Prima Renzi, poi Bersani: l’abbraccio col Pdl che Grillo voleva

Bersani e Alfano, l'abbraccio

È fatta, ha vinto Grillo, e ha stravinto oggi ancor più che nel giorno delle elezioni. La resistenza con cui i deputati e senatori del M5S hanno respinto con tutte le loro forze, per giorni e giorni, i tentativi di accordo che il Pd faceva nei loro confronti ha finalmente raggiunto l’obiettivo che Grillo si prefiggeva: portare il Pd nelle braccia del Pdl. Indurlo al cosiddetto “inciucio”, per dimostrare che loro, i partiti, la “casta” sono tutti uguali, a destra come a sinistra. E loro l’hanno mostrato, accidenti se l’hanno mostrato, addirittura ostentato, permettendo uno scatto fotografico che li inchioda per sempre: l’abbraccio fra Bersani e Alfano, le loro facce ammiccanti e conniventi sono un simbolo potente di questo.

È andato, finito, bruciato: il Pd non c’è più. Tutta colpa di Bersani? Attenzione: Bersani è stato un disastro, senza dubbio alcuno, e potrei ripercorrere minuto per minuto la parabola discendente che ha tracciato dalle primarie in poi. Un disastro di chiusura e cocciutaggine. Ma sparare su di lui è ormai come sparare sulla Croce rossa e allora preferisco spendere una parola su Matteo Renzi, su cui molti – nel Pd e fuori – nutrono rimpianti e riservano speranze.

Bersani oggi abbraccia letteralmente il Pdl, nella figura in carne e ossa di Alfano. Ma Renzi? Be’, Renzi fino a qualche giorno abbracciava metaforicamente il Pdl a ripetizione, prima spendendosi in dichiarazioni (anche forti) a favore di un accordo con il Pdl per governare, poi incontrando Berlusconi a Parma (senza farsi mai fotografare, furbacchione, per evitare il simbolo). Fino a qualche giorno fa. E oggi? Be’, oggi Renzi prende le distanze dall’accordo fra Bersani e il Pdl sul presidente della Repubblica. Detto in altri termini, sta dalla parte di Grillo. Detto ancora in altri termini, sta dalla parte di chi ha fatto di tutto per distruggere il Pd. Insomma capisco chi, non essendo del Pd, vede in Renzi un possibile leader. Di un altro partito. Ma davvero non capisco come possano (ancora) pensarla così persone che hanno votato Pd.

Questo articolo è uscito, in forma lievemente modificata, anche sul Fatto Quotidiano.

47 risposte a “Prima Renzi, poi Bersani: l’abbraccio col Pdl che Grillo voleva

  1. Chi ha votato PD si aggrappa a qualunque persona abbia un filino di carisma perchè pensa li possa risollevare come diceva il “Maestro”Monicelli in una delle sue ultime interviste a servizio pubblico gli italiani amano farsi comandare e

  2. in parte concordo. Ma … io ho sostenuto Renzi convintamente, non per ragioni di carisma o altro, perché non mi riconosco in una certa sinistra e il pd per anni ha fatto credere di essere (o di tendere ad essere) democratico, riformista, ecc. Già dalle primarie si è capito che le intenzioni sono lontanissime dalla realtà. Bisognava forse prenderne da subito le distanze. Rimanere dentro è stato come mettersi a giocare una partita impossibile, non trarre le conseguenze .. C’è un elettorato – non di destra – che rimane tragicamente non rappresentato in questo paese. Il voto di oggi è la dimostrazione di uno strappo insanabile: o – meglio – di un partito pasticciato ab origine. Il buon senso vorrebbe che Renzi uscisse dal partito, e ne fondasse magari un altro, ma questa è un’altra questione. Io ne sono già uscita, coerentemente .. E forse ci si può confrontare in modo davvero trasparente e con rispetto!

  3. Non sono per nulla d’accordo.
    Renzi si è fatto sempre portavoce del cambiamento,anche se era per un accordo con il PDL, di certo quest’accordo non poteva essere su una persona che rappresenta il vecchio come Marini.

  4. Giovanna, Renzi non è un leader non lo è mai stato, non conduce il popolo, si fa condurre da lui, con Marini se c’è da essere cooptati alla Provincia, col Pdl con Grillo, con la Confidustria, con la Chiesa, con chiunque pur di arrivare. Io sono anni che lo dico ma pare che eravate tutti colpiti dalla visione della Madonna di Rignano!

