Il rosso e il grigio del centrosinistra italiano

Da un certo momento in poi (fra l’11 e il 13 gennaio) al grigio delle affissioni del Pd si è aggiunto il rosso dei poster di Sel. Al sorriso ambivalente di Bersani si sono aggiunti quelli pieni, aperti, gioiosi di questi due giovani:

Benvenuta sinistra

Benvenuta sinistra

E il leader? Anche a Vendola spetta un po’ di grigio. Non tutto quello di Bersani, ma l’immagine di Vendola è certo meno rossa di quella dei due ragazzi. E nemmeno Vendola riesce a sottrarsi al morbo che affligge il centrosinistra italiano: la tendenza a imbruttire i propri leader e mostrarne le espressioni più sfuggenti, quelle che ti fanno venire in mente quella vecchia canzone di Paolo Conte, un tempo cantata da Lauzi (a parte Genova, che non c’entra): «Con quella faccia un pò così/ quell’espressione un po’ così/ che abbiamo noi prima di andare a XY,/ che ben sicuri mai non siamo/ che quel posto dove andiamo/ non c’inghiotte e non torniamo più».

Benvenuta sinistra Vendola

Insomma dovevano ritoccarlo con Photoshop? Non sto dicendo questo (vedi Il centrodestra a colpi di Photoshop). Dico che anche in questo caso, come nell’Italia giusta di Bersani, siamo di fronte a un volto polivalente: è compiacuto? malinconico? soddisfatto? perplesso? È un po’ tutte queste cose assieme, il che lo rende sfuggente. Nel complesso, comunque, la campagna ha un bell’impatto, le foto dei due giovani sono sfolgoranti, e fortuna che Sel ha regalato un po’ di rosso al Pd: in questo momento il centrosinistra non può che puntare sull’elettorato più a sinistra (simbolicamente: il rosso), visto che il centro (simbolicamente: il grigio) gliel’ha occupato Monti.

Sto dando troppa importanza ai colori e alle affissioni? No, proprio no, perché puoi spegnere televisione e radio, puoi evitare internet, ma le affissioni spuntano quando meno te le aspetti, ti perseguitano ai semafori, ti salutano quando esci di casa, te le ritrovi quando guidi in città, fuori città, nelle città degli altri. E in un lampo, una frazione di secondo, ti trasmettono un’atmosfera, un’emozione, un’impressione. Una cento mille volte, finché la somma diventa quel “non so che”, quella simpatia o antipatia “a pelle”, quel fidarsi o non fidarsi “di pancia”, a cui neppure gli elettori e le elettrici più informati riescono a sottrarsi. Niente di razionale, eh. Ma le persone non votano per motivi razionali. Non solo almeno.

13 risposte a “Il rosso e il grigio del centrosinistra italiano

  1. Nichi Vendola
    Chi va in Loden?🙂

  2. Quando il prodotto non ha caratteristiche tali da essere autoesplicativo e autopromozionale i pubblicitari s’inventano il consumo smodato. Allora ci mostrano spot in cui i frigoriferi sono stracolmi di monoprodotto (lo yogurt che fa fare plon plon, la merendina al latte che invade tutti gli scomparti, i tir stracolmi di pomate anticontusione…), oppure i clienti che si accalcano all’entrata (elettronica di consumo, supermercati e discount…).
    Mi chiedo cosa avranno mai da ridere i due giovani delle affissioni, in una situazione precaria e con scarse prospettive, per molti versi imbarazzante, in cui Bersani fa la corte alla civetta Monti che si ritrae sdegnosa, aggregando per puro calcolo aritmetico un Vendola cangiante e respinto dalla corteggiata del suo pretendente. Anche se i due giovani dell’affissione fossero veri militanti avrebbero molte più ragioni per preoccuparsi che per entusiasmarsi in quel modo sbracato. Lo sguardo perso nel vuoto di Vendola pare la descrizione forse più sincera della condizione oggettiva di una sinistra che più che benvenuta può dirsi semplicemente (ben)tornata. Io non vedo differenze sostanziali fra il sorriso dei due giovani e il pesante ritocco della Meloni. Il consumo smodato mostrato è un bel modo di convincere il cliente dell’agenzia pubblicitaria che, grazie a quella campagna, i consumi andranno proprio così. Allo stesso modo Vendola si sarà convinto che il sorriso è contagioso e basterà questo affinché la sinistra sia benvenuta e benvotata.
    Che vuoi che ti dica Niki, se ci credi –ma a guardarti non mi sembra che tu sia proprio convinto– buon per te. Auguri.

