Papa Francesco e l’autosuggestione collettiva

Abbiamo a tal punto bisogno di cambiamenti nel panorama del potere, abbiamo a tal punto bisogno di figure di riferimento che combinino il carisma alla capacità di ascolto, che ci basta sentire la morbidezza di un accento latinoamericano, appena il papa neoeletto si affaccia al balcone, perché qualcosa si sciolga dentro. A tutti: credenti e non credenti, cattolici e laici, praticanti e non. Argentino, dunque non tedesco: e via d’un colpo Ratzinger e Angela Merkel. Argentino, dunque non italiano: e via gli intrighi delle caste nostrane. Completa il quadro un sorriso rotondo, che un po’ ricorda (ma solo un po’) papa Giovanni XXIII e perciò si riveste di bontà, calore, gentilezza. E poi quel nome, Francesco: come non pensare subito a natura, povertà, dialogo con gli umili?

Mano a mano che il neoeletto parla, queste connotazioni positive si confermano e rinforzano: papa Francesco saluta in modo semplice, ordinario («fratelli e sorelle buonasera»); fa ironia sul suo paese d’origine collocandolo alla «fine del mondo», ma ben sapendo che l’inizio sta ormai lì e la fine qui; non si autodefinisce mai papa ma sempre «vescovo di Roma»; prima di dare la benedizione chiede anzitutto al «popolo» di pregare per il «nostro vescovo emerito Benedetto XVI», di pregare gli uni per gli altri («preghiamo sempre per noi, l’uno per l’altro, preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza») e di pregare per lui («vi chiedo che voi pregate il Signore perché mi benedica»); infine piega la testa in favore di «popolo» e telecamere, unendosi alla preghiera collettiva, e quella testa china per 20 lunghi secondi ci pare simbolo di umiltà, capovolgimento delle gerarchie (noi sopra, lui sotto), attenzione agli altri.

L'inchino di papa Francesco

Insomma ieri sera gli ingredienti per accendere gli entusiasmi c’erano tutti, via via rinforzati dalla biografia di Jorge Mario Bergoglio che i media rimbalzavano: origini umili, contrario agli sprechi e al lusso, amante del tango e persino fidanzato in gioventù. E non importa che nel suo passato ci siano ombre di collusione con la dittatura argentina, non importa che sia contrario ai matrimoni gay, non importa che abbia avuto relazioni aspre con i Kirchner: umano, gentile, anticasta e rivoluzionario, ecco come ci appare papa Francesco perché è così che lo vogliamo. Ed è così che vorremmo, oggi, non solo lui ma tutti gli uomini e le donne di potere. Sarà il rinnovamento, sarà la rinascita che tanto desideriamo? Chi lo sa. Una cosa è certa: l’Habemus Papam di ieri è stato un atto di comunicazione splendidamente orchestrato. Finora.

Questo articolo è uscito oggi anche sul Fatto Quotidiano.

92 risposte a “Papa Francesco e l’autosuggestione collettiva

  1. “E non importa che nel suo passato ci siano ombre di collusione con la dittatura argentina, non importa che sia contrario ai matrimoni gay, non importa che abbia avuto relazioni aspre con i Kirchner”

    Eh no, importa eccome, coreografia riuscita a parte, un credente bada al contenuto, altrimenti è l’ennesimo topo dietro al pifferaio.

  2. So gesuiti! Maghi storici dell’intortamento:)

  3. Oddio, atto di comunicazione splendidamente orchestrato a parte il pater noster in playback, in cui l’attore argentino ha un po’ mancato. Ma tanto le pecorelle in ascolto basta non vanno così per il sottile e basta il suono del richiamo per riconoscere il loro pastore.
    In compenso l’Inno d’Italia suonato con brio è stato uno spettacolo di genuflessione splendidamente orchestrato, in senso lettarale.
    Ma io non faccio testo e chiedo ammenda, in quanto queste manifestazione mediatiche di imbecillità mi lasciano perplesso. Per queste baracconate la penso come Schopenhauer: o si crede o si pensa.
    Quel che è certo e che riporre aspettative di cambiamento analogizzando il nostro parlamento al nuovo papato è quanto di più paralizzante e conservatore possa esserci, perché la Chiesa è per definizione, ed esperienza certificata, la massima espressione istituzionale della staticità.
    Meglio guardare altrove per cercar rivoluzioni.

  4. Non sono un esperto vaticanista, ma debbo dire che quanto “messo in scena” con spontanea coerenza con i porri valori, oppure orchestrato per definire un “posizionamento”, ha sicuramente comunicato la volontà di cambiare la chiesa allontanandola da poteri e denaro, privilegi dei prelati ecc.. Alcuni giornalisti si sono accorti che Francesco (un nome un programma) portava al collo una semplice croce di ferro e non aveva la solita mantellina, segnali che stanno a testimoniare la coerenza dell’invito del Papa alla sobrietà. Non è una cosa da poco se pensiamo che le croci precedenti (oro e qualche pietra, suppongo preziosa) facevano pensare che con il costo di quella croce si potrebbero sfamare alcune centinaia di bambini del terzo mondo per un anno. Francesco sta predicando molto bene adesso attendiamo di vedere come razzolerà.

  5. Continua la retorica per sopire animi e dibattiti. Ieri televisioni a canale unificato in Italia, mentre al David Letterman Show si faceva un po’ di sana satira preventiva. Paese che vai, comunicazione che trovi.
    In ogni caso, prima di parlare di cambiamento io aspetterei un attimo.

  6. @Zauberei

    Ammetterai che un gesuita che si sceglie come nome d’arte il massimo Francescano è davvero diabolico.
    Una barzelletta classica tra gli ecclesiastici racconta che un giorno nei pressi di Gerusalemme viene ritrovata la mumma di Cristo. Imbarazzo generale. Si radunano i diversi ordini nella Chiesa I Francescani, in visibilio: “Non sarà risorto ma guardate che ferite che dimostrano il suo amore per noi”. I Domenicani, perplessi: “Dovremo ristrutturare un bel po’ del nostro Tommaso”; i Benedettini, pragmatici: “Saranno magnifiche reliquie!”
    E i Gesuiti, attoniti: “Ma allora esisteva davvero!”
    ehehhe

  7. Per onestà e per stare sui contenuti, si ricordi che i Gesuiti sono una specie di massoneria della Chiesa, di cui poco si parla e chissà perché. Forse perché abili trasformisti e sorridenti manipolatori? Ma anch’io spero tanto, mi lascio ingenuamente trascinare da una ipotesi di cambiamento.

