Renzi: (auto)candidatura reale o ennesima vittima sacrificale?

Renzi

Mi scrive Jacopo, lettore di questo blog:

Gentile Giovanna, cosa pensa dell’autocandidatura di Renzi a Presidente del Consiglio, ieri da Lilli Gruber? Ma perdere le primarie, avendo il 62% del tuo partito contro, solo 4 mesi fa, contribuire ad affossare Bersani e a far fare a tutto il Pd la figura barbina dell’elezione del Presidente della Repubblica, e poi dire di essere disponibile alla Presidenza del Consiglio è fantastico. È come se io dicessi che mi rendo disponibile a sposare Letizia Casta, o a vincere il premio Oscar. Non trova?

Già, caro Jacopo. Interessante la domanda che poni. Specie se consideriamo che, neanche un’ora dopo, il “giovane turco” Matteo Orfini, fino a ieri di corrente avversa a Renzi, lo ha proposto per lo stesso ruolo nel salotto di Piazzapulita. Seguito a ruota – pur con qualche dissenso – da molti altri esponenti di spicco del Pd. Ora, ben conoscendo – con prove recentissime e schiaccianti – la capacità dei dirigenti Pd di bruciare più o meno consapevolmente candidati, tutto fa pensare che ora sull’altare sacrificale ci stia proprio Renzi. Forse il “bravo comunicatore” non se n’è accorto? O forse invece il Pd sta convergendo verso una candidatura che crede abbia prospettive reali? Di bello c’è che lo scopriremo fra poche ore.🙂

Aggiornamento ore 17:17. Renzi frena, questo è il titolo che appare sulla home del Fatto Quotidiano.

Renzi frena, testata Il Fatto Quotidiano

17 risposte a “Renzi: (auto)candidatura reale o ennesima vittima sacrificale?

  1. Qualcuno/a conosce le antiche trappole per lupi? Piuttosto cruente, sfruttavano l’innato istinto per il sangue delle povere bestiole. Una lama affilata cosparsa di sangue, il lupo irresistibilmente lecca il sangue tagliandosi la lingua, il suo stesso sangue lo ingolosisce sempre più finchè non muore dissanguato. Renzi sta annusando, vediamo come va a finire.

  2. La realtà è, cara Giovanna, che l’ego infinito di Renzi ( che è tutto meno che uno scarso calcolatore) lo ha fatto scegliere per una soluzione più rischiosa per il suo futuro, ma immediata e certa per il suo presente di leader. Poteva avere un filo ancora più lungo e tessere, tessere la sua trama senza difettare in impazienza. Il futuro nemmeno tanto lontano sarebbe comunque apparso a lui offrendogli in qualche modo un ruolo da protagonista. Ma le strategie che hanno alla base un ragionamento culturale per rimuovere antiche prassi correntizie e riformare con pazienza un modo intero di far politica, non sembrano attecchire nei giovani rampanti attualmente in vista. Gli stessi giovani turchi non fanno ugualmente un ragionamento di oppurtunità forse? Allora è il classico uovo oggi che prevale, anche perchè la gallina ( o il tacchino che dir si voglia) potrebbe diventare tutto sommato già troppo dura un domani ed i concorrenti toglierti prima il terreno sotto i piedi.
    Piuttosto chissà se avrà ancora voglia di ” rottamare” adesso che ha ricevuto endorsment da destra e da sinistra e chissà cosa rimarrà del suo ambizioso programma di grande impatto liberal con la scelta di governare con Berlusconi, Monti, Maroni e D’Alema e la supervisione di Napolitano?
    Il ragazzo si farà largo o gli toccherà abbassare un po’ quelle sue penne da pavone nel cortile ?

