Il bacio e il parto del Pd

Sono usciti ieri i due spot per il Pd che l’agenzia Aldo Biasi comunicazione – la stessa che ha curato i manifesti de “L’Italia Giusta” – ha affidato al regista Luca Miniero (quello di “Benvenuti al sud” e “Benvenuti al nord”). In entrambi c’è una coppia di giovani: uno finisce con un bacio, l’altro con un parto.

Il bacio

È più chiara, a questo punto, la strategia complessiva della campagna: le affissioni esprimono la componente “grigia” dei potenziali elettori Pd, che da un lato è composta da intellettuali seriosi, moderati che tendono al centro, professionisti bon ton (un’élite), dall’altro fa appello a tutte le persone che, pur non facendo parte di quella élite – per età, istruzione, estrazione sociale, censo – ne condividono stili e gusti perché vi aspirano.

Gli spot invece solleticano la componente che potremmo dire “colorata” del potenziale elettore Pd: i giovani e quelli/e che pensano ai giovani (per retorica o perché ci credono), le donne e quelli/e che pensano alle donne (per retorica o perché ci credono), ma anche, più in generale, tutti quelli/e che vorrebbero cambiare il mondo e la politica, Pd incluso.

Le affissioni si rivolgono alla componente razionale degli elettori (la posa artificiale del candidato, i sottotitoli che cercano di spiegare, in sintesi, il “perché” e il “come” dell’Italia giusta). Gli spot si rivolgono invece alla componente emotiva delle persone (l’amore, il desiderio di farsi una famiglia, la neonata).

Problema: agli spot è riservato il ruolo più ambizioso, innanzi tutto perché solleticano le emozioni (che sono cruciali in comunicazione), e poi perché si rivolgono alla parte più fresca e dinamica della mente degli elettori, dunque potrebbero – e sottolineo: potrebbero – puntare a convincere un po’ di incerti. Ma lo fanno con lo stile più convenzionale e più tipico della pubblicità commerciale e della fiction televisiva, e perciò restano a metà. È come fossero sospesi in aria, come se non riuscissero a trovare l’approdo che cercano.

Rispetto alle campagne Pd degli anni scorsi (dalle politiche del 2008 alle ultime amministrative), il progresso è netto: bravo Pd (se non ricordi cosa combinava in passato, cerca “Pd” su questo blog). Ma la strada è ancora lunga.

Il parto:

Il bacio:

18 risposte a “Il bacio e il parto del Pd

  1. Giovanna, se nel modo di comunicare del PD qualcosa è cambiato è di sicuro anche grazie al fatto che non hai mai mollato (e non molli). Fai come mi immagino tu faccia con i tuoi studenti: spieghi e rispieghi, di qui e di là, da questa e quell’altra prospettiva. Alla fine, qualcosa si sblocca🙂

  2. Ciao Giovanna,
    ottima analisi come sempre.
    Gli spot sono un passo avanti ma…
    Il mio appunto allo spot del parto è che oggi il papà non sta in corridoio (e meno male che si sono risparmiati la sigaretta).
    Il papà sta dentro e condivide (ed era un bellissimo messaggio) gioia e dolore.
    Ma forse è il papà a cinque stelle.
    Eccoi, il rischio è di essere percepiti sempre indietro di dieci anni.
    Saluti.

  3. Come ha scritto GP Giampi, ormai i padri stanno sempre più spesso in sala parto e non in corridoio. E questo rischia di rendere la scena un po’ meno reale e un po ‘ più cliché da film di altre epoche, IMHO. Insomma toglie autenticità.

