I doppi sensi sulle donne, da Berlusconi a Marcorè

Siamo alle solite, con le bassezze rivolte alle donne: da un lato Berlusconi che, a Mirano, insiste con compiacimento nel mettere in imbarazzo una dipendente dell’azienda Green Power («Lei viene? Ma quante volte viene?»); dall’altro Marcorè che, a Ballarò in sostituzione di Crozza, imita Gasparri che si rivolge a Mara Carfagna con: «Fortuna che c’è aaa nostra Carfagna elettorale che… qualcosa tira sempre su».

Mara Carfagna a Ballarò

Più tardi è lo stesso Floris a mettere in relazione i due episodi, per rispondere a Mara Carfagna che chiede: «Poi mi spiega la battuta di Marcorè, perché non vorrei aver capito male ed essermi trovata di fronte a una battuta da osteria». E Floris: «La confronteremo con quella del suo leader». Infatti le confronta: lo spettacolo del politico contro quello del comico. Perché? Per vedere «quale delle due indigna di più». Insomma Floris ne fa una questione di gradi.

Peccato però che, dopo che l’RVM è andato in onda, Mara Carfagna incalzi: «Questo secondo lei autorizza un suo comico a fare una battuta volgare su di me?» E Floris: «Ha ragione però uno è un comico e uno non dovrebbe esserlo». E Carfagna, dopo aver ribadito che tutto ciò «non autorizza» (applausi) e che lei ha sempre commentato negativamente comportamenti del genere (applausi prolungati): «Se è come penso io, pretendo le scuse». Infatti Floris gliele fa: «Mi scuso io per parte mia e per Marcorè, immagino lo farebbe anche lui». Alla fine vince Mara Carfagna, dunque, e poiché ne atterra due in un colpo (Floris e Marcorè), 2 a 0 per lei.

Cosa ne penso? Penso che Berlusconi, gli applausi che si è guadagnato su quel palco e i sorrisetti imbarazzati della giovane donna ben rappresentano il machismo ammuffito di molti italiani e l’incapacità di molte donne di reagirvi in modo adeguato, specie se la muffa sta su un uomo di potere. Ma penso pure che chi insiste nell’alludere al passato di Mara Carfagna come donna “da calendario” – politico o comico che sia – si qualifica come appartenente o connivente allo stesso machismo stantio. Sei un avversario politico di Mara Carfagna? E allora critica ciò che propone e fa come donna politica. Vuoi fare satira? E allora inchiodala alle inconsistenze e ai tic di ciò che dice, evitando ogni allusione alla sua avvenenza e al suo passato da soubrette. Perché evitarli? Perché altrimenti abbassi il livello della satira, visto che è ben più difficile far ridere sui contenuti e sulle parole dei politici, che sul loro corpo. Inoltre finisci per mostrare a tuo danno, come è accaduto ieri a Marcorè, che un po’ di muffa machista ce l’hai addosso pure tu.

Questo articolo è uscito oggi anche sul Fatto Quotidiano.

Berlusconi a Mirano, sul palco Green Power:

Marcorè a Ballarò il 10 febbraio 2013 (la battuta è dal 7° minuto in poi):

114 risposte a “I doppi sensi sulle donne, da Berlusconi a Marcorè

  1. Secondo me, invece, Marcoré non ha sbagliato.
    Proprio per la satira: ritrae (e provoca) le figure del PdL, che fanno quel lavoro lì.
    Sarebbe stato offensivo se fosse stato un monologo di cabaret, in cui Marcoré dice -seppur in via ironica- quello che pensa Marcorè.
    Ma ‘in veste di Gasparri’ fa bene a provocare la Carfagna affermando ciò che i Gasparri vero pensa.
    E allora Marcoré fa bene a dirla perché è propria del personaggio Gasparri: rappresenta una presa in giro di quello che è lo stile PdL e centrodestra, che fa il paio con la battuta di Mirano e il negretto rivolto a Balotelli.

  2. Ah, questa volta è un raro caso in cui non sono per niente d’accordo con il tuo articolo, che potrebbe essere la versione più intelligente di quello scritto e pubblicato oggi da Lorella Zanardo sempre sul blog del Fatto.

    1) Marcorè ha fatto satira vera, e l’ha fatta sulla Carfagna, non sul corpo delle donne che non c’entra nulla e non si vede per quale motivo debba essere tirato fuori. La critica è politica e non si riferisce all’avvenenza della passata soubrette ma alla modalità con cui la soubrette è entrata in politica. Poiché purtroppo è noto a tutti – dal contenuto delle telefonate intercettate andate distrutte perché non penalmente rilaventi tra Gelmini e Carfagna – che nel curriculum della signorina non si sa come andasse agli scritti ma agli orali andava benissimo, Marcorè stava facendo con questa battuta l’unica vera satira, tra l’altro in un intervento lungo e noioso: l’attacco al metodo Bersluconiano di eleggere a rappresentanza pubblica tramite il metodo della prestanza (e prestevolezza) sessuale.
    2) “insiste con compiacimento nel mettere in imbarazzo una dipendente dell’azienda Green Power” “Penso che Berlusconi, gli applausi che si è guadagnato su quel palco e i sorrisetti imbarazzati della giovane donna ben rappresentano il machismo ammuffito di molti italiani e l’incapacità di molte donne di reagirvi in modo adeguato”

    Ecco, ribadiamolo: ho rivisto il video e la signorina non è per niente imbarazzata, Giovanna. Flirta e con sapienza su un registro che è consono alla maggioranza degli italiani che usa l’allusione sessuale spesso e ovunque. E dalla platea, garanzia di anonimato e quindi luogo dello spernacchio a costo zero, non parte un sibilo di lamento. Anzi, è tutta una risata. Perciò qui a essere offese chi sarebbero se l’interessata e le partecipanti donen non hanno fiatato? O è connivenza o è approvazione e io propendo per quest’ultima.
    Ma vorrei fare una domanda: cosa c’entrano le donne in tutto questo? in quale modo sarebbero offese da questo machismo quando alla base di tutte le relazioni del quotidiano c’è allusione al sesso. Un conto è usare il sesso come discriminazione sul lavoro e un conto è metterlo al bando solo perché un vecchio politico a cui il sesso piace non smette di farcelo sapere con modalità meno raffinate delle nostre.
    Ma io non vedo una donna vittima del machismo: al contrario vedo un mondo in cui il machismo è l’altra faccia della medaglia di un universo femminile che conosce il potere dell’avvenenza e lo usa in modo spregiudicato e libero come e quando vuole.

  3. Assolutamente d’accordo con quello che dice. Tanti credono che avere a che fare con le donne faciliti il loro lavoro: comici, pubblicitari, e via dicendo. E ora di finirla, davvero. Non si tratta solo di machismo fine a se stesso, ma una forma talmente facile per farsi strada che nausea anche solo per il poco impegno che dimostra.

  4. Caro Ugo,

    io invece vedo un vecchio che mette in imbarazzo una giovane (e sé stesso, ma buon per lui che non se ne rende conto) e il commento rispetto alla Carfagna e cosa dovrebbe tirare su. Due commenti che fanno trapelare una sorta di maschilismo bonario, dove ci si aspetta che le donne ridano/sorridano alle battute altrui di dubbio gusto.

    Non mi fanno ridere, né il primo né il secondo. Per me, sono sullo stesso piano.

    E poi non so, lei si immagina fare una battuta del genere a qualsiasi uomo, in quello specifico contesto? Quando mai a uno dei nostri politici maschi si è fatta satira in base a quanto ce l’hanno lungo, o varie ed eventuali?

    Mi resta la sensazione che, quando non si ha nulla da dire sull’operato di una donna in politica, si faccia riferimento al sesso o all’aspetto fisico. Ed è un pelo deprimente.

  5. Forse Marcorè ha fatto la battuta nelle vesti di Gasparri e quindi era solo finzione. Giusto per farle capire che lei predica tanto la parità dei sessi ma fa finta di non accorgersi delle gravi pecche del suo partito e del suo fondatore in tal senso. Una così non merita rispetto, anche perché lei non ne da agli altri. E’ intelligente ma ogni volta che apre bocca è per dire a pappagallo le stesse stupidaggini di Berlusconi. In più è falsa e perfida. Lo si vede anche dal suo drastico cambiamento nel modo di vestire: neanche una suora veste così! Nicole Minetti è più sincera di lei, infatti era diventata scomoda e l’hanno cacciata. Lei rimarrà per sempre perché fa la santerellina. Per me non ha vinto nessuno, né la Carfagna né Ballarò. Ci sono donne meglio di lei che meritano il nostro tifo.
    Concordo con i commenti sopra.

  6. Riguardo a Marcorè sono d’accordo con Ugo e mattesuberato: se io sono un attore comico e faccio la parodia di un nazista ciò non fa di me un nazista. Le battute di Marcorè erano in linea con il personaggio che stava mettendo alla berlina (Gasparri)..semmai la questione è quella della satira che usa il linguaggio “politicamente scorretto” e il “doppio senso”..una modalità che i comici italiani gestiscono di solito (e a mio parere) molto meno bene dei colleghi statunitensi ma è un problema generale mica solo di Marcorè..però da un lato abbiamo un attore comico che bene o male fa il suo mestiere dall’altra abbiamo un politico che da vent’anni ormai fa il comico e lo fa male..i due contesti sono molto diversi e non vorrei che si finisse per criminalizzare ogni allusione al sesso o battuta a doppio senso a prescindere dal contesto in cui è fatta e da chi la fa, e come è giusto che sia non sono solo comici uomini a farle (quante battute sulla virilità di Fazio fa la Littizzetto?)

  7. Non sono d’accordo sull’uso del passato della Carfagna, prof. Certo e’ giusto inchiodarla per la sua totale incompetenza, ma e’ da maschilista ricordarle che ha esercitato un ruolo istituzionale non per quello che sapeva fare, ma per la sua avvenenza? La parita’ tra uomo e donna non dovrebbe essere basata su un riconoscimento dei propri meriti e demeriti indipendentemente dal sesso? e usare mezzi che non siano la propria intelligenza in un campo come la politica per ottenere un riconoscimento non e’ un demerito?

  8. Avrei voluto vedere la Carfagna sul palco con Berlusconi a chiedere le scuse, o anche solo il comunicato (certamente ne avrà emesso uno, no? Non le sfugge niente!) con cui ha stigmatizzato le battute di Berlusconi.