  3. Mi pare non corretta la premessa di Jacopo. Non è che Renzi “ha perso le primarie, avendo il 62% del partito contro”: Renzi è riuscito ad avere il 38% nonostante avesse tutti gli apparatcik contro e un sabotaggio che se gli stessi sullodati apparatcik avessero usato con Berlusconi, quest’ultimo sarebbe ora confinato ai libri di storia. E a me Renzi non sta neppure simpatico

  4. Ma dove vive il mite Jacopo? Bersani affossato da Renzi? A far fare a tutto il Pd la figura barbina dell’elezione del Presidente della Repubblica è stato Renzi?
    Ok criticare Renzi, ma almeno basandosi sui fatti e non sulle invenzioni

  5. @farside66
    ma perché, tutto il resto del ragionamento di Jacopo aveva un senso?😀

  6. Credo stiate parlando sempre di quel Renzi che, in qualche modo, avrebbe contribuito a far fare quella pessima figura al PD, nelle elezioni del PDR: non credete che se si portasse Renzi alla presidenza del consiglio, sarebbe come dare un premio a Giuda? La sua ambizione può aspettare: si faccia prima il congresso del PD, vediamo chi resta nel partito e poi ne parliamo.

  7. Pochi mesi fa (non anni) Renzi ha perso nettamente le primarie del “suo” partito. Ed ecco coloro che lo avevano osteggiato nel partito (ed i “nemici” di altri partiti) lo propongono addirittura come premier, senza neppure preoccuparsi di chiarire quali titoli abbia per un incarico di così elevata difficoltà. Secondo me, non è questione di “trappola o non trappola”, ma solo di demenza e di confusione mentale: sarò ingenuo, ma pensavo che i congressi (le stesse primarie) e la competizione elettorale fossero strumenti, sia pure imperfetti, di selezione di una classe dirigente e di individuazione di programmi. Invece c’è sempre qualcuno che si illude di fare “alta politica” tirando fuori la “sua” personalissima soluzione della crisi indicando un nome nel corso di un programma televisivo, in modo da avere un titolo sparato sui giornali: se questi sono i “giovani”, mi toccherà rimpiangere i vecchi arnesi, che almeno qualche volta andavano alla ricerca di un consenso su soluzioni condivise, oppure ritirarmi sul monte…

  8. Sono d’accordo con te e infatti è bastato vedere la faccia della Serracchiani mentre ascoltava Orfini a “Piazza pulita”. Ma i recenti sviluppi mostrano che almeno per il momento Serracchiani e Renzi non sono fatti della stessa stoffa dei loro dirigenti e non lavorano per perdere.

  9. Mi piacerebbe molto avere un tuo commento sulla risposta di Bersani a Serracchiani durante la dirigenza del PD. L’hai vista? Avrebbe seriamente bisogno di un’esegesi, ho cercato di ricostruirne il significato a posteriori vantandomi di possedere un dottorato in linguistica, ma francamente dubito che la risposta sia stata capita perfino dai parlamentari. Credo che Bersani abbia preso atto solo ora del fatto che non c’è più un codice comune fra lui e i suoi colleghi militanti. Questo è il link, in calce quello che ho capito della risposta e un mio commento, mi scuso per il papiro ma dato che su questa incomprensione evidentemente abbiamo perso l’occasione di eleggere un nuovo presidente della repubblica, mi pare che sia importante :

    http://www.youdem.tv/doc/253439/bersani-a-serracchiani-presidente-della-repubblica-condiviso-non-era-s-a-governissimo.htm

    Questo è quello che ho capito: seguendo il dettato costituzionale, il presidente della Repubblica deve essere un nome CONDIVISO DAL 100% dei parlamentari, e quindi -coerentemente- loro hanno cercato qualcuno che piacesse anche al PDL, pur rifiutando di fare un governo con loro.

    Insomma secondo Bersani il fatto che si parli dell’elezione del presidente come una scelta fra schieramenti (PD+M5S piuttosto che come PD+PDL) , e non come una personalità condivisa dal 100% dei parlamentari, significa che nella mente di tutti siamo GIA’ passati da una repubblica parlamentare a una repubblica presidenziale.

    PERO’ SENZA MAI AVERLO DETTO.

    Quindi la risposta sarebbe conseguenza logica: Marini sì, Rodotà no, Prodi ni non rispetto al PD ma rispetto ai restanti 2/3 del Parlamento.

