Negazione dell’evidenza: M5S e Pd cominciano a somigliarsi?

L’altro giorno notavo che, in tema di negazione dell’evidenza, anche il Movimento 5 Stelle, dopo le amministrative, pare identico ai vecchi partiti che tanto combatte. Speravo per loro che Beppe Grillo, fin qui dimostratosi abilissimo in comunicazione, intervenisse a correggere il tiro con una bella e trasparente riflessione sugli errori commessi e una bella e trasparente indicazione pratica su come cominciare a rimediarvi. Invece niente, prima Grillo ha dato la colpa agli italiani che non l’hanno votato: quelli che non vogliono il cambiamento, quelli «interessati giustamente allo status quo», quelli che votano prima «per sé stessi e poi per il Paese». Poi se ne è uscito con «Il M5S cresce ogni giorno, è un fatto, così come è un fatto che è stato il più votato alle politiche. Non abbiamo fretta.». Chiaro, esplicito, diretto: peccato sia il contrario di ciò che tutti hanno sotto gli occhi. (Per non parlare dell’infelicissimo insulto a Rodotà, definito «ottuagenario miracolato dalla rete» dopo essere stato osannato e candidato a Presidente della Repubblica. Ma questa è un’altra storia.)

Per farla breve, in questi giorni Grillo mi è parso aspirare seriamente al primo posto in negazione dell’evidenza. Più accanito di tutti. Poi però l’altra sera ho visto Bersani a Ballarò: identico a se stesso, incapace di ammettere il men che minimo errore, impermeabile.

Il Pd alle ammnistrative 2013

E allora ho capito che dopo le amministrative in realtà chi rischia di più, oltre a M5S, è ancora una volta, e paradossalmente, proprio il Pd. Sono loro che da sempre si pensano i migliori, loro che riescono a pensarsì così anche quando perdono, dando la colpa agli elettori che non capiscono, figuriamoci quando ottengono un buon risultato. Non ci credi? Riascolta ciò che ha detto Bersani l’altra sera da Floris: «La linearità del nostro atteggiamento politico ha pagato». Coerenti. Lineari. Perfetti. Sono gli elettori, poveri scemi, a non averli capiti alle politiche e ad aver cominciato a capirli (un pochettino?) con le amministrative. Lo so, Bersani si è dimesso, ma quanta parte del Pd rispecchia questa frase? Per me molta. Moltissima.

PS: so bene che confrontare i risultati delle elezioni politiche con le amministrative è tecnicamente scorretto per tanti motivi. Ma questo gioco lo fanno tutti: in strada come sui media. Dunque i politici devono gestirlo dal punto di vista comunicativo.

17 risposte a “Negazione dell’evidenza: M5S e Pd cominciano a somigliarsi?

  1. Grillo avrebbe ottenuto un vantaggio in termini di elettorato ammettendo la sconfitta? (ps: a me sembra sempre più simile a Berlusconi, più che a Bersani, in quanto a smentite il leader del Pdl è imbattibile.)

    Inoltre, ritengo che, benché anche Bersani faccia smentite, il problema secondo me non è in come queste vengono comunicate, ma a quale parte di elettorato esse sono dirette. Lo dico da una vita: Berlusconi può permettersi di sparare cavolate perché il suo elettorato non è “critico” come quello del centrosinistra.
    Penso che qui non sia, ma è solo la mia opinione, un problema di comunicazione, ma di elettorati “labili” ed elettorati “meno labili”.

    Ora, abbiamo analizzato il problema, si dovrebbe cercare una risposta: cosa avrebbe dovuto fare Grillo? Non penso che ammettere la sconfitta gli avrebbe portato più voti, tanto vale negare l’evidenza e continuare a credersi (e far credere di essere) forti.

  2. Andreas: non capisco perché ritieni che ammettere serenamente la sconfitta e dare indicazioni pratiche in direzione di un rimedio, infine agire e comunicare di agire non possa pagare in termini di consensi che poi si tradurranno in voti.

    Per me invece è l’unica strada che Grillo avrebbe a disposizione, anche perché sarebbe coerente con l’immagine di “differenza” rispetto ai partiti tradizionali e “trasparenza” che il M5S si è costruito (= Grillo gli ha costruito). Negare l’evidenza in malo modo, invece, lo assimila a tutte le negazioni dell’evidenza fatte in malo modo da tutti i partiti, fin dalla Prima repubblica.