    Io avrei risposto così, al posto di Floris. Altro che scuse.. eh..

  9. @Novella scrive: “E poi non so, lei si immagina fare una battuta del genere a qualsiasi uomo, in quello specifico contesto?”

    Ma se come ricordato da Paolo1984 abbiamo la Littizzetto che da anni e sulla principale trasmissione della Sinistra(quella che attacca i Bersluconi e i media per l’uso sessita del linguaggio) non fa altro e con una volgarità che fa apparire Marcorè alla stregua di un’educanda?

    “Quando mai a uno dei nostri politici maschi si è fatta satira in base a quanto ce l’hanno lungo, o varie ed eventuali?””

    Primo: nessun comico è trasceso in una prosa da osteria apostrofando le misure e i limiti dell’origine del mondo (e quello di Courbet cos’era? Uso del corpo delle donne o forse ironica verità da sbattere in faccia ai puritani dell’epoca?)
    Ma poi poche storie: la satira fa sempre l’uso che le pare del corpo, e il corpo maschile è continuamente sbertucciato dai comici che amiamo di più. O pensa che il Brunetta di turno goda a vedere la rappresentazione che se ne dà di lui? Eppure nessuno viene fuori dicendo che è vilipendio al corpo dei nani.
    Ragazze e ragazzi: occhio alle vostre ossessioni.

  10. Articolo completamente fuori misura. Marcorè fa satira (può piacere o meno), la sua è un’imitazione satirica di Gasparri e la battuta rientra a pieno titolo nella tipologia del personaggio. La Carfagna sarà stata oggetto di battute simili da parte dei suoi sodali di partito e finanche del suo Lìder Maximo un’infinità di volte (senza lamentarsene troppo, un posto da ministro vale questo ed altro). Del resto non è colpa di Marcorè né di Floris se l’ex ministro ha costruito la sua carriera politica nei teatrini scollacciati della TV berlusconiana mostrando argomenti di grande persuasività. Per non parlare di quando in un raptus suicida aveva meditato di abbandonare il PDL, complice la relazione con Bocchino ( e immagino le battute di Gasparri &C.) salvo poi fare precipitosa marcia indietro. Quello che dovrebbe indignare non è lo sfottò del comico bensì il fatto che certi personaggi ci abbiano governato e tuttora facciano sfoggio della loro tracotanza nei salotti televisivi.

  11. Anna Grazia Semararo

    Il rispetto per la persona, dovrebbe andare al di là della satira. Marcorè ieri è caduto in un tranello che non lo onora. Riportare quello che in teoria avrebbe detto il personaggio che in quel momento interpretava non lo esimeva dal prendere in considerazione l’ipotesi che le sue parole potessero essere un’offesa verso le donne in genere. Le loro occupazioni, i loro ruoli sono da sempre al centro di una visione maschilista della realtà. L’identità femminile, compresa quella di chi era al centro della battuta (infelice) viene ancora calpestata con una leggerezza che non ha più scusanti. Con un linguaggio che fa leva su di una cultura di genere che continua a vessare le donne, si consolida una comunicazione che contribuisce a rafforzare categorie sociali, stereotipi, concetti non improntati ad un effettivo superamento delle disuguaglianze tra i sessi.
    Ognuno quindi si assuma la responsabilità di veicolare modelli culturali che non hanno più bisogno di essere contrabbandati attraverso una risata.
    E questo vale per Berlusconi, per Marcoré e per tutti quelli che continuano ad usare un linguaggio lesivo per la dignità delle donne.

  12. Io di Berlusconi avrei voluto guardare un video più ampio (ma non lo trovo, qualcuno sa indirizzarmi a un link?) per valutare bene il contesto della battuta iniziale (il “venire”), ossia quanto naturalmente o goliardicamente sia scaturita, se così si può dire; ciò non giustifica tuttavia la gravità dell’accaduto, anche solo per il semplice fatto che Berlusconi non si è fermato alla battuta iniziale ma ha aggiunto e insistito ad oltranza, fino a scatenare l’applauso forzato dei servilissimi assistenti che avrebbero dovuto fare almeno come Bruno Vespa, se non erro quando vide Rosy Bindi irrisa con l’espressione “più bella che intelligente”, infatti disse più volte “presidente, la prego”, tanto l’altro rispondeva “non mi preghi”… Una scena del genere fuori dall’Italia credo accadrebbe soltanto nella Russia di Putin o simili paesi pseudo-democratici. Diversamente, Marcorè ha oltrepassato i limiti della satira ma non troppo diversamente da come fa Littizzetto in senso misandrico…

  13. Enzo: “I limiti della satira”?? E quali sono questi limiti? Chi li stabilisce? io? Un team di educatori con a capo te? la satira i limiti se li da’ da sè da che mondo è mondo e se qualcuno glieli impone dall’esterno è sempre un male
    La differenza su cui rifletto è che mentre l’attore che interpreta il nazista agisce in un contesto che è interamente di fiction (anche quando ispirato a fatti veri) Marcorè come Crozza del resto, faceva il comico dentro una trasmissione di approfondimento politico e questo può oggettivamente provocare un corto-circuito quindi se volete discutiamo sull’opportunità di spazi comici dentro programmi seri e pure seriosi come Ballarò ma gridare indignati “misogino” o “misandrico” davanti ad ogni comico che fa certe battute è uno sport che non mi interessa.

  14. Sono convinta che solo in un paese come l’Italia, dove il “machismo ammuffito” (bellissima definizione!!) ancora impera (purche’ non vi tocchino la mamma, no? Vi avrebbe fatto ridere una battuta simile se la donna messa in imbarazzo, a prescindere dal fatto che ci sia stata o meno, fosse stata vostra madre o vostra figlia, o vostra moglie??!!), un politico puo’ fare una “battuta” degna piu’ di un adolescente che comincia a scoprire i doppi sensi a valore sessuale che ad un 77enne, un politico per di piu’, senza essere fischiato e mandato in esilio in Siberia! E dire che la battuta di Marcore’ sia “satira” mi sembra un errore: anche in questo caso, e’ una battuta che mi sarei aspettata in un contesto diverso, al bar, all’osteria, al liceo… non da un comico in televisione. Per la cronaca, trovo la Littizzetto al limite del sopportabile, e le sue battute sono spesso peggio delle unghie strisciate sulla lavagna per me…. Solo i geni comici riescono a fare ridere facendo allusioni sessuali senza scendere nel volgare piu’ nauseante, nei facili doppi sensi….
    Io pero’ ormai sono abituata ai comici americani, i Jon Stewart, i Stephen Colbert, i Lewis Black, che hanno fatto della satira politica un’arte.
    Le donne italiane pero’ dovrebbero svegliarsi: la Carfagna ha fatto bene, in questo caso, e la tipa con Berlusoni avrebbe dovuto sputtanarlo subito sul palco… quello sarebbe stato un video eccezionale!

  15. Marcorè ha mostrato i limiti della satira e l’inadeguatezza dell’approccio comico alla politica. La Carfagna non merita neppure un attimo di attenzione. Non riesco a considerarla come donna nel senso di femmina, (la sola evocazione mi provoca l’orripilazione. C’è una differenza enorme fra la miseria dell’avvenenza, quella delle veline o delle pornostar, e la Bellezza, quella vera e sincera che emerge anche sotto la ragnatela di rughe, che aumenta con gli anni, ma forse questo è un altro discorso…)
    Credo, Giovanna, sarebbe molto più interessante un’analisi della sua mimica irritante, tesa a mascherare con un atteggiamento altezzoso e querulo le vere qualità così platealmente dissimulate e che hanno stimolato l’attenzione di B. e l’ascesa al potere.
    Non riesco a considerarla una donna, nel senso di persona. Qualcuno nei commenti ha parlato di intelligenza. Se ne ha, la mette al servizio di una visione del mondo agli antipodi della mia. Se, come penso, la Carfagna è l’osteria, ha poco da meravigliarsi delle battute, e non basta cambiare l’insegna… ma, forse è solo un essere del quarto tipo, una venusiana o qualcosa di simile.
    Non ho visto né voluto vedere l’altro –già visto e consueto– episodio e mi piacerebbe capire perché la signora non ha reagito. Mi spiace per lei e per noi se non lo ha fatto per sudditanza e atavica accettazione.
    E però continuiamo a non parlare di politica, così distratti e impegnati ad inseguire ogni asino volante e non facciamo un bel nulla per le donne e con le donne in quanto, e innanzitutto, persone. Non ne sono certo ma ho l’impressione che le reazioni delle protagoniste di entrambi gli episodi citati, il tuo articolo e i nostri commenti non contribuiscano in alcun modo alla causa femminile.

  16. Anch’io non metterei sullo stesso piano le due cose. Carfagna e’ una politica in una trasmissione televisiva dove uno si aspetta anche qualche colpo basso dal quale mi sembra comunque lei si sappia difendere piuttosto bene tutte le volte. L’impiegata invece e’ in una posizione di sudditanza assoluta: e’ una dipendente messa su un palcoscenico e soggetta a scherzi ambigui da uno degli uomini piu’ potenti, se non ancora il piu’ potente, in Italia. Quindi secondo me anche avesse voluto rispondere a Berlusconi non era decisamente nella posizione di farlo. E non mi sembra che stesse flirtando per nulla, i risolini sembrano piuttosto quelli di una che sta cercando di fare buon viso a cattivo gioco.

  17. @Ugo: mi sa che devo aver toccato qualche nervo scoperto senza volerlo… comunque, a ognuno la sua opinione e come dice lei: occhio alle ossessioni!

