Stasera mi butto. A Milano. Con Testa e Zanardo

Ogni volta che c’è la presentazione di un mio libro (o di qualcosa che mi riguarda), è il solito problema. Se non lo scrivo sul blog, molti si lamentano: l’ho saputo troppo tardi, perché non l’hai detto, non si fa così, eccetera. Se lo scrivo, temo sempre di cadere in una forma di narcisismo e autoreferenzialità. Allora facciamo così: annuncio questa presentazione, solo perché è la prima. E se sei a Milano stasera alle 18:30, vieni per Annamaria Testa e Lorella Zanardo, non per me.😀

Stasera mi butto a Milano

14 risposte a “Stasera mi butto. A Milano. Con Testa e Zanardo

  1. Non essere combattuta, Giovana. Non ha senso. Dal momento in cui scrivi un romanzo SEI per definizione narcisista e autoreferenziale. Pubblicizzarlo a quel punto è nella natura del ruolo che hai accettato di avere e dirlo ai quattro venti non può essere in contraddizione con te stessa ma è solo coerenza con l’avere scritto un libro. Altrimenti non lo avresti pubblicato e lo avresti regalato a chi volevi tu, giusto?
    Se poi il romanzo è bello, come nel tuo caso, farlo sapere è solo utile.
    È solo se il romanzo fosse brutto che dovresti sentirti in colpa🙂

  2. Carissima, davvero un forte abbraccio e complimenti per il tuo lavoro!
    Se il tour di presentazione dovesse arrivare anche a Torino, fammelo sapere per tempo! un abbraccio

  3. Narcisimo e autoreferenzialità non sono per forza di cose “male”. Anche perché altrimenti il 90% dei blog sparirebbero.🙂

  4. Faresti cosa Buona e Giusta se lo dicessi sempre.🙂

  5. Io ci ho vinto la timidezza col narcisismo. Del resto lo ricordo sempre anche nelle mie prediche ai numerosi matrimoni che celebro: bisogna concedersi almeno un po’ a Narciso se si vuole piacere per piacersi. Non ha senso scrivere, poi, se non tentiamo di essere letti. Come quasi nessuno sa, io, per esempio, ho partorito un brillante (!?) romanzo che ha pure vinto un prestigioso (!?) premio letterario e che in due anni di distribuzione (!?) non ha raggiunto nemmeno i fatidici 25 lettori. Bene: ho smesso di fare pubblicità alle mie presentazioni dopo la seconda (anche perché non c’è stata una terza: venivano solo 4 amici, ed allora ho preferito dire loro di trovarci al bar!). Quindi: faccelo sapere: e quando passi da queste parti, io ci sarò. Buona scrittura e buon sole😉

  6. Direi che Ugo ha detto tutto

  7. Giovanna, in bocca al lupo! Un libro è sempre un evento e, secondo me, è una cosa del pensiero, del sentimento, appartiene a una lingua, a un codice che ci riguarda come nazione,insomma è una cosa bella fra le condotte umane. Naturalmente si dice che c’è molta robaccia in giro, libri inutili, senza forza espressiva, ecc. questo è vero, ma non sarà certo il caso di Giovanna Cosenza, di cui conosciamo l’intelligenza, l’umanità, la passione, la competenza, l’ironia affettuosa, la penetrazione nella realtà, il coraggio,l’assenza di calcoli mercantili e tanto altro dovrei dire. Sarà un gran bel libro e, per me, una gran bella lettura.

  8. Oggi ho avuto la fortuna (a dire il vero: un po’ cercata, non solo incocciata) di partecipare a un bellissimo esempio di sisterness (da non confondere con sinistrese, por favor).

    A La Feltrinelli di Corso Buenos Ayres a Milano, Giovanna Cosenza ha presentato il suo primo romanzo: “Stasera mi butto” – titolo di un successone di Rocky Roberts, del 1967. (Per chi non fosse nato l’altro ieri, ma solo ieri: RR era un ex peso welter yankee che a causa di una ferita all’occhio aveva deciso che avrebbe sempre portato gli occhiali neri sopra la sua pelle nera e la “loro” musica nera. Diventò un cantanterone pop rock di successo, prima un pochino negli USA, poi anche in Francia e infine col botto, qui da noi).

    In realtà lui amava il soul e il blues (soprattutto lenti), ma il cliché che gli fu appiccicato in Italia, lo avrebbe costretto per tutta la vita a cantare in loop quella canzone, e poco altro, ma sempre di quel genere lì.