    “Gesuiti euclidei vestiti come dei bonzi per entrare a corte degli imperatori” (F. Battiato)

  8. @tutti
    Chi pensa al cambiamento della Chiesa è solo colui che scambia la propria generazione con il tempo dei cambiamenti. 2000 anni di un’istituzione che è sopravvissuta con la staticità perseguendo a ferro e fuoco ogni cambiamento che saffacciava attorno a lei in qualsiasi contesto dovrebbe cambiare?
    L’unico cambiamento si avrà quando i media italiani non cagheranno più l’elezione antidemocratica, salutata con banda italiana e istituzioni italiane con tanto di fascia tricolore, di un monarca di uno Stato straniero che ci puppa una marea di soldi e ci costringe alle sue ore di religione fin dall’asilo, ottunendendo poi la mente dei poveri debosciati intellettuali che passano sotto questa cura De Maistre (“dateceli da piccoli e saranno nostri per sempre”)
    .

  9. se non altro ogni dichiarazione e atteggiamento esteriore rappresenta un vincolo di condotta, quindi si sono esposti a scegliere il nome Francesco e questo basso (e quindi spiritualmente alto) profilo. stiamo a vedere.

  10. Pingback: Papa Francesco e l’autosuggestione collettiva | FiascoJob Blog

  11. Premetto di essere atea e di nutrire una sana e profonda antipatia nei confronti della Chiesa.
    Ma, anche provando a mettere da parte i miei pregiudizi, non sono certa di capire a fondo. O se, invece, capisco ciò che viene espresso in questo articolo mi trova in profondo disaccordo. Che la comunicazione del nuovo papa sia stata magistralmente orchestrata è innegabile ma personalmente a me appare essere l’ennesima beffa alle spese della collettività. Certamente bisogna tenere in considerazione gli aspetti innovativi e di rottura che questo nuovo papa ha presentato ( a livello comunicativo) : dall’utilizzo dei mezzi pubblici alla passione per il tango al chinare la testa di fronte al popolo ma no, non si possono dimenticare le ombre!
    Ed è, a mio avviso, giusto oltrechè doveroso, che questi spettri del passato siano stati scovati e rimarcati dalla rete. Non è poco importante invece importa. eccome!
    Ancora una volta a me viene il sospetto che conti l’apparenza non l’essenza delle cose ed il fatto che abbia fatto tanta presa anche sui non credenti mi fa pensare che sia la solita dinamcia dela creduleria comune – ora ci affidiamo a questo nuovo papa che forse sarà in grado di cambiare le cose. Ma cosa dovrebbe e potrebbe cambiare? Come può un rappresentate della chiesa, istituzione statica ed immersa nelle contraddizioni cambiare alcunchè?
    E, mi soffermo ancora un attimo su una frase in battuta quasi finale del passaggio di cui :”ecco come ci appare papa Francesco perché è così che lo vogliamo. Ed è così che vorremmo, oggi, non solo lui e ma tutti gli uomini e le donne di potere.”

    Forse il problema è proprio questo: che continuiamo , nella nostra società, a vedere quello che vogliamo non che quello che veramente le cose sono.

  12. Viviana, rileggi l’articolo e ti rendi conto che non sei affatto in disaccordo con ciò che ho scritto.

  13. @Viviana
    “Forse il problema è proprio questo: che continuiamo , nella nostra società, a vedere quello che vogliamo non che quello che veramente le cose sono.”

    E non è forse questo l’amaro senso dell’articolo di Giovanna Cosenza?

  14. @GiovannaCosenza e @Ugo : avevo premesso di non avere forse compreso appieno il senso dell’articolo. Probabilmente dovuto dall’incapacità di saper scegleiere la chiave di lettura corretta, prestando più peso ad alcune parole invece che ad altre. Grazie Giovanna per la delucidiazione e Ugo per avermi fatto riflettere.

  15. Ugo, sei uno spasso! Concordo su tutto, ogni tanto…
    Domani sarà disponibile l’intervento di Don Farinella a “Un giorno da pecora” ascoltato casualmente e trasmesso circa un’ora fa, altrettanto spassoso.
    Oggi abbiamo un Papa, domani un Governo, avrò ragione ad essere preoccupato? Saluti.

  16. Non so se sia stato orchestrato, costruito o spontaneo. Il punto è che resta un atto di comunicazione che esprime una serie di significati che mi piacciono – da anticlericale convinta -. Fermo restando che pur sempre di un Papa si tratta – posizioni sui diritti civili, donne, aborto incluse, inutile questionare con i sì, ma… – quello che penso è “fossero tutti così, gli atti di comunicazione, perchè no? In fondo meglio mettere in comune umiltà, povertà, semplicità che aggressività, sfiducia, scetticismo e discredito”.

  17. Per altro -scusate il doppio commento -, ma se non siamo credenti, se siamo anticlericali, se siamo scettici, perchè ci interessa tanto il passato e la storia del Papa? Perchè dobbiamo interferire con cose che non ci riguardano? Affari loro. Cerchiamo di prendere le cose belle e metterle in comune con il prossimo a prescindere dalla religione praticata o dal fatto che sia ateo – secondo me anche questo è un gesto politico -. Sembriamo tanti commentatori come quelli che si vedono nei bar la domenica durante le partite di calcio – inclusi panzoni che non hanno mai toccao un pallone in vita loro-. Non mi piace molto. Questo Papa esprime più spiritualità dei due Papi che ho avuto modo di conoscere nella mia breve e ignorantissima vita. Per quanto mi riguarda mi basta. Poi resto delle mie opinioni e idee e cerco di portarle avanti. Se abbiamo bisogno di certe cose come umiltà, gioia, fiducia, bla bla sarebbe il caso di iniziare a metterle in pratica nel nostro piccolo invece di aspettarci sempre che le cose arrivino dll’alto – che sia manna o esempio di rettitudine politica o un capo ufficio onesto, non c’è differenza -. E ad ogni modo l’esempio che da dall’alto della sua posizione è ok. Poi staremo a vedere, visto che sono passate meno di 24 ore e siamo già tutti pronti a spulciare in ogni dove🙂

  18. Mia madre l’altro giorno mi ha abbracciata. Prima si è mossa verso di me, lentamente, poi mi ha guardata, ha fatto una pausa a effetto di circa 5 secondi (sì, li ho contati, sono una persona attenta e razionale, io) e alla fine mi ha stretta a sé. Che sciocca, siamo nel 2013 e io non sono così credulona: vuole convincermi a non metterla in un ospizio. Staremo a vedere la prossima mossa, son certa che si tradirà e scoprirà le sue carte.

  19. @Stefania
    “se siamo anticlericali, se siamo scettici, perchè ci interessa tanto il passato e la storia del Papa? Perchè dobbiamo interferire con cose che non ci riguardano? Affari loro.”

    Eh no, cara sono affari nostri e sono loro a interferire con noi – pardon a infierire – fino a quando non sarà stracciato il Concordato e l’Italia non finirà di versare al Vaticano l’8 per mille (anche quando lo si assegna allo Stato, naturalmente perché l’inganno sta lì), non gli farà pagare l’IMU in maniera sostanziale e non metterà alla porta tutta quella pletora di religiosi che dai tra anni di età ci troviamo nelle scuole.
    Sempre che lei non consideri la copertura mediatica permanente a ogni peto che il Papa muove, a cominciare dalle reti di Stato.
    E sempre che li consideri naturale l’ingerenza continua negli affari di uno Stato straniero e formalmente sovrano quale l’Italia formalmente è a cominciare dalle pressioni contro l’aborto, contro l’inseminazione artificiale, contro le nostre unioni omosessuali, contro le nostre abitudini sessuali e sopratutto a favore dei partiti politici che realizzano le politiche del vaticano.
    Perciò il passato e la storia del Papato ci interessa e come: o meglio, è importante capire bene lo sciagurato errore di essersi fermati a Porta Pia.
    E sopratutto come porvi rimedio sia, questa sì, una speranza da tenere in vita.