  18. ma poi se io comico imito un uomo politico che disprezzo in quanto lo ritengo omofobo, maschilista e razzista..quali battute dovrei fare per mostrare quanto sia omofobo, razzista maschilista?
    Infatti Marcorè/Gasparri ha fatto battute pure su Vendola e Balotelli..solo quella su Carfagna ha suscitato polemiche..perchè? Forse si crede che quella battuta non esprima solo i pensieri del personaggio Gasparri ma anche dell’uomo Marcorè? E che prove ci sono di ciò?
    Io insisto che conta il contesto e perciò Berlusconi è da censurare per me non perchè il doppio senso in sè sia il Male (non lo è, ci sono contesti in cui è legittimo) ma perchè lui non è un comico e quella donna non era una sua amante-amica con cui ci si trova in confidenza e intimità, era la rappresentante di un’azienda e tu uomo politico non hai alcun diritto di metterla in imbarazzo in quel modo, ma ha il dovere di comportarti in maniera consona alla situazione e alla persona che hai davanti e al tuo ruolo professionale che in quel momento rivesti.
    Comunque sa farei vedere a Marcorè una puntata di South Park o i Boondocks per capire come si fa la satira corrosiva e politicamente scorretta.
    e per un uso molto più riuscito del doppio senso sessuale riferito alla politica consiglio questo video dell’attrice Lena Dunham pro-Barack Obama

  19. Paolo, i “limiti” sono quelli del rispetto della dignità umana, cosa che è abbastanza sintetizzata in concetti come quelli di misoginia/misandria, che non sono stato io a citare per primo… Il discorso “i limiti se li dà da sé” non esiste al mondo, per lo spettacolo come per qualunque altra forma espressiva, tant’è che saremmo tutti d’accordo se stessimo parlando di razzismo anziché di sessismo. Il contesto di fiction o meno non può giustificare la licenza assoluta di diffondere offese, i limiti li stabilisce la società civile attraverso strumenti diversificati, tra cui l’opinione pubblica democratica se è sufficiente ma può non esserlo e quando non lo è devono esserci strumenti alternativi a tutela delle minoranze e degli individui. In casi come questi non è assolutamente questione di format televisivi o di valore estetico.

  20. In un Paese in cui vige (speriamo ancora per poco) la Legge 40, le donne non trovano di meglio che scandalizzarsi per una battuta di un comico sulla ex-ministra Carfagna la cui metamorfosi in santerellina morigerata è più irritante dei provvedimenti presi quando era in carica. Come sempre si guarda il dito …

  21. @Ugo,
    cosa poteva fare la lavoratrice che, intervenuta davanti a una platea importante per parlare del proprio lavoro, è stata totalmente sminuita da uno degli industriali più potenti d’Italia? Offenderlo e rischiare il posto? Oppure rimanere a farsi prendere in giro, come ha fatto, e trovare poi la brutta figura rimbalzata all’attenzione nazionale.
    Entrambe le reazioni non sarebbero andate bene, né l’assecondare questo teatrino infame, né l’indignazione.
    Semplicemente non avrebbe dovuto essere messa in una situazione del genere, tanto meno da un uomo che dalla sua ha il potere politico, economico e mediatico.

    “la signorina non è per niente imbarazzata.. Flirta e con sapienza su un registro che è consono alla maggioranza degli italiani che usa l’allusione sessuale spesso e ovunque”
    Quindi anche lei concorda sul fatto che in Italia l’allusione sessuale (aggiungerei: rivolta al femminile) impera spessoeovunque. Anche fuori luogo. Non a tutti/e piace, soprattutto perché puntare sulla sfera fisico/sessuale è il tipico modo per colpire l’altro nelle sue debolezze, denudarlo. E, non vorrei ripetermi, in questo caso la relazione non era paritaria.

    Piccolo appunto conclusivo:
    “vedo un mondo in cui il machismo è l’altra faccia della medaglia di un universo femminile che conosce il potere dell’avvenenza e lo usa in modo spregiudicato e libero come e quando vuole”
    brutto mondo, il suo.

  22. @Moky ha scritto: “[…] Solo i geni comici riescono a fare ridere facendo allusioni sessuali senza scendere nel volgare piu’ nauseante, nei facili doppi sensi….”

    Quindi non sono geni i Woody Allen, i Carlin, i Bruce, passando per il nostro grande Benigni d’antan per finire con Sordi (etc etc etc). E non si osi replicare che questi soggetti non alludono sessualmente con facili doppi sensi, prego altrimenti iniziamo a linkare l’opera omnia di ciascuno.😉

    @Novella ha scritto: “@Ugo: mi sa che devo aver toccato qualche nervo scoperto senza volerlo… comunque, a ognuno la sua opinione e come dice lei: occhio alle ossessioni!”

    In effetti ha ragione: ammetto una certa ossessione per le ossessioni altrui. E anche per gli ossessionati che le professano. Basta avere il giusto distacco nel frequentare gli ossessionati e una moderata esposizione a loro è pure gradevole: in fondo è divertente andare allo zoo a vedere i macachi e le bertucce una volta ogni tanto.

  23. @Faebi
    Io vorrei (pregherei, pagherei perfino) aver visto una donna imbarazzata che balbettava qualche risposta e tradiva col viso la scomodità del ruolo(nella clip di Giovanna è troppo sgranata, in altre si vede). Ma purtroppo non è così. Il tono, le frasi, i tempi sono da donnetta che ci sta. E questo sì, annichilisce chi voglia fare un discorso generale di difesa del femminile. Imbarazza e e imbratta la risata collettiva anche femminile. Non ci sono alibi: se si vuole davvero fare un discorso di genere in questo caso la donna se la prenda con la donna. Perché la figura meschina la fa lei che avrebbe potuto avere mille chances per uscirne fuori con un minimo di dignità. Mi sarei accontentato di un timido accenno di distacco e di estraneità. Invece, e ripeto mi duole moltisso, non è questo ciò che appare nel video.
    Concordo ovviamente che l’allusione sessuale impoera ovunque e concordo che quel che vedo è un brutto mondo. Tuttavia mi preme farle notare che questo non corrisponde ai miei desiderata e che non è il “mio”.
    È il nostro. Ma credere che ad apprezare questi registri filosofici (ed estetici, verbali, gestuali, consumistici…) sia una minoranza dell’universo femminile vuol dire non avere un’idea realistica del mondo fuori dalle nostre frequentazioni. Un’idea sui suoi consumi, sui suoi gesti, sulle frasi, sulle estetiche, sulla filosofia. Quindi su ciò che dà senso, muove e appaga queste esistenze.

  24. “tant’è che saremmo tutti d’accordo se stessimo parlando di razzismo anziché di sessismo”

    no, non saremmo tutti d’accordo..basti pensare alle polemiche (secondo me sterili e immotivate) di Spike Lee contro Quentin Tarantino, o alle controversie che si scatenano puntualmente ogni volta che un cineasta bianco in America decide di affrontare certi temi..e persino un geniale e provocatorio cartoonist afro-americano come Aaron McGruder (autore dei Boondocks) non è stato immune da accuse assurde e controversie da parte di esponenti della società afro-americana per la maniera corrosiva in cui satireggia non solo il razzismo ma anche taluni aspetti della società e della cultura afro-americana contemporanea cioè la sua cultura come il gangsta rap ad esempio. Basti pensare alla puntata su un redivivo Martin Luther King che si incazza con la sua gente (arriva a chiamarli “negri” e questo ha fatto sobbalzare parecchie persone), o al personaggio dello zio Ruckus: un nero che odia fanaticamente la gente di colore e idolatra i bianchi, evidente parodia grottesca dello “zio Tom”.

  25. Zanardo e Cosenza vedono solo ciò che vogliono vedere, ferite mortalmente dalla violenza del sessismo becero berlusconiano. Ma i video disponibili sono chiarissimi. La signora comincia a duettare a colpi di allusioni sui suoi potenziali orgasmi, fino quasi a spuntarla su B quando dice: “dipende dai vostri tecnici”. Serve tradurre? Solo che poi B rimonta in sella e la fa girare per guardarle il culo. Fine di una miserrima sequenza.

  26. Caro @Ugo,
    facciamo una prova:
    un ladro spara e colpisce il signore che stava alla fermata del bus.
    L’errore è del ladro che ha sparato, o del signore che non si è mosso per evitare il proiettile?

    E’ fuorviante spostare l’attenzione dalla volgarità di Berlusconi alla reazione sbagliata della vittima: ricordiamoci che i due interlocutori non si trovavano in condizioni paritarie.

    “Il tono, le frasi, i tempi sono da donnetta che ci sta. E questo sì, annichilisce chi voglia fare un discorso generale di difesa del femminile”
    Cioè finché ci saranno vallette e veline noi persone normali che vogliamo rapportarci al mondo circostante senza mettere di mezzo la sessualità non abbiamo il diritto di parlare.
    Altro esempio (semplificando appare tutto più chiaro): quel cane morde e fa la pipì in casa, indi tutti i cani mordono e non possono essere tenuti in casa, guai a chi vuole cambiare le cose!

    “Non ci sono alibi: se si vuole davvero fare un discorso di genere in questo caso la donna se la prenda con la donna.”
    Credo che sia sempre bene far notare, senza prendersela con la donna o l’uomo, ma con la persona che non rispetta l’altra persona.

  27. Secondo i dati Audipress il settimanale “Chi” è costantemente nei primi posti per diffusione nazionale. A proposito di universo femminile.

  28. Certo che Woody Allen, Sordi, Benigni, ma anche Crozza, sono geni… perche’ la loro comicita’ e’ originale, difficilmente scontata, e anche quando e’ allusiva non e’ offensiva… io almeno non mi sono mai sentita offesa da quello che ho visto/sentito del loro repertorio.
    Insomma, usare battute che e’ hanno gli anni dei datteri non lo trovo geniale. “Lei viene? Quante volte viene? A che distanza temporale?” come fa a farvi ridere? Spiegatemi. Io davvero non capisco…
    Il fatto che la ragazza sul palco accetti di flirtare con nonno B. e’ irrilevante, serve solo a confermare che e’ grazie anche a donne cosi’ che Berlusconi e’ stato eletto: milioni di donne accettano ogni giorno violenze, abusi e molestie verbali e fisici da uomini, e allora come societa’ si devono accettare perche’ queste non si ribellano? Forse la ragazzetta sul palco andrebbe educata sul fatto che e’ piu’ importante sviluppare il cervello del culo/tette (la sindrome veliniana).
    Come donna dall’intelligenza normale, a me ha fatto un po’ pena.