  5. Non e’ tutta colpa di Bersani per quanto abbia dimostrato veramente pochezza politica. E’ colpa dell’M5S e Renzi ha fatto la sua parte e’ non e’ un santerellino pulito pulito (leggi novita’ zero). Se diventera’ lui il futuro del PD io cambio partito. Spero Civati&co facciano qualcosa o fondino un partito diverso ma anche con loro se qualcuno della vecchia guardia rimane me lo rende ineleggibile. Sentire D’Alema e Veltroni che ancora hanno non solo voce in capitolo ma uno dei due e’ anche in lizza per diventare PdR mi fa venire il vomito.

  6. Frank77: Mentre accordarsi col PDL di Berlusconi rappresenta una novita’ assoluta?

  7. Gianna: “Pare che eravate”? in quel “voi” ovviamente non ci sono io. Io qui mi occupo di comunicazione, e in questo campo ho sempre sostenuto che a Renzi do il voto che a scuola si chiamava “dal 5 al 6”. (come può dimostrare qualunque ricerca con “Renzi” nel motore di ricerca di questo blog). Alla comunicazione è collegata la leadership, dunque anche in questo gli do un voto bassino, concordo con te. Nessuna Madonna di Rignano insomma.🙂

  8. Chi vinca, e quale sia la posta in gioco, dipende dalla prospettiva che si assume come valida.
    Neanch’io sono d’accordo col giudizio di Giovanna, ma questo potrebbe dipendere dall’avere prospettive diverse.

    In generale, in questo genere di discussioni, in cui è possibile che ci si basi su prospettive assai diverse, sarebbe di grande aiuto, per riuscire a intendersi, se ognuno dichiarasse in breve la propria.

    Credo che fra i lettori di questo blog, come all’interno dei partiti italiani, convivano prospettive assai diverse.
    Nei partiti sono, inoltre, prospettive trasversali: ci può essere più vicinanza di idee fra politici ed elettori di due partiti diversi (anche fra uno di “destra” e uno di “sinistra”) che fra politici ed elettori di uno stesso partito. E’ questa una delle anomalie della situazione politica italiana.

    Sarebbe anche questo, in fondo, un esercizio di disambiguazione.

  9. Alessandra:se le elezioni Bersani le avesse vinte non ci sarebbe stato bisogno di accordarsi con nessuno.

  10. Sembra quasi che Bersani l’abbia fatto apposta: beccato in flagranza d’abbraccio col (finto) nemico. Certo, si sapeva; ma vederlo così, in fotografia, fa un effetto diverso: è dirompente.
    D’altra parte, osservando la parabola del Pd non ci si poteva aspettare altro.

    Giovanna Cosenza@ Insomma capisco chi, non essendo del Pd, vede in Renzi un possibile leader. Di un altro partito. Ma davvero non capisco come possano (ancora) pensarla così persone che hanno votato Pd.

    Deve essere una specie di mistero della fede.

  11. RIPRENDETEVI IL PD! E’ in mano a dei corrotti. Renzi è un paraculo e avrebbe fatto sicuramente peggio al posto di Bersani! Non è colpa di Grillo se ci sarà l’inciucio. L’inciucio c’è sempre stato. E’ la storia che parla… Che la sinistra gliene ha regalate tante alla destra… RAGAZZI VOI CI TENETE VERAMENTE, non quei corrotti ai vertici. RIPETO.

    RIPRENDETEVI IL PD.

  12. In Italia, e in tutti gli altri paesi capitalisti, chi vuole un sistema sociale alternativo al capitalismo è una minoranza che non supera il 30% della popolazione, forse anche molto meno.
    Se un partito di sinistra vuole vincere le elezioni e andare al governo (con metodi democratici), deve avere i voti di una larga parte della maggioranza che invece non vuole un cambiamento radicale del sistema, ma solo limitate riforme interne al sistema.
    Inoltre, i dirigenti di un partito di sinistra sono generalmente più moderati dei loro elettori. Perciò il PD, come tutti i partiti di “sinistra” del mondo occidentale, sono gente come Bersani, Enrico Letta, D’Alema, Matteo Renzi, che non si propongono nessun cambiamento radicale del sistema economico vigente (capitalismo, economia di mercato).
    Il problema non è che non siano “abbastanza di sinistra”, cosa in un certo senso ovvia e inevitabile, per le ragioni dette. Il problema è se siano capaci di fare funzionare meglio il sistema vigente, nell’interesse dei loro elettori e della maggioranza della popolazione. E sappiano persuaderla.

