Il “ritocchino” come canone di bellezza

Milano, Stazione centrale: accanto a un negozio monomarca, un gigantesco tabellone Nivea promette alle signore in età di «riattivare la giovinezza del viso» con una crema anti-age. I risultati sono questi:

Nivea Cellular Anti-age

L’immagine mi turba ogni volta che ci passo davanti (pardon, sotto). Torna a turbarmi quando me la ritrovo sui giornali. Perché? Ci ragiono mentre scrivo. Il viso è minuto, la bocca è grande e gonfia. Troppo. Gli occhi e le sopracciglia sono lievemente all’insù, e mentre lei sorride loro restano fermi. Tirati. Ripenso ai volti di tante donne che esagerano con le iniezioni di botox e acido ialuronico, per cui finiscono con le labbra a canotto e l’espressione perennemente “da cattive”, per via dell’angolo esterno delle sopracciglia troppo all’insù (alcune magari ottengono l’eccessivo stiramento con un lifting chirurgico).

I tratti della modella Nivea non presentano queste esagerazioni, ma vanno in quella direzione. Detto in altri termini, Nivea ci propone come modello di bellezza i risultati delle iniezioni di botox e acido ialuronico (o del lifting), facendoci credere che vengano dall’uso dell’anti-age. Poi magari la donna della pubblicità è fatta a quel modo per natura (dubito, ma potrebbe), per Photoshop (probabile), o per intervento molteplice (ancora più probabile): natura + Photoshop + botox + acido ialuronico + lifting e/o altro “ritocchino”. Il risultato è lo stesso: il paradigma della “donna in età” ha la bocca enorme e gli occhi tirati. Alla faccia delle facce reali.

23 risposte a “Il “ritocchino” come canone di bellezza

  1. Ma poi che età? La modella avrà 35 anni, forse anche meno. Raramente si utilizzano modelle e modelli over-40/50 per le creme anti-età. E’ un po’ come far posare una 44 per una casa di abbigliamento per taglie forti.

  2. Somiglia tanto alla Roberts, bocca grandissima, faccia stupenda. La Julia intendo.

  3. …e se sorride troppo è talmente tirata che si alzano le braccia!

  4. lucia a (donna quasi in età)

    accipicchia… è vero…
    io ho quasi 40 anni e non voglio diventare cosìì…

  5. Certo è in evidenza che la pubblicità delle creme antirughe è fatta fare alle
    giovani ventenni ,perchè se metti un vasetto di crema anti-age e hai più di 45 anni ,non riuscirai ad ottenere ,l’età di una ventenne ma forse neanche se la metti tutto l’anno.Il fisico e la pelle invecchiano con tutte le creme.

  6. bè le labbra della modella sono carnose come quelle che ha tanta gente (e tanta gente può anche avere la bocca pù o meno grande), ma non sono “canotti”

  7. Esistono diversi programmi complementari di Photoshop specifici proprio per elaborare rapidamente immagini come questa. (Uno a caso: http://www.portraitprofessional.com/). La persona ritratta, chissà com’è in realtà, è solo la base di un lavoro più o meno ben fatto, capace d’interpretare le istanze e i desideri veri o presunti delle persone, in particolare delle donne, al fine di vendere loro un prodotto che è una sedicente specie di Photoshop in crema.
    Questo volere a tutti i costi, persino con la chirurgia plastica invasiva, conservare una improbabile giovinezza sino a trasformarsi come mai si è state, riguarda innanzi tutto una competizione tutta intragenere. Quindi, in questo caso, un discorso fra le donne e per le donne. Dato che questo è un tema ricorrente mi sono spesso chiesto per quale ragione le donne sono così attente al dettaglio della ruga che mai un uomo si sogna di notare. Sono però venuto di recente a conoscenza di un fatto che mi ha dato la risposta: il marito di una donna che conosco e madre dei suoi figli è scappato, il miserabile, con una ragazza più giovane.
    Tutta l’evidenza del ruolo biologico della maternità e della cura della prole fa emergere il fatto che se vuoi conservarti il compagno e che sia collaborativo oltre che meno idiota, la lotta intragenerica serve e come. Su questo campa l’industria cosmetica e la chirurgia plastica e persino i softwaristi che rendono sempre più facile costruire mostruosità e ottundere le insicurezze.
    Ma la bellezza e proprio tutta un’altra cosa.