  29. Paolo, su temi come il razzismo non saremmo tutti d’accordo più o meno come ormai non si è più tutti d’accordo nemmeno su verità storiche come l’Olocausto, che i negazionisti del 2050 potranno negare con maggior forza approfittando del fatto che nessun testimone sarà più vivo e magari adducendo il parere autorevole di uno statista storicamente rilevante e democraticamente eletto come Ahmadinejad – ovviamente se di qui al 2050 quello statista non avrà trascinato l’umanità nel disastro nucleare, ma i sopravvissuti magari daranno la colpa al paese dove sorgevano polemiche “sterili e immotivate” su razzismo e sessismo, dove esiste la cultura del “fare la cosa giusta” che qui invece a chiunque lo dici ti risponde “giusta per chi, secondo chi?”. Mentre ho l’impressione, di sfuggita perché non ho potuto guardarlo attentamente, che proprio il video che hai postato di Lena Durham dimostri come si può fare benissimo satira con allusioni sessuali non offensive, ma certo torneremmo sempre al problema di partenza se il punto è “chi si sente offeso e chi no? sicuramente non tutti”, e allora io potrei osservare che sono sessiste persino le critiche degli uomini improntate all’immedesimazione con le donne che potrebbero essere le loro madri o sorelle ecc. (perché è un tipo di solidarietà che contiene residui di dominio patriarcale, mentre noi dovremmo sentirci offesi per come ne usciamo noi stessi, cioè come volgari molestatori), quindi guai a stabilire regole e limiti altrimenti si grida all’inquisizione oscurantista e forcaiola…

  30. @Bertox: non vedo come il fatto che una certa rivista sia piu’ diffusa di altre abbia niente a che fare con il fatto che le donne italiane sono cosi’ abituate ad essere considerate oggetti sessuali, che non si rendono nemmeno conto di quando viene loro tolta la dignita’.
    A che posto si trova Playboy, ad esempio? e se si trova alto in classifica, cosa dovremmo inferirne dell’universo maschile?

  31. X bertox e altri/e
    ma siamo sicuri che Chi lo leggono solo le donne e che tutte le donne che leggono Chi siano affette da “sindrome veliniana”? O che tutte le donne che giudichiamo affette da tale sindrome siano tutte tutte sceme? Io non sono così sicuro.
    Sulla reazione della ragazza nei confronti del porco non entro..un po’ perchè ritengo che una abbia il diritto di reagire come cavolo vuole senza subire un terzo grado e perchè lo squilibrio di autorità fra il soggetto Berlusconi e il soggetto impiegata di Green Power è oggettivo

  32. @Faebi
    Guardi che le sue analogie non stanno in piedi-
    “un ladro spara e colpisce il signore che stava alla fermata del bus.
    L’errore è del ladro che ha sparato, o del signore che non si è mosso per evitare il proiettile?”
    Questo esempio implicherebbe una relazione causa effetto determinata dove agente e agito sono connessi da un proiettile il cui esito è legato a se stesso. Cosa c’entri con un ripetuto scambio di battute tra due indivudui che assomigliano a un duo di consumati cabarettisti, in cui agente e agito si rimbeccano di continuo in rilanci e rialzi di posta, in cui si potrebbero adottare infinite condotte, dal silenzio alla risposta cortese ma dal tono gelido, in cui la condizione di dipendenza della imprenditrice non esiste in quanto né il comizio era strettamente politico, né lei un’aspirante tale, né la signorina era una dipendente di Bersluconi; insomma cosa c’entri tutto questo col suo esempio lo sa solo lei.

    “Altro esempio (semplificando appare tutto più chiaro): quel cane morde e fa la pipì in casa, indi tutti i cani mordono e non possono essere tenuti in casa, guai a chi vuole cambiare le cose!”

    Non solo con questo secondo esempio appare tutto più chiaro, ma addirittura diventa lampante.
    Vorrebbe forse rimproverarmi di una generalizzazione da falso sillogismo quando è lei a ritenere che il comportamento di un un uomo (Bersluconi) nei confronti di una donna (la delegata di Green Power) debba essere universalizzato alle catgorie degli Uomini e delle Donne? Pazzesco caso di boomerang dialettico il suo. Ripassi i quantificatori (e il pensiero statistico) e vedrà che sebbene il suo cane faccia la pipì in casa quello del suo vicino magari l’ha sempre fatta fuori.

    @Moki scrive: “Certo che Woody Allen, Sordi, Benigni, ma anche Crozza, sono geni… perche’ la loro comicita’ e’ originale, difficilmente scontata, e anche quando e’ allusiva non e’ offensiva… io almeno non mi sono mai sentita offesa da quello che ho visto/sentito del loro repertorio.
    Insomma, usare battute che e’ hanno gli anni dei datteri non lo trovo geniale. ”

    Devo dedurre che lei abbia visto ben poco di questi autori. Per Benigni ricominci pure da Berlinguer ti voglio bene e dal duetto con Carlo Monni, poi prosegua alle infinite variazioni sul tema della cosina per almeno dieci anni della sua carriera. Quanto a woody Allen non si sa cosa scegliere: si potrebbe pescare dai vari Harry a pezzi, o sulle lezioni di fellatio di Celebrity (tra l’altro ho usato una sua battuta nel mio primo commento, vediamo se la becca) ma sarebbe riduttivo verso un autore che è letteralmente fissato con il sesso (anche nella vita, e non sempre in modo legalissim: Berlusconi avrà avuto i suoi flirt con la figlia di Mubarak ma ancora non è stranamente indagato per aver copulato con la figlia, con buoa pace dell’ex madrina Mia Farrow. ma questo è solo gossip, come quello che stiamo del resto commentando oggi).
    Del comune senso del pudore di Sordi infine, potremmo ricordare tante piacevoli figure femminili usate per arredo, lo splendido duetto con la grandissima Vitti in “polvere di stelle” a suon “ma ‘ndo’ vai – se la banana non ce l’hai? Bella Hawaiana – attaccate a sta banana”; ma cosa dirne del Tuca tuca assieme alla Carrà, tormentone intragenerazionale? Di cosa parlavano con quel tuca tuca così Berlsuconiano?

  33. Pingback: alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 11.02.13 « alcuni aneddoti dal mio futuro

  34. Lo squilibrio di autorità vale sul momento, altra cosa è una dichiarazione rilasciata il giorno dopo. la signorina si è sentita lusingata … di essere trattata come l’ultima delle olgettine. Contenta lei …
    Citando “Chi” volevo semplicemente far notare che la “cultura dominante” è quella, se poi lo leggano di più le donne è facilmente verificabile dai dati Audipress che sono pubblici e molto analitici. E a proposito di dignità negata vorrei sapere quale dignità possa ancora difendere una come la Carfagna che si è costruita una carriera politica in modo alquanto discutibile (come le famose intercettazioni, citate in un altro commento, ci hanno rivelato). Non vorrei passare per moralista ma quello che non mi va giù è questa levata di scudi pseudo-femminista a difesa di due soggetti che proprio non se lo meritano. La mia solidarietà va alle donne vittime di violenza, umiliate, offese, discriminate. Non a queste due.

  35. Enzo, cosa c’entri il negazionismo e Ahmadinejad con ciò di cui ho parlato lo sai solo tu…comunque io quello che pensavo l’ho detto, e ritengo di essermi spiegato a sufficienza.
    Sì ho postato il video di Lena Dunham per mostrare un esempio di come si possa utilizzare bene il doppio senso a sfondo sessuale per fare un discorso politico (eppure in USA qualcuno a storto il naso perchè qualcuno c’è sempre) anche se il video in questione non lo definirei satirico, è più un video sottilmente allusivo e ironico e simpatico dove lei si rivolge alle ragazze che appunto nel 2012 votavano “per la prima volta” e le invita a votare Obama, è un discorso “pro” mentre invece la satira è sempre “contro” qualcosa o qualcuno e più colpisce il bersaglio con ferocia meglio è

  36. Alla fine ognuno di noi reagisce diversamente ad ogni provocazione e stimolo. Ovviamente, Ugo, non essendo tu una donna di intelligenza normale come me, il tuo giudizio e’ poco oggettivo.🙂 Quando avrai vissuto 46 anni come donna in un mondo dove il sexual harassment e’ da considerare un complimento (visto che siamo in tema, nel mondo iperbolico di B., la violenza sessuale e’ un complimento) allora ne riparliamo. Sinceramente a me il tucatuca di Sordi non ha mai offeso. Ne’ Woody Allen. Forse perche’ ne’ Sordi ne’ Allen hanno mai preteso di governare una nazione, e rappresentarla nel mondo.

  37. X bertox e X tutti
    non ci crederà, ma secondo me la ragazza aveva tutto il diritto di prenderlo a ceffoni come di sentirsi lusingata (hai ragione Enzo, sono un pericoloso relativista!)..Berlusconi è da censurare lo stesso per i motivi che ho spiegato, per gli stessi motivi non è equiparabile a Marcorè che aveva un ruolo diverso e si muoveva in un contesto diverso (senza contare che tra un politico e un comico è quest’ultimo ad avere meno potere)..lasciamo stare poi Benigni (che pure lui fece arrabbiare la Zanicchi quando in un Sanremo di qualche anno fa decise di fare a modo suo l’esegesi della canzone che Iva aveva portato al festival), il grande Woody e Sordi..siamo distanti anni luce non solo da Berlusconi ma anche da Marcorè. il benigni di oggi poi è l’ombra di ciò che era ai tempi mitici di Berlinguer ti voglio bene, allora era corrosivo..oggi è solo un prete-giullare sempre più sbilanciato verso il prete (opinione personale).
    Cosa si vuol dimostrare? Che l’allusione e il doppio senso a sfondo sessuale sono una delle armi più usate con diversi gradi di raffinatezza nella comicità? Sì lo sono e non c’è nulla di male..è il contesto che fa la differenza.

  38. Giovanna posto qui lo stesso commento che ho postato sul blog di Lorella. Questa volta non sono così d’accordo con la tua analisi:

    “Cosa dire… la tristezza e la bassezza del dileggio berlusconiano replica il linguaggio messo in scena da striscia, le iene e i cinepanettoni tutte le sere, tutte le settimane, tutti i Natale negli ultimi 20 anni. Avrebbe potuto esserci De Sica al suo posto: http://www.youtube.com/watch?v=MEc5sRU9A30
    “Na cafonata”, diremmo a Roma. Solo che la cafonata passa sempre sotto mentite spoglie come l’arte della leggerezza. E della seduzione del maschio medio italiano. Che non è, ovviamente. Nulla di minimamente paragonabile alla satira geniale di Neri Marcorè; lo so la si può non gradire, ma la satira è anche la battuta alla Carfagna: sprezzante e mai politically correct. Non credo che la satira possa essere tacciata di MISOGINIA. Neanche io ho gradito granché, sono sincera, ma la frase di Marcoré non dileggia e non umilia. Denuncia. Il che è molto diverso. Denuncia che la signora ex ministra delle pari opportunità è arrivata dove è arrivata non per meriti, ma forse più per favori della di cui natura si è scritto e detto molto.
    Per quanto concerne Floris, ha chiesto scusa giustamente anche a nome di Marcorè. La Carfagna è stata derisa dandole della “tiramisù” non trattata come una zucca vuota pseudo coniglietta di play-boy. I due episodi non tengono insieme a mio parere.
    Ho trovato parecchio, ma parecchio “machisticamente ammuffito” Santoro quando in puntata dall’alto della sua autorevolezza (così come B. sul palco di GreenPower) disse sulla Minetti:

    Nessuno ha inveito contro il giornalista di Sinistra.
    Vergognosamente machista.