    Ho detto quelle che a me sembrano banalità, ma non so quanti qui le condividano.

  13. Riguardo ai problemi reali, come la disoccupazione dei giovani (e meno giovani), le differenze più rilevanti non sono tanto quelle fra scelte di destra e di sinistra, ma fra scelte stupide e intelligenti. Tenuto conto dei fortissimi vincoli imposti dal funzionamento del resto del mondo.

    Differenze più rilevanti = differenze che fanno differenza, nel senso delle conseguenze effettive, specialmente a medio termine.

  14. Che schifo!, ma cos’è il potere?Quale forza ha ? Giovanna, aiuto!!!

  15. Marco Russo, e anche Monicelli, paceallanimasua, prego, parlate per voi.

  16. Umanamente sono con Bersani, solamente un masochista avrebbe potuto continuare a inseguire il partito che lo ha umiliato pubblicamente chiedendo la diretta streaming – cioè a posteriori si capisce che la richiesta della diretta streaming è stata fatta PER potergli ridere in faccia davanti a tutti.
    Insomma anche se si tratta di un marchiano errore politico, umanamente sono con Bersani perché è caduto tutto intero nella trappola di Grillo e Casaleggio.
    Non mi levo dalla testa che il M5S punti a scavare il terreno sotto il PD per svuotarlo e sostituirlo nella contestazione a Berlusconi. Grillo e Berlusconi, elettorato diverso, stesso profilo psicologico, due megalomani paranoici. Che si affronteranno in un duello a distanza, tipo King Kong e Godzilla…

  17. Bè..la leggo sempre da appassionata di semiotica..premettendo la mia stima per il suo lavoro in questa analisi io ci trovo un pelo di perdita di senso critico (ho magari disambiguo io!). Quando parla di “portarlo”..”indurlo” all’abbraccio.. Analizzando il testo fotografico vedo solo due (Bersani Alfano) che si abbracciano, che ammiccano..nessuno dietro che li spinge in questo atto volontario e per di più pubblico! Nelle sue parole trovo la coerenza di un certo atteggiamento degli uomini/donne del Pd di trovare la responsabilità in altri dei loro errori. Grillo ha solo tenuto la sua linea di critica e giudizio verso atteggiamenti prima non palesati..oggi immortalati in questa fotografia che va oltre l’educazione parlamentare del saluto. La spinta e l’induzione avviene per chimica..quando certe condizioni interne della materia portano le forza ad attrarsi. La saluto e le auguro buon lavoro.

  18. Il ridicolo della foto è che il leader abbraccia il maggiordomo. È come se all’appuntamento con la donna dei desideri venisse ad aprire la cameriera e l’amante l’abbracciasse teneramente.
    Quella nullità di Renzi almeno la fa sino in fondo e abbraccia Berlusconi.

  19. Giovanna, da un punto di vista della comunicazione….e se fosse che ciò che non si potrà mai dire [che l’accordo prevede un’amnistia, ma è solo una mia ipotesi] come dovrebbe essere gestita questa comunicazione ? Ovviamente ci sarebbe una parte che sarebbe anche di alto profilo e che può dire, ovvero che l’amnistia serve a risolvere l’emergenza carceraria, che ci affligge e ci squalifica come capacità di gestirla, ma credo che almeno per questo qualsiasi presidente sarebbe in grado di spiegarlo [che non vuol dire che tutti gli italiani saranno però in grado di capirlo]

  20. L’abbraccio Bersani-Alfano è significativo, addirittura scandaloso, solo per chi crede che politici di sinistra e di destra debbano essere “nemici”, cioè avversari animati da valori morali incompatibili.

    Appare invece del tutto normale a chi li consideri colleghi che si alternano a vicenda nell’amministrazione della cosa pubblica, con la possibilità di correggere solo parzialmente la rotta precedente, ma con una sostanziale continuità di scopi e di valori.
    Sarebbe un disastro se ogni qualche anno un governo di sinistra dovesse disfare anche solo il 30% dell’opera del precedente governo di destra, e viceversa.

    Va detto che molti politici italiani, di destra e di sinistra, hanno alimentato la finzione di una sorta di guerra di religione fra destra e sinistra.
    Senza escludere che qualche politico sprovveduto abbia finito per credere a questa guerra, a forza di fingerla.

    Giornali di massa, come Repubblica per la sinistra e Il Giornale o Libero per la destra, hanno poi soffiato sul fuoco.