    Mio commento: il fatto che si componesse il governo e contemporaneamente si eleggesse il presidente non ha aiutato a chiarire le cose. Ma dirlo, tutto questo, in un linguaggio comprensibile ai più, non avrebbe fatto male. Insomma Bersani parla politichese e nessuno degli elettori capisce. Non solo, ma non lo capiscono nemmeno i parlamentari. D’altronde, diventa difficile spiegare ai cittadini come puoi condividere perfino la scelta del presidente della repubblica dal momento che hai sempre definito “impresentabile” almeno un terzo del Parlamento. Se poi stai rincorrendo il M5S sulla questione morale, come si può proporre Marini scontentando l’altro terzo del Parlamento? L’unica era proporre Emma Bonino. Forse.

  10. Leggendo oggi le indiscrezioni (che suonano attendibili) sulla sostanziale ostilità di Berlusconi alla candidatura Renzi, mi sono dato dello stupido a non averci pensato prima.
    B. probabilmente ritiene Renzi il suo più pericoloso concorrente in una prossima campagna elettorale, a torto o a ragione (penso a ragione). Naturale che B., potendo, non voglia “tirargli la volata”, come dice oggi qualche commentatore. Meglio per B. trovarsi a competere, in una prossima campagna elettorale, con un Enrico Letta, che sembra meno capace di attirare consensi elettorali.
    B. peraltro è stato oggi facilmente in grado di stoppare la candidatura di Renzi, dato che il PD non è compatto nel sostenerlo, e diofficilmente lo sarà in un prossimo futuro. Certamente una larga parte della base del PD è ancora ostile a Renzi. Più che a un Enrico Letta, che pure ha le stesse idee, oltre che la stessa provenienza, per quel che conta.

    Tutto questo a prescindere da qualsiasi valutazione sulla posizione politica di Renzi, e sulla sua adeguatezza come possibile leader di governo.

    Mi baso sul presupposto, abbastanza confermato dai fatti, che a B. non interessi tanto la linea del governo quanto il suo destino personale. Il suo destino personale può essere garantito solo dal successo elettorale di un partito totalmente controllato da lui stesso.
    (Non gli andrebbe bene neanche, per seguire un’ipotesi considerata da alcuni, un’eventuale scalata del suo partito da parte di Renzi o di altri personaggi non del tutto controllabili da lui stesso.)

  11. @Ben

    Ma caro Ben, per capire i giochini e chi li fa basta semplicemente abbandonare il tuo punto fisso, ovvero che le convergenze su tizio o caio avvengano su base sostanziale e non di vantaggio personale,dove quest’ultimo si persegue facendo gioco di clan e serrando le fila.
    Non è Berlusconi a rappresentare l’unico caso di pro domo propria: ne è altresì la norma; il caso più macroscopico e visibile. Basta leggersi un po’ di teoria dei sistemi per capire definitivamente che ciascun gruppo di potere ha come principale scopo la perpetuazione di se stesso e quindi non puà anteporre interessi generali a interessi particolari. L’inidividuo non può che essere legato a filo doppio del clan che ha permesso e permette la sua esistenza politica. Quindi Renzi non è inviso solo da Bersluconi, come è ovvio che sia, ma soprattuto in quel 62% del Pd che non l’ha votato e non lo voleva 4 mesi fa, come scrive Jacopo.
    È solo il tuo desiderio di ritenere il parlamento maturo per convergenze sostanziali e non meramente tattiche che ti impedisce di comprendere l’obbligatorità e i vincoli con cui si gioca la partita, e da qui i limiti imposti all’autonomia di ciascuno. Cosa rappresentavano gli applausi che i parlamentari tributavano al Napolitano che li stava cazziando se non lo scampato pericolo per ciascuno di loro di tornare a casa in tempi rapidissimi, così ponendo fine al lauto stipendio e alla condizione di perpetuazione del proprio potere?

  12. @Ugo
    Sono d’accordo sul fatto che ogni politico persegue, come poi tutti, il proprio interesse personale in primo luogo. Sono d’accordo anche sul fatto che lo fa legandosi a “clan” politici.
    Entrambi i fatti mi sembrano nell’ordine naturale delle cose, e mi stanno bene così.