  20. Pingback: SuperCaliFragili » Blog Archive » L’ultimo metrò

  21. Ieri ho letto un articolo in rete, suppongo argentino, scritto pre elezione: l’idea di fondo era che il culto della personalità “umile”, già da vescovo, costituisse una forma di esibizionismo.

    Non posso escludere che sia vero, certo l’idea che dà come prima impressione è di una persona piuttosto franca e spontanea. Ovvio che la scelta di un papa venga fatta anche tenendo conto dell’effetto che fa sul pubblico dei fedeli: la Chiesa universale vive anche di media e di simboli veicolati tramite i media. Il fumaiolo inquadrato per due giorni dalle TV di mezzo mondo è un esempio di marketing straordinario: la sublimazione di una non notizia, possibile proprio perchè è la rappresentazione di qualcosa che è tenuto artificialmente nascosto in modo che sia sublimabile.

  22. Stefania, condivido. Agnostico, anticlericale, critico nei confronti della chiesa cattolica e di quasi tutte le religioni, tutto quello che vuoi, ma non ceco. La Chiesa Cattolica esiste, fa parte della nostra società ha influenze sul comportamento e la vita di milioni di persone, non la puoi ignorare. Chi come me ha vissuto parte della sua infanzia e giocato in una parrocchia di Francescani, nel mio caso frati stupendi, molto civili e colti, indipendentemente dall’anticlericalismo di oggi, non può che essere felice delle parole di questo Papa, io mi sono commosso, e ho sperato che la fratellanza e la giustizia predicata da Francesco d’Assisi, possa risorgere. Non importa credere in Dio, il significato della fratellanza, della sobrietà e della solidarietà sono valori laici.

  23. Pier Danio Forni: “Non importa credere in Dio, il significato della fratellanza, della sobrietà e della solidarietà sono valori laici.”

    Altolà: questa frase dimostra confusione. Non esistono valori laici: esiste un metodo che si chiama laicità e che è logicamente vuoto di valori. Esso consiste nel non dare legittimità ad argomenti o valori derivanti dalla religione all’interno del dibattito pubblico.
    La differenza tra laicità e laicismo è una finzione retorica recente che non ha ragione d’essere da un punto di vista storico né filosofico ma serve a far rientrare dalla finestra ciòà che si era cacciato a pedate fuori dalla porta.
    Naturalmente è concetto elaborato dai baciapile per i baciapile.
    Ma sono sicuro che lei e il suo pensiero non rietranonella categoria.

  24. @Ugo
    parlo solo dell’aborto, che è una cosa a me più vicina della copertura mediatica – visto che non ho la tv e dal pc posso scegliere cosa vedere -.
    Oltre a sparare contro la fantomatica e immateriale “Chiesa” inizi a chiedersi CHI ha permesso lo svuotamento della 194. Persone come Lei e me, questi obiettori di coscienza. Medici impauriti o riluttanti a prendere posizione, che avevano bisogno di fare carriera, che avevano bisogno di compiacere il potere tradendo principi e valori, che avevano paura di subire mobbing Sono individui. Avrei un elenco ma il contesto non lo permette. Ecco. è una puttanata mostruosa “incolpare la chiesa” per i problemi sociali perchè siamo noi a materializzarli e renderli vivi ogni giorno con i nostri comportamenti. ha pienamente ragione su tutto. Ma fino a quando sarà più semplice additare il colpevole immateriale invece di cercare che tipo di comportamento ha provocato una situazione del genere mmm … mmmm … non se ne esce mica, secondo me. e i media hanno il pregio di aumentare esponenzialmente quest “ditone additante” ….
    cordialità

  25. @Ugo
    fratellanza, della sobrietà, solidarietà
    Le farebbe proprio schifo vivere in una società in cui vengono praticati e realizzati questi valori?

  26. @Stefania
    Veramente gli obiettori di coscienza mica sono atei bensì credenti – altrimenti su cosa obietterebbero?
    Naturalmente sappiamo benissimo i reali motivi per cui la 194 è svuotata dall’interno attraverso il ricordo ipocrita alla obieazione di coscienza anche quando si è non credenti e della questione non ci interessa. E lo sa quali sono? Che la Chiesa ha una tale potenza di fuoco in ambito sanitario sul territorio italiano da intimidire di fatto i medici abortisti, mettendo i bastoni tra le ruote a chi voglia sviluppare una carriera in totale autonomia.
    Non l’aveva capito? Dare la colpa ai non credenti è il massimo è come dare la colpa al selz se all’alcolista abituale viene la cirrosi epatica.

  27. @Ugo Grazie per la precisazione, mi permetto di riformulare la frase di Pier Danio Forni interpretandone il senso: “fratellanza, sobrietà e solidarietà sono valori condivisibili da tutti, anche dai non religiosi”.

  28. @Ugo
    non ha capito Lei credo. non do la colpa nè ai credenti nè ai non credenti. ma a certi comportamenti. La smetta di cercare colpevoli in ogni dove e mettermi in bocca cose non dette

  29. @Stefania scrive: “fratellanza, della sobrietà, solidarietà
    Le farebbe proprio schifo vivere in una società in cui vengono praticati e realizzati questi valori?”

    Vedo che non ha capito. Rilegga e si concentri. Qui non occorre nemmeno pregare per capire ciò che ho scritto.

  30. @Stefania
    Invece ho capito benissimo e le sto dicendo di chi è la responsabilità.

  31. @Stefania Come si fa a dire affari loro?! Sono affari nostri in quanto cittadini italiani il denaro che ogni anno la chiesa percepisce attraverso e l’otto per mille e indirettamente con il finanziamento da parte di varie entitа quali stato, segioni ed enti pubblici; sono affari nostri i loro insegnanti di religioni nelle nostre scuole; è pure affar nostro inoltre come tutta la nostra cultura partendo dai media sia impregnata di messaggi veicolati ( o imposti? ) dal clero. Per non parlare dei continui messaggi di intolleranza verso temi importanti per il futuro della nostra società dall’aborto al riconoscimento dei diritti degli omosessuali – messaggi di potere che arrivano fra la gente e permeano la cultura. E di tutti reati di cui ancora oggi la chiesa si macchia tenendoli ben chiusi nell’armadio? Vogliamo parlarne?
    Personalmente non credo che bastino due moine da un papa che si mette in ginocchio per provare alcun tipo di simpatia o per vedervi alcuna energia positiva o di rinnovamento.

