Perché il duetto Boldrini-Grasso a Ballarò non ha funzionato

Boldrini e Grasso a Ballarò

Premetto che quanto sto per dire non implica nessuna valutazione, né politica né personale, su Laura Boldrini e Piero Grasso. E non è nemmeno in questione il come e perché sono stati eletti, ora, presidenti della Camera e del Senato. Mi limito a elencare solo alcuni motivi di base per cui la comparsata di ieri a Ballarò è stata a tal punto poco convincente che potrei definirla addirittura un danno d’immagine per loro e per le cariche che ricoprono:

  1. Appaiono tesi e nello stesso tempo euforici, come due scolaretti che hanno studiato («assieme, abbiamo lavorato assieme») e non vedono l’ora di mostrarlo.
  2. Floris si rivolge a loro, appunto, come un maestro orgoglioso dei suoi scolari più preparati: è chiarissimo che sa già di cosa parleranno («Prego, presidente, cosa proporrete agli altri deputati?») e non vede l’ora di farcelo sapere. Più che un’interrogazione scolastica, sembra una recita d’inizio (o fine) anno.
  3. Boldrini e Grasso si passano la parola in modo troppo meccanico, troppo scandito dagli applausi in studio, dalle domande di Floris e da sorrisi di circostanza: per questo l’insieme appare imbalsamato. Solo nella seconda parte Laura Boldrini, parlando da sola, riguadagna un pizzico di spontaneità e autonomia, soprattutto quando si smarca dal linguaggio sportivo che a un certo punto Grasso improvvisa per fare il piacione (senza riuscirci).
  4. I contenuti che Boldrini e Grasso enunciano sono tutti simboli anti-casta, che nascono chiaramente in risposta allo scossone 5 Stelle: riduzione del 30% del loro compenso, aumento delle ore di lavoro, giustificazione delle spese, il che vale per i «colleghi dell’ufficio di Presidenza» ma vorrebbero estenderlo anche agli altri deputati e senatori («vorremmo andare oltre»). Ma è chiaro a tutti, pure agli elettori e ai simpatizzanti del Pd e di Sel, a cui Boldrini, Grasso e Ballarò si rivolgono, che (a) è una reazione e non un’azione (senza M5S avremmo mai assistito a un’intervista del genere?), (b) queste riduzioni sono puramente simboliche, cioè non risolvono i buchi nel bilancio dello stato né i problemi economici del paese.

Conclusione: l’insieme (intervista + proposta) è chiaramente una mossa comunicativo-mediatica del centrosinistra, ma lo è nel senso peggiore del termine, perché è forzata, superficiale, fuori tempo massimo e – soprattutto – non originale ma tutta costruita sul terreno e dentro al frame del Movimento 5 Stelle, il grande fantasma che, dopo il 25 febbraio, ha sostituito Berlusconi nei peggiori incubi del Pd di Bersani.

43 risposte a “Perché il duetto Boldrini-Grasso a Ballarò non ha funzionato

  1. Praticamente dopo aver rincorso per vent’anni Berlusconi dentro i suoi frames, ora si apprestano a fare lo stesso con il mcs. Non c’è speranza..

  2. Non ho visto ballarò quindi non so dirti se sono d’accordo o meno sulla tua analisi sulla comunicaizone dei due. Non sono d’accordo sul giudizio politico che comunque pervade l’articolo.Ciao

  3. Potrei dire che mentre la vedevo ieri sera pensavo più o meno le stesse cose, Giovanna. Ma non lo dico…🙂 Ah, l’ho detto? E va be’.
    Aggiungo solo che se fossi stato io il responsabile della comunicazione di uno dei due “scolaretti” gli avrei suggerito:
    a) non fare il collegamento;
    b) se propio vuoi farlo, fallo singolarmente;
    c) smetti di fare il leone (di pezza, però) e prova a fare l’antilope; per dirla con te, Giovanna, più azione e meno reazione. Hanno rasentato il ridicolo, in modo particolare Pietro Grasso.