  39. “Che l’allusione e il doppio senso a sfondo sessuale sono una delle armi più usate con diversi gradi di raffinatezza nella comicità? Sì lo sono e non c’è nulla di male..è il contesto che fa la differenza”

    l’allusione, il doppio senso e anche la battuta sessuale esplicita, ovviamente, il discorso non cambia

  40. @Ugo
    L’esempio uomo-proiettile-uomo era strettamente legato al fatto di spostare l’attenzione sulla reazione, non sull’atto. Per me è innanzitutto l’atto a essere grave. Che oggi poi le donne siano abituate a stare al gioco (in questo caso non parlerei di gioco) è sintomo di un malessere diffuso, non di emancipazione. Un tempo le regole sociali dettavano il rossore, oggi la pronta risposta. Ma ciò non toglie che l’errore è lo sparo (che poi l’esito sia legato al proiettile, e non alla volontà di chi spara.. questo è frutto della deresponsabilizzazione imperante).

    Per l’esempio canino, invece, non ho assolutamente generalizzato (ultima frase: “Credo che sia sempre bene far notare, senza prendersela con la donna o l’uomo, ma con la persona che non rispetta l’altra persona”, tanto per citare pure me stessa). Il senso era: anche se la maggior parte delle persone (persone) (sottolineo nuovamente persone) pensa che sia tutto normale e lecito, anche se è entrato nel sentire comune questo continuo sminuire il femminile, ciò non toglie il diritto di far notare che invece c’è qualcosa che non va. Anche se sono donna e se per altre donne è tutto normale.

    Non è la battuta nel gruppo di amici. Non è la sghignazzata a tavola. Era un incontro formale, e Berlusconi sa la risonanza delle sue parole. Entrambi hanno la responsabilità di aver di nuovo confermato una visione del femminile e del maschile che non fa onore a nessuno dei due.

  41. Non vedo cosa abbia detto di scandaloso Santoro, se non sbaglio la Minetti è rinviata a giudizio per sfruttamento della prostituzione. Quindi una consulenza sul tema la può dare con competenza

  42. @Faebi
    “L’errore è lo sparo” è già un errore🙂 Non vi è reato, capisce? Capisce che la relazione tra i due soggetti non è univoca causa effetto bensì cooperazione conversazionale? Comprenda, oltre all’inesattezza logica, la sproporzione anched nel senso comune tra essere vittima di un proiettile a cui non si può replicare e essere vittima di un allusione di apprezzamento a cui si può replicare infiniti modi? Se non lo capisce, concentrandosi sul semplice meccanismo causale, che a lei pare evidente, noi potremmo semplicemente affermare che la causa prima fosse l’avvenenza da marpiona che ha scatenato nel Berlusconi la sua coazione a ripetere e via via. Capisce quindi che stabilire questo tipo di causalità non ci aiuta e sopratutto non aiuta la donna che vorremmo difendere identificando in lei quella condizione femminile umiliata che è la prima a negare con tanto di dichiarazione ai media interessati?

    “Per l’esempio canino, invece, non ho assolutamente generalizzato (ultima frase: “Credo che sia sempre bene far notare, senza prendersela con la donna o l’uomo, ma con la persona che non rispetta l’altra persona”, tanto per citare pure me stessa). Il senso era: anche se la maggior parte delle persone (persone) (sottolineo nuovamente persone) pensa che sia tutto normale e lecito, anche se è entrato nel sentire comune questo continuo sminuire il femminile, ciò non toglie il diritto di far notare che invece c’è qualcosa che non va. Anche se sono donna e se per altre donne è tutto normale.”
    Sono contento che non volesse generalizzare. Ma se la maggior parte di persone ritiene che ciò sia normale e lecito,su quali fragili basi vorrebbe convincerle che ci sarebbe “invece qualcosa che non va”?
    Lei è liberissima di ripondere come ritiene opportuno, così come lo era la donna di Green Power, che non aveva davanti l’aguzzino che decideva della sua vita. Il punto è che quella donna ha ribadito di aver apprezzato e molto le avances di Berlusconi. Quindi, nel momeno in cui una donna in quanto donna parla per sé, le altre parlino parlino per loro. La sommatoria delle diverse sesnibilità in gioco deciderà nel tempo quale nuova o vecchia gestione dell’avvenenza femminile e del maschilismo prevarranno.
    A me pare che molte donne qui stiano indebitamente generalizzando la loro indignanzione al proprio genere – genere che per la stragrande maggiornaza se ne disinteressa, essendo invece parte di quel gioco umano che è maschile e femminile allo stesso tempo e che vede vantaggi e svantaggi per entrambi.

  43. @Ugo
    ahia, non riesco a spiegarmi:
    1. non credo sia opportuno spostare l’attenzione sulla reazione perché credo sia più grave l’azione. Altrimenti si entra nel circolo vizioso delle giustificazioni a tutti i costi. E questo non è giusto. (non sto giustificando lei, ma mi chiedo che scelte avesse)

    2. “Ma se la maggior parte di persone ritiene che ciò sia normale e lecito,su quali fragili basi vorrebbe convincerle che ci sarebbe “invece qualcosa che non va”?” Con le stesse fragili basi che ci stanno lentamente portando a non accettare più donne desnude accanto a conduttori incravattati, per esempio. Si chiama consapevolezza, crescita culturale, come le pare.

    3. “Quindi, nel momeno in cui una donna in quanto donna parla per sé, le altre parlino parlino per loro. ” No, perché le conseguenze di quello che creano a livello culturale lo patisco anche io e le altre donne. Quando si comunica (e non al bar, ripeto, ma con risonanza nazionale) deve esserci una responsabilità di quello che si comunica.

  44. @Faebi
    Io sono perfettamente d’accordo con lei. Proprio per questo la critica va alle donne: le uniche che possano cambiare qualcosa visto che sono l’oggetto di queste umilianti allusioni, e senza di loro non vi è possibilità di consumare il “reato”. Ovviamente volendo considerare l’altro sgradevole corno del problema, ovvero quando le donne rapporesentano invece il soggetto che trae una bella sequela di benefici dal gestire il suo essere oggetto – e non se ne esime, anzi, se ne pavoneggia. Guarda caso è giusto ciò che è successo ieri. Questa tendenza a parlare al plurale da parte di donne, che invece di prendere le distanza da altre donne, le usano contro la loro volontà per perseguire discorsi allucinati di genere rischia di diventare un irritante zappa sui piedi.
    Cominciamo dal criticare le donne a ogni angolo della nostra vita, sopratutto da parte di donne: il maschio-maschilista lo redarguisci con i “no”. Con la ferma consapevolezza di dire “no” quando dire “sì” ti avrebbe portato dei vantaggi naturalmente, altrimenti è puro flatus vocis o lamentela invidiosa di chi vuole eliminare alle altre il potere dell’avvenenza solo perché non è stato donato loro.

  45. @ Ugo

    non capisco perché la critica debba andare alle donne. Se la donna ha vissuto bene l’episodio buon per lei, se l’ha vissuto male mica la si può criticare, solo essere solidali. Ottenere dei vantaggi con la propria avvenenza, a parte che è comunque una subordinazione, non è il problema principale. Il problema è che questa è una dinamica culturale a cui certo debbono partecipare in maniera autonoma le donne stesse nell’eliminarla, ma senza che vi sia una condanna morale se la praticano. Offendere una donna non è offendere le donne, ma si può criticare il maschilismo lo stesso perché non ci piace. Il significa riconoscere il maschilismo anche laddove sembrerebbe esserci consensualità ( anche se onestamente non possiamo sapere come l’ha vissuta la donna in questione, e neanche dovremmo metterci bocca ) e poterlo criticare.

  46. ps
    Devo però fare ammenda e ammettere che rileggendo il post di Giovanna alcune mie critiche della prima ora sono partite troppo per la tangente.
    È colpa mia che devo aver letto il post di Giovanna subito dopo quello di Zanardo e così è germogliata nella mia mente una sensazione di gramigna inconsistenza che non ritrovo nel post di Giovanna, che a dire il vero non indulge troppo in una chiamata vititmistica del femminile.
    Rimane la critica alla battuta di Marcorè e all’interpretazione delle reazioni della manager di Green power. Due donne assolutamente non scusabili e non difendibili per chi abbia in mente un discorso di rispetto della figura femminile.

  47. Halleluja, Ugo. Ci siamo arrivati. Siamo noi donne, come madri, come figlie, come sorelle, come mogli, come anche educatrici a dover/poter cambiare la cultura del machismo affumicato (l’ho gia’ detto che mi piace tantissimo come definizione?!) a cominciare dalle nostre famiglie, in particolare dai nostri figli, dalle nostre figlie. Ma voialtri uomini dovete fare la vostra parte, prendetevi un po’ di responsabilita’: cominciate a giudicarci con la ragione, non con il … ahem, testosterone! Fate uno sforzo, e’ possibile!🙂

