Fabri Fibra fuori dal Concertone del Primo Maggio: giusto? sbagliato?

Fabri Fibra

Il rapper Fabri Fibra è stato escluso dal Concertone del Primo Maggio per accogliere la richiesta dell’associazione D.i.re (Donne in rete contro la violenza), la quale, in una lettera aperta, aveva messo in evidenza i contenuti sessisti, omofobi e violenti contro le donne che i testi di diverse sue canzoni esprimono. In poche ore ho ricevuto mail e messaggi da molti giovani che si sono indignati per l’espulsione, considerandola un atto di censura e di grave incomprensione verso un intero genere musicale, il rap.

Cito un paio di stralci, che sono rappresentativi di molti altri: «Ma potevano esserci altri modi di tutelare le donne? Modi diversi dalla censura totale? Qua parliamo di censura fatta da un’associazione femminile! Di anatema. Il buon senso avrebbe potuto suggerire semplicemente di chiedergli di non suonare certe canzoni e di concordare i brani.» Oppure: «Il fatto è che ci sono artisti come Elio e le Storie Tese (che stimo e che seguo da più di 10 anni), ma anche altri come loro, a cui è concesso salire su tutti i palchi e a qualsiasi ora, anche se hanno prodotto testi quali quello de “La Ditta” (che incita alla coprofagia) o “Cassonetto differenziato per il frutto del peccato” che invita le mamme ad allenarsi a lanciare il bimbo nel cassonetto, e poi “Amico hooligano”, il cui titolo dice tutto!»

Ai giovani che mi hanno scritto ho risposto in questo modo, promettendo una discussione più ampia sul blog:

Caro X, è un bel problema, sai. Perché so bene che un testo come per esempio”Venerdì 17″ nel rap è protesta, è denuncia rabbiosa dell’emarginazione, della violenza, della povertà, del degrado eccetera, ma nel momento in cui certe cose le canta una star a ritmo di musica, una figura che funge da riferimento, che raccoglie fan e proseliti, quelle stesse parole possono essere ascoltate e lette anche come valorizzazione e addirittura istigazione, esaltazione della violenza. E non solo dalle associazioni di donne, non solo da chi possa essere considerato sensibile o ipersensibile alla difesa dei diritti delle donne.

Mettiti nella testa di uno che sta già messo male, che è poverissimo, senza lavoro, ha pochi strumenti culturali e magari è sbronzo o è fatto di droga, magari è incazzato con il mondo, magari è pure incazzato con la donna con cui ha avuto una storia. Mettiti nei panni di uno, dieci, cento individui così: come può vivere, uno così, un testo del genere? Te lo chiedo davvero. Mettiti in QUEI panni, non in quelli dei ragazzi normalissimi che vedono in queste parole solo arte, provocazione, denuncia, mettiti in quei panni e leggi attentamente le parole di “Venerdì 17” o di “Su le mani”. No di più: ascoltale a ritmo di musica, cantale tu stesso, ripetile dentro la tua testa e poi dimmi: come ti senti? non ti senti più carico? Giustificato se fai qualcosa di orribile? Valorizzato?

Aggiungo però: ricordiamo che la comunicazione funziona col “Parlino bene o male, purché parlino”. L’esclusione dal Concertone non farà altro che valorizzare ulteriormente Fabri Fibra, confermandolo come rapper maledetto, artista contro. Era questo, che si voleva ottenere? La discussione è aperta.

56 risposte a “Fabri Fibra fuori dal Concertone del Primo Maggio: giusto? sbagliato?

  1. Certi artisti in nome dell’arte pensano di poter dire ogni cosa passi loro per la mente; invece c’è un limite e un buonsenso per tutto. Certi testi non dovrebbero nemmeno essere pensati, altro che cantati ad un concerto!
    Nel mondo in cui viviamo, in cui molti non hanno filtri, ascoltare certe canzoni può spingere alla violenza.

  2. Cara Giovanna, per me è già un insulto al rap, in quanto genere musicale, reputare FabriFibra un rapper. Credo sia giusto non averlo sul palco, non solo per i contenuti sessisti delle sue canzoni, ma per i valori che il concerto del Primo Maggio ancora (forse?) rappresenta: quali socialità, lavoro, rispetto. Conciliano con NON FARE LA PUTTANA? O.o’

    Poi, rigiro la domanda se riesco: perché fra tanti bravissimi rapper sulla piazza, la scelta è ricaduta proprio su FabriFibra?, e non su MondoMarcio, Kaos, Mirko Kiave, Colle der Fomento? Rapper tosti, bravi e meno violenti e anche commerciali, meno trush. Forse per far parlare e basta. Alzare un po’ di cagnara con questa storia (cazzata) della censura.

    In questo paese c’è un rapporto malato e distorto, mi pare, con il termine CENSURA ed il suo significato. E’ censura quando non vieni ritenuto all’altezza di evento o di una situazione? E’ censura se civilmente qualcuno protesta con argomenti validi e visto che ciò quello che canti è offensivo, magari continui ad andare ad Amici di MariaDeFilippi? A me non pare così assurdo. Ne tanto meno censorio.
    Veniamo da trent’anni di dileggio che – comunicativamente parlando – è passato per comicità, scherno simpatico grazie alla tv e al cinema trush (con tutto il rispetto per chi si nutre o si è nutrito di simili prodotti). Sono certa che il prossimo anno per riparare al “danno” rimedieranno invitando i CLUBDOGO.

