Paghi l’affitto in nero? Denuncialo all’Agenzia delle entrate

L’Agenzia delle entrate dell’Emilia-Romagna ha realizzato un cartone animato per spiegare i vantaggi di cui beneficiano coloro che decidono di denunciare il fatto che pagano un affitto in nero e di farlo registrare come contratto regolare. Il progetto si inserisce nel patto per la legalità fiscale siglato nel giugno 2012 dalla direzione regionale dell’Emilia-Romagna con il Comune di Bologna e la Guardia di Finanza, ed è la trasposizione in forma animata della guida “Tre passi per l’affitto in regola”.

Esci dal nero!

Il video “Esci dal nero!” è stato ideato e realizzato a costo zero da Marco Coppola, giovane videomaker bolognese, che ha alternato lo stop motion con l’animazione digitale bidimensionale. I personaggi sono stati disegnati su cartone grezzo, fotografati e animati in ogni singolo componente.

Poiché sono moltissimi gli studenti e le studentesse universitarie che pagano un affitto in nero, mi piacerebbe discutere qui del problema, oltre che dell’efficacia del video e della campagna complessiva. E mi piacerebbe si diffondessero le informazioni fra amici e conoscenti che si trovano in questa situazione.

11 risposte a “Paghi l’affitto in nero? Denuncialo all’Agenzia delle entrate

  1. Diffondo e diffonderò questo messaggio pensando ad un caso accaduto, quasi 15 anni fa a Milano, alla mia vicina di casa (eravamo entrambe studentesse) che provò a mettersi in regola con il pagamento dell’affitto. Non ci riuscì, i proprietari di allora furono più “furbi” e in un mese decise di cambiare casa con contratto regolare tramite agenzia.

  2. Questo articolo mi ha fatto ricordare i tempi dell’università, dove trovare una stanza in affitto con regolare contratto era un miraggio. L’ Università di Siena cercò di limitare questa pratica richiedendo agli studenti vincitori di borsa di studio in lista per la casa dello studente il contratto di locazione per avere diritto al contributo affitto. Ma ci vorrebbe molto di più…Esempio utopico? La Guardia di Finanza potrebbe ricevere (se è possibile per questioni di privacy etc), come la Questura (ma davvero pensano che nelle città universitarie ci siano migliaia di “ospiti” che vivono da amici e parenti per anni??) la lista di tutti gli studenti iscritti all’università della città di riferimento, da questa si eliminano i ragazzi che stanno in casa dello studente e quelli che hanno già portato copia del contratto perchè vincitori di borsa di studio. Da qui (sono consapevole che è un lavoro certosino, magari anche folle) mettersi a “legnare” tutti i padroni di casa furbetti.
    I padroni di casa più “zelanti” si premurano di denunciare l’ospite (ma davvero pensano che nelle città universitarie ci siano migliaia di “ospiti” che vivono GRATUITAMENTE da amici e parenti per anni??) alla Questura.
    E’ facile lucrare su uno studente, giovane, inesperto e con poco potere negoziale, disposto a vivere in condizioni al limite della civiltà e della sicurezza (impianti non a norma solo per citarne una).
    Servono più tutele per gli studenti! In ultimo, ma non meno importante, bravo a Marco Coppola per il video!

  3. Premetto che ritengo giusto ed onesto che tutti paghino le tasse sulla base delle regole fiscali vigenti, salvo poi tentare di cambiare quelle regole.
    Anche questo è un problema di mercato. Visto che i posti disponibili non sono molti cioè la domanda supera l’offerta, quest’ultima ha buon giocco a dettare le regole.
    E’ vero che chi paga ha diritto a volere il rispetto delle regole, ma rischia di ….dormire sotto i ponti!
    La soluzione? non la conosco, ma sicuramente non è sufficiente stimolare l’onestà di chi ha bisogno, è una lotta tra poveri!