  4. Giagina, non capisco quale giudizio politico tu ci veda. Davvero non c’è… e non mi nascondo dietro a un dito. Se al posto loro ci fosse stata la coppia Casini-Monti, inseguendo il frame del Pd, avrei detto che era un errore della coppia Casini-Monti. Idem per qualunque comunicatore e politico che, invece di agire, si limita a reagire inseguendo l’avversario sul suo terreno. È talmente semplice e trasversale rispetto alle parti politiche…

  5. “queste riduzioni sono puramente simboliche, cioè non risolvono i buchi nel bilancio dello stato né i problemi economici del paese.”

    Grillo ci ha costruito una campagna elettorale su questi simboli.

    Adesso non vanno piu’ bene, non risolvono i problemi del paese? Per risolvere i problemi del paese ci vuole un governo e bisogna votare delle leggi cosa che l’M5S si rifiuta di fare.

    Io poi vorrei vedere un post sulla comunicazione dei Grillini. Il capo gruppo al senato che si impasta e cambia versione 3 volte, la capo gruppo alla camera che e’ una saputella insopportabile e non sa neanche quello di cui sta parlando (ma chi ce l’ha messa li?) e fanno comunicati su youtube o come qualcun’altro le ha chiamate “esternazioni in solitaria”. Adesso sono “sotto tutela” dei due di Casaleggio pagati dai parlamentari col loro budget (leggi: i nostri soldi) 5000 euro lordi al mese “non una cifra astronomica” dipende a chi lo dici. Ma non difendevano i poveri e i derelitti che non hanno neanche un lavoro.

    Siamo d’accordo che hanno dato uno scossone, ma fanno orrore nella loro piccolezza. E quelli che invece hanno osato mostrare una scintilla di indipendenza sono stati prontamente messi alla gogna.

  6. Stavolta non sono affatto d’accordo, ma solo sulle conclusioni e non sull’analisi. è vero che sono stati un po’ meccanici e imbranati, con tanto di tentativo di piacioneria, ma il sentimento che tutto questo mi ha ispirato è stato confortante, e non deludente (e ho letto molti altri commenti positivi simili al mio). Per me Boldrini e Grasso sono Politici, non animali da palcoscenico (ogni riferimento non è casuale), e come tali si sono presentati, con l’apprezzabile sforzo di parlare semplice, ad un pubblico più ampio e non solo ai loro elettori.
    Hanno inoltre aggiunto il merito di non trincerarsi esclusivamente dietro le loro convinzioni o obiettivi di programma: piuttosto si aprono anche all’idea anti-casta, andando incontro non a Grillo e non solo agli 5 stelle, ma più probabilmente ai loro elettori, cercando un accordo che ritengo obiettivamente auspicabile.
    Tutto questo mi è stato di conforto, dopo tante arroganze televisive, urla, parolacce e furberie. Un po’ di umiltà (l’assomigliare a scolaretti al primo giorno di scuola) unita ad una gran dose di professionalità (che non mi sembra messa in discussione) tutto sommato non farebbe male anche in altri mestieri.

  7. Cara Giovanna, sono Sergio , scrivo qui perché su Facebook so che non hai piacere. E’ bellissimo aspettare una persona senza che lei lo sappia (‘a sua insaputa’, ormai, è una formula inadoperabile) e vederla arrivare, puntuale, e attraverso parole puntualmente perfette. Ti aspettavo da ieri sera ed ero certo di leggere pensieri come quelli che ci hai regalato. Credo che per puro senso di pietà laica tu abbia evitato di soffermarti sul berlusconiano accenno ai moduli calcistici (peraltro errati) di Grasso: era berlusconiano anche il sorrisino, mentre, secondo lui, ci regalava la battuta del secolo.
    Anche la stessa postura era ridicola, la loro posizione. Il loro fissare la telecamera perfettamente a fianco. In quel caso sarebbe occorsa la presenza di un intermediario, un giornalista al centro con il microfono da porgere all’una e all’altro, in modo tale da far sì che potessero perlomeno alternare lo sguardo, ora a lui ora alla telecamera. TUTTO sbagliato. Come dissi poco tempo fa anche a Milvia, dispiaciuto per la mia assenza sabato 10 (e invidiosissimo per la cena), per quanto mi riguarda non esiste altra persona che sappia leggere e prevedere la comunicazione politica, oltre a Giovanna Cosenza. Un caro saluto… e Grazie.