  3. Non ti seguo, prof… mi sembra la solita polemica vecchia come il cucco, di quando Arancia Meccanica traviava gli adolescenti. L’arte, quando è tale, è al di là delle convenzioni morali vigenti. Fabri Fibra (piaccia o no e a me non piace) sa scrivere, interpreta un ruolo, provoca, ci gioca. Niente di nuovo, gli artisti lo fanno da sempre. Ad essere fuori luogo è l’atteggiamento delle associazioni, sempre più perbeniste e ipocrite, che si nascondono dietro tragedie sociali per pontificare e distribuire giudizi di valore. E non possiamo metterci nei panni di chi è “messo male”, altrimenti richiamo di ridurre tutta la cultura al livello dei teletubbies

  4. Giovanna, qui partiamo da un brutto e pericoloso equivoco di fondo: la violenza sulle donne non è fatta da persone più povere o meno acculturate di altri, è fatta da delinquenti violenti e infami di qualunque classe sociale, in primis i cosiddetti “ragazzi normalissimi”. Le canzoni (o videogiochi o film o altro) non ci azzeccano per niente come giustificazione: ascoltare Mozart, i Public Enemy o Elio non cambia nulla, né in bene né in male. Qualcuno voleva avere visibilità, l’ha avuta.

  5. Siete sicure e sicuri che le canzoni, i loro testi, il ritmo e il sound non abbiano effetti? Tutto quello che facciamo ha una ‘ricaduta’. Sto pensando a un’intera generazione di donne che si è ‘allenata’ a vivere la relazione col compagno sulle note di ‘Edera’, per esempio. Non certo violenza, quindi, anzi parole che venivano definite ‘d’amore’ e nascondevano, esaltandola, la sottomissione, la dipendenza dal maschio, dalla relazione. Certo, una situazione che a tanti piaceva e faceva comodo. M ase sono sottomessa e dipendente finirai col pensare che sono una ‘cosa tua’. Abbiamo sempre una grande responsabilità e se siamo ‘famosi’ e visibili ne abbiamo ancora di più.

  6. Questo è il mio argomento!🙂 peccato che sono un po’ preso…….. Cmq un sacco di “popular music” è reazionaria. Peraltro lo è sempre stata. limitandoci allìitaliana vi segnalo questo doc storico:

  7. Il tema è vecchio di decenni. Ogni secolo ha il suo mostro contro cui puntare il dito. Abbiamo avuto Kubrik, andato in crisi perché accusato di istigare alla violenza con Arancia Meccanica, poi diventato un cult. Dopo abbiamo avuto Manson, l’indiretto colpevole della strage di Columbine. Oggi abbiamo Fabri Fibra. Pensare che la violenza in un ragazzo esploda con una canzone e/o film e/o videogioco è un pò ingenua. A questo punto parliamo solo di rose, fiori, uccellini e nuvolette così chi ha dei problemi non si turba e siamo tutti contenti. Davvero ci vogliamo credere? Certo infastidisce che uno ti venga a cantare in rima: “ehi stai attenta cara mamma che tua figlia la sera esce e la regala a tutti come il pane, che tuo figlio lo fa senza preservativo, che i suoi pensieri in testa sono questi e sono oscuri come le cose che combina con gli amici che tu non saprai mai”. E’ meglio zittire Fibra perché se vostra figlia mette le tette su internet non è perché è LEI l’idiota, ma perchè Fibra canta di una che mette le tette su internet. La responsabilità di quello che i ragazzi fanno è LORO! Smettiamola di deresponsabilizzarli su tutto!

  8. meglio trottolino amoroso, du du da da? Non credo.

  9. Manson chi?

  10. KillingPenelope,
    hai ragione, “smettiamola di deresponsabilizzare tutto!”, in primis chi FA cultura, opinione pubblica, cassa di risonanza. Non vuol dire deresponsabilizzare il singolo, o la famiglia, ma significa che tutti siamo animali sociali, e come tali i significati che vengono gestiti a livello mediatico intessono anche le nostre vite. L’educazione non viene solo dalla famiglia, ma è qualcosa di più complesso.
    Guarda solo l’esempio delle parole che usiamo: “inciucio” è il vocabolo più in voga nelle analisi politiche, “velina” ha sostituito soubrette, continuo? Pensa da dove sono nati, pensa con che facilità sono diventati popolari. E pensa a quanto sia ugualmente facile che accada anche per idee, valori, soprattutto per quegli stereotipi che sono già profondamente radicati nella nostra società. Non farlo cantare al 1 maggio non è zittirlo, è preferire magari qualcuno che c’entri qualcosa con la festa e i valori comunicati. E che magari non rafforzi pregiudizi e stereotipi già fin troppo forti.

  11. Secondo me non risolve nulla. Fibra avrà sempre un suo gruppo di fans. Quei testi sono orribili e ne ha fatti pure di peggiori ad esempio un brano che si chiama “zoccole” (cercare x credere). Secondo me certi testi vanno proibiti e non di cantarli ad un concerto ma proprio di scriverli perchè se no non si risolve nulla.

  12. mi piacerebbe se fibra andasse al concerto, così come gli slayer potessero andare ancora in tv; ma allo stesso modo mi piacerebbe che l’audience venga educata all’ascolto e alla comprensione anche di un certo tipo di espressione, magari proprio dalla tv. Mi interesserebbe di più vedere la Cosenza in tv a spiegare la lettura dei testi piuttosto che la gruber a fare…a fare cosa?
    In mancanza di questa educazione (o politica di educazione) mi limito a dire una cosa che mi fa disgustare ma che purtroppo ritengo vera, e cioé che il problema non è di chi urla, ma di quegli “stolti” che fraintendono

  13. La censura non risolve mai. Questo è elementare e non vale neanche la pena discuterlo. Ma che le canzoni, il rap, il rock e la musica in genere, da Wagner a Fibra, possano essere veicolo di ideologie è da prendersi in considerazione. Si tratta dunque di analizzare, scrivere, esprimere opinioni; e che ogni essere umano si faccia la propria idea informandosi, leggendo, discutendo, ragionando. Criticare, stroncare, anche fischiare, un artista è lecito. Censurarlo no. Il discorso ovviamente si può estendere al cinema, alla letteratura, a tutte le arti.

