Il governo Letta imita Grillo nei rapporti coi media?

MIchaela Biancofiore

Interessante la revoca della delega alle pari opportunità che era destinata alla sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Michaela Biancofiore, decisa in quattro e quattr’otto da Enrico Letta. Un atto talmente immediato da non poter essere nemmeno definito “revoca” (la delega in realtà non era stata ancora assegnata ufficialmente), ma riassegnazione: dalle pari opportunità alla pubblica amministrazione e semplificazione. Interessante perché l’atto segue un’intervista pubblicata sabato su Repubblica, in cui Biancofiore, pur cercando si smarcarsi dalle accuse di omofobia che molti le indirizzano, se n’è uscita con affermazioni destinate comunque a sollevare polemiche. E ancor più interessante perché Letta ha inquadrato la mossa in un monito più generale, che ieri la stessa Repubblica ha ricostruito:

«Lo devono capire tutti. Questo governo non può permettersi la classica luna di miele. È chiamato a mantentere subito alcune promesse. Perciò le trappole vanno evitate». Enrico Letta ha concordato con Angelino Alfano il siluramento di Michaela Biancofiore. Una telefonata di prima mattina, una sintonia piena, la consapevolezza che il fragile equilibrio della Grande coalizione si regge sulle spalle di premier Pd e vicepremier Pdl. «Ti rendi conto? Avevo appena finito di dire ai sottosegretari: ci sono delle regole, voi siete il governo. Fate le cose, non fate i politici. Un minuto dopo, lei rilascia l’intervista a Repubblica. Dobbiamo mandare un segnale che valga anche per gli altri.

Insomma pare un comportamento vagamente ispirato a Beppe Grillo, che consiglia ai suoi di non dare corda ai media e li espelle dal Movimento 5 Stelle (cioè li diffida dall’usare il marchio M5S da lui registrato) se non seguono il suggerimento, come ha fatto mesi fa con Giovanni Favia e Federica Salsi. Mutatis mutandis: il monito di Grillo riguarda nello specifico la partecipazione ai talk show (che lui stesso diserta); per Letta invece il monito resta un general-generico appello di «sobrietà nell’organizzazione del lavoro». (L’avevo detto che era sobrio!) Ma lui stesso ieri si è presentato a “Che tempo che fa”. Sobriamente, ma ci è andato.

Cosa voglio dire? Che mi pare l’ennesima dimostrazione di quanto il Movimento 5 Stelle stia riuscendo a imporre temi e stili ai vecchi partiti. Dai costi della politica al finanziamento pubblico dei partiti, fino alla diffidenza nei confronti dei media. Con una differenza importante: per il M5S sono questioni di sostanza, oltre che di comunicazione; per il governo Letta si tratta per ora solo di comunicazione. Che sia pure sostanza ancora non si sa.

2 risposte a “Il governo Letta imita Grillo nei rapporti coi media?

  1. Forse qualche differenza c’è tra i diktat di Grillo e le cautele su i giudizi richieste da Letta. Forse dovrebbe essere messo in dubbio il disinvolto uso delle virgolette che Repubblica fa riportando notizie di corridoio, forse anche vere, di fonti che potrebbero anche avere interesse a farle girare. E’ vero, come Giulio Cesare dichiarò per primo, “Che la moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto”, ma in 2000 anni abbbiamo imparato che spesso molti sospetti sono stati lanciati ad arte.
    Io sono dell’idea che hanno fatto molto più male gli eccessi di zelo, piuttosto che errori dovuti al non impedimento dell’evento.

  2. Aspettiamo un attimo a vedere se, nel caso di Letta, si tratti solo di forma comunicativa e non anche di sostanza. O chiedo troppo?
    Ermanno Tarozzi

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