  48. OT
    @Moky
    Osanna ordunque, il giorno è propizio: se anche un Papa si stanca del suo ruolo la lezione è che solo l’andropausa della senilità fiaccherà il machismo😉
    Ma quale responsabilità dovrei prendermi come uomo, se non una responsabilità personale ? Io non posso parlare per gli uomini che non sono e comprenderà che la tendenza a parlare di “voi donne” contro “noi uomini” sia inaccettabile – e per la logica e per l’umorismo.
    Anche lei non può parlare per le donne che non è, ci rifletta.
    Se una donna vuol farsi giudicare con la ragione non aizzi il testosterone. Le piace messa così? Lo vede che il rapporto uomo donna è duale e per quanto riguarda l’uso del corpo non c’è una responsabilità dell’uno che non coinvolga diametralmente l’altra? Con la sola differenza che l’uomo si lamenta meno da questa situazione di quanto ne soffrano le donne perché l’istinto animale a essere attratti e cercare la penetrazione purtroppo èinsopprimibile e evoluzionisticamente è il più forte tra gli istinti. Comprendo le ragioni di coloro iscritti al partito del Tutto-è-Cultura: tuttavia sarebbe tempo che una persona ammettesse gli evidenti limiti di questa vera e propria Fede.
    Da ciò si evince che il cambiamento sulla visione del corpo femminile non può essere chiesto agli uomini ma imposto dal comportamento delle donne. Il guaio storico è che tutte le volte che molte donne riescono a fare quadrato vengono fatalmente danneggiate dalle “traditrici” che troveranno ancor più conveniente aizzare l’uomo per spremerne vantaggi d’ogni ordine e grado🙂
    E così si ricomincia, pensando da una parte di poter ingenuamente eliminare il potere eterno che i corpi femminili hanno sui maschili e dall’altra conoscendo l’ingiustizia di una distribuzione dell’avvenenza che premia sempre minoranze di donne che possono così contare su un maggiori probabilità di successo emotivo e professionale
    (tralsciamo ad altri momenti e sedi le questioni complesse dell’omosessualità, transessualità, etc). 🙂

  49. Non so, Ugo. Intanto sono felice di vivere qui, dove un atto come quello di B. sarebbe stato condannato da TUTTI.

  50. io non voglio che le donne siano costrette a reprimere avvenenza e seduttività (che poi non sono doti solo femminili) nè voglio che gli uomini si vergognino dei loro ormoni (e peraltro anche le donne mi pare siano dotate di ormoni femminili o estrogeni)..però dico, c’è contesto e contesto..nessun’altro politico europeo di spicco si sarebbe comportato come Berlusconi e non certo perchè non sono attratti dalle belle donne, ma sanno che contegno è richiesto in determinate circostanze e hanno piena coscienza del loro ruolo..la cosa è tutta qui. Perciò trovo fuorviante concentrarsi sull’impiegata..lo sbaglio è tutto del politico Berlusconi

  51. @Moky
    Non è che questa illusione che all’estero l’uomo e la donna cambino sia un presuntuoso eccesso di provincialismo culturale? Diciamo che in molti Paesi è possiible ottenere la stessa soddisfazione sessuale con modalità meno invasive del decoro e dei ruoli sociali collettivi.
    Ad esempio legalizzare la prostituzione può essere un rimedio efficace di fronte di mille parole per sgonfiare questo semiotico ersatz fallico da esibire in ogni luogo. Pensavo che la diffusione della pornografia sedasse gli istinti dei più ma dopo le ultime statistiche che vedono le due principiali città italiane ai primi posti per consumo voyeuristico devo ammettere che la mia è stata una pia illusione e che anche la pornografia seda momentaneamente ma frustra permanentemente. Con le ricadute che tutti possiamo notare nelle risatine collettiva ad ogni allusione sessuale.
    Io sono rimasto fedele al motto che chi parla e ride di sesso non lo fa in assoluto, non lo fa quanto vorrebbe, o se lo fa lo fa male.
    Quindi se fossi una donna farei ciò che la maggior parte di donne intelligenti fa: accenna unsorriso di circostanza, glissa e passa ad altri. A quelli che non sembrano Berusconi. Purtroppo le donne intelligenti sono appena qualcuna in più degli uomini intelligenti: che vuol dire in assoluto ben poche.

  52. @Paolo 1984
    Con tutte il rispetto i tuoi sono discorsi a tesi e le tue son due e sempre le stesse. La prima è ribadire che l’arte è libera da condizionamenti e priva di responsabilità quindi tutto le è concesso. A parte il fatto che di tutti gli autori e opere che ti ho sentito citare di arte ne ho riconosciuta ben poca, il discorso suona come un’inutile difesa d’ufficio che pensa con questo discorso da arte per l’arte di potersi permettere di sorvolare sulle conseguenze formative di individui ignoranti e pregiudiziosi che poi ti ritrovi tra i piedi tutti i giorni e di cui magari ti lamenti su qualche blog pensando che le cause siano altre e stiano altrove.
    La seconda è la prioritaria pertinenza di una declinazione politica, che chiude il cerchio e circoscrive le tue critiche a elementi che a volte sono necessariamente marginali rispetto alla compresnione di un fenomeno.😉

  53. Ugo: certo che non cambiano, ma cambia come vengono registrati episodi di chiara molestia (a prescindere dal fatto che la ragazza ha accettato, probabilmente sara’ una memoria che condividera’ con le sue figlie un domani…), di harassment, perpetrati solitamente da un uomo che ha una posizione superiore alla “vittima”. Per darti un esempio, mio marito lavora per un grosso ente governativo qui, e periodicamente TUTTI gli impiegati devono sottoporsi a “harassment training”, come riconoscerlo, come combatterlo, a chi rivolgersi se ci si sente vittima di harassment, sia esso di origine sessuale, di razza o altro. Da quello che so di altre societa’, sono training fatti ovunque. Certo che succede anche qui, se ti ricordi il caso di Anita Hill e il giudice della corte suprema Clarence Thomas. Ma quando questi casi vengono esposti (perche’ solitamente qui nessuno, tanto meno un politico che vuole farsi rieleggere, si farebbe riprendere consapevolmente uscendo con frasi cosi’… infantili, va’) non vengono tollerati, le persone responsabili, marchiate. Almeno temporaneamente.
    Non c’e’ niente di provinciale nell’avere un certo livello di protezione, come donna o minoranza, quando sei al lavoro, secondo me. La pacchetta sul sedere del boss alla segretaria, qui spesso finisce in una bella denuncia, in una causa civile e l’assegnazione di una bella ricompensa alla vittima da parte del boss cui non e’ mai stato insegnato a tenersi le mani in tasca e a rispettare le donne, siano essere piu’ o meno avvenenti, vestite con il felpone o la mini sottochiappa.

  54. X Ugo
    sì, è vero che ho una concezione di arte piuttosto larga (per me anche il fumetto è arte, per capirci, per me i film di Romero, parecchi horror e thriller di Lucio Fulci e Mario Bava sono arte, per me anche il cinema hollywoodiano è arte, la narrativa popolare di uno Stephen King o di un Grisham è una forma d’arte, la rilettura colta che Tarantino fa dell’estetica e delle narrazioni dei B-moviese non solo di quelli,perchè poi Tarantino ha gusti più raffinati di quanto sembra, filtrandoli attraverso la sua sensibilità è arte popolare ad altissimo livello, molti serial televisivi e sit-com per me hanno dignità artistica) e mi rendo conto, non condivisa da molti ma non me ne curo. Mi ostino a credere che arte e successo di pubblico o “successo commerciale” arte e industria non siano incompatibili. Scusate l’OT

  55. @Moky
    Ma guarda che la legislazione ti protegge dalla molestia sessuale sul lavoro anche in Italia nel codice civile art. n.2087; nel codice penale art.n.660; nella legislazione come la legge n.300/70 e la legge n.125/91.
    In europa il fenomeno sembra essere censito in modo piuttosto analitico pur non coprendo l’interezza degli stati membri. Ma se si va sull’harassement si finisce in un falso problema. Sempre che non si pensi che l’Italia è terra di abuso (anche sul lavoro) sulle donne solo perché si è preso a mo’ di dogma l’analisi Istat sulla violenza sulle donne, che è il massimo capolavoro di scemenza metodologica che mi sia capitato sotto mano negli ultimi anni unito a un fanatismo interpretativo con equiparazione di mele e pere.
    Qui ci si lamenta della condizione economica della professionalità femminile. Tutto ruota attorno a questo perno, che ha ragioni storiche che ben poco hanno a che vedere con il sessismo e ben più parentela ce l’hanno con la gerontocrazia e le non più qualificabili over 50enni inoccupate da sempre che pesano sui campioni statistici.

  56. Ot
    @Paolo1984
    E pensi che per chi ti critica la visione di cosa è arte sia necessariamente più ristretta, che il fumetto non lo sia? Di scuro non lo è Fulci e tutta la vulgata che reputa “rilettura colta” quella di Tarantino. Non è rilettura colta, è saccheggio dei brufoli giovanili ripagati con l’omaggio. Ma sempre i brufoli dell’adolescenza rimangono, e il fatto che la critica per campare sia diventata consigli di visione e rivaluti tutto pur di far vendere ai propri committenti è un segno di declino che permette all’ottuso di credersi un liberale del pensiero à la page solo perché scambia per gusto l’accettazione del tutto e sopratutto se suona come l’ennesima trovata esotica, la fintamente eretica o la cornucopia citazionista. Forse non ti rendi conto che il tuo discorso non ha molta originalità ma è figlio del nostro tempo e perfettamente conformato sulle sue transuente mode nonché le sue tossicodipendenze industriali. Ma questo non c’entra nulla con la mia critica che ti ho rivolto. Se uno fa un film storico e si prende licenze storiche la conseguenza sarà una deformazione media della cultura dello spettatore. Se la maggioranza delle persone legge un determinato genere ecco che quel genere, per quanto si creda nella varietà interpretativa di ciascuno, manterrà un nucleo informazionale che orienterào meno il lettore verso alcune tematiche, pregiudizi e stereotipi. Per questo criticare i contenuti e le forme di una qualsiasi oepra non vuol dire voler mettere la mordacchia alla libera espressione della creatività bensì capire i nessi semiotici e formare gli anticorpi culturali alle continue deformazioni che assimiliamo.

  57. Uhm, pare che a partire da questo post la configurazione del feed RSS di questo blog sia cambiata. Ora nel feed ci sono solo le prime righe del post e bisogna andare poi sul sito per leggere il resto. Parecchio scomodo per chi vuole leggere online o con dei feed reader. Potrebbe mica ripristinare la configurazione precedente? Grazie.

  58. Ragazzi, dove siamo finiti? Si parlava della reazione della Carfagna alla battuta non dell’attore Marcorè ma del personaggio berlusconiano interpretato. Ora pare che la battuta abbia fatto indignare sia la Carfagna che molte delle spettatrici. Premesso che la battuta scontata non mi è proprio piaciuta perché le battute sono tali quando fanno ridere, e questa non lo faceva, ciò che mi indigna è che questa signora la cui espressività la dice lunga sul suo retropensiero è stata Ministro della Repubblica per le Pari Opportunità. Ha gestito budget estremamente sostanziosi, con un apparato sovradimensionato e costosissimo, per produrre un bel niente. Sono forse diminuiti i casi di violenza sulle donne? Hanno le donne aumentato la loro autonomia? Le mogli hanno forse una gestione paritetica del denaro e delle decisioni d’acquisto? Le donne lavorano di più degli uomini e continuano a guadagnare meno; la ministra riscaldata (nel senso che si riscalda alla minima critica) ha ridotto questo divario? No, no e no. Non ha fatto un bel nulla di tutto questo, anche con l’aiuto e l’appoggio incondizionato delle sue estimatrici oltre che del pigmalione. Forse B. avrebbe dovuto proporre lei al ruolo di kapò: una parte più consona a chi, chissà perché messa alle pari opportunità, sull’essere donna in un certo modo, tanto arrogante quanto meschino, ha costruito la sua ricca e immeritata carriera.