  14. Non conoscevo le canzoni. Leggendo i testi, ricordo di averne ascoltate di più belle, come “Rap futuristico”, “In Italia” e “Le donne” (soprattutto il video). Forse quando le ha scritte si era appena fatto! “Su le mani” sembra proprio una canzone omofoba e misogina mentre “Venerdì 17” sembra più una canzone di denuncia ma fatta nel modo sbagliato, spettacolarizzando la violenza sulle donne.

  15. La censura non risolve mai, concordo. Resta da decidere se in questo caso si possa parlare di censura, e poi anche se il problema non è tanto non influenzare chi ascolta, quanto piuttosto non offendere le donne. Credo che la richiesta nasca da una esigenza di veder preso in considerazione l’effetto di certe parole (e non importa che magari non sarebbero state cantate certe canzoni, c’è anche un elemento simbolico in questa richiesta, credo) sulle donne il giorno in cui si dovrebbe pensare e parlare di lavoro: uno degli argomenti davvero centrali per il raggiungimento di una uguaglianza di diritti effettiva, una delle strade – anche se certo e purtroppo non la sola – per pensare di venire a capo delle relazioni violente, una delle strade fondamentali per restituire forza e indipendenza alle donne vittime di violenza, come sa bene chi le accompagna psicologicamente e concretamente all’uscita dalla violenza. E ricordo quante sono le donne che subiscono una qualche forma di violenza: circa una su tre, Dunque sicuramente a quel concerto assisterà un bel numero di donne che la violenza maschile e familiare sa bene cos’è e credo che sia soprattutto per loro che è stato chiesto che Fabri Fibra non partecipi. Se poi da quella richiesta ora accolta sono nate discussioni, in fondo anche questo è un dato positivo, si è data voce a una posizione critica che merita ascolto.

  16. Preciso che sono contro ogni forma di censura su musica, film, libri, fumetti, telefilm per quanto questi possano essere considerati violenti, controversi, provocatori, “politicamente scorretti” eccetera (tra l’altro sono un fan di Tarantino, Dexter, Spartacus blood & sand, non vedo l’ora di iniziare a vedere il Trono di Spade che mi dicono anche quello essere molto violento, cinematograficamente apprezzo ogni genere cinematografico, ogni sotto-genere dalle commedie più o meno romantiche, persino american pie non mi dispiace, agli splatter quindi figuriamoci quanto posso condividere certi discorsi che troppo spesso leggo ancora sulla pop culture).., e preciso che sono molto d’accordo con quanto scrivono Kira, Riccardo Polesel e KillingPenelope (di quest’ultimo/a condivido sul fatto della responsabilità, non credo che chi mette le tette su internet sia solo per questo un “idiota”), però credo anche che Fabri Fibra non c’entri niente col concerto del primo maggio che almeno in teoria dovrebbe avere contenuti politici ben diversi dal qualunquismo di Fabri Fibra..sono già stati fatti dei nomi io aggiungo Caparezza che mi sembra ben più adatto al Concertone..questo per me è l’unico motivo per escludere Fibra non perchè “istiga” o potrebbe istigare a chissàcchè…è lo stesso motivo per cui non vedrei bene un Marylin Manson su quel palco, non certo perchè lo consideri direttamente o indirettamente responsabile di atti violenti commessi da qualcuno che si dichiara suo fan (e il film di Michael Moore Bowling for Columbine dovrebbe aver detto qualcosa di importante al riguardo, e vorrei ricodare che Marc Chapman, l’assassino di Lennon, leggeva Il giovane Holden).
    E visto che si citava Kubrick…bè magari avercelo sul palco del primo maggio..se avessi un figlio o una figlia adolescente gli farei vedere Arancia Meccanica tranquillamente

  17. anzi a ben pensarci Marylin Manson è forse meno qualunquista di Fibra..e pure musicalmente più interessante, vabbè..sono opinioni

  18. io la trova una cosa pazzesca! da donna mi sento offesa che venga escluso colui; Fibra, che canta alla liberazione femminile, in ogni sua canzone io respiro il rispetto x la donna!!!! ma i testi li ascoltate veramente???? oppure come al solito devo trovare tra la gente di “sinistra” “FEMMINISTA” , proprio i più bigotti, proprio coloro che si nascondono dietro sè stessi invidiosi del coraggio di un uomo, di dire in faccia la verità. mi ricorda molto Battiato e il suo dire “troie” in parlamento, è lo stesso scenario, lo stesso gioco moralista perbenista capitalista ecc ecc. direi graie a tutti coloro che hanno votato contro l’esibizione di Fabri Fibra al concerto del I MAGGIO, ci ricordate sempre che viviamo in una galera e voi siete i secondini, noi gli schiavi, i potenti sempre intoccabili🙂 che pena!!!!!!
    Fibra non offende le donne!!!! e le donne che si sentono offese sono le prime a offendere, si guardino dentro x capire la falsità di quello che hanno dentro. ma come si fa?????
    la mia rabbia nasce dal fatto che lo avete messo al bando e questo è veramente deplorevole!!!!!

  19. Ritengo che Fabri Fibra guadagni troppi soldi..non li merita per il talento che possiede..dovrebbe dedicarsi all’ippica

  20. non entro del merito dell’esclusione di Fabri Fibra dal concerto, faccio solo qualche riflessione: è arci-noto che “cogito ergo sum” non corrisponde a verità biologica.Innazi tutto c’è la percezione, poi ,l’organizzazione da parte della madre (o chi per essa) delle percezioni in pensiero verbale, quindi in azioni .E’evidente che questo processo dipende dall’ordine simbolico socio-culturale in cui siamo immersi, specificatamente la madre( che insegna) e tutti coloro che successivamente hanno parte attiva in questo processo quindi chiunque , artista o altro seguito da adolescenti ha una responsabilità oggettiva.