  32. sono rimasta molto colpita (vedendo tutta l’orchestrazione) di come sulle donne si abbatte anche la violenza imposta dai riti religiosi..

  33. @Stefania
    Vale la pena continuare? È evidente che il signor Ugo cerca battaglia e si sta innervosendo. “Qui non occorre nemmeno pregare per capire ciò che ho scritto” è un insulto forbito: le sta dando della cretina (e non solo a lei, peraltro).

  34. @Emanuela
    “Qui non occorre nemmeno pregare per capire ciò che ho scritto” è un insulto forbito: le sta dando della cretina (e non solo a lei, peraltro).”

    Tu l’hai detto.
    Però ora che ci ripenso il suo commento è più offensivo del mio: “cretino” in effetti deriva etimologicamente da “cristiano”.

  35. @Ugo
    Certa intolleranza non è solo di matrice religiosa, a quanto pare.

  36. @Emanuela
    Intolleranza della cretineria? Beh certamente. Con la differenza che la mia è razionale e verbale mentre quella religiosa è allucinata e violenta.
    Ma bando alle ciance, vedo che l’argomento si èspostato nel cicaleccio da comari (tra cui mi metto anch’io).
    Si torni alle critiche vere nella sostanza e non ai lamenti vittimistici della forma.

  37. Ugo, grazie di non avermi inserito nella categoria dei baciapile, il mio pensiero l’ha capito al volo, volevo solo dire che i comportamenti che cercano di migliorare la convivenza non sono solo ispirati da comportamenti cristiani. La questione sugli obiettori di coscienza, l’8xmille, la legge 40, 194, matrimoni gay, ecc. ecc.. è complessa ed è difficile, quanto inutile, accreditare colpe. Sono d’accordo che sempre di individui si tratta sia che siano medici, sia preti, o persone, medici e deputati come Paola Binetti che non hanno certo bisogno di essere imbeccati dalla chiesa per esprimere ciò che pensano. E’ anche vero che la generalizzazione “è colpa della chiesa” ha un’origine che parte dalle esternazioni di esponenti autorevoli del clero, e da politici che prima di prendere posizione affermano la loro cattolicità; come dire che se sei fedele ala chiesa cattolica non puoi pensarla diversamente. Dai e dai la generalizzazione prende quota. Se domani un esponente delle famiglie Nasi, Agnelli o Elkan dichiarasse che vorrebbe chiudere gli stabilimenti in Italia, tutti generalizzerebbero sostenendo che la FIAT vuole chiudere, anche se di fatto potrebbe non essere né il pensiero né l’intenzione del CdA.

  38. @Pier Danio Forni
    Che la questione sia complessa pulò anche essere ma che sia inutile da trattare proprio no.
    Bello il suo discorso sul non generalizzare. Però fa acqua da tutte le parti.
    Primo perché la Chiesa è strutturalmente una struttura verticistica e monarchica in cui tutto è deciso in modo top-down, il che implica che ogni comitato risponda alle istanze superiori di chi lo comanda e ne porti la medesima responsabilità.
    Secondo perché qui abbiamo uno Stato straniero che ingerisce nelle nostre faccende con le sue strutture ecclesiastiche imposte costituzionalmente da un ottuso Togliatti, che credeva di guadagnare dall’operazione mentre lo preso in quel post, e ratificate ulteriormente da Craxi .
    Perciò a me va benissimo che la chiesa dica quel che dice e faccia quel chs faccia. Ma solo col suo gregge. Non venga a imporli a chi non vi crede e sopratutto ad altri Stati, con i propri politici portanome (la Democrazia Cristiana non era anche nel nome una dichiarazione di teocrazia?).
    Poi si può anche dire, col detto, che il papa regna e la curia governa. Ma sempre Chiesa è.
    E alla maggioranza di italiani non cattolici costa, in tutti i sensi.

  39. Ugo, io concordo pianamente, e non capisco perché per lei il mio discorso faccia acqua da tutte le parti. In sostanza io ritengo che occorra iniziare a cercare le responsabilità delle persone che compongono lavorano dentro la Chiesa. Don Verzé e il San Raffaele non sono la Chiesa, il sistema sanitario clericale lo hanno montato nei decenni gli uomini della Chiesa, ed è stato sostenuto dalla politica di destra e di sinistra. Invece che incolpare l’astratta Chiesa, meglio iniziare a fare i nomi dei cardinali capi della CEI, i banchieri immischiati con lo IOR, i politici italiani come Giovanardi, Binetti, Buttiglione, Casini e tutti i democristiani degli ultimi 60 anni, oltre ai socialisti e i comunisti da lei citati. Lo strapotere dello stato straniero su di noi, non può essere giustificato da una sparuta minoranza di lodevoli missionari in Africa, ma va ricordato che anche loro sono la Chiesa. Tornando a Francesco, ci si può commuovere per le sue parole, ma è difficile credere che gli uomini della Chiesa dentro e fuori dal Vaticano, possano invocare l’austerità, la fratellanza, la solidarietà. Le parole di Francesco hanno riacceso il lumicino della speranza. Ma l’uomo è fragile e Francesco è un uomo. Ascoltate il discorso di José Pepe Mùjica Presidente dell’Uruguay al vertice CELAC. Ha l’età di Francesco e mi pare che abbiano dei valori in comune. http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=gx0S6KoY5gM

  40. E ciò dimostra una volta di più che in comunicazione ciò che conta davvero sono i desideri. In questo caso, quelli di umiltà e sobrietà. Visto che non riusciamo più a praticarli noi, ci incantiamo quando li vediamo negli altri. Grazie.

  41. Pingback: Lo Scoop: il Papa non è un figlio dei fiori! – Al di là del Buco

  42. @Pier Danio Forni
    Ma io non me la prendo mica con un’astratta Chiesa ma con le sue manifestazioni concrete, di cui il termine in sé è solo una metonimia. Ad ogni modo io me la prendo anche con l’aspetto religioso, inconciliabile con la Scienza. E poiché la Scienza prospera sulle religioni morte, vediamo di accelerare la salita al Cielo pure di questa, visto che tanto non si sentirà sola in compagnia delle altre mille puttanate che già vi dimorano, dal culto di Mitra a Iside e Osiride, da Baal a Zeus e soci.
    Quanto alla possibilità che un nome d’arte possa risvegliare speranze, non vorrei frantumare le sue tiedide illusioni ma il classico studio su “Il comportamento amministrativo”, che valse nel 1978 il Nobel per l’economia a Herbert Simon che nel 1978 ci dimostra che cooro che si trovano in posizioni di comando, assumono e difendono posizioni che sono più dettate dal ruolo che ricoprono, che non dalla loro personalità.Non parliamo poi di quando tale ruolo si identifica con una carica che è ideologica per definizione – tra l’altro Simon concludeva che poiché l’uomo non è che un’emanazione del ruolo che ricopre, sarebbe pià efficiente ed economico far svolgere quelle funzioni a un eleaboratore piuttosto che a un uomo.
    In altri termini non si cambia il ruolo nemmeno cambiando uomo. Figurarsi cambiando il nome. Questa volta è proprio il caso di dirlo: mediaticamente l’abito fa il monaco, ma tolta l’illusione comunicativa sotto il monaco troviamo comunque l’abito di prima.
    ehehehe

  43. Mi perdoni Cosenza ma il suo richiamo all’automatica simpatia suscitata dal nuovo Eletto, non comprendo perché debba accomunare tutti/e. Non se abbia; da non credente vorrei testimoniare la mia assoluta estraneità a tutto questa trasversale compartecipazione emotiva per un papa, il papa in generale. La seduzione per il papa guida carismatica l’ho abbandonata nella mia infanzia. E sinceramente non cerco, non vedo lì rappresentato l’esempio (o peggio il modello) che cerco o desidero.