  4. Ma per il PD siamo ancora un paese i cui gli uomini aspettano fuori dalla sala parto con i fiori in mano?

  5. a me lo spot dei fidanzati pare abbastanza grigio…

  6. Annamaria Testa ha appena pubblicato sul suo blog Nuovo e Utile (niente di più vero) una carrellata di manifesti, da vedere per conoscere o rinfrescarsi la memoria, decisamente diversi da quelli che, in più occasioni, abbiamo criticato su questo blog.

    http://nuovoeutile.it/campagne-politiche-con-un-perche/

    C’è da credere che il craxismo più becero e tutto quello che ne è derivato, sino ai gustosi pasci sui Monti, ha prodotto una mutazione antropologica, se temi come l’ambiente, la legalità, l’egualitarismo e il rispetto della persona si sono persi nelle nebbie della condivisione acritica delle guerre umanitarie, delle grandi opere, del dirigismo bancario…
    Per forza che la comunicazione attuale non è un granché, priva com’è di contenuti forti e convincenti. “L’Italia giusta” (sembra proprio l’anagramma di forza Italia con vent’anni di ritardo e con una grafica peggiore) è lo specchio fedele dell’incapacità di guardare avanti. Con il pci si è buttata via l’acqua sporca -tanta e tanto sporca- insieme, però, alle neonate possibili aperture al futuro, davvero riformiste. Come dice GP Giampi, il rischio è di essere percepiti sempre indietro di dieci anni. Forse perché lo si è davvero, indietro di qualche decennio?

  7. Interessante parlare alla componente emotiva usando gli stream of consciousness razionalizzanti degli attori: loro si fanno dei bei viaggi sulle paturnie dei propri soliloqui e noi reagiamo facendo gorgogliare negli intestini le nostre emozioni. Purtroppo il risultato è di pertinenza medicale: chiara sindrome da colon irritabile, che non a caso è collocato in basso a sinistra (in alto c’è il cuore, ma quello ha già i suoi bypass).
    Se non si vuole peggiorare il quadro clinico ponendosi in continuo stato d’ansia, il referto del pronto soccorso consiglia atteggiamenti profilattici, sia per i baci che per i parti, che ora andiamo a elencare:

    I) Evitare al primo bacio di porsi i problemi sul calcolo della propria pensione o, per chi proprio tende a non farsi mai trovare in ritardo sui tempi, provare a non pensare al rateo sull’ammortamento del loculo per le ceneri del futuro nascituro.
    II) Se si va in spiaggia d’inverno a cercare di limonare sotto la pioggia con una ragazza che vorremmo nonna dei nostri nipoti ma che non abbiamo ancora baciato, evitare di essere ammorbati in continui controcampo da pensionati single che di fatto non c’entrano nulla e che adombrano la possibile magica pomiciata di un velo di tristezza – e perché sono anziani (devono stare anche qui?), e perché hanno la pensione (e io non ho un lavoro), e perché se sono da soli devono aver capito che ci sono coppie in cui si è completi solo a metà.
    III) Non usare come colonna sonora la Nannini: è di Siena e ora come ora non è la città in cui passare il viaggio di nozze.

    I) Se ti preoccupi dei costi dei pannolini in sala parto vuol dire che la tua scelta è decisamente sbagliata e non potrà che peggiorare. Sottotitolo: use condom.
    II) Tu volevi che avesse gli occhi di lei e lei gli occhi di lui. Tu hai maggiori probabilità di successo. Ricorda: mater semper certa, pater numquam.
    III) Non usare come colonna sonora la Nannini: oltre a essere di Siena è una che ha partorito, dopo anni di dolorosi tentativi, a oltre 50 anni. Bontà sua, ma potrebbe essere un’associazione da incubo per chi si avvicini al parto con meno pazienza, oltre a ratificare il concetto che spesso c’è speranza di fare qualcosa solo dopo i 50.

  8. Dal punto di vista narrativo, niente da eccepire.
    Ma la domanda che io mi pongo in questi casi è se uno spot, anche se fatto bene, può spostare voti, anche in cosiderazione del fatto che l’iconorrea di cui tutti siamo affetti, ha creato una saturazione nella parte emozionale di ogni osservatore, che non permette più di associare una emozione ad un prodotto, ma resta fine a se stesso.

