Vittoria a 5 Stelle: la disfatta di media e politica?

Filippo Facci

La settimana scorsa ho partecipato al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, organizzato da Arianna Ciccone e Chris Potter (bravissimi e tostissimi), un’iniziativa che ormai non ha bisogno di presentazioni. Dico soltanto che è uno dei pochissimi contesti, in Italia, in cui si respiri un’aria autenticamente internazionale. Per intenderci: non è la finzione di internazionalità con cui spesso gli italiani fanno bello il salotto di casa, ma un luogo di scambio e confronto reale, spesso ad altissimo livello. Bello davvero.

Domenica pomeriggio ho partecipato al panel “Vittoria a 5 Stelle: la disfatta di media e politica?”, assieme a Fabio Chiusi, Filippo Facci, Alessandro Gilioli. Questo è lo spunto che siamo stati chiamati a discutere:

Illustri sconfitti dell’ultima tornata elettorale, media e politica pagano l’affermazione del Movimento 5 Stelle, che ne ha messo in evidenza l’incapacità del saper leggere e interpretare le nuove richieste della cittadinanza e l’ascesa così forte di un movimento politico mai effettivamente raccontato e compreso. La disfatta di giornali e vecchi partiti sul palco del Festival del Giornalismo.

Avrebbe dovuto esserci anche Claudio Messora, coordinatore della comunicazione del Movimento 5 Stelle, ma non è venuto. Lo so che ti stai domandando se e come siamo riusciti a gestire le intemperanze di Filippo Facci. Ebbene, è stato quieto per tutta la prima parte, solo da metà in poi si è scaldato. Con tanto di battibecco finale (breve, perché sono una signora) fra me e lui. Insomma un po’ di sale arriva alla fine (il video dura circa 1 ora e 20).🙂

7 risposte a “Vittoria a 5 Stelle: la disfatta di media e politica?

  1. Ahah proprio vero! Quando ho letto “Filippo Facci” mi sono virtualmente messa una mano sulla fronte.

  2. contesto internazionale e filippo facci nella stessa frases stridono parecchio. A giudicare da quel che ne dicono, `sto festival deve essere proprio interessante.

  3. Secondo me la sconfitta in Friuli è solo in parte dovuta a quello che viene definito purismo del m5s nelle ultime vicende relative alla possibilità di un governo. La sconfitta a mio avviso è legata al fatto che in Friuli Serracchiani era la candidata: cioè il PD buono, il PD “vicino al popolo”, il PD critico con la dirigenza e giovane. Lì c’era un PD possibile, un PD che può tener testa al m5s.
    A mio avviso il giornalista dell’Espresso (seduto a sx) ha colto il punto, me ne sono accorta semplicemente leggendo i giornali senza pregiudizi nei confronti del m5s. Su Repubblica di Roma il 25 aprile titolo in prima pagina: “M5S DISERTA IL 25 APRILE”. Poi, andando a leggere il testo, si dceva solo che gli attivisti intendevano trascorrerlo “tra la gente” e non in qualche palcoscenico o commemorazione ufficiale, quindi, qualcosa di ben diverso da una diserzione. Quel titolo serviva semplicemete a strizzare l’occhio al lettore medio prevenuto e/o a fomentare il luogo comune e la facile polemica. I media in tal modo non si mostrano critici osservatori della realtà, ma senso comune, stereotipo, superficialità e strumentalizzazione politica. Una lettrice (non un’attivista del movimento o che) che volesse comprendere in modo obiettivo quel che accade si ritrova a dover leggere faziosità e notizie deformate. Senza contare poi lo snobismo di sinistra per questa realtà, che a osservarla in modo il più possibile obiettivo, si dimostra molto meno “fascista” degli stessi partiti disinistra (pensiamo solo a come hanno costruito le liste, fra l’altro) – e qui entra in gioco la comunicazione: m5s “sembra” fascisteggiante per il modo in cui si pone a livello comunicativo, non nella pratica reale continuamente concertata (a parte la posizione preminente del “garante”, che ancora mi suscita parecchie diffidenze, ma di cui riconosco l’importanza comunicativa, nel bene o nel male); mentre il PD “sembra” demoratico perché parla in toni istituzionali e ostentatamente rispettosi, mentre nella pratica reale è ben verticista.
    Grazie, ho seguito con interesse. Denise

  4. Già dal titolo si comprende il senso dell’evento: “Vittoria a 5 Stelle: la disfatta di media e politica?”
    Una disfatta per i manovratori di certi media e di certa politica.. che per milioni di italiani, per il buon giornalismo e per la buona politica invece, finalmente, è stato un successo.
    Diciamo come stanno le cose, evitando il razzismo anche nei titoli degli eventi. Certi media fortunatamente sono morti, e non appena saranno tagliati i finanziamenti pubblici all’editoria ed eliminato l’ordine dei giornalisti (perché un giorno finalmente raggiungeremo questi due traguardi che ci porteranno al passo con la civiltà) molti leccaculo del sistema dovranno trovarsi un altro lavoro, serio. Si mettano a cercarlo sin da ora….

  5. analfabeti funzionali e […] che sono persone letteralmente stupide e che trovano la loro riscossa socio economica e politica attraverso il loro manifestarsi in rete ed ergo politicamente.

    senza mezzi termini 😀

  6. il filosofo mi è sembrato più fastidioso di Facci.. e comunque la definizione di analfabeta funzionale e arroganza femminile non smentisce le aspettative

  7. Una kermesse giornalistica realmente internazionale che contempli Filippo Facci genera le stesse perplessità di una Costituente che accolga in sé Berlusconi.

    Interrompere Facci è stato un atto doveroso, intimamente giusto. Brava.

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