl, fa quello che può. Che parla così perché parla ai “suoi”. Bene, vuole parlare ai suoi? E allora usi il telefono. Si fa prima.

    N.B. Cose da fare: suggerirgli di cambiare sarto, e consulente, con estrema urgenza.

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