  9. Lo speakeraggio è mostruosamente dilettantesco, ma forse è fatto apposta per dare l’idea di gente comune… forse…

    C

  10. Trovo gli spot un pochino superficiali. Il peggiore tra i due è quello del parto perchè non rispecchia neanche la realtà delle cose
    1) il papà che aspetta fuori con il mazzo di fiori (???)
    2) la partoriente attorniata da ben 3 persone. Di solito c’è solo un ostetrica che va e viene
    3) i pensieri di quel momento…
    4) la Nannini…

  11. Il padre è stato lasciato fuori dalla sala parto perché sennò sembrava che il partito tendesse ad una modernità che “chiude la porta” a tutti i partiti di centro, immagino😛

  12. Ugo e tutti quanti: ahaahahahahahhah😀

    Santiddio, quando voglio essere buonina io, arrivano i lettori del blog che, più realisti del re, ci mettono il loro zampino. O meglio, danno le loro belle zampate.

    Vabbe’, se vogliamo giocare a smontare gli spot, posso aggiungere mille cose: dal ragazzo pronto al bacio che a un certo momento lascia fuori dall’ombrello l’amata (avete notato?), alla recitazione complessivamente forzata; dal totale irrealismo del parto (in uno spot non si può mai essere *troppo* realisti, ma nemmeno così fuori dal mondo, specie in uno spot che vorrebbe avvicinare un partito alla realtà) alle parole precise della sceneggiatura (può una madre, mentre sta per partorire, mentre sente la prima doglia, avere mai pensieri come “E io sto partorendo una bambina”? qualunque corso di scrittura creativa, livello base, boccerebbe una frase del genere messa come monologo interiore di una partoriente).

  13. …e bravo il PD.
    La perfezione del ritardo. Che cosa meravigliosa.
    Il PD è geniale nel raccontare con puntuale ritardo come, forse, eravamo; superlativo quando dice come vorrebbe i suoi elettori.
    (E)lettore ideale del PD? Ovvio, quello che mette in scena. Un essere curioso, di “sinestra”. Un po’ di qui ma anche un po’ di lì. Si sa mai.
    In quanto al raccontare il futuro, anche uno dei tanti possibili, come lo immagina, come ci immagina… ma chi se ne frega!
    Ché poi, il futuro è una roba da svalvolati; batti e ribatti fino allo sfinimento per qualcosa che ancora non esiste e non è detto che esisterà. E uno che c’ha tempo da perdere?
    Il passato, meglio se in ritardo, è roba sicura.
    Quasi.

    …e bravo il PD.

  14. Pingback: Elezioni: la campagna grigia del PD | discorsi all'ora dell'aperitivo

  15. Ok Giovanna, va bene, ma… che possibile attinenza possono avere questi raccontini da 6++ con il PD, con le elezioni imminenti, con la realtà del Paese? Va bene, il mio cuore di pietra si emoziona come con il gattino di Gavino Sanna per Barilla, e poi? In termini di comunicazione, non parlando di realtà, non è più efficiente la grande balla “vota me che ti restituisco l’imu?” Questa sì che è emozione! 🙂 cordiale!

  16. ma la frase “però l’ostetrica lavora!” cosa dovrebbe dirmi? è questa la visione del PD dell’occupazione femminile? si sono scordati della prostituta e della maestra! anche loro hanno sempre (o quasi) lavorato.
    ps dimenticavo la bidella…

  17. Solo un appunto da donna che ha partorito: in quel parto non ci vedo niente di irreale (a parte forse i fiori). Al giorno d’oggi le donne per fortuna hanno la libertà di scegliere se avere o meno il proprio partner con sè in sala parto e vi assicuro che non tutte gradiscono…
    Tra l’altro in testa ad una donna nel momento del parto passa veramente di tutto, cose anche più improbabili di “io sto partorendo una bambina”
    Al di là della visione del pd, chi ha scritto quello spot non ha prodotto – a mio parere – niente di irrealistico.

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