  8. Quelle bocche voraci da matrigna cattiva. Donna invidiosa della giovinezza e non paga di sè

  9. Guydebord, il tuo commento mi porta a una vecchia riflessione🙂 e cioè che a un certo punto converebbe barattare il proprio uomo in crisi (e tempesta ormonale) in cambio di serenità e della propria naturalussima faccia. Che corra gaio dietro a giovani infermiere dopo aver fatto il suo per i figli che noi investiamo il denaro in cose ben diverse da acidi e bisturi😛

  10. guydebord | venerdì, 28 giugno 2013 alle 5:26 pm |
    Esistono diversi programmi complementari di Photoshop specifici proprio per elaborare rapidamente immagini come questa.
    – – – – – –

    Sì, ok, e le altre foto disponibili sul web con la stessa modella?

  11. Sono pienamente d’accordo con te. Sicuramente la foto è ritoccata (malissimo) con Photoshop o ingrandita (sempre malissimo).
    http://www.dilei.it/bellezza/rifatte-pentite.html

  12. Una pubblicità martellante rappresenta la donna come “essere difettoso”: la donna ha le rughe, i capelli grigi, è grassa, puzza, soffre di diarrea, ma anche di stitichezza, si piscia addosso ecc..
    L’uomo pare immune a tutte queste disgrazie!! Almeno, questo sembrerebbe trasparire dalla pubblicità.
    Il maschio è perfetto o quasi. Nelle pubblicità è eroico, vincente, potente.
    La donna, essere difettoso, deve assolutamente essere modificata dalle industrie.
    Non stupiamoci se le donne più fragili e insicure vengano indotte a ricorrere a certe mostruosità per correggere una presunta inadeguatezza che qualcuno ha interesse a far loro sentire.

  13. Il paradigma della donna ” in età” ha la bocca enorme (e gonfia) e gli occhi tirati, il paradigma appunto, ma non la donna.
    Facciamoci una risata questa pubblicità è miseria intellettiva e fa schifo ,fortunatamente abbiamo Margherita Hack e tante tante altre cui guardare ….alla faccia !!

  14. @ luzy
    Nell’ambito della variabilità umana è possibile che la fotomodella sia proprio così, ma questo è irrilevante, al tempo della sua “riproducibilità tecnica”. Ciò che conta è l’imposizione dei canoni tramite la pubblicità, e di canoni spesso impossibili. Ricordo, ero ragazzo, le battute sui canotti al posto delle labbra naturali, riferite alla Alida Chelli (moglie di Walter Chiari) che a quei tempi erano poco meno che bizzare deformità.
    @ luci
    Sì, sono proprio spiaciuto per la perdita di Margherita Hack, per le idee circa l’Universo che mai sarò in grado di comprendere e per la sua simpaticissima vera bellezza da maga Magò.

  15. Che sia irrilevante (che la modella sia “fatta proprio così”) lo dite voi, senza tener conto del fatto che criticare un viso/campione individuato/creato per una pubblicità significa criticarne migliaia/milioni di reali. Quindi, semmai, è irrilevante che la pubblicità possa scegliere un certo tipo di viso piuttosto che un altro, e intendo “irrilevante” dal punto di vista etico/psicologico. In parole povere, un viso dovrebbe valere l’altro (la comunicazione esplicitarsi comunque), perché scegliendone uno non ne escludiamo altri (siamo piuttosto noi, nei meccanismi della psiche ad escludere chi non rappresentato in quel dato contesto). L’unica cosa intelligente da fare, comprendo benissimo (e non solo in campo pubblicitario), sarebbe cercare di far ruotare il più possibile la rappresentazione tipo/umana dando spazio a vari aspetti del tratto somatico e della struttura fisica globale, evitando magari di parlare di “canoni di bellezza”. Ma questo può accadere solo in una società evoluta (o nella mente di un pubblicitario evoluto). Di certo, e qui sono lapidario, non ci si evolve criticando un viso/corpo reale per quello che rappresenta nella sua unicità/modello. Sono sconcertato dalla cecità e dalla violenza sotterranea (in fermentazione) che percepisco in questi attacchi al supposto “modello imposto” tanto da chiedermi se appunto questa non sia che propaganda reazionaria sulla pelle, in questo caso, di chi possiede una grande bocca su un piccolo viso, o semplicemente una grande bocca. All’inizio erano le modelle magre.