    Grillo non fa eccezione. Non so se ci creda o faccia finta. Preferibile la seconda.

    Questo non vuol dire che tutto vada bene, anzi. Ma quel che serve non è una guerra di religione. C’è solo da riparare una nave che fa acqua da molte parti.

    (Questa è la prospettiva in base alla quale dissento da molti interventi, incluso quello iniziale di Giovanna. E’ poi la stessa prospettiva, credo, di Napolitano, Monti e Draghi.
    Ripeto che mi piacerebbe se prospettive diverse non venissero lasciate implicite, come se fossero ovviamente giuste. Non pretendo che la mia prospettiva sia l’unica possibile.)

  21. Ben la penso come te,ma qui si parla di comunicazione politica.
    Se tu fai una campagna di demonizzazione dell’avversario,e poi lo vai ad abbracciare ti suicidi politicamente.

  22. Alessandra: Grillo ha solo tenuto la sua linea di critica e giudizio verso atteggiamenti prima non palesati..oggi immortalati in questa fotografia che va oltre l’educazione parlamentare del saluto.

    mi spiace ma quella diretta streaming dove i due mentecatti hanno umiliato Bersani dopo che per 40 giorni aveva cercato una linea comune vanno ben oltre mantenere la linea di critica e giudizio. Grillo mira alla distruzione del PD per rimpiazzarlo, Gridare all’inciucio dopo aver spinto Bersani a calci verso di esso mi sembra veramente ipocrita. E infatti si sente adesso da come strilla verso la candidatura di Prodi dove sta veramente mirando.

  23. @ Frank77
    D’accordo.
    Intendevo criticare le campagne di demonizzazione. Altra cosa è esagerare i pregi della propria ricetta rispetto a quella della concorrenza, come Obama con Romney. O la Coca con la Pepsi.🙂 (Sto esagerando un po’ anch’io a sostegno della mia tesi.)
    Chiaro che, se demonizzi i concorrenti, poi devi mantenere la finzione. Mica facile però, un momento di verità può sempre scapparci, com’è successo ieri fra Bersani e Alfano.

  24. se qualcuno caso mai si chiedesse di cosa si parla nelle aule docenti di tutte le scuole d’Italia in questi giorni avrebbe davvero una sorpresa perché noi docenti siamo ormai ridotti al silenzio. Dopo le cesoie del governo Berlusconi e la continuità cocciuta di Monti ormai le nostre ultime forze le teniamo per sopravvivere coi nostri ragazzi. Gli abbracci tra Bersani e Alfano hanno sciolto il silenzio e stamattina è stato davvero un fiorire di espressioni per la maggior parte non ripetibili. Ecco cosa c’è di positivo in tutto questo: “abbiamo ritrovato la ..parolaccia.”

  25. @Ben
    Il tuo commento delle 11:34 è apprezzabile anche per aver riportato la discussione su livelli di pacatezza e concretezza. Se non che non abbiamo di fronte che so: Berlinguer e Moro, abbiamo nell’effige un uomo provato e in stato confusionale impegnato in un gesto amichevole archetipico e innato, probabilmente oltre l’intenzionale, rivelatore, che farebbe la felicità di Desmond Morris. E con chi si esercita lo scambio di affettuosità protoscimmiesco? Vi è già accaduto di sentire dal buon Angelino una frase o una proposta vagamente intelligente? A chi può interessare un maggiordomo così? Forse, insieme a Ghedini, Santanché, Sallustri e Capezzone potrebbe essere di qualche interesse per il museo Lombroso. Uno che ricopre il ruolo di eterno presidente sostituto a seconda dei capricci del capo. Se sono colleghi, come sostieni, lo sono nell’essere comparse.
    Certo che il governare dovrebbe svolgersi come lo descrivi, ma la degenerazione dei comportamenti dal politico all’affaristico per un arco di almeno un ventennio ha prodotto una situazione che per essere appena raddrizzata richiederebbe una diversa concretezza, eventualmente anche uno scontro duro su temi reali, non la finzione di contrasti insanabili che si dissolvono con le pacche sulle spalle. Ha ragione Giovanna a sostenere che, accidenti, ha vinto Grillo.