    Fra l’altro ammettere l’errore è la regola numero uno che qualunque manuale di crisis management indica. Il tuo problema, credo, è che sei troppo abituato alla negazione dell’evidenza in cui viviamo immersi da un paio bel po’ a causa della pessima comunicazione politica che questi nostri politici ci infliggono.

    Il paragone con Berlusconi fra l’altro non regge più di tanto perché Berlusconi nega l’evidenza, sì, ma ai tempi d’oro lo faceva talmente bene (e tuttora non se la cava affatto male) da far dimenticare al suo elettorato di averlo fatto. Perciò vince o sopravvive ugualmente anche negando l’evidenza. Il Pd invece nega l’evidenza ma lo fa male o malissimo, sicché l’elettorato se ne accorge e lo punisce (è più sveglio il suo elettorato o più maldestro il Pd? a te l’ardua sentenza). La mia ipotesi è che M5S stia seguendo la strada del Pd, non del Pdl… Destinazione: suicidio

  3. Grillo, vorrebbe evocare l’idea nobile del”potere dei senza potere” del giovane dissidente Vaclav Havel nei primi anni Settanta del ‘900, ma quale differenza di spessore culturale e di stile comunicativo! I Grillini sono sparovveduti e spesso arroganti, forse impauriti, addirittura, da se stessi.

  4. Berlusconi non ammette mai gli errori, ed è per questo che vince. Perché empatizza col suo elettorato dandogli la possibilità di avere un leader infallibile, che non sbaglia mai e in grado di avere sempre il controllo della situazione.
    Quindi non sono così convinto che la regola dell’ammissione della colpa possa essere applicata a livello generale.

    Non è questione di “essere abituati alla negazione del problema”, ma ritengo che il partito di maggiore successo degli ultimi anni abbia fatto l’opposto di quello che i manuali di crisis management indicano.
    Mi sbaglio? E’ vero o no che B. è il re delle smentite ed è il mattatore della politica italiana negli ultimi 20 anni?

    Quindi delle due l’una: o i manuali fanno schifo, o c’è qualcosa che non torna.

    Non si può dire che quel che si deve fare è ammettere l’errore quando è sotto gli occhi di tutti che chi vince da 20 anni in Italia non lo fa. La regola proposta è in disaccordo con quanto dimostrato dai fatti.

    Che poi questo avvenga per le abilità comunicative di un leader è un altro paio di maniche.

    L’immagine di trasparenza e differenza che Grillo si è creato penso sia andata in frantumi già da un pezzo, anzi, non è mai realmente esistita se non da un punto di vista superficiale, e quello che è stato fatto passare (bene) è proprio l’idea di trasparenza che però non aveva appigli con la realtà.

  5. D’accordo.
    Ma perché fanno questi “errori” di comunicazione? Per incompetenza e mancanza di giudizio? O anche e ancor più perché Grillo e i suoi, da un lato, e Bersani e i suoi, dall’altro, hanno corposi interessi che gli impediscono di fare diversamente?

    In due parole, Grillo, avendo rinunciato a cercare di associare a sé un ceto dirigente, può sopravvivere solo con sparate demagogiche, per quel poco che durerà.
    Il grosso dei dirigenti del PD hanno corposi interessi, economici e di potere, in una gestione clientelare di apparati pubblici ipertrofici (nelle aziende partecipate, in settori della sanità, e molto altro). La loro linea contraddittoria risente della loro difesa di questi loro interessi, in contrasto con le esigenze di cambiamento che pure dichiarano di volere.

    Per questo forse nessun maestro di comunicazione potrà farli migliorare sostanzialmente.

    Il rimedio sostanziale sarebbe, invece, l’emergere di una classe politica che abbia interessi diversi, più in linea con quelli della parte meno arretrata della nostra società (la parte meno legata alle rendite grandi e piccole, incluse le mie🙂 ) .

    (Scusate gli eccessi di astrazione.)