  8. Giovanna, sono molto d’accordo.

  9. Professoressa, a mio avviso, la sua analisi è corretta da un punto di vista teorico. E’ vero che sembravano molto poco autentici, ed è vero che è una reazione, è verissimo che la Sx sta di nuovo inseguendo gli avversari utilizzando i loro frame (nessuno a quanto pare legge Lakof). Va anche detto però che sarebbe interessante leggere un consiglio di mossa alternativa, mi piacerebbe inoltre vedere una sua analisi SWOT sulla questione. Ritiene che la scelta di fare questo “video messaggio” abbia al suo interno più minacce che opportunità, ritiene che abbia solo punti deboli come sembra dal suo articolo? Un cordiale Saluto.

  10. Preferisco di gran lunga due persone col loro percorso, non esattamente adusi alle telecamere e che rischiano di passare per due scolaretti per la non magniloquenza, al politichese svuotato da contenuti cui il ci ha abituato

  11. Un’analisi che è solo una sequela di pre-giudizi, coincidenti con il giudizio di Grillo, un rilancio continuo che in realtà è un bel modo di non andare mai a vedere le carte, leggi confrontarsi per trovare soluzioni possibili. L’Italia, gli italiani non possono permettersi di aspettare una futuribile e ipotetica maggioranza assoluta del M5S per avere risposte. E poi sarò vecchio, cadavere mi definirebbe Grillo, ma continuo a credere che democrazia sia soprattutto ascolto, rispetto di chi non la pensa come te, e dovere di cercare le soluzioni migliori possibili nelle condizioni date, anche attraverso la mediazione che non è sempre inciucio e svendita e tradimento. Venendo ai presidenti a Ballarò: tardiva la loro uscita? Ma loro erano lì da un giorno! E poi direi che come minimo non è elegante trattarli come burattini di un centro sinistra solo gattopardesco che lancia trappole cercando di parlar d’altro… anche questo un giudizio già sentito. Quanto all’accusa di non risolvere, con quei tagli, alcun problema della nostra economia o del deficit o debito pubblico, beh, lasciamo perdere.

  12. Condivido il giudizio dal punto di vista comunicativo e, sinceramente, non ci vedo un giudizio politico, nè sulla proposta, nè sulle persone. E’ vero che allo spettatore (un minimo smaliziato) rimane il sapore di una recita scolastica. Sulla affannosa (e dannosa) rincorsa al frame del M5S, ho scritto anche altrove che il rischio vero è che l’anti-grillismo diventi la frontiera senile dell’anti-berlusconismo.

  13. i punti che trovo poco “super partes” ,diciamo così, sono diversi, definire ad esempio il collegamento una “comparsata”, implica che i due siano delle specie di burattini di contorno (ovviamente burattini della coalizione di csx),l’ avverbio “chiaramente” al punto 4 che di fatto dà un giudizio politico alla scelta dei due da parte della stessa coalizione, a sostegno di una tesi tutta politica a cui ti riferisci quando dici che senza M5S non avremmo mai assistito a questo collegamento.
    A me appare che questo sia il tuo giudizio, benchè lecito e sostenuto da molti, ma in mancanza di controprove è di fatto un giudizio politico di parte.
    Per esempio definire Grillo un incubo per Bersani non credo sia giusto, ma il mio è un giudizio di tipo politico.