  26. @guydebord
    Certo che Grillo ha ottenuto una piccola vittoria tattica, ma è una vittoria di Pirro in una strategia distruttiva e auto-distruttiva.
    Per vincere Grillo dovrebbe riuscire ad aggregare intorno a sé una squadra di gente competente e capace. Va nella direzione contraria. Forse non è in grado, forse non gliene importa.
    Tempo pochi anni, massimo un paio di legislature, sparirà senza avere lasciato traccia. In questo senso non parlerei di vittoria.
    Ho fatto una previsione verificabile, cioè confutabile. Ne ho già sbagliate tante.🙂

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  28. @Alessandra F. mi spiace ma quella diretta streaming dove i due mentecatti hanno umiliato Bersani dopo che per 40 giorni aveva cercato una linea comune vanno ben oltre mantenere la linea di critica e giudizio. Grillo mira alla distruzione del PD per rimpiazzarlo, Gridare all’inciucio dopo aver spinto Bersani a calci verso di esso mi sembra veramente ipocrita. E infatti si sente adesso da come strilla verso la candidatura di Prodi dove sta veramente mirando.

    Il mio era un commento sull’analisi del testo fotografico (scusatemi anzi la o con l’h..ma si scrive da cell in pessime cindizioni🙂. In quella immagine non c’è un non testo ovvero un messaggio ..ma trovavo non adeguata l’analisi della spinta al gesto. Non è una analisi politica seppur della politica l’immagine fa parte. Comunque poniamo pure che come dici vi sia stata una umiliazione (che io nn ho visto..esporre in maniera netta e decisa seppur pubblica la propria posizione politica vs un avversario nn mi fa rinvenire nessuna umiliazione). Certo è che analizzando una mia foto in atteggiamenti intimi con un uomo dicendo che son stata buttata tra le sue braccia perchè quello che corteggiavo prima non mi ha voluta o trattata male mi porterebbe a dire che l’analisi in parte va fuori del seminato. Ovvero posso dire cosa pubblicamente esprime quell’immagine..la libertà..la rabbia..la sconfitta quel che vuoi..l’analisi ha sempre confini poco netti e opinabili..ma dedurre il perchè l’ho fatto secondo me non ci sta in una analisi sulla comunicazione tutto qua..leggo qui..non per i commenti politici ma perchè appassionata di comunicazione. Senza nulla togliere alla induscussa professionalità della professoressa Cosenza che continuerò a leggere..ma comunque nessuno è perfetto..neppure il migliore degli esperti!😉

  29. Alessandra: quando tu dici che Grillo e’ un modello di coerenza che ha mantenuto una linea di critica e di giudizio confermata dall’immagine che ora mostra a tutti quanto avesse ragione stai facendo un’analisi politica.

  30. @Alessandra F.
    Certamente nel punto in cui ho risposto come tu correttamente riporti ho espresso il mio parere (condivisibile o meno) all’analisi politica che io ho percepito nell’analisi sopra esposta. La mia critica comunque non era “ti sbagli o hai torto o hai ragione”, ho semplicemente comunque esposto il mio parere come forse è scappato alla prof.ssa Cosenza..e proseguire invecr sul fatto che in una analisi della foto da un punto di vista del linguaggio comunicativo stonava quell’analisi politica (ripeto che magari solo io ho trovato) di qualcuno che è stato indotto a far qualcosa.

  31. Alessandra le sfugge un dettaglio non irrilevante: il mio articolo NON è un’analisi di quella foto. Ho detto che quella foto simboleggia il risultato di un processo. Non ho affatto analizzato quella foto.

  32. @Cosenza
    Ok..partendo dal fatto che lei stessa mi conferma che la sua inentio operis non era solo analisi comunicativa ma della foto quale risultato di un processo politico di cui lei quindi da una sua opinione il mio appunto è assolutamente inopportuno..valutavo quando lo leggevo partendo da un presupposto diverso ovvero una analisi non sulle motivazioni degli eventi ma sul manifestsrsi degli stessi. La leggo spesso e appunto spesso rinvengo analisi sul linguaggio sul manifestarri di questo..X questo mi stonava un suo appunto che si distaccava da una analisi prettamente tecnica trovandovi invece giudizi diciamo sul merito e non sulla forma.
    Buon lavoro

  33. Giovanna scrive: “capisco chi, non essendo del Pd, vede in Renzi un possibile leader. Di un altro partito. Ma davvero non capisco come possano (ancora) pensarla così persone che hanno votato Pd.”