  4. Certo è che il contratto costa, e anche caro. Mi ricordo anni fa che i miei affittavano una casa a 300€ al mese e alla fine dell’anno tra tasse e alcuni lavori di manutenzione ordinaria l’anno lo chiudevano sempre in perdita. alla fine hanno venduto…
    Per giunta va considerato anche che se si fa una denuncia e si rimane lì per 8 anni, poi in quali rapporti si deve mantenere l’inquilino con il proprietario? non facili credo…
    Il video è davvero da dilettanti e poco efficace a mio avviso.

  5. e poi vorrei invitare a riflettere sul fatto che il video non è stato realizzato a costo zero, perché la manodopera e il tempo delle persone si pagano.
    con questa mentalità all’italiana, tutto il settore audiovisivo sta morendo.
    saluti

  6. Ottima animazione e ottima iniziativa, della quale non ero a conoscenza. Ho esperienze passate da affittuario, non per uso abitativo ma per “sala prove” musicale. Avrò cambiato negli anni circa 4 o 5 sale prove e solo in un caso il rapporto era sancito da un contratto regolare. Se allora fosse esistita questa possibilità (che non so se sia estesa a tutte le tipologie di affitto) mi sarei mosso di corsa!
    Poi vabbè ci sarebbe tutto un discorso da fare appunto sui locali adibiti ad attività creative in genere (rumorose e non), per i quali allora vigeva un’incertezza legislativa disarmante. Adesso sinceramente non lo so. Ma sono già OT…

  7. A Torino c’è (stata) una interessante iniziativa –StessoPiano– che mette(va) in relazione studenti in co-housing e proprietari di appartamenti affittati a prezzi concordati, calmierati e con tanto di ricevuta. A sostenere e garantire il progetto la Compagnia di San Paolo. L’attività, molto interessante, avrebbe potuto funzionare se il senso civico, l’onestà, il controllo pubblico sull’evasione fiscale avesse avuto il sopravvento. Ma sappiamo benissimo che l’onestà non è di casa nelle nostre città ad alta densità di studenti che arrivano da fuori sede e che essi rappresentano un bel extra-business esentasse. L’Aquila (tranne poi piangere coccodrillescamente dopo il terremoto) Perugia, Bologna, Roma, Milano, Torino, Padova… ecc. sono città nelle quali appartamenti fatiscenti arredati con i mobili scassati del bisnonno morto, stipati di studenti che cucinano in sei su un fornellino, sono affittati per quattro-cinquecento euro al mese, senza contratto e in contanti anticipati. Sarebbe molto facile individuare i proprietari se solo ci fosse una reale volontà, anche senza denunce da parte degli affittuari. Abbiamo avuto un caso, scoperto qualche anno fa, di un ex dipendente municipale che risultava sconosciuto al fisco, mentre in realtà era proprietario di più di centocinquanta appartamenti in città, tutti affittati a studenti o a clandestini, che forse è lo stesso. Questo non si fa senza la complicità di molti, così come non si denuncia con i risultati previsti senza che l’Agenzia delle Entrate, i Comuni e i vari enti siano davvero convinti che l’evasione è un reato, ed agiscano di conseguenza. Sinché i proprietari saranno nella libera condizione di scegliere fra l’evasione e il rispetto delle leggi senza che ci siano pesanti sanzioni conseguenti, il tutto sarà rimandato all’iniziativa individuale di pochi e anche questa probabilmente sfumerà nel nulla di fatto.

  8. ma psicologicamente parlando come fa uno poi a guardare in faccia il proprietario senza avere timore? questo non lo spiega il video.

  9. Iniziativa meritoria e direi insolita quasi per una pubblica ammnistrazione. ..certo andrebbe accompagnata da azione incisiva di deterrenza da un lato, da partenariato cn associazioni di categoria dall’altro

  10. Sarebbe bello fosse così anche qui a Roma!

  11. La legge è stata dichiarata incostituzionale il 14 marzo. Perciò, uno come me, che non sapendolo, oggi è andato a fare la denuncia alla guardia di finanza, la quale non è informata, una volta andato all’agenzia delle entrate scopre che non può fare niente, e che ha denunciato inutilmente, e che quindi ha soltanto peggiorato la propria situazione.

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