  14. Giovanna sono d’accordo con la tua analisi; la accetto soprattutto quando sottolinei che l’intervista si è giocata sul “terreno e dentro al frame del Movimento 5 Stelle” e anche quando critichi l’impianto a mo’ di lezioncina. Diciamo che anche Floris gioca la sua parte fondamentale. Imposta la trasmissione in maniera solenne come fossimo a scuola, anche la sua voce impostata da primo della classe non aiuta. Dentro ad un format televisivo si sa quel che si rischia. Qui, forse si voleva appunto mandare un messaggio simbolico, forse di una sinistra che sta raccogliendo la lezione che il M5S ha dato a tutti i partiti (ma soprattutto al csx).

    Ciò che non mi spiego è perché non si motivi mai in maniera professinale; bastava per esempio aggiungere che i soldi ricavati sarebbero andati alla sanità pubblica o alla scuola. Dire a chi destinare i soldi di questi autotagli in maniera circoscritta. Non so se si possa fare. Ma credo di sì. Magari ci si staccava dal frame cinque stelle e l’agito (proprio perché operato nella circostanzialità della destinazione d’uso di quei soldi) avrebbe convinto più persone.

    Detto ciò, Giovanna può spiegarmi, da un punto di vista storico questa frase cosa significa? : “senza M5S avremmo mai assistito a un’intervista del genere?” Sa un po’ di retorica a mio avviso. Oggi su FB girava una foto con su scritto il medesimo quesito, sulla medesima tematica. Con i se e i ma si fa la storia? A me hanno insegnato di no. La riflessione è a rischio banalità. Sappiamo tutti e tutte da tempo (eccetto Bersani e il PD, presumibilmente), quanto il M5S abbia influenzato l’agenda politica.

  15. La foto di cui sopra.

  16. l’anti-grillismo diventi la frontiera senile dell’anti-berlusconismo

    il problema infatti e’ molto simile sempre di padre-padrone si tratta.

  17. Anch’io ho trovato un po’ eccessiva l’esuberanza stilistica dell’On. Grasso e più accorta quella dell’On. Boldrini. Sicuramente farina del loro sacco. Chissà, forse proprio il fatto che l’esternazione non sia stata studiata nei dettagli comunicativi (immagino i due presidenti sommersi ieri dal lavoro e non certo in condizione di provare i vari siparietti) conferma che c’era innanzitutto l’intenzione urgente e politicamente sacrosanta di attenersi alla sostanza. I fatti da comunicare, per ottenere un impatto immediato sulle consultazioni e trattative politiche in atto, erano due: riduzione della retribuzioni e dei costi della struttura; disponibilità al dialogo sulla gestione dell’aula. I due fatti sono arrivati a destinazione e non sono certamente una esclusiva di Grillo o del MCS. Si sta giocando una partita politica molto complessa e la tempestività di certe decisioni riveste un ruolo tattico importante. Qualche errore di rodaggio della comunicazione è consentito.

  18. Ciò che non mi spiego è perché non si motivi mai in maniera professinale; bastava per esempio aggiungere che i soldi ricavati sarebbero andati alla sanità pubblica o alla scuola.

    Boldrini ha suggerito che i tagli devono avere destinazioni visibili. Per esempio la ricerca ma anche altro.

  19. Si sa come la gente ha letto il duetto?
    La mia impressione personalissima (che potrebbe essere assolutamente contraddetta) è che, nonostante gli errori comunicazionali e posturali, forse qualche effetto positivo potrebbe averlo avuto.

    Il M5S sta disilludendo in parte le attese: 1) agli occhi degli italiani lo tsunami travolgente sta rallentando e perdendo forza nei giochi di potere dettati dalla scelta delle cariche. 2) Alle persone interessano i fatti concreti, lavoro e situazione economica, solo ai fedelissimi (e non sono tutto il 25% che li ha sostenuti) interessano i giochi interni (chi vota chi, chi segue le direttive, etc). 3) Nel frattempo i grillini sono spesso scivolati in errori dettati dall’inesperienza.