  16. @ninatrema: bellissima considerazione ;)) molto liberatoria…. e credo che se noi donne recuperassimo la gioia di non essere competitive, per afferrare e tenerci stretto un uomo, ma libere e serene nello stare con noi stesse, forse matureremmo un fascino, impudente ed allegro che nasce da una bellezza autentica e fiera, di cui reciprocamente godere

  17. @ luzy
    non condivido affatto ciò che affermi (e, essendo a quando pare Ben e Ugo in vacanza faccio io, in malo modo). Siamo partiti da “il ritocchino come canone di bellezza”. È evidente anche a un non fotolitista all’antica o esperto di Photoshop che l’immagine è pesantemente ritoccata. L’annuncio promette di riattivare la giovinezza del viso, pertanto ne mostra il risultato presunto. La crema anti-età si contrappone alla chirurgia estetica invasiva, al botox e a tecniche “correttive” disponibili da qualche decennio per modificare il proprio aspetto insoddisfacente. Nel momento in cui è possibile la modificabilità tecnica del proprio aspetto (sì, è una citazione di Benjamin e dell’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica) i concetti di bellezza e di età vanno a farsi friggere o a benedire, a seconda dei gusti. Per questo dico che è irrilevante che la modella sia proprio così (per me sgradevole) o sia stata manipolata. Ciò che conta, mi pare, è che viene proposto un modello falso e pretestuoso, per molte donne irraggiungibile, e alla fine insoddisfacente. Perché hai voglia di creme “anti-age” se sei insoddisfatta di te, di come pensi di apparire o di essere giudicata.
    Su questo, così come sui peli “superflui” si muovono miliardi, non considerando che i peli superflui non esistono e se ci sono, dice la biologia, servono, magari per un pelo, ma servono.
    Ho citato fra virgolette i termini: correttive, anti-age e superflui, per evidenziarne la tendenziosità mascherata da neutralità. Ai voglia di creme anti-età: gli anni passano per tutti, e come, nonostante i giochi di parole. E la bellezza continua ad essere tutta un’altra cosa.

  18. sì guy ma (non mi esprimo sull’anti-age) con tutto il rispetto per la biologia, se una persona vuole radersi o depilarsi ha tutto il diritto di farlo dove ritiene, quanto ritiene, per i motivi che vuole, motivi estetici inclusi.
    I peli che mi crescono tra le sopracciglia non saranno superflui ma a me il monociglio fa schifo perciò me li strappo. e mi faccio la barba perchè non voglio andare in giro come Mosè

  19. @Paolo appunto che bisogno c’è di dare un modello stereotipato? Per non escludere o includere un viso piuttosto che un altro, basterebbe (in attesa di diventare evoluti) il nome della crema .. poi ogni persona fa quel che ritiene, quando ritiene , per i motivi che vuole, ovviamente anche gli uomini(maschi) dovrebbero capire che la bellezza è tutt’altra cosa ma, i miserabili, continuano a scappare con quelle più giovani..

  20. luci, le uniche che hanno il diritto di chiamarli “miserabili” sono le mogli tradite (ma non credo che se fossero scappati con una coetanea sarebbe stato meglio). Stare con una persona più giovane non è reato se sono tutti maggiorenni e consenzienti. E vale per entrambi i sessi

  21. Oh, cacchio, siamo di nuovo sul “pelo superfluo”. Ogni volta che sento parlare di depilazione mi tornano in mente due cose: la vulva pelosissima (impraticabile per così dire) di Courbet e il demenzialissimo “rasa il pratino”. Per citare una femminista siciliana, ci sarà qualcosa al di là del buco?

  22. @Paolo “miserabili” virgolettato era solo un modo per dire che ci sono reazioni e controreazioni ..

  23. @ agli ultimi amici di tastiera:
    E daglie! Stiamo parlando di disambiguare il linguaggio. Dire “correttive” significa affermare che c’è qualcosa di sbagliato d acorreggere. Nel diire “anti-age” si garantisce che si può fermare il tempo o gli effetti che il suo trascorrere produce. Dire di qualcosa “superfluo” significa affermarne l’inutilità. Tutte affermazioni false e, come si dice, tendenziose. Stiamo parlando di brutta pubblicità da ciarlatani che agisce sulle insicurezze e sulle impossibilità fisiche (forse non tecniche se si vuole ricorrere alle scarificazioni), non di libertà e di legittimi gusti individuali.

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