Archivi del mese: giugno 2013

Il “ritocchino” come canone di bellezza

Milano, Stazione centrale: accanto a un negozio monomarca, un gigantesco tabellone Nivea promette alle signore in età di «riattivare la giovinezza del viso» con una crema anti-age. I risultati sono questi: Continua a leggere

Ma la crema solare è un prodotto solo per donne?

L’arrivo dell’estate è sempre accompagnato dalle pubblicità di creme solari. Ottimo: la pelle va protetta e se non lo fai rischi un bel po’ di problemi, dalla scottatura oggi al tumore alla pelle domani. Però siamo alle solite: a vedere la pubblicità sembra che solo le donne debbano proteggere la pelle. Gli uomini? Niente. Tutti a scottarsi. Cioè scrivono «abbronzatissimi», ma in realtà mostrano «abbronzatissime». Tutte stupende, con i soliti fisici perfetti. Tutte molto simili le une alle altre, quasi indistinguibili. Un paio di banner: Continua a leggere

La prima recensione non si scorda mai. E nemmeno la seconda

Cover di Stasera mi butto

Stasera mi butto è il mio primo esperimento narrativo, perciò la prima recensione positiva mi ha fatto più effetto – gioia, incredulità, vergogna, paure varie – di quelle che ho ricevuto per la saggistica. C’è sempre una prima volta, si sa. A onor del vero, anche la seconda recensione mi ha mandata in KO. Allora: la prima è di Till Neuburg, che l’ha fatta circolare su alcune mailing list, e la puoi leggere qui di seguito; la seconda è di Luisa Carrada, e la trovi sul suo blog. Grazie Till, grazie Luisa. 😀 Continua a leggere

I bambini-adulti della moda e il diabete infantile: analogie e differenze

Dopo il mio articolo sul Fatto Quotidiano I bambini precocemente adulti dei marchi di moda, mi scrive un lettore, padre di un bambino diabetico, che mi ha autorizzata a pubblicare il nostro scambio:

Gentile professoressa Cosenza, ho letto con estremo interesse il suo post sul Fattoquotidiano.it e la ringrazio per questa ennesima e utile riflessione. Sono il padre di un ragazzo quindicenne affetto da sei anni dal diabete di tipo 1. Leggendo il suo post ho pensato che i ragazzi diabetici sono “costretti a crescere precocemente” e mi è ritornata alla memoria una discussa campagna di due anni fa, promossa da un’associazione di malati di diabete, nella quale veniva ritratto un bambino seduto su un divano con la faccia invecchiata.

Il diabete ruba i bambini Continua a leggere

Ancora bambini precocemente adulti per marchi di moda

Bambini serissimi, corrucciati, invecchiati: sembra che i fashion brands non sappiano fotografarli in altro modo. Eppure la Carta di Milano «Per il rispetto delle bambine e dei bambini nella comunicazione» di Terre des Hommes Italia dice (punto 3): «La comunicazione deve tenere conto delle differenti età dei bambini e delle bambine coinvolti rispettandone la naturale evoluzione. Non bisogna rappresentarli in comportamenti, atteggiamenti e pose inadeguati alla loro età e comunque non corrispondenti al loro sviluppo psichico, fisico ed emotivo. Ogni precoce erotizzazione dei bambini e delle bambine va bandita dalla comunicazione». Ciò nonostante, ecco altri due esempi di bimbi già vecchi, appena usciti su Gioia e Style. Continua a leggere

Se Tim tratta male due studenti, è perché dimentica che sono clienti?

Tim logo

Alessandro e Francesco sono due studenti della magistrale in Semiotica che, per sostenere il mio esame, hanno preso Tim come caso di studio, per analizzare l’uso di testimonial femminili da parte di un’azienda che in poco tempo è passata da Belén Rodríguez a Bianca Balti e Chiara Galiazzo. Per andare oltre il puro esercizio accademico, ho raccomandato loro di chiedere a Tim alcuni dati di mercato e, conoscendo come (non) funzionano alcune aziende italiane, li ho avvisati che non sarebbero stati accolti a braccia aperte, ma ho raccomandato loro di insistere. «In ogni caso imparerete qualcosa», è stato il mio incoraggiamento. I due ragazzi hanno scritto, telefonato, insistito. Dopo più di tre settimane sono tornati con la coda fra le gambe. Ecco il loro racconto: Continua a leggere

Il rizoma, l’officina meccanica e Umberto Eco

L’altro giorno Laura, che si è laureata in marzo con me alla magistrale in Semiotica, mi ha raccontato un episodio che mi ha messa di buon umore. Spiegare in parole povere anche i concetti più astrusi e farlo con chiunque in qualunque momento, senza snobismo, è una cosa che cerco di fare tutti i giorni. Perciò quando riesco a passare ai giovani la stessa passione per la chiarezza, be’… sono contenta. 🙂 Scrive Laura: Continua a leggere