Elezioni 2013: dalla Corrida al finale col botto

La Corrida con Corrado

Lunedì sera a radiocitta’fujiko, nella trasmissione «Impronte digitali», condotta da Filippo Piredda e Inkiostro, ho individuato nell’attuale campagna elettorale alcune tendenze e problemi trasversali. La sintesi sta già nel titolo: dalla Corrida (sì, quella di Corrado) al finale col botto (ognuno pensi al botto che preferisce). Queste sono le tendenze e i problemi:

COMPETENZE: Data la crisi, avremmo bisogno di competenze e specializzazioni autentiche, ma dove trovarle? Fra politici di lungo corso, bocconiani, emeriti ignoti del M5S, pare che tutti facciano a gara a chi ne sa  meno.

TRASH. Cagnolini sulle ginocchia, seggiolini spolverati, barzellette, turpiloquio, giaguari da smacchiare e chi più ne ha più ne metta: il livello della comunicazione politica è sceso addirittura più in basso che nel 2008. Più che una campagna elettorale, sembra una corrida di dilettanti allo sbaraglio, ma privata dello sguardo benevolo di Corrado Mantoni.

TV. Domina sempre e comunque, anche se l’élite politico-mediatica impazzisce per Twitter e sempre più italiani e italiane stanno su internet e sui social media.

TEMPO. Molte discese e salite in politica sono state decise e pianificate di corsa, con tutti i danni del caso: campagne raffazzonate e credibilità in caduta libera.

FINALE COL BOTTO. Tantissimi elettori sono indecisi e faranno le loro scelte un attimo prima di tracciare la x. L’imprevedibilità di questa competizione è altissima. Come andrà a finire?

L’audio dura un’ora, ma è una chiacchierata facile da seguire, che puoi tenere in sottofondo mentre fai altro:

15 risposte a “Elezioni 2013: dalla Corrida al finale col botto

  1. Si, sono tornati in piazza, ma in questi tempi la piazza viene utilizzata come i social, cioè funzionale alla visibilità TV e non più come momento di aggregazione. La folla gremita, fa scena, diciamo.

  2. Competenze.
    Data la crisi sistemica, le competenze –ottocentesche– dei partecipanti alla corrida non sono più utili. Monti lo ha dimostrato. Non serve un tecnico contabile, occorre una capacità di visione e di progetto che tenga conto anche dell’economia.
    Carlo Petrini, ad esempio, è una persona competente. Per questo è fuori dai giochi. Io lo vedrei bene al Ministero del Progresso.
    E Annamaria Testa alla Cultura.
    Dai, ci state? Facciamo un elenco?

  3. Guydebord: “Carlo Petrini, ad esempio, è una persona competente. Per questo è fuori dai giochi. Io lo vedrei bene al Ministero del Progresso.”

    Dalla padella nella brace. Carlo Petrini è un incompentete di massimo grado che abruttisce la scienza per barattarla con il miope provincialismo dell’interessa di bottega nazionale. Un pataccaro che di biologia e agroalimentare non ne ha idea e contribuisce a inquinare con i falsi pataccari su Ogm, biologico, km zero, etc che ormai sono diventato luogo comune.
    Come vedi è sempre questione di competenza. Solo che oggi non bastano i titoli a fungere da garanzia.
    Sempre che non si voglia fare come un Oscar Giannino che ha sedotto intellettuali e sprovveduti a suon di millanterie nella pura tradizione dle medico che dopo vent’anni si scopre aver dato solo un paio di esami all’Università. (a oggi: un Master al Chicago booth college, laurea in Giurisprudenza, laurea in Economia, Concorso in Magistratura vinto ma di cui poi avrebbe rifiutato il ruolo, etc).
    Se i competenti non riescono più a capire se chi hanno davanti lo sia o meno, vuol dire che o anche i primi non lo sono o le relazioni nel mondo professinale possono fare a meno delle competenze.
    In ogni caso se il professore *vero* non riesce a percepire più se gli argomenti di chi parla siano di un professore *falso* allora come chiedere a chi professore non è di distinguere entrambi?

