Archivi del giorno: giovedì, 3 gennaio 2013

Di cosa parliamo quando parliamo di Natura?

È uscita su Greeno – un nuovo portale di comunicazione ambientale – una stimolante intervista a Gianfranco Marrone, professore ordinario di Semiotica all’Università di Palermo, sul concetto di “natura” e sul naturalismo acritico che inficia molte forme di ambientalismo contemporaneo, dalla politica al marketing. Ne riporto uno stralcio, ma leggila tutta:

Greeno.it

«Chiunque, oggi, considera la natura un valore, dal turismo alla politica, dal marketing alla religione, ma oddio ci fosse uno che prova a spiegare di cosa sta parlando. La natura è una evidenza, come il tempo per Agostino o l’arte per Croce; eppoi, appena si cerca di definirla crolla tutto, com è sempre accaduto in sede filosofica e scientifica.

Ho l’impressione che l’attuale naturalismo si fondi su un gioco di prestigio concettuale: da un lato si pensa alla natura come a un fatto, una condizione oggettiva, qualcosa che esiste a prescindere da noi, ed è sempre stato così. Dall’altro la si esalta come un valore, come un ambiente tanto necessario quanto positivo per l’uomo. Bisogna mettersi d’accordo: o la natura c’è a prescindere da noi, e allora perché occuparsene? Oppure esiste perché noi la costruiamo, e allora dobbiamo discuterne, decidendo di cosa si tratta, quale natura vogliamo, perché, a quali scopi, per quali persone, sino a quando… […]

Tutto questo per dire che io non so di quale ambiente bisognerebbe parlare, ma credo che, come molti ambientalisti intelligenti sottolineano, decidere in quale ambiente ci piacerebbe vivere significa stabilire innanzi tutto quale modello di società è secondo noi il migliore. Parlare di ambiente è parlare di società. Separare le due cose è prendersi in giro, prendere in giro. […]

Forse, per uscire fuori da molte mistificazioni, basterebbe uscir fuori dall’idea di una Natura singolare e iniziare a parlare di nature al plurale: costruendo e ricostruendo storie, ossia forme di vissuto che hanno a che fare con la natura. Molti antropologi (Descola), filosofi (Stengers) e sociologi della scienza (Latour), oggi, ci invitano a parlare di multinaturalismo. Oggi viviamo in una società multinaturale, ci piaccia o meno, o forse addirittura internaturale. Bisogna farsene una ragione, e magari essere anche un po’ più felici per questo.»