  21. “Dunque sicuramente a quel concerto assisterà un bel numero di donne che la violenza maschile e familiare sa bene cos’è e credo che sia soprattutto per loro che è stato chiesto che Fabri Fibra non partecipi.”
    – – —

    Questo è ridicolo oltre che pericoloso. Vieteremo allora ai ragazzini di leggere Poe, mica che poi massacrino le loro future fidanzate, magari murandole vive in cantina (possibilmente senza gatti a seguito, così che il lavoretto sia fatto per bene). L’invito è stato cancellato per ragioni ideologiche. Punto. il discorso sui testi compete ad altri spazi, critici per l’appunto.

  22. Questa è la tua prospettiva, e si commenta da sola, come sempre. E non hai proprio capito il punto, magari rileggi. E’ chi subisce violenza che non vuole sentire, e ha il diritto a un evento pubblico di quel genere, di chiedere di non sentire. La richiesta era perfettamente lecita, è una presa di posizione, è una voce che ha espresso il suo modo di leggere quei testi. Poi è stata accolta, prenditela con chi l’ha accolta.
    Se definisci pericoloso l’esprimersi di una voce – composta di molte voci – che ha chiesto e motivato, sono io a parlare di censura. E’ stato chiesto che non partecipasse a un evento pubblico di un certo tipo, non che gli si tappasse la bocca per sempre. Ne è nato un dibattito che prima con tanta forza non si era sentito. Chi ha paura delle parole qui?

  23. Divertente, anche se un tantino elitaria, l’idea che la discussione su testi percepiti da molte donne, e certo anche diversi uomini, come portatori di misoginia debba essere riservata a chi potrebbe parlarne in virtù delle proprie competenze critiche. Molto democratica e socialmente utile.

  24. Francamente Ilaria sei tu a travisare tutto quanto. E lo si capisce a partire dal doppio post, tipico della frenesia dello scrivere compulsivo.
    Se un collettivo o una individualità pretende di tappare la bocca ad un artista e ci riesce facendo cancellare un invito già inoltrato si può parlare di censura, di censura ideologica: mi chiedo quale sia altrimenti il tuo concetto di censura, forse quello stalinista o nazista in cui Fabri verrebbe prelevato in casa e portato in un lager?
    Quanto alla discussione appunto, fare e discutere non comporta richieste di sospensione di partecipazione, ed è evidentissimo che la discussione è aperta proprio a chi non essendo in grado di praticarla la trasforma nel solito lamento reazionario, bacchettone e moralista, all’interno del quale vige sempre la sospensione dei processi intellettivi.
    Peraltro lo scagliarsi contro Fabri (leggi “pesce piccolo”) ci fa capire l’ipocrisia di fondo del neo-femminismo reazionario. Le signore, Cosenza compresa, vadano a leggersi i testi di Vasco Rossi (leggi “il guru”) e si rendano poi conto del livello di misoginia che dagli stessi trapela.

  25. Analisi (non richiesta) dei processi mentali altrui, “tappare la bocca”, censura ideologica, bacchettone, moraliste, lamentose, sopensione dei processi intellettivi: non mi sembra manchi proprio nulla all’armamentario linguistico consueto e francamente noioso e ripetitivo di chi a tappare bocche è decisamente ben allenato, in una società dove attribuire censura alla vittima non so mi faccia più ridere o provare nausea. Non siamo in una situazione di uguaglianza tra uomini e donne, non partiamo dalla stessa logica nel guardare e nel protestare. Questo giudizio, tono incluso, sulle richieste altrui lo trovo semplicemente violento. Concordo unicamente sul fatto che sono molti i testi su cui sarebbe opportuno riflettere, e ripeto che se questa è un’occasione per farlo, bene.

  26. Trovo sinceramente immorale e disgustoso abusare delle vittime di femminicidio per innescare una polemica vacua come questa su Fibra. Essendo queste donne, e le altre sottoposte a violenza quotidiana, vittime di una cultura reazionaria, repressiva, coercitiva che nella negazione della parola ha sempre costruito la sua forza fascista, di autoanalisi (psicoanalitica) avrebbero bisogno coloro che non essendo in grado di risanare una società aggredendo il male alla sua origine si accontentano oramai da alcuni anni di sparare indistintamente nel mucchio ogni qual volta percepiscono un prurito alle mani e l’irrefrenabile desiderio di punire qualcuno.

  27. Direi che sarebbe l’ora di riconoscere che l’influenza di associazioni fondamentaliste sta diventando seccante e inopportuna e sta dimostrando la natura violenta e oscurantista dei suoi metodi.
    Ho letto la scaletta degli artisti che si sono avvicendati sul palco del concerto del 1° Maggio e quel che se ne deduce e che non ha mai avuto nulla di politico. È una kermesse di nomi eterogenea e senza alcun tema aggregante. Sarà politica la cornice ma non lo èmai stata la musica.
    Ammetto di rimanere perplesso anche per la risposta di Giovanna. Comprendo la necessità di voler apparire equilibrata e non dire esplicitamente a DIRE che hanno letteralmente cacato fuor dal vaso. Ma con l’argomento dell’identificazione in un testo si apre la porta a ogni forma di censura preventiva e paternalistica. Non aveva senso negli anni ’70 la parte politica che chiedeva di moderare i termini della critica sociale usando il ricatto della potenziale sobillazione quando addirittura c’era reale azione. Figuriamoci se ha senso preoccuparsi delle conseguenze dei testi di un “artista”, per quanto miserabili possano essere.
    Ciascuno ha la propria testa e ne risponde personalmente. Se mi preoccupo della possibile reazione dell’adolescente anche cresciuto che gioca coi fucili, ammazza vecchiette nei videogame, ascolta gli Slayer, cosa mi distingue da un Giovanardi?