    Il PD ha due anime, una “massimalista” e una “migliorista” (bisognerebbe precisare, ma non voglio farla lunga.)
    Ciascuna delle due considera l’altra una sinistra sbagliata. Anzi, i massimalisti negano che i miglioristi, come Renzi ed Enrico Letta, siano di sinistra, li considerano di destra, “di un altro partito”.
    Naturalmente, non è un problema semantico, è un problema politico.
    Ed è acuito dalla crisi, che divarica i rimedi proposti dagli uni e dagli altri.
    Stento a capire perché un Renzi (o un Letta, che ha più o meno le stesse idee e la stessa strategia) non possano essere leader del PD, qualora prevalga la linea migliorista (il termine “migliorista” è stata l’etichetta di Giorgio Napolitano per decenni.)

  34. Io invece stento a capire come Renzi possa portare avanti per mesi come (unica) parola d’ordine “rottamazione” e poi plaudire al rinnovo del mandato a Napolitano. O come Bersani (quante figuracce, una dietro l’altra!) possa scegliere una “portavoce” che poi dissente da quel che dice il suo Capo. Verrebbe da ridere se non ci fosse da piangere..
    I 5 stelle hanno vinto? Purtroppo non basta avere belle idee e proposte: è molto più importante realizzarle. Rodotà è una degnissima persona, ma a cosa serve scandire il suo nome se non si creano le condizioni per farlo eleggere? Se ne fa una bandiera, ma poi si porta a casa solo una sconfitta..
    Ah, certo, ci son quelli pronti a prevedere un’ulteriore accelerazione della crisi rovinosa dei partiti e nuovi soggetti politici che rottameranno davvero tutto il marciume. Sarò vecchio, ma io vedo che il vincitore è il non partito per eccellenza, quello tagliato su misura sulle fortune di Berlusconi…

  35. @Ben scrive: “Il PD ha due anime, una “massimalista” e una “migliorista” ”

    Finiamola, Ben, di dire sciocchezze. La tua martellante analisi del Pd continua a vedervi la prosecuzione del PCI con altro nome. Lì si aveva davvero il massimalista e il migliorista. Ma nel PD di oggi la fusione è tra due partiti: uno è l’ex PCI e l’altro è l’Ex DC, a cui Renzi appartiene dichiaratemente e di cui è figlio fin dalla genesi del Partito Popolare.
    Questa fusione non è mai riuscita e infatti le vicende dell’ultimo mese sono qui a dircelo chiaramente. Il patto non scritto di spartizione di potere all’interno del PD è che se l’area ex PCI prende la premiership, l’area Ex DC si prende la presidenza della Repubblica. Quando Bersani si è presentato al colloquio, trasmesso tra l’altro in streaming, coi Grillini, che non hanno capito niente di niente di quello che stava succedendo sopra le loro teste, Enrico Letta non era lì per bellezza, ma per tutelare lìare aex Dc del Pd di fronte a possibili alleanze dell’area ex PCI con il m5s, dimostrando che quell’area non aveva nessuna intenzione di concedere autonomia decisonale a Bersani.
    Il siluramento di Rodotà si è consumato alla luce del fatto che l’area ex DC non avrebbe mai votato un ex PCI.
    Iniziate le pratiche di voto gli ex-DC del PD disintegrano l’equilibrio tentato da Bersani. Franchi tiratori affossani l’elezione di Marini, indi di Prodi, due ex-DC. L’ordine per buttare giù Marini viene dato esplicitamente da Renzi, ancora prima che la candidatura Marini venga annunciata da Bersani (e infatti Marini se l’è subito presa con Renzi). Quanto a Prodi, non è difficile capire chi ne siano stati i cecchini: guardare i volti gaudenti degli ex Dc dopo la votazione per capire. Ex Dc che hanno cercato di far ricadere la responsabilità della mancata votazione a SEL, che intuendo il gioco ha votato Rodotà e così si è smarcata da colpe di tradimento. Quale lo scopo di Renzi e degli ex DC attraverso labocciatura di Marini e Prodi? Eliminare la candidatura di Bersani a premiership. Poiché non hanno più candidati Ex Dc alla Presidenza della Repubblica, rimane come soluzione la proroga del mandato a Napolitano come Presidente della Repubblica. E Napolitano è un ex PCI. Questo implica un premierato a un ex DC (comunque mai e poi mai a un Ex PCI). Ne segue che, as usual, gli ex Dc hanno lavorato spalla a spalla con la destra. E chiudendo con Renzi, la cosa è ovvia se uno va a riguardarsi come Renzi abbia conquistato la sua elezione a sindaco di Firenze.
    Sono aggiornate ora le tue categorie?

  36. Viva Ugo.

  37. ps “ex Dc che hanno cercato di far ricadere la responsabilità della mancata votazione a SEL, che intuendo il gioco ha votato Rodotà e così si è smarcata da colpe di tradimento.”

