Da “One Billion Rising” a miliardi di passi a due

Oggi è il giorno di One Billion Rising, il flash mob globale lanciato da Eve Ensler, autrice de “I monologhi della vagina”. Obiettivo: portare nelle piazze e nelle strade di tutto il mondo la coreografia “Break the chain” per una danza collettiva contro gli abusi sulle donne. Buona notizia: usare in modo gioioso e collettivo il corpo umano è un modo non cupo per affrontare temi drammatici e spesso tragici. Un modo per non combattere la violenza perpetuandola nei simboli. Seconda buona notizia: all’iniziativa partecipano molti uomini e testimonial maschili.

Poiché sono un’inguaribile ottimista con qualche inclinazione all’utopia (dipende da come mi alzo al mattino), ti propongo di guardare anche oltre. Più che un enorme spettacolo pubblico, immagina milioni, miliardi di danze private. Protagonisti: i due generi – maschio etero e femmina etero – che troppo spesso ancora oggi si odiano. Immagina un passo a due: prima lontani, lontanissimi e contrapposti; poi dialoganti; infine in sincronia. Non troppo lontani né troppo vicini, ma semplicemente insieme, diversi ma uniti da un percorso comune. Puoi immaginarlo fra marito e moglie, fidanzato e fidanzata, compagno e compagna, amico e amica. Puoi estenderlo ad altri generi, ovviamente, anche se oggi il discorso ne riguarda solo due. L’ispirazione viene da questa splendida coreografia di Denis & Anastasia Matvienko, nello spettacolo Radio&Juliet:

Denis and Anastasia Matvienko Radio&Juliet

7 risposte a “Da “One Billion Rising” a miliardi di passi a due

  1. Comunque è “rising” senza la “a”:
    http://onebillionrising.org/

  2. @simone
    Peccato perché era molto più polisemico e azzeccato raising.
    Rising è banale.

  3. Ops, grazie Simone, il link era giusto, sono io che ho scritto male. Ora ho corretto.

  4. @Giovanna
    “One billion rising”. Non è quello che ha detto Marcorè alla Carfagna?

  5. La ringrazio davvero per questo post.
    Approfondisce ed espande al ‘giorno dopo’ il senso di One billion rising..
    Condivido il suo ottimismo e il desiderio di una Rivoluzione capace di danzare.
    Un saluto
    Luisa

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