    Posso rivendicare un po’ più di rispetto per l’ateismo e il laicismo dei sentimenti?🙂

  44. @Fiammetta
    Ehi, io sono ateo, ma anche se fossi stato credente avrei dovuto ammettere che ciò che ha scritto Cosenza è un dato di fatto. È la dimostrazione non sono tanto le voci dei commentatori, tra cui sedicenti anticlericali, che anche qui si sono manifestate interessate a Francesco e al suo papato.
    La dimostrazione è data da tutte le testate mediatiche, i cui registri comunicativi possono essere spiegati solo con gli argomenti di Cosenza. Sempre che non si creda che tutti questi credenti abituali siano in odor di conversione perché da come parlano, e sperano, appaiono tutti zerbini all’uscio del seminario.
    Lei luciferinamente potrebbe rispondere a tutti sostenendo che la maturità intellettuale non si raggiunge sollecitando il padre a essere ciò che non è e che si vuole sia, ma commettendo metaforico parricidio e diventando noi ciò che si vuole indipendentemente da ciò che lui è o era.

  45. Grazie Pier Danio, per il link con il discorso di Mujica, un personaggio “fuori dalle righe” , che ha vissuto varie fasi nella sua vita, molto differenti le une dalle altre…penso che sia un discorso lucido e avveniristico, come raramente se ne sentono in politica (perchè non è lui mai stato un “vero” politico, ma sempre un rivoluzionario..)
    Comunque, riferendomi all’articolo, in un commento il mio forse un po’ naif, penso che le figure di riferimento che la gente del mondo cerca, non possono esserre trovate in nessun mondo di potere, sia esso religioso, politico o istituzionale; le figure di riferimento sono persone umili che della loro vita hanno fatto una missione, qualunque essa sia, nel bene, e nella quale credono; oggigiorno solo “sul campo” ,nel silenzio di ogni singola vita e comunità se ne trovano..;e sono centinaia e migliaia, che si battono ogni giorno…ma siccome noi vogliamo la mediatizzazione e leghiamo il successo al potere… speriamo, perchè siamo umani…che un miracolo accada, come nei film. E che un Papa, un Presidente, si trasformino forse si, prorpio oggi, per magia , in un Gandhi o una Madre Teresa..;Lo vorrei anch’io questo mondo utopico… ma so bene che non è possibile.
    Cerchiamo di “autosuggestionarci” dunque, per apprezzare le figure che nel silenzio, fanno del loro mondo, un mondo speciale, chiunque e dovunque esse siano.
    E sono sempre molto stupefatta di come, ogni volta che leggo commenti e chat, mi accorgo di discussioni che degenerano sempre, in attacchi, antipatie sulle parole e desiderio di prevaricazione. insomma mi stupisco della nostra umanita’ e della nostra pochezza. Chissà un giorno, come dice Mujica , la specie umana cambierà..
    Alessandra Gorini

  46. Scusatemi, arrivo tardissimo in un lungo dibattito, quindi praticamente un contributo in zona cesarini.
    Da agnostico, agnosticizzo anche sul commento di Giovanna (e su molti degli amici).
    Non so se cambierà molto o poco per effetto del nuovo papato, però nell’articolo e nei commenti trovo già espresso un giudizio che aprioristicamente si esprime negativamente.
    Io vorrei fare notare che, pure con tutte le contraddizioni attribuite al cardinale Bergoglio, resta il rappresentante della chiesa … come dire, più dissidente (fino a ieri) rispetto al potere della curia romana (europea ed italiana).
    Un papa non europeo, il primo, siamo sicuri che avrà le stesse visioni di sempre? Forse no; forse il rapporto con la povertà sarà diverso e forse anche il rapporto con i poteri all’interno della chiesa sarà diverso.
    Forse un gesuita farà la lotta contro l’Opus dei, forse ci saranno novità per quanto riguarda lo IOR, forse l’allineamento politico della chiesa si riequilibrerà di più a favore dei paesi poveri, forse la tolleranza religiosa (o l’intolleranza intellettuale/filosofica ) riaprirà strade al dialogo con le altre religioni portando sollievo all’intransigenza fondamentalista che sta pervadendo le fedi monoteiste e forse la visione dell’uomo come metro per la morale porterà ad una critica del mercato globale…

    Non so se accadrà, ma oggi, con un papa sudamericano, gesuita e di nome Francesco, è più facile.

    Io resto con il mio agnosticismo religioso e la fede nella ragione incrollabile.
    Tuttavia non penso che i papi siano per forza tutti … neri.

  47. @Ugo
    vero, quel che esemplifica ed esplicita (sempre brillantemente) Cosenza nel post è un dato di fatto. Però posso rimostrare un simpatico e democratico: “che palle!”.

    No perché fra un mesetto – dopo i fasti dell’ election day- tutti/e qui a RIdire e polemizzare: “sì però il Vaticano non paga l’IMU”, o “sì però i preti pedofili…”.

    Sottolineo (Cosenza docet) che l’immagine porta con sé sempre il messaggio, cioè i contenuti: e in questo caso i contenuti sono la dottrina e la sua lettura. Quella in totale linea id continuum con quella di Wojtyla. Molto, ma molto meno mite del suo aspetto/figura/immagine.

  48. @Pierperrone
    Certo che a sognare siete imbattibili, cari commentatori. Un gesuità che lotta contro l’opus dei? Tolleranza religiosa? Critica al mercato globale?

    Guarda che l’opus dei portatanti bei soldini alla Chiesa, in quanto prelatura personale voluta da quell’altro globetrotter di Wojtyla che l’ha sdoganata formalmente dal suo status di setta, che però mantiene sostanzialmente.
    Quanto la tolleranza religiosa è in ossimoro visto che questo papa segue il precedente con lo scopo di aumentare il bacino di acquirenti oggi sempre più in crisi perché inversamente proporzione all’alfabetizzazione scientifica e all’avanzamento culturale dei Paesi del mondo.
    Quanto alla critica glibale cosa volgiamo dire a un’isitutuzione che come la Chiesa ha portato alla bancarotta lo Ior per finanziare Solidarnosc in particolare e la caduta del comunismo in generale. Tanto per dire che ,usando alla frase di Marcinkus, capo Ior dell’epoca, non si governa la Chiesa solo con le ave maria. E alla stessa stregua non si abbattè il Comunismocon le preghiere e l’autodetermianzione ma con i finanziamenti cospicui dall’esterno che servivono per pagare (anche) gli scioperi.