    Di sicuro su una cosa Giovanna gliel’ha cantata, anche se a voce troppo bassa: escludere il rapper è un regalo enorme a lui e ai suoi testi.

  28. Leggo cose che mi lasciano allibita. Secondo alcuni bisognerebbe proibire anche di scrivere certe parole nelle canzoni, tipo “zoccole”. Allora con il vostro discorso American Psycho di Breat E. Ellis sarebbe stato da censurare, come anche tutti i libri di Joe Landsdale, i libri di Palahniuk, per non parlare poi di tutta la produzione di Irvine Welsh. TUtti autori che parlano di violenza, disfunzioni psichiche, droga, disagio, stupri, necrofilia e che potrebbero turbare le menti delicate. Menomale che vivo libera di leggere e ascoltare quello che mi pare e che non sono obbligata a vivere nel vostro mondo di ipocrisia e censura. Personalmente Giovanardi e i suoi discrosi omofobi mi fanno MOLTO PIU’ PAURA. Dalle vostre parole ho capito che alcuni qui di Fabrizio Tarducci (che per la cronaca è Fabri Fibra) non conoscono nulla, ma hanno solo letto i titoli urlati e basta. Se è questo modo di farsi un giudizio…siamo messi bene! Rispondendo a FAEBI: siamo d’accordo che la tv influenzi il linguaggio, ma se un figlio vive sempre davanti alla tv e non ha senso critico di chi è la colpa? Dei servizi idioti di Studio Aperto, di Striscia la Notizia o dei genitori che non gli danno imput a fare altro? A Fabri Fibra potevano magari chiedergli di cantare le sue canzoni meno controverse, Si chiama COMPROMESSO. Io ti faccio cantare e tu magari non mi traumatizzi le famigliole attorno alla tv…si poteva fare? Io credo di sì. Così tra l’altro l’han fatto diventare un martire e le canzoni che volevano censurare SONO BALZATE SU TUTTI I GIORNALI E TUTTI LE VANNO AD ASCOLTARE! Complimenti per la FURBA MANOVRA dei sindacati! Il Signor Tarducci ringrazia!😛

  29. luziferszorn@ oltre ai testi di Vasco Rossi (molto belli) leggere anche alcuni testi di una grande filosofa Luisa Muraro? (le donne sono scese dagli alberi da un pò e hanno prodotto pensiero proprio), noi abbiamo letto il vostro (di pensiero) per migliaia di anni e ci ha portato quì..al fatto concreto che escludere un rapper che grida puttanate è un regalo enorme a lui e ai suoi testi..una persona normale cosa deve pensare?

  30. Ugo, scusa eh..,ma “la propria testa” per ragionare te la fai..non è che ti arriva “la testa” belle fatta da ZEUS O DAL PADRETERNO! non fingere di non capire sei troppo intelligente.

  31. Ilaria: “(…) e poi anche se il problema non è tanto non influenzare chi ascolta, quanto piuttosto non offendere le donne”

    Monika: “da donna mi sento offesa che venga escluso colui; Fibra, che canta alla liberazione femminile, in ogni sua canzone io respiro il rispetto x la donna!!!!”

    Forse “le donne” non esistono. E non esistono neanche “gli uomini”.

  32. Ragazzi, Fabri Fibra NON è una persona che offende le donne quindi è solo l’ignoranza di chi non ha ascoltato le sue canzoni ad etichettarlo così.

    Inoltre la censura va sempre condannata e chi dice il contrario (anche solo chi dubita questo) si pone fuori dai limiti della democrazia.

    La discussione adrebbe spostata sui termini proposti dalla Professoressa, ovvero: come tutelare le fascie sensibili degli ascoltatori (gli stessi che non possono vedere Arancia Meccanica per intenderci) senza cadere nella censura?

    Io credo che sia possibile. Basterebbe concordare una scaletta in termini di orari e di scelta delle canzoni.

    Rimane grave il fatto che un’associazione di donne, che si dice e si propone di essere contro la violenza, ricorra contro un falso nemico e che usi come prima arma la censura.

  33. brava Monica..le donne non esistono e neanche gli uomini, siamo incarnati in grumi di energia..quando si dice “ragionare con la propria testa!

  34. Scusa Monika , ho scritto Monica..

  35. @Luciana scrive:”Ugo, scusa eh..,ma “la propria testa” per ragionare te la fai..non è che ti arriva “la testa” belle fatta da ZEUS O DAL PADRETERNO! non fingere di non capire sei troppo intelligente.”

    Appunto perché te la fai non ha senso tutelare le menti con la privazione dei contenuti anche più beceri. Altrimenti che testa vien fuori se non impari a scornarti co il bello, il brutto, il buono e il cattivo? A un certo punto, che noi giudichiamo con la finzione giuridica ma necessaria della maggiore età, ciascuno èresponsabile per se stesso. Ovviamente tutto è una scommessa: l’uccello che impara a volare da genitori provetti può pure schiantarsi al suolo. alla fine della fiera c’è una quota ineliminabile di imbecillità e violenza nella società, qualunque educazione di alto livello si sia ricevuta. Perciò qualunque sensibilizzazione non può e non deve vietare. Deve lavorare prima e dopo i FabriFribra, suggerendo che magari c’è di meglio.