    Pardon, era chiaro che SEL ha votato Prodi ma che sono stati gli ex Dc a votare Rodotà per far cadere la colpa della mancata elezione di Prodi su SEL. Sel che aveva intuito la manovra e infatti ha fatto firmare a tutti R. Prodi, mettendo a nudo il machiavello degli ex Dc.

  38. Io invece non riesco a capire Renzi che porta avanti da mesi come (unica) parola d’ordine “rottamazione “e poi plaude al rinnovo del mandato di Napolitano. E ancor meno capisco Bersani che colleziona figuracce a sfare e nomina come Portavoce una persona che dissente dalla Voce. Tutto da ridere se non ci fosse da piangere?
    Ha vintoGrillo? Avere belle idee e’ un fatto positivo, ma importante e’ metterle in pratica. Rodota’ e’ una persona degnissima, ma limitarsi a scandirne il nome senza farlo eleggere e’ una sconfitta.
    Certo i veggenti prefigurano un’ulterire accelerazione della crisi dei partiti e sconfinate praterie nelle quali i nuovi soggetti possono liberamente scorrazzare.. Sara’ che sono miope, avanti negli anni (da rottamare, insomma) ma io vedo un solo vincitore: il non partito per eccellenza, quello cucito a misura sulle fortune di Berlusconi…

  39. @Ugo
    Non credo che queste etichette di ormai lontana appartenenza partitica (ex-PCI, ex-DC) abbiano ancora tanta importanza.
    A me sembra che, per capire la dinamica politica di medio periodo, si debba dare più peso a come le varie correnti politiche vedono la società e vogliono affrontare i problemi economici e sociali.
    La divisione cui accennavo (con virgolette e una dichiarata riserva) è quella che divide, ad esempio, i due fratelli Miliband in UK. Non diversissima da quella che divideva la sinistra dalla destra DC, e simile a quella che opponeva i Napolitano ai Berlinguer nel PCI.

    Penso che questa divisione, di sostanza piuttosto che di famiglia di origine (poco o tanto che conti quest’ultima), sia molto più importante.
    Perché? Perché è una divisione che la realtà stessa regolarmente finisce per imporre nei momenti cruciali — intendo la realtà economica e sociale nazionale, europea e mondiale.
    Per fare un esempio (facile, anche se di poco peso), in caso di scissione del PD, nella scelta di una Rosi Bindi conterà più l’essere lei ex-DC o tenace statalista/dirigista?

    Comunque sia, la presenza di due linee “sostanziali” così diverse, e fra loro avverse (assai più che nel Partito laburista britannico), paralizza il PD. Penso anch’io che potrebbero dividersi, con vantaggio generale.
    Quale etichetta mettere all’una e all’altra parte, sarà un interessante problema di comunicazione politica, niente di più.

  40. @Ben scrive: “Non credo che queste etichette di ormai lontana appartenenza partitica (ex-PCI, ex-DC) abbiano ancora tanta importanza.”

    Per favore, caro Ben, non mandarmi all’ospedale: si può morire anche dal ridere.
    L’appartenenza è tutto perché l’autonomia non esiste nel Sistema italiano. Reciso il legame di faticose relazioni di do ut des costruito in decenni non resta che sabbia tra le mani. L’elezione della presidenza della Repubblica potrebbe essere citato sui libri di testo come rilevanza assoluta dell’appartenenza rispetto all’autonomia. Parlare di divisione di sostanza è davvero un sintomo di allucinazione.
    In ogni caso Renzi è e rimane un residuato bellico del passato e dimostra coerentemente il suo essere autenticamente democristiano.
    Non mi si dirà che il metodo di siluramento di Marini e Prodi, e le’elzione di Napolitano, siano la messa in scena di una novità renziana, spero, e non invece il più antico e democrisitiano metodo di affossamento della sinistra italiana.
    Sulla divisione del Pd è cosa ovvia. Sull’etichetta da dare a Renzi pure: in ogni caso non rappresenterà la sinistra italiana, qualunque cosa voglia essere.
    Per fortuna Barca sembra essere diverse spanne sopra gli altri. E certamente sarà il nuovo segretario del nuovo partito post scissione.

