Archivi del giorno: mercoledì, 9 gennaio 2013

La riforma Fornero rende più difficile l’ingresso nel lavoro?

In attesa che gli accordi fra Stato e Regioni chiariscano e rendano effettiva la riforma del lavoro Fornero in materia di stage e tirocini, ricevo da Paolo – ex studente e dottorando in Semiotica, che oggi lavora presso JacLeRoiuna testimonianza sulle difficoltà che la riforma Fornero del lavoro crea alle piccole imprese quando vogliono assumere nuove persone (ricordo che in Italia il 95% delle imprese ha meno di 10 addetti).

Giovani al lavoro

«Ciao Giovanna, seguo sempre il tuo blog e in particolare il dibattito intorno ai tirocini. Apprezzo molto l’attenzione dedicata al tema e volevo offrire un breve contributo al dibattito.

A causa degli ultimi cambiamenti legislativi sul mercato del lavoro, mi pare si sia creato una sorta di limbo per molti giovani. È un limbo che si colloca tra università e mondo del lavoro e raccoglie tanti giovani, anche di grande qualità, che non hanno alcuna esperienza di lavoro. Non avendo esperienza non vengono selezionati dalle aziende per le posizioni aperte (perché prendersi il rischio di assumere una persona alla prima esperienza di lavoro?). Non venendo mai selezionati non si possono fare questa esperienza. Il tirocinio servirebbe proprio a uscire da questo circolo vizioso, ma al momento è un’esperienza preclusa a tanti.

Infatti le novità normative 2012 limitano a 12 mesi dopo la laurea il tempo utile per il tirocinio. Inoltre una azione sempre più restrittiva sui contratti più flessibili (ad esempio a progetto) ha ristretto, se non annullato, un canale che poteva in parte funzionare per una fase di prima esperienza professionale. In questi anni abbiamo visto abusi di ogni genere e tipo, quindi ben venga il rispetto delle regole, però dobbiamo guardare alla situazione attuale. Il risultato è che un’azienda in cerca di un tirocinante, se vuole fare le cose correttamente, si trova oggi di fronte a una grande offerta di candidati, spesso molto preparati, ma all’interno di questa platea gli effettivi possibili papabili per la forma giuridica del tirocinio sono molto pochi.

Tanti hanno passato il limite dei dodici mesi. Tutti quelli che hanno fatto un master di un anno, ad esempio. Chi ha cercato lavoro o tirocinio e non l’ha trovato nell’anno successivo alla laurea è nella stessa condizione. Chi si è iscritto a una laurea magistrale e poi non ha completato gli studi. Chi, per motivi personali, ha deciso o non ha potuto mettersi sul mercato del lavoro subito dopo la laurea. Chi ha fatto l’università all’estero. E i casi sono tanti. È il limbo di chi non ha una prima esperienza e non ha una forma contrattuale di ingresso per farsela. Volendo dare una indicazione di massima, di dieci curricula per posizioni di tirocinio che mi capita di vedere, sette rispondono a questi requisiti.

Due conclusioni provvisorie che offro alla discussione. Prima di tutto speriamo che il 2013 porti delle riforme legislative capaci di agevolare, e non di ostacolare, il passaggio tra università e lavoro. Secondo, un consiglio per tutti gli studenti: sfruttate tutte le occasioni di tirocinio offerte anche prima della laurea, tirocini curriculari, sia universitari, sia al termine di master o altri percorsi formativi. E poi una domanda aperta: quali soluzioni per i tanti nel “limbo”?»