  6. Ben, su Grillo: lo osservo da molto tempo e comincio a temere che stia letteralmente sbroccando. Comincio a pensare che non ci sia più lucidità (a lungo c’è invece stata) in ciò che dopo il boom alle politicha ha fatto e fa. Sul resto concordo.

  7. Speravo per loro che Beppe Grillo, fin qui dimostratosi abilissimo in comunicazione, intervenisse a correggere il tiro con una bella e trasparente riflessione sugli errori commessi e una bella e trasparente indicazione pratica su come cominciare a rimediarvi.

    pensare che Grillo possa avere una reazione pacata e ragionata ed ammetta di avere sbagliato e’ come pensare che Berlusconi al governo non cerchera’ di fare leggi ad personam.

  8. Giovanna, su Grillo: come poteva non sbroccare?
    Se ti proponi di scalare l’Everest e non sei né allenato né attrezzato per farlo, o rinunci o sbrocchi.🙂

  9. Perche, scusate, vi aspettavate davvero che fosse “diverso” ? solo perchè è abile (abilissimo)nella comunicazione? Prima capiamo che ci vuole ben altro, meglio è..

  10. @ Ben “Il rimedio sostanziale sarebbe, invece, l’emergere di una classe politica che abbia interessi diversi, più in linea con quelli della parte meno arretrata della nostra società “, Questo presuppone un ritorno alle ideologie passate o la nascita di nuove e improbabili? Siamo ancora lontani dall’aver toccato il fondo affinché una neo-ideologia divenga maggioranza (da Ingroia & c. a Alba dorata). Dato il giudizio concorde sul pd e l’inconsistenza strutturale del partito padronale -prima o poi il padrone defungerà, spero-, se il terzo incomodo sbrocca alla grande, e si vede, come ne veniamo fuori in assenza di quella logica pratica -presente solo in una stregua minoranza- che tu presupponi?

  11. Sì, Grillo sta sbroccando: non è e non si sente all’altezza della situazione; pertanto si sfoga a colpi d’arroganza e uscite incommentabili. I suoi limiti erano già evidenti, ma ora emergono con prepotenza.
    Il PD è quello, prendere o lasciare. Povera Italia!

  12. Grillo finirà vittima del manicheismo da pensiero radicale di cui è permeato il suo movimento… la loro/la sua è una battaglia da soli contro tutti quindi o saranno abbastanza forti (e lui insopportabilmente dispotico) da reggere uniti oppure inizieranno le prime scissioni (che forse son già iniziate)
    Io è da un pò ormai che spero si dividano in fazioni o che perlomeno si emancipino dalla loro guida-guru-megafono-proprietà, e la stessa cosa l’ho quasi augurata al Pd (di dividersi in due), perchè le contraddizioni insanabili vanno divise, se non sono risolvibili o sintetizzabili in una direzione unica.
    Comunque attenzione: è vero che il 5stelle non ha portato a casa sindaci ma i voti indicano una crescita di consensi anche a livello di elezioni amministrative, dove chiaramente scontano una mancanza di strutturazione territoriale.

  13. Bel tema, oggi.
    Grillo.
    Per me, lui è un dilettante (politicamente parlando) che ha avuto un successo insperato ed inatteso.
    Il suo copione (perchè essendo un attore recita a copione, anche se è inconscio, il copione resta lo stesso) era, prima delle elezioni, quello di campare di rendita parassitaria (politica) facendo il “grillo parlante”🙂 a scapito dei politici di professione (PD, PDmenoL, ecc.)
    E invece, gli elettori gli hanno posto la croce addosso, dandogli una quantità di voti tale di poter costituire un fattore reale di cambiamento. Finora non lo ha capito. La sua reazione di isolamento, moralismo, il suo permanere nel campo della chiacchiera critica, anzichè della fatica del fare, denotano un grave limite di percezione della situazione reale.
    Un errore grave.
    Lo pagherà.
    Il suo treno pare ormai su un binario morto: non per i risultati elettorali, ma perchè ha in mente un copione sbagliato.
    Gli altri suo concorrenti, ora.
    Berlusconi.
    Il solito venditore perfetto.
    Lui riuscirebbe a vendere congelatori agli esquimesi e coperte ai Watussi.
    Ma sempre venditori di tappeti rimane!
    E sono sicuro che chi vota per lui non lo fa perchè si ritiene convinto di fare l’acquisto migliore, ma solo perchè sa che con lui non ci saranno mai storie.
    Il contrabbandiere ed il ricettatore sono complici.