  49. @Ugo
    vedo che hai le idee chiare e sai già cosa accadrà. In pratica tutto rimarrà tale e quale è oggi. Forse potrebbe anche peggiorare.
    Certo, così la storia non si scrivere più, non c’è più spazio per il domani.
    Noi sognatori invece siamo aperti alla possibilità che il mondo cambi.
    Poi magari hai ragione tu, non cambierà, ma noi lo diciamo dopo, dopo che abbiamo avuto il coraggio di guardare.
    Sai, non è che voglio difendere nulla, tanto meno la chiesa.
    Ma, per come la vedo io, anche la chiesa è come tutte le cose terrene, può anche essere scossa da tempeste e temporali.
    In questo periodo il mondo è sul crinale di una rivoluzione, da qualche parte si aprirà la crepa che farà scoppiare le contraddizioni di una nuova epoca.
    Forse questa crepa si sta aprendo a Roma.
    O forse no.
    Ce lo diremo fra qualche anno.
    Un saluto
    Pierperrone

  50. Boosta pazzesca scrive: “Ce so’ cose che nun importa conosce, che magari uno ce rimane male. L’importante è che de facciata nun fanno na piega.
    C’avemo bisogno de ave’visto quarcosa là ‘n alto, quando tra ‘n pochetto guarderemo de novo ‘n basso.”.🙂

  51. @Pierperrone
    “Noi sognatori invece siamo aperti alla possibilità che il mondo cambi.”

    Guarda che qui non si critica tanto la liceità a sognare. Ma cambiare il mondo passando per un Papa vuol dire sognare il sogno sbagliato.
    Ripeto: per quale motivo un’istituzione che è sopravvissuta restando uguale a se stessa dovrebbe oggi fungere da apripista per il mondo esterno a lei, che giustamente se ne frega dai tempi di Galileo e Darwin? – A parte noi italiani che la paghiamo e manteniamo lautamente, e così più che il viatico dei sogni globali la Chiesa assomiglia più alla zavorra dei nostri incubi condominiali.
    Ma non vorrei che lei pensasse che il cambiamento coincida con il suo tempo semplicemente perché questo è il tempo che le è dato da vivere. Se non è convinto studi la Storia e poi mi spieghi perché dei 265 Papi che l’hanno preceduto dovrebbe essere questo il primo a rendere la Chiesa più sobria e il mondo migliore quando laquasi totalità dii miglioramenti degli uomini in ogni scibile sono inscritti nella lotta eterna contro questa istituzione reazionaria per eccellenza.

  52. Ugo mi fa più ignorante del vero.
    E anche più clericale.
    Sia più aperto, un pò di aria non fa male alle idee.
    Poi, sulla chiesa, mi creda, la penso come lei.

  53. @Pierperrone
    Io vivo in iperventilazione. Sono i religiosi quelli che amano i luoghi bui e chiusi.🙂

  54. Ragazzi, voi siete uno spasso ma questi non scherzano:

    Il nuovo Papa è laureato in filosofia. Be’ dai, almeno uno ha trovato lavoro.

    Papa Francesco: “Pregate per me”. Sapessi quanti cazzi abbiamo per la testa.

    L’Italia si è fermata per ascoltare le prime parole del successore di Pietro. Poi ha ripreso a precipitare.

    Papa Francesco: “Domani pregherò la Madonna”. Ehi, ha lo stesso programma di Bersani.

    Continua ad arrivare gente a piazza San Pietro. “Vado bene per il Senato?”

    Jorge Mario Bergoglio è il primo Papa extraeuropeo da secoli. Nel conclave ha prevalso la linea “usciamo dall’Euro”

    Nichi Vendola tira un sospiro di sollievo: il nuovo Papa non si chiama Sisto VI.

    il resto su spinoza.it

  55. @Guydebord
    Spinoza.it? Una noia mortale. Quello è un giochino da bambini.
    Infatti far ridere partendo da titoli di giornali o dichiarazioni balzane vuol dire che per il 90% il tuo compito è solo spiegare le battute di altri🙂

  56. @Ugo
    Ci sono capitato per caso, su suggerimento di un amico (?) e ho trovato una certa analogia, non è che i nostri commenti siano tanto più seri o, come direbbero i testimoni di Geova, edificanti. È che trovo noiosi i battibecchi fondamentalisti. Dove spesso i più agguerriti sono gli ex. Non essendolo mai stato, cattolico, ed essendo Pantofole Rosse meno interessante dei Marziani… però li subiamo, per questo condivido molte delle tue posizioni, ma da lì ad appassionarmi proprio ce ne passa.

  57. Leggendo i vostri commenti mi è venuto una frase:

    “Ma guardate un puo da che pulpito viene la predica”

    Un saluto a voi, grande esperti di religioni e di chiese che predicate verso gli altri quello che nemeno vuoi siete capaci di dare.

    Firmato: Un viaggiatore del Web

  58. @Guydebord
    Appassionarti a cosa? Questa è solo palestra. Il dialogo coi macachi serve anche a questo: a dimostrare a te stesso la differenza tra loro e noi e soprattutto la consistenza e la solidità dei tuoi argomenti, che altrimenti potrebbero essere appunto fragili possizioni fondamentaliste, non dissimili dai babbuini che si vorrebbe criticare.
    Quanto a Spinoza, fa un altro mestiere. Solo che la formula è stanca e il livello della risata è entry level. Lì si critica per ridere. Qui si ride per criticare.
    Che è un altro modo per dire: scherzare sì, ma seriamente.

  59. La sociologia ci insegna che il sentiment per la fede nelle religioni, in ciò che non è provato, superstizioni, sognare una salvezza improbabile, aumenta nei periodi di povertà, guerra e durezza della vita a livello personale. In questo momento molti italiani sperano che anche il nuovo papa possa migliorare la situazione e che forse lassù qualcuno ci ama. In ogni caso Ugo mi pare che si possa condividere con pierperrone la possibilità che un solo uomo alla testa di una potente organizzazione possa “migliorare” le cose rispetto ad un altro. Un esempio sono gli States. Come tutti sanno la politica americana non cambia di molto se alla Casa Bianca c’é un democratico o un repubblicano, ma io sono del parere che Barack Obama abbia fatto un po’ meglio di George W. Bush.

  60. @PierDario Forni

    Come non essere d’accordo con lei? Tuttavia, a differenza di uno Stato democratico che amministra le vite dei suoi cittadini, non vedo in ogni caso come il Papa, di qualunque colore sia, possa migliorare la situazione a chi non appartiene al suo gregge.
    Ma come, diceva Einstein, per essere l’immacolato componente di un gregge, bisogna comunque essere una pecora.