  59. Sono perfettamente d’accordo con te Giovanna e ti ammiro perchè hai il coraggio di analizzare gli episodi in modo imparziale a costo di risultare impopolare. Io ho visto Marcorè ricorrere al sessismo per strappare un sorriso… come Berlusconi. Non è più nobile la battuta fatta da lui, dimostra scarsa creatività e non è migliore di quei pubblicitari che ricorrono al sessismo per vendere un prodotto. Floris ha risposto stupidamente cercando un paragone… perchè, se lo fa Berlusconi allora è lecito? Mara Carfagna ha dimostrato lucidità e grande intelligenza nel rispondere che è stata fatta una volgare battuta da osteria, senza nemmeno scomporsi. L’ho ammirata per come ha gestito la situazione.

  60. A tutti e tutte: dopo 12 ore di commenti indefessi qui, su Facebook e sul Fatto Quotidiano, mi rendo conto che il pezzo ha sollevato molte (troppe) incomprensioni e polemiche. Ho cercato di capire innanzi tutto dove ho sbagliato, perché sono abituata a fare così, e credo di aver capito il mio errore: ho addensato molti (troppi) presupposti, ragionamenti e temi in poche righe, che implicano molte (troppe) considerazioni sulla società, i rapporti fra i generi, la politica, la televisione e, last but not least, la satira.

    Perciò l’articolo ha toccato i nervi scoperti di molti/e, suscitando reazioni aggressive, difensive e comunque spesso emotivamente cariche: nei troppi spazi vuoti che ho lasciato ognuno/a ci ha messo (legittimamente) un po’ del suo, che spesso non coincideva né con ciò che altri ci avevano messo né con quello che il testo, a ben leggerlo, davvero presupponeva e implicava.

    Poiché se un testo suscita troppi malintesi la colpa è innanzi tutto di quel testo e di chi l’ha scritto… be’, come espiazione personale (!)🙂 mi toccherà tornare sul tema (forse con più di un articolo), per sviscerare le singole questioni che sono state sollevate e più spesso equivocate, dal mio punto di vista, che correttamente interpretate. Grazie comunque a tutti e tutte per l’attenzione e i contributi.

  61. beh, che dire, Giovanna, a mio parere questo era uno dei tuoi post più condivisibili, anche se certamente il tema tocca molti aspetti non solo della comunicazione ma anche della società, della politica, della storia e molto altro… Ma notando che è un problema comune a molti dei fatti che accadono nel mondo ormai globalizzato e specialmente in paesi come il nostro, affermerei che non ci si può aspettare che tu o Zanardo o chiunque altro anche competente in materia, faccia un compendio di massmediologia, sociologia, storia e scienza politica ogniqualvolta c’è da valutare un fatto rilevante in tali ambiti… Specie di fronte a fatti così eclatanti, che è abbastanza scontato che scatenino reazioni anche in virtù del momento storico e dei precedenti, ma qualcosa si dà sempre per scontato, e risalire ai presupposti impliciti è anche compito di chi legge…

  62. 2 a 0 per la Carfagna?
    Ma che partita si stà giocando?
    I doppi sensi rivolti alle donne non sono più o meno gravi dei doppi sensi rivolti agli uomini. Credo che per le donne, così come per gli uomini sià importante abbinare alla libertà anche la consapevolezza delle conseguenze che ogni scelta comporta.
    L’atteggiamento sprezzante della suddetta signora più volte espresso nel corso di sue apparizioni pubbliche contro i suoi colleghi o colleghe meriterebbe ben altro che una battutina ironica…

  63. Ot e va bene Ugo, sono relativista, conformista…(non ho mai avuto la presunzione di fare discorsi “originali” comunque) quello che vuoi..poi se vuoi riaprire la diatriba sui film di ambientazione storica e le licenze io ho già detto ciò che avevo da dire..non mi pare il caso di insistere

  64. Enzocorsetti, condivisibile paventare una censura sulla satira indotta sottilmente senza farne percepire l’imposizione diretta ma lasciando evidenti tracce dell’impostazione ideologica puritana che sta alla base di questi pseudo interventi critici? No grazie. La restaurazione del clima censorio anni cinquanta da cui ci siamo malamente liberati piombando del becero italianismo sessuale la rifiuto a priori. Alla Binetti preferisco la Minetti. E scusa la sintesi finale.

  65. La donna “imbarazzata” si è detta per nulla offesa da Berlusconi, anzi si è dichiarata felice e onorata di avere ottenuto la firma del contratto e l’attenzione del suddetto. Esistono donne che amano avere queste attenzioni, eccome! Non nascondiamoci dietro un dito. Marcorè ha detto semplicemente la verità, quindi non deve chiedere scusa a nessuno. Bisognerebbe smetterla di difendere donne indifendibili, perché si fa un danno a tutte quelle donne che si impegnano al massimo per ottenere un risultato, non certo come la Carfagna che non ha alcun merito, oltre a quelli noti… Questo articolo non lo capisco. Mi sembra sterile femminismo fine a se stesso.

  66. devo dire che apprezzo nella sostanza, come spesso mi succede, quello che dice Luziferszorn compresa la forse troppo brutale sintesi finale, credo che la maggioranza delle donne per fortuna non appartenga a nessuno dei due poli
    (non oso chiedere a Ugo cosa pensa dei western di Leone, di Tim Burton e dei Batman di Nolan..sì è arte pure quella per me)

  67. A me l’articolo di Giovanna sembra molto chiaro e mi trova d’accordo. E’ anche chiaro che alcune donne si sono stufate della mentalità e del machismo di certi uomini, in TV o nella vita quotidiana. Che sia la Carfagna o la dipendente di Green Power non importa. E’ ora di BASTA.

  68. @Paolo 1984
    Non credo ci siano molte donne al mondo che potrebbero gradire battute offensive come quelle. Mi dispiace che sia stata costretta a giustificarsi, roba da matti.

  69. Finalmente Angela Bruno ha smentito, a questo punto è chiaro che chi in precedenza ha divulgato la tesi opposta aveva i suoi buoni motivi e questo la dice lunga sulla qualità dell’informazione in Italia. Sarebbe bello che anche la Carfagna, a questo punto, ammettesse di aver gradito, perché la sua storia professionale (diciamo così) e personale lascia supporre che in passato abbia molto apprezzato quel genere di battute (soprattutto quelle del suo padrone)

  70. @Paolo1984
    @Bertox
    Mi dispiace cari, ma non siamo nati ieri. Angela Bruno ha lo spessore del grafene ma non la consistenza. Leggetevi il documento e vedrete che in questa torbida storia la gara tra tutti gli attori è a indovinare quale linea paga di più, Di sicuro non ce la berremo noi questa ennesima modalità per attirare i riflettori su di sé, sia per la Green Power sia per la Bruno, vero?
    Resta il video a parlarci della Bruno. E su quello sto ancora aspettando una rettifica da Giovanna, perché su questo punto la sua interpretazione non gliela passo proprio per niente.

  71. ps
    Quelli del Corriere fanno i furbetti e i link agli articoli di ieri danno muta risposta. Andiamo a ripescare nella cache l’articolo scritto ieri dal Corriere e le parole della signorina a imperitura memoria.

    http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:www.corriere.it/politica/speciali/2013/elezioni/notizie/12-febbraio-venditrice-di-caro_7a273c86-74e8-11e2-b332-8f62ddea2ca4.shtml

  72. Alla reazione della Bruno alle parole di B. si possono concedere le attenuanti generiche, invece sulle prime dichiarazioni a freddo ho fortissimi dubbi sulla professionalità della giornalista del Corriere. Credo che i virgolettati siano farina del suo sacco. Altrimenti non si spiega perché la Bruno oggi abbia dichiarato il contrario inviando addirittura la copia della sua patente a garanzia.

  73. Chi se ne frega, Bertox! Il video parla chiaro. E solo Zanardo e il mondo neo-fem allineato ascoltano una giovane donna impegnata a riportare la discussione sul tema lavoro.

  74. @luziferszorn il video parla chiaro fino a un certo punto, non è da tutti avere il fegato e il sangue freddo per mandare a quel paese il potente B. in un contesto simile. La Bruno non ce l’ha avuto sul momento ma quando si è vista “usata” sui giornali ha fatto bene a precisare. Non senza correre qualche rischio di ritorsioni, non va dimenticato che il suo datore di lavoro è candidato in Veneto con il PDL. Trovo più difficile difendere la Carfagna. Per questo, secondo me, l’articolo è completamente fuori misura. Da quì eravamo partiti, o sbaglio?

  75. Non c’è da difendere nessuno. Questo credo sia uno dei punti cardine della questione. L’assurdo degli articoli che ho letto (Zanardo, Cosenza, Luisa Betti sul Manifesto) è che si parte con la crociata neo-fem alla difesa della povera vittima che tale non è.

  76. “@Paolo 1984
    Non credo ci siano molte donne al mondo che potrebbero gradire battute offensive come quelli”

    non le ha gradite neanche lei infatti.ma per me la questione non è mai stata questa (uno gradisce o sgradisce quello che vuole) .il mio discorso era che Berlusconi è comunque in torto per le ragioni più volte spiegate a prescindere dalle reazioni dell’impiegata

  77. il fotovoltaico dà alla testa. peraltro manco è la prima volta

  78. @Paolo 1984
    Concordo
    @luziferszorn
    Macché crociata neofem, qui si dovrebbe solo capire che i comportamenti di certi uomini hanno rotto!!! Siamo stufe di assistere a cose del genere, ed è una vergogna per voi maschi. Non credo siate molto contenti di come venite rappresentati da questi qui.
    .