    Beh, insisto sul titolo del libro perché poi, per oltre 300 pagine, ogni capitolo/pezzo/storia/intreccio/plot del romanzo, si svolge con o su un diverso “soundtrack” (leggi: title of a song). Si sa: i suoni che ci arrivano a tradimento, in modo inatteso, sono come gli odori e i lampi: le nostre papille e pupille auditive non sanno gestire l’imprévu. Lo subiscono, senza alcuna uscita di sicurezza. A qualcuno succede con il Quartetto Cetra o Orietta Berti, ad altri càpita con Miles Davis o Carl Orff. Ma l’effetto sorpresa, nel bene nel meno bene, è sempre quello, non ce n’è.

    Lì, da Feltrinelli, Giovanna non era sola. Anzi: c’erano tre Cosenze, di nome Lorella, Annamaria e Giovanna. Che incredulità. Che invidia. Che ammirazione (io, non loro – ça va sans dire). Anche se, di qua dal tavolo, non ci fosse stato nessuno ad ascoltarle, loro si sarebbero divertite allo stesso modo. Complici, spadacine, analiste, ironicissime, sorelle.

    Mai visto/sentito un trailer letterario così. Non c’era regia, nessun suggeritore, alcuna astuzia di plot. Un tris assortito così, è difficile trovarlo. Da sinistra a destra, Zanardo, Cosenza, Testa mi sembravano Iniesta, Xavi, Messi. Palleggiavano, si divertivano, segnavano gol a grappoli, uno più bello dell’altro. Possesso palla: novanta minuti, più i secondi supplementari quando alla fine dei tempi regolamentari si parlottava noi, di qua.

    Mi aspettano giorni mica male perché covo il gravissimo sospetto, che quel romanzo, in realtà, sia un exploit semantico, un foglietto d’istruzione linguistico, di stili e stilemi, che parla e parlotta non solo di indicazioni, princìpi cattivi, posologia, quante volte al dì, ma soprattutto di effetti secondari. Poi, vi dirò.

    Giò non è una scrittrice a tempo pieno, è una ricercatrice che scrive. È, di solito, chi ricerca, trova. Appunto.

    Poi: parlando in gergo ADCI, non era niente male vedere, tutte insieme spassosamente, una Hall of fame 2012 (A.T.) più due Hall of fame 2013 (G.C. + L.Z.). Se posso dirlo, in mezzo a loro tre, io ci metterei anche la F.P. Diciamo che mentalmente, storicamente, stregatamente, la Fernanda Pivano (per anni e anni, l’unica Hall of fame non uomo del nostro clebb), oggi si sarebbe vista combinata piuttosto bene, con quelle lì.

    Eppure, non è che di creative e creativi milanesi se ne fossero visti proprio tanti. Sarà per via dell’appuntamento con i salatini, della eppiaur, del chill out. Ma, se i libri che ci riguardano direttamente e completamente, non si presentano a quell’ora lì, se non a quell’ora, quando?

    Post it:
    Mai creduto nelle esclusive web. Succede che sia giusto (o divertente) tramutare un cross posting in cross over. Così, il dispaccio che avete appena letto, lo mando allegramente in giro – a chi pare a me, a te, a chiunque non legge solo questa list, questo blog, questo giro di amici, di lurker, ultrà, curiosoni e spioni.

  9. Che invidia, Till, il tuo filmato vale mille e mille telecamere. Grazie per averci fatto partecipare. Buona lettura a tutti!

  10. Sono arrivato a pagina 220, alla soglia di un allettante capitolo intitolato “Del buon sesso”. Finora niente male. Complimenti Giovanna.🙂

  11. Le autopromozioni non danno fastidio a seconda di come ci si pone e tu ti poni bene😉 Più che altro mi colpisce il fatto che tu abbia deciso di scrivere un romanzo… lo vedo come un gesto coraggioso considerando che il tuo campo è un altro ed è facile sbagliare e/o venire criticati. In bocca al lupo!🙂

  12. Cioè… grazie a tutti/e. GRAZIE🙂

  13. Concordo con Ugo. Inutile che pubblicizzi il tuo libro sul tuo blog e non parli mai dei tuoi incontri, dei tuoi appuntamenti al riguardo. Non ha senso. Se hai fatto trenta fai anche trentuno!

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