    Il Pd vuole rubare terreno nel frame dell’avversario con proposte concrete e magari attuandole pure (vedi 1), diventando agenti in prima persona e facendo propri i valori che il M5S ha proclamato ma non ancora attuato, tra cui la famosa riduzione degli stipendi (vedi 2). Propone persone non avvezze alla comunicazione mediatica (per il Pd buona comunicazione = berlusconiana memoria), ma con un passato di esperienza (vedi 3), che proprio perché nuove possono proporre cose innovative senza sentirsi dire “perché allora non l’avete fatto prima”. Su tutto, non secondario, la pacatezza con cui hanno parlato, estraniante rispetto alle abituali azzuffate mediatiche.
    E in più danno un giudizio positivo e concreto pure sulla controparte grillina, con cui condividere le LORO (di Boldrini e Grasso) proposte.
    Sono ottimista, ma forse con questo stile dimesso riusciranno a fare e far durare un governo altrimenti destinato a cadere. (E speriamo trovino finalmente qualcuno che dia buoni consigli sulla comunicazione…)

  20. wow me li ero persi, ma rasentano il ridicolo. Il m5stelle tiene tutti sotto torchio. Alla fine, forse, è meglio che il 5 stelle non abbia avuto la maggioranza (non li ho votati) e che restino all’opposizione… mi scuso per fare un commento politico su un post che politico non è.

  21. Non ho visto Ballarò volevo evitare di essere come sempre troppo critica ma confesso che non vedevo l’ora di leggere Cosenza e posso dire che non sono sorpresa? Non solo il siparietto ben descritto mi dà l’idea della recita ma penso che sia solo una piccola parte di una recita che coinvolge tutte le dinamiche dal dopo voto a oggi, diciamo che stiamo assistendo come spettatori, alcun i attenti altri svagati altri ancora estasiati a una sorta di cinespottone elettorale che i Vanzina mai avrebbero immaginato

  22. Una precisazione/modifica del mio commento:
    E speriamo ASCOLTINO CHI dà buoni consigli sulla comunicazione…!

  23. Pingback: Perché il duetto Boldrini-Grasso a Ballarò non ha funzionato | Roberto Carta Post!

  24. Pienamente d’accordo con l’analisi di Giovanna.
    Aggiungo una domanda e una risposta, che vanno al di là degli aspetti di tecnica comunicativa.

    Domanda: perché inseguono Grillo sul suo terreno, adottando il suo frame?
    Risposta (non è una certezza, è un’ipotesi che sarà facile verificare nei prossimi mesi): perché non hanno, né loro né il PD, un loro frame in cui seriamente credere. (Peraltro, nemmeno il frame di Grillo è seriamente credibile.)
    Perciò, continua l’ipotesi, Laura Boldrini e Piero Grasso si sentono inadeguati, e non sono ancora politici abbastanza scafati da riuscire a mascherare l’imbarazzo della loro inadeguatezza, di cui forse sono vagamente consapevoli — detto a loro modestissimo merito.

    Per “inadeguati” intendo che non hanno idea di che cosa serva per fare uscire l’Italia dalla crisi.
    E pensare che gli basterebbe rileggersi con cura la lettera del compagno Draghi Mario di un anno e mezzo fa — mia opinione personale che non pretendo venga qui condivisa, se non da pochi.
    Ma non voglio fare una critica così sostanziale, a loro e al centrosinistra (PD+SeL), senza accennare ad una linea alternativa.

  25. …resterebbe poi il problema di trasformare la ricetta Draghi in un frame vendibile agli italiani.
    Bel problema di strategia e tecnica comunicativa, su cui sarebbe bello, prima o poi, sentire Giovanna. Che però — azzardo — potrebbe ritenerlo un problema insolubile, non meritevole di attenzione, né sua né di nessun politico serio. Chissà.