  4. Difficile valutare la competenza, specialmente da parte di chi non è competente, cioè quasi tutti.
    Ancora più difficile valutare integrità e affidabilità, senza una conoscenza ravvicinata e lunga.
    I partiti tradizionali sono utili a questo scopo, in quanto i vertici emergono da una selezione abbastanza dura e lunga, con pregi e difetti abbastanza prevedibili e riconoscibili.
    E’ il caso di un Bersani, come di un Casini o di un Fini.

    La competenza politica ed economica di Giannino, che non ha passato un simile vaglio, poteva essere ritenuta sufficiente anche da esperti. E forse rimane di un livello accettabile, al di là delle differenze di opinione.
    La sua integrità e affidabilità, invece, apparivano già più dubbie. Le gravissime mancanze ora emerse, presumibilmente associate a una patologia personale, seria ma ben “compensata”, non erano facilmente prevedibili.

  5. “I partiti tradizionali sono utili a questo scopo, in quanto i vertici emergono da una selezione abbastanza dura e lunga, con pregi e difetti abbastanza prevedibili e riconoscibili. E’ il caso di un Bersani, come di un Casini o di un Fini.”

    Utili ma non necessari e nemmeno sufficienti. Quale competenza emerge infatti dalla carriera di un politico se non la competenza come politico, che è qualcosa di assolutamente diverso da altre competenze?
    Direi che la proposta paradossalmente più sensata è quella di estrarre a caso i propri rappresentanti, sulla base dello studio che ha fatto vincere l’IG_Nobel a Pluchino, Rapisarda e Garofalo, dell’Università di Catania, per aver dimostrato matematicamente che le aziende diventerebbero più produttive se promuovessero persone a caso anziché seguendo criteri meritocratici, usando il principio di Peter che a sua volta sancisce che “in una gerarchia, ogni dipendente tende a salire di grado fino al proprio livello di incompetenza” (caso particolare della legge generale per cui “ogni cosa che funziona per un particolare compito verrà utilizzata per compiti sempre più difficili, fino a che si romperà).🙂
    Perciò la matematica darebbe ragione al metodi di selezione dei paralmentari adottato dal M5S, movimento il cui portavoce curiosamente non capisce nulla di matematica – e di altro, ahimè.

  6. @ Ugo
    Nel paese dei Dottò siamo tutti competenti. Il titolo faticosamente acquisito, non in Albania ma esame dopo esame, è certamente un traguardo e non può essere millantato, per tutta una serie di buone ragioni. Ciò non toglie che la gran parte dei laureati e masterizzati -alla maniera dei cd- si adagino sul titolo, tanto già sanno, e non si aggiornano, non leggono, non studiano, non guardano al contiguo. Semplicemente esercitano nel sottobosco mettendo in pratica un analfabetismo di ritorno evidente. Grazie a questo stato di cose Oscar Giannino è riuscito a passare indenne, anzi, ad emergere.
    Dai tuoi spesso arguti e divertenti commenti deduco che i tuoi paradigmi sono ben allineati a un sistema che, a mio avviso, per molti versi fa acqua ed è sicuramente anacronistico. Per questo ho citato Petrini, che ha proposto paradigmi alternativi. Tu dici pataccaro e può essere, ma è tutto da verificare, mentre l’opposto a quanto tu indichi come patacche ha già dimostrato di essere fallimentare. I paradigmi sono analogici: o tutto o niente, e questo è un problema. Va bene, va bene, ok, il Carlin no, cancelliamolo. Chi, allora, a proposito di progresso? Dai, mettiamoci in gioco, fuori i nomi.