  36. per una volta sono daccordo con te

  37. Tanti anni fa (circa 20) presero parte al concerto del 1 maggio il gruppo metal degli Iron Maiden …nelle copertine dei loro dischi si potevano trovare immagini di questo tipo http://canzonimetal.altervista.org/wp-content/uploads/2011/05/killers.jpg ,in questo caso c’è Eddie (la mascotte del gruppo) che uccide Margareth Tatcher ,in quel caso nessuna censura per il gruppo, c’è da chiedersi se anche al giorno d’oggi , la band inglese riuscisse a farla franca …la censura è inutile e dannosa sempre ,ognuno sente, legge e si fa le sue idee ….

  38. Bisogna ascoltare questa intervista a FabriFibra di qualche anno fa, prima di giudicare. Siamo su un blog di comunicazione, bisogna soffermarsi su un “testo” qualunque esso sia, cercando di interpretare e non farne un mero uso dello stesso. (vedere dal minuto 3:30). Altrimenti si finisce col fare i moralisti più che gli esperti di comunicazione

  39. bel filmato grazie

  40. SEGUO FABRI FIBRA DA ANNI: sono donna e sensibile ai discorsi che riguardano il mio genere MA le canzoni a cui si fa riferimento Fibra le ha scritte quando erano poche centinaia di persone a conoscerlo. Mi piaceva anche ai tempi, quando era un ragazzetto di provincia arrabbiato e rancoroso. Capivo bene l’elemento di fiction contenuto nei suoi testi, il gioco dell’alter ego ecc. Ma capisco che può non essere compreso da tutti.

    Fabri Fibra ha però adeguato moltissimo i suoi testi all’aumentare della sua visibilità mediatica e gli ultimi album non hanno assolutamente i toni splatter degli esordi (2006 “Su le mani” e 2004 “venerdì 17”). Lo ha fatto pagandolo a suon di critiche feroci ma è stata una scelta matura e intelligente a mio avviso. Che gli andrebbe riconosciuta.E’ molto ascoltato dai giovani e ha molti più contenuti critici, chessò, dei Negramaro…peccato!

    E mi spingo ancora oltre: se fossi genitore vorrei che mio/a figlio/a ascoltasse questi artisti piuttosto che chi parla “di sinistra” in maniera anacronistica, ruffiana e banale; senza rischiare.

    Questo è quello che dice Fabri Fibra OGGI ai suoi fan:
    GUERRA E PACE: http://www.youtube.com/watch?v=GTBuGpw–Zo
    PANICO (con Neffa, brano stupendo): http://www.youtube.com/watch?v=umcqXkHeWsM
    ALTA VENDITA: http://www.youtube.com/watch?v=U4AxqbzlXdk
    LA SOLITUDINE DEI NUMERI UNO: http://www.youtube.com/watch?v=I3N-fuYETsQ

    Qui c’è la puntata del Testimone (deliziosa come tutte), in cui Fibra si racconta: http://www.youtube.com/watch?v=DWmwtcKBcoc

    Fabri Fibra è un interessantissimo fenomeno sociale, culturale italiano. Va conosciuto almeno un po’.

  41. ciò che dice l’Alice sulla “evoluzione” di Fibra è importante..ora che ci penso pure Eminem (che personalmente preferisco) ha avuto un percorso simile

  42. Ora però tutto verrà messo a tacere: da un lato per non far sfigurare ulteriormente il fronte neo-femminista reazionario, mai come in questo caso rivelatosi decisamente paranoico, Dall’altro per non ricordarci l’ipocrisia e la faccia tosta di chi salirà su quel palco nonostante il torto subito da Fabri Fibra. Ecco, questa è la merda che puzza di più in questo paese: una volta che ci si accorge di un torto non ci si sente in dovere di riparare. Si sceglie invece la via del silenzio. Rimozione ideologica sulla quale è stata costruita l’assenza politica di questo paese oggi allo sfascio.

    Interessante, sulla vicenda, sarebbe ascoltare l’opinione di Geppi Cucciari… (il link che segue è un vecchio articolo di un paio di settimane fa):
    http://max.gazzetta.it/musica/2013-04/04musica-concerto-primo-maggio-geppi-cucciari-conduce-401357860283.shtml#0

  43. La vicenda è complessa, ma ancora una volta le femministe hanno sbagliato tutto.
    Intanto perché dovrebbero chiedere che vengano censurate tutte quelle miriadi di canzoni melense e idiote che parlano di amore in un modo così orribile da averne decretato l’inesistenza materiale. Quella è illusione, è presa in giro, è strumentalizzare l’anelito al sentimento che le donne, sempre più sole, violentate ed emarginate nell’Occidente cristiano, vorrebbero giustamente realizzare più di ogni altra cosa al mondo, poiché in fondo lo sanno, che è l’unica cosa che davvero conta nella vita.
    Di qui l’idiozia di censurare un rapper che cinicamente dice la sua e spiega che tutte queste storie, specialmente istituzionali, su quanto sia importante la donna in Italia è una truffa colossale; e di non chiedere mai ai Ramazzotti, agli Antonacci, o ai Baglioni di piantarla.
    Veniamo al punto centrale: il punto centrale è che le canzoni, i testi di Fabri Fibra, soprattutto quelli delle canzoni citate nell’analisi, sono BRUTTE. Il messaggio non viene filtrato da nessun espediente metaforico né sostenuto da una qualsivoglia esperienza estetica per l’uditore, il quale di conseguenza, nell’eventuale apprezzamento delle stesse, dovrà riconoscere (o quantomeno bisognerà riconoscergli) di essere inevitabilmente succube di una scarsissima educazione artistica.
    Il paragone con EELST non regge, proprio nella misura in cui questi ultimi si sono sempre resi fautori di ragguardevoli esperienze estetiche per l’uditore, sia dal punto di vista dei testi, sia, soprattutto, dal punto di vista della composizione musicale che infatti viene tanto più apprezzata quanto più alta è la consapevolezza teorica rispetto a ciò che si sta ascoltando.
    Insomma, è bene che tali canzoni vengano censurate non tanto per un fatto di mero contenuto, ma per incresciosa elargizione di una forma assolutamente improponibile, il successo della cui divulgazione non fa che rivelarsi sintomatico dello sfacelo definitivo che ci è toccato in sorte di osservare.