  61. E poi tutto questo ricamare sul nome di Francesco da parte di un gesuita come è il Papa dimostra proprio ciò che Giovanna voleva dimostare: ciascuno vede ciò che vuol vedere.
    Nessuno che abbia pensato quale sublime manovra abbia compiuto la proverbiale doppiezza dell’ordine dei gesuiti. A fianco di Ignazio de Loyola, fondatore dell’ordine, compare tra i due coofondatori tal Francisco de Jasso Azpilcueta Atondo y Aznares de Javier, canonizzato e chiamato in italaino Francesco Saverio. Che tra l’altro è famoso per la sua missione di evangelizzare l’Oriente – e rispetto all’Argentina, l’Oriente siamo noi🙂
    Che mossa il gesuita, nevvero? Far legittimamente credere che il nome d’arte si sposi all’Ordine del poverello d’Assisi e allo stesso tempo onorare uno dei fondatori del proprio.

  62. Diciamo che se delle calunnie riportate in rete sull’ordine dei Gesuiti ne fosse vero anche solo un decimo, guarderemmo all’elezione di Francesco quantomeno con un minimo di prudente sospetto…

  63. Pingback: PAPA FRANCESCO, non è tutto oro ciò che luccica – SoloSapere

  64. ecco…proprio del sospetto è quello di cui non abiamo bisogno.
    sul sospetto si costruisce solo rovina

  65. Viengono i brividi a leggere la accozzaglia di pregiudizi e idiozie mistificanti che riesce a scrivere certa gente…il colmo é l’arroganza con cui certe cose vengono spacciate per verità e la violenza di certe posizioni che vorrebbero rivendicare libertà e non ne concedono.

  66. Beh, il sospetto non è necessariamente un qualcosa di sbagliato, e comunque, come mi insegnò una certa professoressa di semiotica all’università🙂 il personaggio si rivela per quello che realmente è nell’azione. Quindi aspettiamo le prime azioni di Papa Francesco, al di là dei simboli e delle parole.

  67. Pingback: La comunicazione di Papa Francesco | FabioBrocceri.it

  68. I segnali di sobrietà che il nuovo Papa manda sono molto forti, a cominciare dal nome. Non si tratta però di scelte “estetiche” a scopo mediatico per accattivarsi il popolo, specie in periodo di crisi. Manda dei segnali molto forti anche ai suoi nemici che probabilmente dietro la croce di ferro al posto di quella d’oro, dietro gli abiti semplici al posto dei look bizzarri del predecessore, temono che il nuovo Papa non si limiterà solo alle abitudini personali, andrà oltre (e hanno ragione ad essere preoccupati).
    Ops, se tra un meso lo trovassero morto, non mi stupirei più di tanto…ma spero ciò non accada. Ad ogni modo i pontefici non possono essere sottoposti ad autopsia…quindi nessuno parlerebbe di omicidio…
    Forza Papa Francesco, ti attendono delle sfide difficili.

  69. L’atto di comunicazione è stato sicuramente ben orchestrato. Giusto Giovanna. Per il resto, cioè per la politica che farà, sono molto cauto visti anche alcuni giudizi di merito sin qui espressi, particolarmente quelli sulle donne. Sono inquietanti.

  70. @Ermanno Tarozzi
    “[…]visti anche alcuni giudizi di merito sin qui espressi, particolarmente quelli sulle donne. Sono inquietanti.”

    E perché dovrebbero essere diversi da quello che sono?
    Francamente non riesco a capire cosa ne venga a noi se la Chiesa cambia.
    Se la cantino e se la suonino tra loro. Desiderare che la Chiesa cambi vuol dire non essere in grado di vivere l’emancipazione che già formalmente avremmo come stranieri di un altro stato. Delle donne nella Chiesa e nel Vaticano non me ne può fregare di meno. Delle donne in Italia sì. Perciò anche il più tardo dei cervelli deve giungere alla conclusione che l’evoluzione dei diritti civili (e non solo) passa sopra la Chiesa, non attraverso.

  71. fategli pagare l’IMU annualmente piuttosto che parlare e parlare sempre.

  72. che reciti bene oppure no l’importante è che modernizzi la sua chiesa ed inizi a renderla “pulita”, e soprattutto che contribuisca ai pagamenti di tasse e tributi dove abbia insediazioni.

  73. Per completezza d’informazione, vi comunico che la bufala della dichiarazione del nuovo papa sulle donne è smentita da giorni: http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/falsaagenziapapamisogino.aspx

  74. @Emanuela
    “la bufala della dichiarazione del nuovo papa sulle donne è smentita da giorni”
    Smentita non ancora. Diciamo che i giornali italiani come al solito hanno pescato sulla rete, con la solita proverbiale professionalità, una dichiarazione attribuita all’agenzia argentina Télam, da cui si attende una smentita. Fermo restando che l’onere della prova spetta comunque a chi quella dichiarazione l’ha riportata.
    Ma tanto che importanza hanno le valutazioni sulle donne da parte del Gesuita francescano quando la sua visione del mondo è necessariamente dettata dai testi di riferimento (per lui, non per noi) tra cui San Paolo e la sua “lettera ai Corinzi”.
    Leggiamo, o mie pecore:
    “Come in tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea.”
    Ed. CEI
    http://www.maranatha.it/Bibbia/6-LettereSanPaolo/53-1CorinziPage.htm

    Cosa può mai nascere da queste premesse? Ops, ora che ci penso una condizione paritaria ed emancipata della donna è direttamente proporzionale alla sua distanza dalla Chiesa.

  75. Non è mia intenzione disquisire sulla Bibbia, è evidente che non è questo il luogo. Ho solo dato un’informazione corretta in risposta a un’altra informazione errata. Sa, sono una giornalista, diciamo che si tratta di deformazione professionale.

  76. @Emanuela
    È una giornalista? Che sfortuna. Condoglianze.
    In effetti molti anche qui si sono prodigati a prendere le misure al nuovo (si fa per dire) Papa sulla base delle dichiarazioni, più o meno false, riportate a profusione dai suoi colleghi. Il classico abbaglio di chi guarda il dito e non la Luna o, per rimanere in tema, guarda i numeri del cardinale e non i numeri cardinali. Altrimenti si accorgerebbe di non aver alcun bisogno di domandarsi cosa pensi l’attuale Papa.
    Quanto a disquisire sulla Bibbia, non ha colto. Lo scopo era un altro: mostrare l’aspetto logico di una deduzione e per soprammercato comprendere l’inutilità del giornalismo su questo tema.

  77. Condivido al 95% i commenti di Ugo sul Papa.
    Il 5% di possibile disaccordo, se mai c’è, è intuibile dal seguente scambio.

    Ho un figlio diciassettenne che studia a Taiwan. Tramite Skype mi racconta delle diversità culturali dei cinesi di Taiwan rispetto a noi europei, in particolare della loro scarsissima empatia nei confronti di chi non rientri nella cerchia familiare e amicale.
    Io (agnostico): beh, in fondo non sono cristiani.
    Lui (non battezzato oltre che agnostico): eh già.