  41. caro Ugo, vedremo, forse abbastanza presto.
    Se il buon senso prevalesse — cosa difficile in Italia, ma non impossibile, data la forza della realtà — un futuro PD con un’alternanza alla sua guida di un “Ed” Barca e di un “David” Renzi, che non si paralizzassero l’uno con l’altro, sarebbe pure possibile.
    Se qualcosa del genere risultasse impossibile, meglio la divisione.
    Ripeto, chi chiamare “sinistra” è problema di marketing.

    (A proposito di ridere, riguardo alle nostre piccole diatribe, che fine ha fatto, e sopratutto quanti soldi ha portato all’erario francese, l’imposta al 75% di Hollande?🙂 )

  42. Ben: “(A proposito di ridere, riguardo alle nostre piccole diatribe, che fine ha fatto, e sopratutto quanti soldi ha portato all’erario francese, l’imposta al 75% di Hollande?🙂 )”

    Vedo che continui a voler scherzare cercando di distrarre dalle tue arrampicate retoriche. Non ho ancora idea della portata e della varietà delle conseguenze sistemiche della tassazione di Hollande. So che è stata bocciata dalla Corte costituzionale francese per vizio di forma e che sarà ripresentata nella prossima finanziaria. Non riesco però minimamente a capire cosa c’entri in questo contesto una manovra che introduce una filosofia tributaria nuova e che dovrà essere configurata con estrema competenza per impedire effetti collaterali di ogni tipo.
    Ma ad oggi quale tipo di consuntivo vuoi mai trarne, e per di pià usandolo come espediente retorico truffaldino, come se fosse pacifica la conclusione che una tale tassazione sia ormai un patetico tentativo, appartenente al passato delle soluzioni morte.
    A me basta tenere a faro il coefficiente Gini e dedurre che il tasso di funzionamento e civiltà dei Paesi è, guarda caso, proporzionale alla diminuzione della sperequazione del reddito.
    Quindi a che pro citare hollande e una filosofia di tassazione che:
    1) è già applicata altrove con risultati brillanti
    2) nellaversione francese è solo all’inizio del suo iter e non è possibile trarre conseguenze specifiche prima di almeno un lustro di mandato elettorale.

    Piuttosto di partire per la tangente e per rimanere ai papabili della futura reincarnazione del PD, leggiti le critiche di Barca al modello Socialdemocratico, al minimalista (di cui tu sei un ammiratore autentico) e allo sperimentalismo democratico: Tanto per capire cosa sia superato oggi, almeno nel metodo (ci sei ovviamente anche tu).

  43. @Ben

    ps
    Ma io quando ho mai difeso la proposta Hollande? Non ero io che dialogando con te l’ha attaccata perché considero che tassare al 75% le persone fisiche sopra il milione di euro sia manovra bislacca?
    Imiei conti li avevo fatti all’epoca perl’italia e la miaproposta era di tassare al 60% sopra i 500000 euro. E sopratutto io proponevo la tassazione pesantissima per gli utili delle aziende non reinvestiti.
    Quindi quale ricordo sbiadito devi aver conservato della nostra piccola diatriba? Mi piacerebbe molto che tu ne vincessi qualcuna, ma sembri fare di tutto per mantenere il tuo vergine primato😉

  44. @Ugo
    Naturalmente Hollande non c’entra nulla col PD. Era solo una mia reazione al tuo tono insolente, che comunque non mi dispiace. Puoi forse capire il senso della mia reazione, se la memoria non mi tradisce, com’è pure possibile, andando a rileggere la nostra discussione: https://giovannacosenza.wordpress.com/2012/03/01/perche-in-italia-non-si-alzano-le-tasse-ai-redditi-piu-alti/.
    Ma forse non vale la pena, io non l’ho fatto.

    Ho letto ora il documento di Fabrizio Barca, di alto livello in effetti. Condivido i punti principali.
    Lo vedremo alla prova pratica, se avrà modo di cimentarsi in un compito estremamente difficile, come lui stesso sa e dice. Per quel che mi riguarda, pronto anche a dare una mano, nei miei limiti.

  45. @Ben
    L’ho appena riletta. Gustosa conversazione di cui sottoscriverei ancora tutto. Ricordavo bene e tu probabilmente peggio. In ogni caso la questione è più che aperta e solo tu devi averla chiusa considerandola stranamente in linea coi tuoi argomenti.
    Il tono insolente è cercato. Se tu mi scrivi delle cazzate io te lo dico in franchezza. E dire che oggi le convergenze sono sulla sostanza e non l’appartenenza è una cazzata. O materiale da comizio, il che non mi sembra il caso. O speranza, il che è ragionamento grillino e quindi il peggio tra tutti.

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