  3. Le foto dei due giovani sono sfolgoranti (Giovanna). Verissimo.
    Ma cos’hanno da ridere (guydebord)? Pure vero.
    Ridono con l’entusiasmo dei credenti (direi io).
    Un po’ come Lucignolo e Pinocchio guidati dal gatto Vendola, nella sua foto anche sornione, al Paese dei Balocchi. Falso?

    Quel che conta, naturalmente, è come verranno lette le foto dai più. Al 90%, secondo me, nel modo che dice Giovanna.
    Quindi, bravi i committenti e i pubblicitari di SeL!

  4. “Ridono con l’entusiasmo dei credenti.” Stanno in basso, in platea, e applaudono.
    Vendola invece è in alto, sopra la folla entusiasta. Con la faccia, come ha scritto guydebord, di chi invece non ci crede tanto.

  5. Ora che leggo la tua analisi ed il commento di guydebord, mi convinco ancor di più che è piu un modello di destra che di sinistra.
    L’applauso scrosciante, oggi, i ragazzi come me, lo regalano a chi dice la verità e a chi fa qualcosa di veramente rivoluzionario.

  6. Il ragazzo sembra Corona!!!

  7. Le persone non si innamorano per motivi razionali. Non solo almeno.

    A me e` bastato un sorriso sfolgorante.

  8. Sono d’accordo con te: le impressioni, le emozioni, la simpatia o l’antipatia giocano, a mio avviso, un ruolo determinante sull’esito delle elezioni, non foss’altro perché la stragrande maggioranza degli italiani non ha la capacità (e la pazienza o la voglia) di decriptare il linguaggio giornalistico con il quale ogni giorno ci giungono le informazioni da quel mondo. Se a questo aggiungiamo che statisticamente il 70% degli italiani prende la sua decisione su chi votare in base a quanto giunge dalla televisione, possiamo affermare che, oltre ai cartelloni, molto fanno i primi piani e i toni di voce di chi si propone leader…e qui possiamo tranquillamente cominciare a preoccuparci, perché gli sguardi in basso e sfuggenti di Bersani, la sua “fatica” di tirar fuori un sorriso o di terminare molte delle frasi iniziate, aggiunte alla tendenza a vivere le domande dei giornalisti come quasi un fastidio, anziché l’occasione ghiotta per poter comunicare con i cittadini (e affermare le tue ragioni per convincerli a votare per te), possono in parte spiegare il lento decremento nei sondaggi per il PD.
    Molti degli “indecisi” si stanno evidentemente decidendo e probabilmente vengono convinti più dall’ostentazione di una certa sicurezza-autorevolezza propria della comunicazione di Monti, o dalla arcinota capacità istrionica del Silvio nazionale che si presenta con una costruita aria da “vincente” anche perché ha la faccia tosta di inanellare una balla dietro l’altra ben conoscendo, al contrario degli ambienti del centrosinistra, il valore della comunicazione non verbale e sa bene che la differenza fra chi vince e chi perde le elezioni la fa un pugno più o meno ampio di voti di quelle persone che di politica non capiscono assolutamente nulla, ma che riescono senz’altro a intendere meglio poche frasi ben scandite e comprensibili (certamente demagogiche le sue, ahinoi), capaci di suscitare una qualche speranza piuttosto che discorsi mesti e fumosi sulle alleanze infarciti di astratte nominalizzazioni,argomenti lontani dal vissuto quotidiano e pure difficilmente decifrabili in mancanza di una riformulazione sintetica dell’intervistatore di turno del tipo “Dunque Lei sta dicendo etc. etc. ..?”

    Per dirla con la cantante Giorgia: “C’è da fare”… e molto!

  9. A me francamente mi da l’idea di una una sinistra “subìta” da spettatori (a teatro), non agita. Non c’é logica testimoniale nè partecipativa. Al massimo un po’ di rallegramento, positivo ma non “contagioso”.
    Sarà che non sono (proprio per niente) “in target”, ma quella polivalenza io la leggo come “incertezza” (o addirittura “insignificanza”). Politicamente spero comunque che non funzioni:)

  10. Certo che non votano per motivi razionali: non si spiegherebbe Berlusconi altrimenti…🙂

  11. I sorrisi sono belli, soprattutto quello del ragazzo, che aimé ricorda però moltissimo Corona e vedo che non l’ho notato solo io.

  12. Questi due giovani mi sembrano innaturali mentre Vendola no. Mi immagino il fotografo o la fotografa che lo implora: “La prego, faccia un sorriso!” Meglio di così non è riuscito/a a fare! L’espressione mi sembra compiaciuta. Io affissioni non ne ho ancora visto, ci credi?
    Conosco la canzone di Paolo Conte, mi ricorda il mio viaggio in nave per Genova, con la differenza che ero gioiosa!

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