  7. @Guydebord
    Il titolo è una condizione necessaria ma non sufficiente, per usare una formula che hanno capito perfino gli umanisti. Detto questo snellirei alla grande i Corsi di studio poiché non accettabile che per studiare, tanto per dire, Psicologia ci vogliano 5 anni così come per studiare Fisica e quasi i 6 di Medicina – per non parlare del dopo, scuole di specializzaziono inutili, Master inutili, Dottorati concessi anche al porco…
    “Grazie a questo stato di cose Oscar Giannino è riuscito a passare indenne, anzi, ad emergere.”
    No, Giannino ha millantato titoli: il che vuol dire che conosceva benissimo le regole del gioco che giocava pur presentandosi come indipendente e fuori dal Sistema in cui mangiava. In effetti qui non ha mentito: fuori dal Sistema c’era letteralmente davvero.
    “Dai tuoi spesso arguti e divertenti commenti deduco che i tuoi paradigmi sono ben allineati a un sistema che, a mio avviso, per molti versi fa acqua ed è sicuramente anacronistico.”
    Ma se ho appena citato l’estrazione casuale come metodo efficiente e il Principio di Peter?
    “Per questo ho citato Petrini, che ha proposto paradigmi alternativi. Tu dici pataccaro e può essere, ma è tutto da verificare, mentre l’opposto a quanto tu indichi come patacche ha già dimostrato di essere fallimentare.”
    A parte che è l’ora di abbandonare questa moda linguistica del “paradigma “che appesta una corretta comprensione della Scienza , che non funziona per rivoluzioni che rendono inconsistente la scienza precedente, inducendo a credere in una relatività della Scienza e in una sua provvisorietà temporanea di Verità prima di rivoluzioni future (probabilmente come tutti gli umanisti ti devi essere abbeverato alla fonte inconsistente di Kuhn o, peggio, di Feyerabend per usare questo termine).
    Quanto a Petrini, che sia un pataccaro è già dimostrato da chiunque conosca un minimo di chimica. Le sue posizioni anti Ogm si basano su una comprensione della scienza da bocciatura istantanea e farebbero ridere un liceale appena sveglio (per non parlare della dichiarata accettabilità da parte del Petrini della modificazione genetica da bombardamento nucleare, visto che tutta la nostra Pasta di grano che mangiamo da 40 anni deriva dal Creso, se confrontata con le mirate modifiche genetiche; una ridda di contraddizioni per giusitificare la produzione italiana vs resto del mondo, etc) ; le sue numerose dichiarazioni sulla superiorità del biologico in termini salutistici non sono suffragate da nessuno studio serio (come se il divieto di fertilizzanti di sintesi fosse più salutare dell’uso dei fertilizzanti non di sistesi, usati a man bassa, etc); il suo provlamato km zero, senza capire che energeticamente parlando in un’economia di scala a latitudini termicamente favolrevoli, la spesa produttiva del produrre a km zero non è sinonimo risparmio energetico, ambientalismo o minor spesa per la produzione). Possiamo continuare se ti interessa.
    Piuttosto è singolare come una persona che sostenga posizioni così screditate sia in circolazione e perennemente al centro dell’attenzione mediatica. Ma il popolo è bue e crede a tutto, te e me compreso.
    Poi cosa vorrebbe dire che il “paradigma” opposto sarebbe fallimentare? Qui stai confondendo piani differenti: dire delle cazzate in termini scientifici non va a braccetto con la critica al mercato. Esprrimere critiche politico-economiche verso le multinazionali non vuol dire passare per l’irrazionalità dell’essere contro gli Ogm. E gli esempi sono infiniti.
    “I paradigmi sono analogici: o tutto o niente, e questo è un problema. Va bene, va bene, ok, il Carlin no, cancelliamolo. Chi, allora, a proposito di progresso? Dai, mettiamoci in gioco, fuori i nomi.”
    A parte il fatto che se il paradigma, qualunque cosa voglia dire questo sciagurato termine, fosse “analogico” non sarebbe del tipo “tutto o niente”, bensì continuo con infinite posizioni intermedie, non è una questione di nomi, che si potrebbero fare comuque: è una questione di idee, chiunque se ne faccia traghettatore e realizzatore.
    Ma tutto passa da una comprensione scientifica della Natura, non dalle posizoni di anti ogm, anti nucleare, anti vivisezione, etc etc etc, magari in buona fede sostenuteda persone che però non ne hanno un’idea e credono di averla abdicando all’autorevolezza presnuta di ciarlatani, più o meno interessati ,la responsabilità personale della formazione continua della propria conoscenza.
    Se poi qualcuno mi dice che non è possibile conoscere tutto senza mediazioni, dice l’ovvio. Mi basta l’abito mentale di mettere in discussione sopratutto se stessi: il che vuol dire non leggere e non frequentare le idee che già si conoscono ma leggere quelle che si odiano e si credono false. È il solo modo per avere argomenti per pensare con la propria testa.