  26. Non sara’ che inseguono il frame di Grillo perche’ tanti dei loro elettori lo condividono ma hanno votato PD perche’ non condividono tutto quello che Grillo dice, e sopratutto non vogliono la distruzione totale che vuole Grillo? Forse perche’ sanno che a distruggere non ci vuole niente – la camorra ha distrutto la citta’ della scienza in una notte – ma a costruire si fa una gran fatica.

  27. E prima ancora di rileggersi la ricetta (e i successivi aggiornamenti), Boldrini e Grasso, insieme con Bersani, dovrebbero studiarsi bene le 15 slides che Draghi ha presentato una settimana fa ai leader europei:
    http://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2013/html/sp130315.en.pdf?e31c0f4e9fbac801e2374ff004fd4187
    Specialmente la slide 10.
    Ma saranno in grado di capirle?

  28. Su come uscire dal frame di Grillo, un’analisi che mi pare interessante: http://www.partitodemocratico.it/doc/252231/la-riforma-i-cittadini-scelgano-i-loro-deputati.htm
    (“don’t follow the money!” – e forse bisognerebbe iniziare a ricordare come sono stati scelti i candidati del M5S per questa tornata elettorale)

  29. @Alessandra
    Sì, credo che il Pd insegua il frame di Grillo per la ragione che dici tu. E’ però una pessima ragione.
    Un buon leader dovrebbe riuscire a guidare gli elettori verso la salvezza, invece di seguirli verso il baratro.

  30. Riguardo alla slide 10 della lezione di Draghi, tenete presente che la bassa competitività industriale italiana può dipendere molto, e certamente molto dipende, dalla inefficienza generale del paese: cattiva legislazione, burocrazia pesante, giustizia inefficiente, corruzione, mafie, e sistema scolastico in varie parti scadente. Tutto questo pesa su ogni singola impresa e ne rallenta il funzionamento.

  31. @ilfio scrive: “E poi sarò vecchio, cadavere mi definirebbe Grillo, ma continuo a credere che democrazia sia soprattutto ascolto, rispetto di chi non la pensa come te, e dovere di cercare le soluzioni migliori possibili nelle condizioni date, anche attraverso la mediazione che non è sempre inciucio e svendita e tradimento.”

    Tutto giusto, torniamo indietro nel tempo ed impediamo a Berlusconi l’ingresso in politica.

  32. Bella la pubblicità di questo video: “In famiglia ognuno ha il suo incarico”!
    Perché non scrivi questo post anche su Il Fatto Quotidiano? E’ interessante. Non sono un’esperta ma in effetti questa presentazione non è piaciuta neppure a me, non è seria. Forse sono amici. Spero che siano così disinvolti e alla mano anche con i comuni cittadini. Rinunciare alle abitazioni? Gli davano pure una casa?! Che la rendano disponibile per me!
    Belle parole: vediamo se passeranno ai fatti! Mi piace comunque il loro linguaggio semplice, senza giri di parole. Modesto Grasso: “Cinque anni sono pochi…siamo partiti bene”! Sembra Berlusconi, che tempo fa disse che voleva campare altri quarant’anni o roba del genere! Sono curiosa di sentire l’opinione e gli sketch di Crozza al riguardo.
    Come giudichi invece l’operato del capo di polizia Manganelli?

  33. D’accordo su tutto tranne su una cosa: non sta alle presidenze di camera e senato risolvere i problemi economici del Paese.