  44. Non ho competenze musicali per giudicare Fabri Fibra e la sua poetica. Sono però convinto che sia diffusissimo e ormai organico un maschilismo globale che tocca tutti, uomini e donne, perché veicolato quotidianamente in canzoni, trasimssioni tv, articoli di giornale, pubblicità, chiacchiere nei bar, conversazioni piene di “doppia morale” sul tema. Non sono nemmeno sorpreso di come tanti commenti, immagino di giovani fan di Fibra stesso, lo difendano senza vederci niente di male, in certe “provocazioni”. E’ quello, il lungo lavoro che ci aspetta: evitare il dilagare di tante idiozie cantate ma fare anche uno sforzo quotidiano sul ciò che ascoltiamo attorno a noi e su come “correggerlo”.

  45. @desian66, il maschilismo c’è sempre stato, e dal ’68 è più subdolo e corrotto che mai.
    Lasciamo perdere “il lungo lavoro”, per carità. L’idea di una scuola rigorosa che riempia le zucche vuote degli studenti onde sviarli da certe tentazioni ha ampiamente prodotto i suoi fallimenti, che non a caso si ripercuotono anche ora che la scuola ha perso ogni appeal persino presso la classe genitoriale.
    La critica negativa non serve. Non serve bollare a “schifezza” ogni libro di Moccia, foss’anche intrinsecamente vero e foss’anche un giudizio partorito da De Sanctis o Gianfranco Contini.
    Questo intendevo dire: la nobile critica di un tempo, di Moccia e Fabri Fibra, non si sarebbe proprio occupata. Di fronte a certe cose ci vuole indifferenza.
    Bisogna dare spazio, nell’inferno, a ciò che non è inferno. Inutile gridare alle fiamme.

  46. Ricordo ad un convegno della IASPM (Torino 2007 mi pare) che un noto musicologo ad un certo punto si rivolse ai giovani laureandi e studenti facendo notare che (vado a braccio, parafrasando un poco) non di sola “musica bella” (così rispondo direttamente al nostro Bile) avrebbe gradito ascoltare/leggere relazioni, tesi e tesine, ma anche su (vado giù di brutto) “musica di merda” (così citiamo anche gli Elii e il loro sarcasmo un pelo razzista, giusto un pelo…). In altre parole liquidare un artista sostenendo che le sue opere siano “brutte”, “inutili” o “banali” e per tanto non degne di attenzione critica e analitica ci riporta indietro di decenni collocandoci in quella dimensione dove il “bello” diventa emblema reazionario e sterile dello status quo.

    Fabri Fibra non è peggiore di molta altra musica che invade le nostre orecchie da quando esistono radio e televisione. Tecnicamente il suo “rap” non è affatto peggio di quello di un Jovanotti; mentre i suoi contenuti sono spesso migliori di quelli di un Vasco. Ora se un testo misogino di Vasco viene canticchiato da centinaia di migliaia di fans e ascoltato con medio piacere estetico da qualche milione di italiani questo determina un problema. E il problema consiste nel “non accorgersi” che si tratta di un testo misogino, magari appiccicato ad una musica stupenda, guarda caso non sua… (cfr Radiohead/Creep)

    Ora appare chiaro che la mancanza di una critica libera sostenuta dai mezzi di informazione determina quel disagio crescente in cui chi percepisce “la misoginia di fondo che permea tanta musica pop/rock italiana” non ne vede mai denunciata la sostanza ideologica veicolata. Da qui al desiderio compulsivo di censura di cui sopra il passo è breve. Infatti…

  47. @Luzifer, non hai capito. Non intendo affatto sostenere che la critica debba liquidare con qualche aggettivo schifato gli orrori che l’arte contemporanea suole propinarci.
    La critica valida è quella che eleva il Bello. Quella che infierisce sul già oltremodo Brutto, non fa alcuna opera costruttiva. Non ha senso.
    In definitiva, quindi, la roba Brutta (razzista? Meglio affermare “è bello ciò che piace”?) andrebbe resa oggetto di mera indifferenza.
    Qualora però si senta il bisogno di stroncare un prodotto artistico, occorre certamente farlo in modo puntuale e completo, senza limitarsi a frecciatine et similia (come per esempio Pietro Citati usava fare con Baricco, il quale chiese che i suoi libri venissero realmente “affrontati”). Queste alimentano inutile tifoseria da stadio.
    La critica non può denunciare la “sostanza ideologica” veicolata da un prodotto, ma può – anzi deve – denunciarne la forma.
    Infatti, laddove un contenuto potenzialmente violento può risultare pericoloso se espresso in forme rozze e brutte (e quindi assimilabile in modo deviato da uditori incolti affascinati da tali rozzezze e bruttezze), lo stesso contenuto, se filtrato da un’allegoria, dalla metafora, insomma, dal Genio, assume la forma della provocazione alla quale, fortunatamente, non possono arrivare gli uditori educati alla bruttezza (di cui sopra).
    E’ ovvio quindi che la forma cambia tutto: più essa è lodevole, più avrà un impatto costruttivo sul destinatario del prodotto artistico. Ecco perché e ad essa, che il critico deve rivolgere unicamente l’attenzione.
    Compito del critico (decretato dalla stessa etimologia del termine) è separare (buono e cattivo) nell’ambito della produzione intellettuale dell’uomo. Non è un legislatore.