    Il PD.
    Io mi sono fatto un’idea.
    Visto che non capisco proprio il masochismo, l’autolesionismo ed il tafazzismo, allora mi sono dato questa spiegazione.
    Loro, che sono più svegli di quanto crediamo, sanno che se si vince, una volta o l’altra, gli tocca mettersi a lavorare. E, si sa, la fatica stanca.
    Allora si sono attrezzati.
    Al minimo rischio si danno la zappa sui piedi e… simulano l’infortunio.
    Insomma, marcano visita, fanno sega, si fingono malati, si danno, si dileguano, si nascondono…
    Altrimenti, come spiegare l’indomita vocazione al suicidio?
    Può mai essere solo coglioneria?

  14. Sinceramente credo anch’io da tempo che Grillo stia sbroccando. Ed è un vero peccato. Come è un vero peccato che il M5s sia così disorganizzato sotto tanti punti di vista…

  15. scusate per il fuori tema, ma vivo all’estero da un po’ di anni, cosa vuol dire “sbroccare”? Sono curiosa…

  16. @guydebord
    mi chiedi “come ne veniamo fuori?”
    Risposta.
    Le cose da fare per sanare questo paese sono ben note, non c’è niente da inventare.
    Le poche migliaia di persone, membri della classe dirigente, capaci di farle e motivate a farle, ci sono già, sparse qua e là (in parte all’estero).
    Devono solo mettersi insieme intorno a un leader, impadronirsi di un partito vecchio o nuovo, e trascinare con sé quella metà della popolazione italiana che ha interesse che quelle cose vengano fatte.
    Facile a dirsi, difficile a farsi. Non impossibile.

    Non chiedermi “quali cose?”. Tanto né tu né io facciamo parte di quelle poche migliaia di persone, forse anche molte meno, che dovrebbero mettersi insieme e avviare il processo. Io lo sosterrei subito, tu forse dopo un po’.🙂
    Non dirmi che non sono democratico. In effetti, lo sono solo in parte.🙂

  17. Cara Giovanna,

    ero proprio curiosa di un tuo commento dopo i recenti post di Grillo su Matteo Renzi, che mi hanno fatta sorridere. Sbaglio, oppure il M5S ha cominciato a fare con Matteo Renzi quello che il PD ha fatto con Berlusconi: l’endorsement al contrario, la legittimazione grazie alla demonizzazione?

    Due cose sul mancato riconoscimento degli errori: sono d’accordo con Andreas, il punto di forza di Berlusconi è probabilmente il fatto che sbaraglia tutte le indicazioni
    dei manuali di management, è l’equivalente politico di Anne Wintour, direttrice di Vogue, che durante il suo colloquio di assunzione pare abbia detto all’allora direttrice di aspirare al suo posto: i manuali di management parlano questa possibilità, ma la sconsigliano caldamente perché in generale nessuno è in grado di sostenere questa frase con l’adeguata faccia tosta. A me tremerebbe la voce, ma invece se ce l’hai, quella faccia tosta, puoi fare la carriera di Anne Wintour.

    PD
    Come è possibile che il PD, erede del PCI che faceva “l’autocritica”, arrivi a negare la realtà? Ho paura che sia il tentativo maldestro di scimmiottare quella faccia tosta, vedendo che apparentemente con Berlusconi funziona. Solo che loro sono i primi a non crederci.

    M5S
    Beppe Grillo pacato e ragionevole mi pare una contraddizione in termini, capisco Giovanna che non puoi spendere una parola di più per via del fatto che ti esponi con nome e cognome, ma che l’uomo abbia qualche cosa che non va si capisce dal fatto di essersi legato a una specie di “Telespalla Bob” (cit. Makkox) e dal fatto di avere scelto l’espulsione preventiva come politica interna. A me ricorda moltissimo Maximilien Robespierre, se ci fossero le condizioni non ho dubbi che avrebbe portato alla ghigliottina tutti i destinatari dei suoi post denigratori, l’ultimo lo s-coronato Rodotà.

    Chiedo scusa per la lunghezza.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...