  34. Posso aggiungere al tu elenco, Ben, la cultura d’impresa? Spesso gli imprenditori non capiscono quello che fanno e cosa potrebbero fare, non leggono, non s’informano (non hanno tempo!), non studiano. Spesso preferiscono intrallazzare nel sottobosco. Basta vedere come comunicano, come sono fatti i siti aziendali, i cataloghi e la documentazione. Basta leggere qualche relazione, assistere a qualche presentazione in powerpoint, leggere qualche relazione in linguaggio tecno-demitiano. I laureati non hanno più aperto un libro dall’ultimo esame. I settimanali e i mensili di settore sono letti al massimo da quelli che li scrivono e, in genere, sono mal fatti, spesso si limitano a tradurre alla meno peggio articoli vecchi ripresi da riviste straniere…

  35. ma insomma, la saputella Giovanna Cosenza deve ringraziare gli anni ’70 se può vantarsi come docente in non si capisce bene in che materia, e grazie a questa presunta disciplina ci dispensa sul nulla rivestito di riflessioni scarse e inutili. Basta

  36. @ubik
    qui ogni tanto ci scorniamo fra di noi ma sempre nei limiti. Nessuno ti ha invitato, se non ti piace questo, il web è pieno di blog dove puoi rinfrescarti la bile. E non dire “non si capisce” quando sei tu che -in, in– non capisci. Molti altri capiscono benissimo e apprezzano. Tutti idioti? E poi, “basta” a chi?

  37. Sono d’accordo. Il problema vero però secondo me è che all’interno del centrosinistra i concetti di frame o di campo semantico non sono ancora arrivati. D’altra parte, anche negli USA, c’è voluto Lakoff, Westen e altri – e non in tempi remoti – per capirlo.
    Il giudizio politico non c’entra e infatti il problema non è politico e il limite non è di proposta (il centrosinistra forse ne ha in eccesso!), ma di attenzione al linguaggio.
    C’è da dire che “Italia bene comune” (sarebbe anche il caso di veicolare meglio il nome della coalizione o sceglere un nome più semplice da veicolare…) agisce su un terreno “concimato” da anni di comunicazione viscerale ed egoistica alla Berlusconi e viscerale e moralizzatrice “a prescindere” alla Report o Stella e Rizzo, cosa che in qualche modo danneggia l’approccio più tradizionale di IBC.

  38. Solo una perplessità sulla valutazione. Si accenna ad una presunta linea strategica dei due neoeletti alle richieste del M5s. Su questo aspetto però il movimento è stato puramente un ricettacolo di richieste. Nella realtà questo movimento ha una larga base di proposte, non tutte a dire il vero, che nascono direttamente più dal desiderio di una vastissima fascia dell’elettorato italiano. La moralizzazione dei costi della politica di fatto credo sia uno dei più richiesti in senso assoluto ma dagli italiani stessi. E’ solo su questo aspetto che di fatto si sono mossi la Boldrini e Grasso. Il Movimento di fatto ha solo avuto il ruolo di macro espanderne la richiesta rendendola una delle prime cose volute dell’elettorato italiano. Molti altri punti del movimento di fatto sono invece pura strategia esclusivamente veicolata a favorire un idea di dissenso sulla visione dell’uomo politico attuale fagocitando promesse di un presunto potere del popolo. Potere che di fatto storicamente si è poi sempre e solo indirizzato verso forme di dittatura dei soliti “garanti” dell’innovazione. La comunicazione non è quindi sicuramente improntata sul “terreno o frame” del movimento, sui cui probabilmente esisterà solo un percorso di avvicinamento per problematiche istituzionali… ma sarà più un percorso per arrivare il più vicino possibile alle scelte di un maggioranza di italiani molto più ampia. I “grillino” hanno fatto breccia ma non rappresentano quella maggioranza di italiani che si vorrebbe raggiungere.

  39. Pingback: Cipro, Grillo, i marò e il Papa secondo di cupi blogger | Valigia Blu

  40. Caro guydebord,
    ti segnalo un articolo che porta solidi dati a sostegno della tua (molto rilevante) tesi sulla scarsa cultura d’impresa in Italia:
    http://www.lavoce.info/quellorganizzazione-del-lavoro-che-litalia-non-innova/

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