  48. Scusami, Bile, ma il “tuo” metodo renderebbe impossibile (direi “vietato”), ad esempio, denunciare in ambito critico-artistico la misoginia di un Wagner, tanto per fare un esempio dove la forma, in musica e non solo, è suprema; un altro che ci viene in mente è Dalì, che talvolta scade di brutto sul fronte ideologico/reazionario (talvolta anche su quello misogino). Dunque non c’entra nulla “il genio”, tantomeno c’entra il “dominio della forma”, proprio nulla il concetto di “bello” e “brutto”.

  49. DehehehehAHAHAHAH! ELIO GENIO!

  50. Infatti: é vietato, per un critico che si possa dire tale, denunciare le idiosincrasie o le manchevolezze umane dell’artista. Un artista misogino come Wagner ha il diritto di essere tale, di covare odio per le donne e anche di esprimere tale odio attraverso la sua musica (ammesso che sia davvero cosí): poiché fa arte. Non deve accedere né legiferare in materia di pari opportunitá.
    Pasolini pare fosse violento, ma non per questo mi sognerei di denunciarne gli afflati violenti che talvolta emergono dai suoi scritti o dai suoi film. Mi sembra un atteggiamento estremamente sbagliato.
    Solo la forma va criticata, perché essa determina il potenziale comunicativo del contenuto. Infatti piú la forma é esteticamente solida, piú il contenuto é complesso, sfaccettato, problematico, e si presta quindi a un numero maggiore di interpretazioni, le quali richiederanno (in qualsiasi caso) un maggiore sforzo intellettivo. L’arte ha solo questo compito. Solo che Fabri Fibra é schifezza e non arte. Tutto qui.

  51. Senonché questa appare come la tipica scissione schizofrenica del concetto di arte scaturita da un pensiero reazionario, in cui la produzione artistica deve appunto essere qualcosa di avulso all’essere umano e nonostante questo si pretende pure che lo innalzi verso l’assoluto, verso dio per intenderci. Storia vecchia.

    Si badi che leggendo un racconto di Poe ci si eleva non per la bellezza fine a sé stessa della forma e dell’immaginazione ma perché questa si fa eccellente veicolo per il dramma dell’autore, la sua infinita turbolenza psichica, la sua lotta contro il male che lo divora, non ultimo il suo odio verso la donna trasmutato in energia creativa la cui funzione diventa appunto liberatoria per noi lettori e per l’artista stesso che partorisce la sua opera.

    In misura proporzionale al talento questo vale anche per Fabri Fibra.

  52. “Il suo odio verso la donna trasmutato in energia creativa la cui funzione diventa appunto liberatoria per noi lettori ecc. ecc.”
    Temo che della scissione schizofrenica siano altre, le vittime: perché mai un discorso simile non dovrebbe valere, allora, per la misoginia di Wagner?
    La prima parte della tua risposta é una ricostruzione (errata) che hai fatto di quanto ho detto. Ho scritto che va giudicato il prodotto artistico, non l’artista. L’artista ha, come Wagner, come Poe, il diritto di covare i sentimenti che gli par di dover necessariamente covare, specie se poi tramuta tale sentimento in qualcosa di artisticamente elevato. Se crea porcherie, va delegittimato o reso oggetto di indifferenza da parte del bravo critico.
    Fabri Fibra va delegittimato o ignorato in quanto i suoi sentimenti anti-sociali, machisti e misogini non sfociano in alcuna bellezza, in nessuna provocazione: é pura volgaritá. Data la scarsissima qualitá del suo prodotto in termini formali, la sua funzione non puó rivelarsi liberatoria né per l’artista (a meno che l’artista non sia un pessimo artista: ed é il caso di Fabri Fibra), né per l’uditore (a meno che l’uditore non sia un pessimo uditore: é il caso degli uditori di Fabri FIbra).
    La negazione della funzione liberatoria per l’artista, moltiplicata per la negazione della funzione liberatoria per l’uditore, genera un surplus positivo di negativitá che, non essendo stata incanalata nell’Arte, potrebbe dover trovare altre valvole di sfogo.
    Certo, l’arte, pur nelle sue forme piú alte, non é sufficiente allo sfogo di menti particolarmente complesse o deviate (basti pensare a grandissimi criminali del passato e ai loro gusti, decisamente alti, nell’apprezzamento della musica, la poesia e le belle arti): detto questo, se cominciassimo a eliminare dal mercato pessimi creatori potremmo contribuire ad evitare qualche problema alla societá.

  53. “…perché mai un discorso simile non dovrebbe valere, allora, per la misoginia di Wagner?”
    ——-

    Rispondo a questo e sorvolo sul resto poi chiudo
    il “discorso simile” vale in misura proporzionale per ogni artista, ma c’è chi più di altri pur esibendo un talento pazzesco e un dominio stupefacente della forma rimane fedele ad una ideologia di fondo, ci crede insomma.

  54. Io forse sono scemo.
    Continuo a non vedere in che cosa consista la censura quando una struttura organizzativa privata decide di non spendere i propri soldi nel pagare l’esibizione pubblica di un artista. Decisione presa non in linea di principio, ma su richiesta di alcun* simpatizzanti dell’organizzazione stessa, sulla base della loro sensibilità.
    Sarebbe come scandalizzarsi perché i gruppi dei satanisti non vengono invitati a suonare in Vaticano: saranno senz’altro degnissimi autori (cosa su cui personalmente ho i miei dubbi), ma si esprimeranno felicemente in altri spazi.

    Oltretutto, mi chiedo: sono il primo ad aver pensato che, prima di parlare, potesse esser utile leggere questa lettera del DIRE? Com’è che nessun* ha notato che il link è non funziona? (quello corretto è: http://www.women.it/dire/images/pdf/comunicati/2013/lettera_aperta.pdf)

  55. Pingback: Fabri Fibra e il partito della libertà - Massimo Lizzi

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