  8. @ Ugo
    Il tuo commento delle 2:38 è apparso dopo che io ho pubblicato il mio alle 2:56, mistero del web. Non solo quei due, anche Lakatos e PeppaPopper. Ho idea, però, che la tossicità di quelli che si dicono contro il metodo è pari a quella di quanti si nutrono di ogm🙂
    Quando si scrive nei blog –Jannacci diceva: quelli che cantano nei dischi– si fanno errori incomprensibili. Ho scritto analogico, intendevo digitale, capirai… (non vale la pena di stare lì a leggerlo, digli di smettere).
    Mi incuriosiscono molto quelli che hanno certezze. Io invece credevo di non avere certezze ma ora non ne sono più tanto certo. E, come sostiene un omino di Altan, comincio ad avere pensieri contrari alle mie idee.
    Concordo: il sistema stocastico penso proprio possa essere la soluzione. Lo dico in relazione alla kermesse di fine settimana. Ho superato le incazzature, il coinvolgimento emotivo, l’indifferenza. Chiunque vinca è, come me, geneticamente mortificato. Per questo suggerivo di “fare dei nomi”, chiedendolo a quelli che hanno certezze ferree, quelli di un nuovo rinascimento, quelli ogm.

  9. Apropos di errori “comprensibili” la parola chiave è “pisellone”.

  10. Non solo si vedono in TV, si sentono anche in radio! Non ne posso più!

  11. Ogni volta che mi sento chiamato in causa nell’eleggere la nuova classe politica o di esprimere giudizi inerenti al loro mandato, vengo invaso da un umiliante senso di impotenza circa l’analisi obiettiva di ciò che è stato fatto e ciò che sarebbe da fare.Come posso io,comune cittadino (se pur studente universitario), esprimere un giudizio obiettivo riguardo a quale politica sia giusto o meno attuare?? ho come l ‘impressione che per giudicare ogni qualsiasi fattore,ci sia da prendere una valanga di elementi in considerazione!! Cosa ne posso sapere se sia giusto o no che l’Italia esca dall’Europa??io mi informo su internet,è l’unico luogo in cui credo sia possibile riscontrare opinioni se non altro diverse,ma pur nella loro diversità,ognuno enuncia la PROPRIA versione.D’altro canto,guardo i politici e pure li ognuno reputa di aver fatto qualcosa di importante per l’Italia.e guarda caso le versioni non combaciano mai,mai che ci fosse un filone logico e storico che combaciasse tra le opposizioni! (fosse per i loro dibattiti, persino l’anno di unificazione nazionale sarebbe differente da partito a partito)è come se credessi che per giungere all’obiettività politica come minimo bisogna esser laureati in economia! Gradirei delle dritte e/o consigli : )

  12. Domanda cruciale e drammaticamente seria quella di Mattia, e non è la prima volta che compare qui una domanda del genere.

    Non azzardo una risposta, anche perché una risposta semplice e soddisfacente non ce l’ho.
    Però è un tema che credo meriterebbe di ricevere ampio spazio, forse anche in questo blog.
    Mi chiedo se Giovanna sia d’accordo.