    Della posizione del Papa a me e a mio figlio importa davvero poco, come a Ugo. Ma un po’ più di niente, perché col Papa qualcosa condividiamo. Oltre che con Galilei, Voltaire e Dawkins.

  78. Preciserei che l'”intortamento” cui si riferisce Zauberei riguarda un quadro del gesuitismo proprio dell’Europa del XVIII e XIX secolo così come veniva stigmatizzato, rispettivamente, e con ragione, dall’illuminismo e dal liberalismo. Diversamente, i gesuiti dell’America Latina hanno svolto tutt’altra funzione, così come si evince dalla loro partecipazione alla http://it.wikipedia.org/wiki/Teologia_della_liberazione#Le_tappe_principali_dello_sviluppo_della_Teologia_della_Liberazione. Bisogna riconoscere, però, che spesso i vertici della chiesa cattolica argentina hanno tralignato, al contrario, nel senso della condiscendenza verso l’ultima dittatura, e che l’attuale papa appunto di questo è accusato, anche se ricusa le accuse. Vedremo.

  79. @Paola M
    Ragazzi ve le cercate proprio. A proposito della Teologia della liberazione, di quali gesuiti vai citando? I principali esponenti sono tutti ordinati in altre confraternite che non siano i Gesuiti e parlare di quest’ultimi in relazione alla Teologia della liberazione vuol dire prendere forse l’Ordine che più vi si è opposto. L’unico esponente gesuita della TdLdi un certo peso, comunque minore, fu Sombrino che però ha una biografia talmente peculiare da sfuggire persino al cliché gesuitico.
    Tra gli oppositori gesuiti alla TdL , toh, c’è proprio Bergoglio in arte Francesco che l’ha condannata esplicitamente, e ha fatto pure nomi e cognomi.

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-03-14/quando-bergoglio-condanno-teologia-162954.shtml?uuid=Abyab5dH

  80. @Ben scrive:”Ho un figlio diciassettenne che studia a Taiwan. Tramite Skype mi racconta delle diversità culturali dei cinesi di Taiwan rispetto a noi europei, in particolare della loro scarsissima empatia nei confronti di chi non rientri nella cerchia familiare e amicale.”

    Io (vegetariano): beh, in fondo mangiano carne
    Lui (onnivoro): eh già.

    Data una retta e un punto su di essa le curve che vi passano sono infinite.
    Come andiamo a false correlazioni, Ben?😉

  81. @Ben
    Poi sarebbe anche l’ora di finirla con l’uso errato che viene fatto del termine “agnostico” che pare oggi essere inteso dai più come posizione di chi si ponga nella saggezza pataccara di chi “non ha risposte” e quindi si astiene dal giudizio. Travisamento completo del termine che invece dovrebbe identificare chi logicamente deduca non che la risposta a “Dio esiste?” non può essere risolta bnesì che “la domanda non ha senso”.
    Perciò dirsi atei corriponde perfettamente alla vera posizione agnostica, che invece ha finito per slittare di senso con lo scopo di introdurre un termine medio e fittizio tra credulità e ragione. Un po’ come è successo al termine “laicità” che è sempre vissuto nella coppia duale laicità-integralismo, e che oggi si vede affiancato da “laicismo”, che non vuol dire niente ma che permette di creare una tripartizione (laicismo-laicità-integralismo) dove la laicità è termine medio di equilibrio e il laicismo una posizione estrema simile all’integralismo.

  82. @Ugo
    Nessuna correlazione.
    Non ho detto cosa intendo per agnostico, ma come definizione <> per me va bene.

  83. in avevo scritto: la domanda “Dio esiste?” non ha senso.
    (Non so perché sia stata cancellata dal programma di wordpress.)

  84. @Ben “io avevo scritto: la domanda “Dio esiste?” non ha senso.
    (Non so perché sia stata cancellata dal programma di wordpress.)”

    Ma che domande fai? È stato Dio😉

  85. ora il programma mi cancella qualche virgoletta, sicuramente per mia imperizia.
    Volevo dire che la definizione di agnostico, secondo cui per un agnostico la domanda “Dio esiste?” non ha senso, per me va bene.

  86. ps
    Ma è molto meglio dire che il programma di wordpress è intelligente e non accetta domande senza senso.

  87. @Ugo
    Forse abbiamo trovato la prova dell’esistenza di Dio.🙂

  88. @Ugo, lo sappiamo che i principali (i principali) ideologi della teologia della liberazione sono stati francescani, e per chi non lo sapesse c’è pure il link di wikipedia. Ciò non ostante, molti gesuiti hanno agito concretamente ispirandosi ai quei principi teologici, tra questi, per es., i sei gesuiti massacrati, con altre persone, dall’esercito in Salvador alla fine degli anni ’80; e per es., gli stessi due gesuiti sequestrati dalla dittatura argentina, rispetto ai quali l’attuale papa è stato accusato di non aver prestato soccorso, o addirittura di di averli denunciati ai golpisti. Sull’atteggiamento dell’allora vescovo di Buenos Aires ho già scritto nelle ultime righe, infatti. Scusatemi per le lacune dovute alla mia tendenza alla sintesi, dettata dal’intenzione di non infliggere trattati a chi legge i commenti.

  89. Trackback manuale: http://dietrolenuvole.altervista.org/2013/09/23/quando-il-papa-ti-ruba-il-lavoro-mia2013/

    «È un ottimo PR. E l’avevamo capito subito. Un copywriter a suo agio con gli slogan. Account Manager, e quello va da sé col mestiere. Un maestro di Telemarketing. Social Media Manager…»

  90. La metafora dell’ottimo pubblicitario, per farla breve, non mi pare attinente. Non credo che Papa Francesco abbia strategie di comunicazione e nemmeno si aspetti risultati. Francesco spera. Da buon gesuita egli è semplicemente quello in cui crede. Se devi vendere la tua “fede” basta crederci per trovare le parole, i gesti e quant’altro la “tua fede” t’ispiri a fare. Non per questo puoi essere definito un buon pubblicitario. Francesco produce consensi, seguaci, nell’ambito delle persone che attendono che la fede comune si concretizzi anche sulla terra, nelle altre non credo. Francesco parla con il cuore? E’ molto probabile. Francesco sa che una bella fetta di chiesa deve essere eliminata, sa anche che le sue parole non potranno fare molto, però intanto le dice. Crede in un possibile e profondo cambiamento della chiesa in senso francescano? Se lo credesse sarebbe un ingenuo. Non lo è. Nelle sue parole si sente la speranza, un fiume di speranza di cui è probabile che Francesco veda la sorgente, ma non abbia mai visto la foce. Francesco denuncia alcune cose della chiesa, ma potrà cambiarle? Un uomo solo non può cancellare 2 millenni di storia, per il semplice motivo che non ne ha il tempo. Comunque la pensiate, la chiesa non cambierà.

  91. Pingback: Quando il Papa ti “ruba” il lavoro… #MIA2013 | Dietro le nuvole

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...