  79. L’attenzione della Cosenza è volta soprattutto a una questione metodologica, che è l’unica via per restituire dignità e saggezza alla pratica politica. Del resto è l’elemento di maggiore carenza e necessità. Anche quando alla politica si accompagna la satira.
    Se un sistema si evolve si evolve anche in dignità, satira compresa. Un sistema che si evolve è un sistema che si affranca da limiti e tare culturali. E dunque dovrebbe spostare l’attenzione del dibattito politico e della corrispondente satira, dalle differenze relative al corpo, alle differenze sui contenuti. Diversamente sembra essere ripiombati a prima degli anni settanta. E infatti, tutto è in linea. Condizione economica e condizione sociale. La prima ai livelli degli anni 50 e la seconda a ruota nel tentativo di raggiungerla. Chi vincerà la gara del gambero?

  80. Capisco la tua ira, Libera, ma dovresti prendertela con chi dà corda alle battute sessiste di B e non con chi denuncia l’inefficacia conclamata della critica di Zanardo e compagne. Fa male vedere una giovane donna incapace di sottrarsi al vizio miserrimo di un vecchio uomo di potere e lasciarsi andare a suon di doppi sensi sui propri orgasmi multipli. Ma non è in articoli in cui si negano le responsabilità femminili in questo gioco al massacro che troverete la forza per costruire una società migliore.

  81. Capisco che il retaggio storico del puritanesimo può farne scorgere spiacevoli tracce in ogni critica (o “pseudo”-cosiddetta, per gli artisti del discredito) di quelle che auspicano la scomparsa di determinati messaggi, ma siamo nel XXI secolo e discorsi del genere sono soltanto il sintomo di un’estrema confusione culturale. Sono il sintomo di una percezione che non distingue l’esposizione libera del corpo da quella oggettivata e mercificata, così come la vera parodia satirica dall’ironia compiacente. Il tutto per poi dibattere sulle dichiarazioni a posteriori di Angela Bruno, ma dico, come possiamo ritenere affidabili dichiarazioni a tavolino di una dipendente di un’azienda che sicuramente sta subendo pressioni mediatiche di ogni tipo in questo momento?

  82. Pingback: La farfalla della Littizzetto « Il mondo urla dietro la porta

  83. Scusa Enzocorsetti, ma il documento di riferimento è un video assolutamente chiaro sia nel verbale che nelle immagini. In quel video si vede/ascolta una donna compiere alcune interazioni verbali. Del resto, ossia delle dichiarazioni a posteriori, ce ne importa una fava, proprio perché non possiamo conoscere i giochi di potere, grandi e piccoli, che in seguito alla miserrima scenetta si sono sicuramente innescati; che poi questi giochi siano a danno della malcapitata mi pare ovvio. La responsabilità della donna adulta che duetta con Berlusconi rimane.

  84. @luziferszorn
    …soprattutto se voi uomini non ci aiutate!

  85. Poverettoo..
    se in riunione chiedeva , Ma qui ci vuole Bocchino , !
    Perchè tutti telefonavano a Mara ? ormai cè abituato

  86. @luziferszorn: a me non sembra proprio che la signora duettasse. Mi sembra che cercasse di ricondurre il discorso sul lavoro e l’insistenza del nano ha dato l’impressione che lei stesse dando risposte ambigue.

    E’ chiaramente facile giudicare dalla poltrona di casa quando e’ un’altra in una posizione imbarazzante dalla quale non riesce a sottrarsi per educazione o per paura di far torto al proprio datore di lavoro o perche’ era isolata visto che *tutti i presenti* erano partecipi dello scherzo.

    Molti a dire che si sarebbe dovuta ribellare lei ma veramente pochi, troppo pochi, puntare l’indice contro il datore di lavoro che aveva l’autorita’ di intervenire e che invece si e’ parato il culo facendo circolare una dichiarazione ufficiale che la signora era a sua agio che lei ha eventualmente smentito, e il pubblico di iene che rideva.

  87. Brava! Molti comici cercano la battuta facile usando stereotipi sessisti ed è molto fastidioso.

  88. Update sul tema, avete letto? http://www.repubblica.it/politica/2013/02/19/news/angela_bruno-52940478/

    Non ho visto Piazza Pulita, proverò a recuperarla.

  89. Interessante: “[…] e vorrei dire a chi ha applaudito e riso come si sarebbero comportati se lì al posto mio ci fosse stata una loro figlia o moglie”.

    Meglio ancora chiedersi cosa sarebbe successo se in sala ci fosse stato suo marito e sua figlia, genitori, nonni, insomma la famiglia al completo.

  90. @Michele @Alessandra

    In ogni caso meglio mai che troppo tardi. L’uscita pubblica della Bruno in tv a oltre una settimana di distanza è il classico rammendo che è peggio del buco. Perché con Berlusconi nel video flirta alla grande, ma si poteva sempre dire che ha dovuto gestire una situazione col calcolo istintivo di chi possa rimetterci professionalmente. Invece con questa uscita ultra tardiva il sospetto è che abbia ragionato col calcolo anche questa volta, ma a tavolino, pensando a come guadagnarci professionalmente.
    In ogni casi resta il calcolo opportunistico ; e se tale metodo è la bussola di ciascuno cosa differenzia davvero Berlusconi dalla Bruno?

  91. @Ugo

    In realtà ho letto dichiarazioni già da un paio di giorni dopo: direi immediatamente dopo l’uscita del comunicato stampa dell’azienda, che si è affrettata a definirla “lusingata”.

    Ho letto per la prima volta da Michele Serra, se non ricordo male, i primi dettagli sul fatto che lei avesse rilasciato dichiarazioni contrastanti rispetto alla “versione ufficiale”, l’Amaca in questione è del 13/02:

    Se non sbaglio l’evento era di pochi giorni prima.

  92. Michele, tu non tieni conto che parlare di “paralisi emotive” e “psicodinamicità del comportamento” è per Ugo come trattare di “velocità curvatura”. Anzi forse sarebbe più incline a discutere della logica fisico-scientifica di star trek.
    Ciò detto rimane il fatto che una persona realmente paralizzata dall’imbarazzo difficilmente ce la vediamo tenere testa alle battute di un B con risposte degne della sfida all’ultimo sottinteso (quanti orgasmi/con che frequenza temporale vs dipende dai vostri tecnici). Per questo credo la Bruno abbia tentato di battere B sul suo stesso terreno con le sue stesse armi. Solo che ha perso la partita. Brutta situazione, non c’è dubbio. Però ci illumina su quanto le donne siano spesso sprovvedute e “sostanzialmente ingenue quando vengano a trovarsi a tu per tu con l’immagine storica italiana del modello padre. Parliamo di psicoanalisi allora ossia di dipendenza dalla figura paterna. Perché il problema è tutto lì.

  93. @Lusiferszorn
    “Michele, tu non tieni conto che parlare di “paralisi emotive” e “psicodinamicità del comportamento” è per Ugo come trattare di “velocità curvatura”. Anzi forse sarebbe più incline a discutere della logica fisico-scientifica di star trek.”

    Ma Michele non vuole parlare di psicoanalisi,lo hai capito? Sei solo tu che vuoi piegare ogni argomento per interpretarlo alla luce di queste categorie inconsistenti.
    Michele si chiede invece se la Bruni fosse imbarazzata o giocasse allo stesso gioco (valoriale) di Bersluconi. E su questo siamo d’accordo pure io e te. Per dimostrare che la Bruno stava al gioco non occorre tirare fuori il complesso di Edipo, sai? Riesci a mettere in discussione questa tua Fede psicodinamica? Hai intuito che da un punto di vista sicentifico è fuffa infalsificabile o pensi di capirlo seduto sul lettino del tuo analista?

  94. lascia perdere edipo; sei poco aggiornato, ragazzo

  95. @Luziferszorn
    Certo che sono poco aggiornato: la religione cambia nomi ai propri dei e non vorrai mica che li conosca tutti. Ma poiché sempre di Fede infalsificabile si parla, che senso ha perdere il proprio tempo? Falsus in uno falsus in omnibus: è così che funziona la scienza. O vorresti forse aver l’impudenza di parlare di cialtronerie come la psicodinamica, psicoanalisi dal nome cambiato tanto per rifarsi una verginità agli occhi di chi hà già cassato la prima come pratica sciamanica di biografie per vanesi a caro prezzo? A me basta la logica per far fuori queste scemenze.
    Ps
    Vuoi continuare a tirar fuori l’argomento? Perché in ogni caso questa non è la sede e sopratutto puoi chiedere a altri commentatori se ritengano opportuno questo tirare sempre in ballo la tua pseudoscienza astrologica.

  96. bè a me la vostra discussione interessa molto, non so agli altri

  97. @Paolo1984
    I) Ti interessa la discussione in sé come sinonimo di dialettica (che poi è uno studio reciproco sul battibecco sterile per entrambi)
    II) Ti interessa la possibilità di consistenza scientifica della psicodinamica
    III) Ti interessa il cazzeggio
    A te la scelta

  98. mi interessa leggere le idee e le argomentazioni tue e di Luziferszorn sulle questioni che si discutono su questo blog e non solo su questo…è così difficile da capire?
    Non sono un esperto di psicodinamica ma sono molto curioso e ad occhio e croce, senza farne una Fede, non mi sento di liquidarla come ciarlataneria totale..cosa di cui tu sembri convinto

  99. OT
    @Paolo194
    “Non sono un esperto di psicodinamica ma sono molto curioso e ad occhio e croce, senza farne una Fede, non mi sento di liquidarla come ciarlataneria totale..cosa di cui tu sembri convinto”

    “non mi sento”? “tu mi sembri convinto”?
    Cos’è questo soggettivismo da de gustibus? Informati, pensa e ragiona per conto tuo, poi decidi. Che la psiconalalisi (psicodinamica) sia inconsistente non è l’opinione di Ugo. E non occorre nemmeno all’esperto di fiducia. Basta impossessarsi di una solida conoscenza della logica per vedere la serie infinita di contraddizione, non sequitur e compagnia. Di sicuro non è frequentando le tante Lipperature che troverai e l’una e l’altra.😉

  100. “Questa non è la sede” (per parlare di implicazioni psicologiche e dinamiche psicoanalitiche). Questo è il delirio reazionario di Ugo, che vuole mettere a tacere una disciplina da più di un secolo entrata nelle nostre crape. Basti pensare al surrealismo, al cinema, alla musica, tutti ambiti ricchissimi di PSI interiorizzata, applicata, riformulata.

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