    Però, nel fare questo, singoli e clan politici puntano, diciamo, su di uno specifico prodotto da vendere all’elettorato, che si differenzia nella confezione, ma talvolta almeno un po’ anche nel contenuto. E i clan si aggregano, almeno in parte, anche sul contenuto e sulle classi o categorie sociali da cui cercano di ottenere consenso.

    Dicendo che Enrico Letta e Renzi hanno le stesse idee, intendevo dire — troppo sinteticamente e in forma ingenua, ok — che tendono a convergere sullo stesso prodotto, mirato sullo stesso target elettorale, e ad aggregarsi nello stesso clan: due (o tre) processi interdipendenti.

  13. @Ben

    Direi a questo punto, visto come sono andate le cose, potresti essere felice: indipendentemente dai contenitori il contenuto non cambia. Che sia Renzi, Letta o qualcun’altro, la linea del Governo sarà la medesima. È solo l’elettore a rimanere perplesso visto che cambiano l’ordine dei fattori ilrisultato non cambia.
    Ma tanto i deputati, decisi dai rispettivi capi clan, non saranno tenuti a risponderne e quindi dovranno solo preoccuparsi, sondaggi alla mano, di passare su altri o nuiovi carri una volta che ci si appropinquerà alle successive elezioni.
    L’unico aspetto interessante è capire come faranno i partiti a giustificare un simile governo di fronte all’elettorato: almeno con Monti c’era la finzione dell’esecutivo tecnico dietro cui nascondersi addossandogli tutte le leggi che paradossalmente sono state votate da quegli stessi partiti.
    Ma senza tale finzione, un governo esplicitamente composto da Pd e Pdl che effetti provocherà sull’elettorato, che per buona parte non ha nemmeno più la novità di Grillo con cui sognare e rimandare la collera?

  14. P. S.
    Io poi, come tutti, cerco di capire quale prodotto risponda meglio ai miei personali interessi. E siccome considero mio interesse cruciale che i miei figli e io stesso viviamo in una buona società nei prossimi decenni, il mio interesse può convergere con quello di molti altri, politici inclusi. Aggiungo questo per temperare l’apparente cinismo…

  15. @Giovanna

    Ma secondo te una mediocrità come Letta a Capo del Consiglio a che logica risponde? Io sono propenso a pensare che si è venuti a capo della situazione con il metodo più antico del mondo per stringere alleanze: il vicnolo della parentela. Se si volevano evitare guerre tra nazioni si faceva sposare tizia a caio.
    Eleggere un Letta a Palazzo Chigi vuol dire averne eletti due: zio e nipote. un cognome come trait d’union tra due italie l’un contro l’altra armate
    Concordi?

  16. @Ugo
    “Ma senza tale finzione, un governo esplicitamente composto da Pd e Pdl che effetti provocherà sull’elettorato, che per buona parte non ha nemmeno più la novità di Grillo con cui sognare e rimandare la collera?”

    Provocherà effetti negativi. Determinati da una catena di scelte politiche infelici del passato recente e meno recente. Però adesso non vedo alternative praticabili a qualche forma d’intesa PD-PDL-SC.
    Rimangono comunque margini di scelta su come questo governo si formerà e gestirà le cose. Su questi margini si può dire la propria e magari agire, oltre che sulle condizioni al contorno.
    Al contorno, in particolare per chi sarà all’opposizione (M5S in primis), e per i nuovi partiti che in questa situazione magmatica potranno formarsi, ci saranno pure altri margini di scelta. Ad esempio, per dirne una fra mille altre possibili, il M5S potrebbe cercare al suo interno personaggi più adeguati dei Vito Crimi e delle Roberta Lombardi.

  17. “il M5S potrebbe cercare al suo interno personaggi più adeguati dei Vito Crimi e delle Roberta Lombardi.” Sarebbe ora e tempo, ma ho l’impressione che siano un po’ come l’Alfano, non sono cavalli da corsa ma da traino…

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