  13. Ti ringrazio Ben per la tua considerazione alla mia domanda! mi fa piacere sapere che tale tema sia già stato trattato, mi conferma così il fatto di non esser l’unico a vederla sotto questa luce

  14. L’angoscia ed il dubbio,caro Mattia,non dovremmo averlo soltanto nel momento del voto perche’l’attivita’ politica nel complesso e’ stata fallimentare.E ti spiego il motivo:ha deliberato troppe leggi;ha favorito le clientele e l’affarismo;ha distrutto il territorio;si e’ impossessata di ogni attivita’economica sociale(vedasi gli ultimi scandali bancari e quelli delle municipalizzate);infine, si potrebbe continuare l’elenco poco commendevole,ma tralasciamo…
    Un matematico di altri tempi,Fibonacci,inventore di alcune analisi matematiche citatissime,affermo’ che non si poteva sostenere un debito superiore al 33% del proprio fatturato,cioe’non oltre 800 mld del debito attuale,che e’di oltre 2000+il nero.
    Se ragionassimo cosi’ concluderemmo che un terzo del nostro welfare e’ organicamente fuori bilancio.Ma questo non sarebbe un argomento politico,che e’ l’arte di migliorare le condizioni dei cittadini secondo i criteri di opportunita’,eguaglianza,ecc.veicola ti dalla cultura illuminista e matematico-attuariale.Salterebbero ospedali,biblioteche,scuole,aerei,medici e giornalisti…
    Tuttavia,se non si puo’ seguire il vecchio matematico Fibonacci,ti direi di seguire almeno quei politici che ti dicono realmente come stanno le cose e sperare che molti ti imitino.Nel senso che si sa che ogni situazione difficile esige il meglio da parte di ciascuno.Che ci vuole quindi piu’impegno,piu’rispetto per la meritocrazia,per la competenza,per la giustizia in tutti i campi.Se queste virtu’saranno democraticamente rispettate allora ci sara’piu’equita’sociale ed attenzione per i piu”deboli perche’le suddette virtu’valgono maggiormente del vile denaro o dello spropositato stipendio.Di per se’valgono e non per altro.
    La cattiva politica ha sbagliato perche’ ci ha dato i servizi,forse in quantita’superiore a quanto ci potevamo consentire,ma ha scelto di farlo per proteggere le proprie prerogative ed affarismo particolare.Questo e’il male,purtroppo.

  15. Il dubbio si materializza durante il periodo elettorale,poichè c’è richiesta concreta di prendere atto del lavoro fatto e da fare da parte dei politici,e di conseguenza schierarsi con il programma offerto che più rispecchia le nostre ideologie, ma come dici giustamente ,e lo condivido totalmente pure io , il dubbio e la continua incertezza sulla ricerca dell’obiettività persistono sempre.Personalmente ( ho 21 anni) questo senso di impotenza e ignoranza verso chi e sopratutto cosa votare si è imposto radicalmente durante questo periodo elettorale , facendomi trovare completamente(non nego di ” essermi svegliato tardi ” ) impreparato e non vaccinato dinanzi alle molteplici proposte e alle molteplici VERSIONI della realtà,ed è questo ultimo fattore che più mi preoccupa,perchè credo che per ottenere un giudizio obiettivo si necessiti di una lunga ricerca,esperienza,e studio nel campo affrontato per possedere cosi strumenti validi per orientarsi(hai perfettamente ragione quando dici di seguire i politici che dicono come stanno le cose.ma è proprio qui il punto:come stanno le cose?ognuno ha la propria versione,ed è per questo che sono dell’idea che per conoscere la situazione attuale si debba affrontare lo studio su più fronti,partire persino da come è organizzato il Parlamento , la vita politica caratterizzante gli ultimi decenni e altre cose basilari , che non sono affatto scontate per molti!!per non parlare poi delle nozioni essenziali di economia ,sociologia e anche psicologia ,perche oramai i voti si acquisiscono tramite accurate tecniche di comunicazione si potrebbe dire.Argomenti questi ultimi non facili da affrontare da soli e giustamente nemmeno da affrontare solamente in vista delle elezioni).Parlo ora di politica in virtù delle lezioni,ma ovviamente è un mio pensiero di fondo da applicare in tutti i campi possibili della propria conoscenza ,quindi nella propria vita.

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