Dagli Usa la guerra contro le Barbie e il rosa per bambine

GoldieBlox 1

La GoldieBlox, un’azienda americana specializzata in giochi di costruzioni per l’infanzia – ha lanciato qualche giorno fa, nell’ambito di Toys R Us (i giocattoli siamo noi), una linea di costruzioni per bambine, annunciando di voler sostituire il pink con il gold e dichiarando guerra alle Barbie (cito dal loro canale YouTube):

It’s time to march friends, family, and children into Toys R Us, look at the Barbies on the shelves, and then walk out with GoldieBlox instead.

L’idea di marketing è buona e immaginavo che prima o poi qualche azienda ci sarebbe arrivata: partire dal rosa e dagli stereotipi (i tutù, le coroncine da principessa e altre leziosità tipiche del marketing per bambine), citandoli e con ciò riproponendoli, ma per invitare a superarli. Buona per una fase di transizione naturalmente, perché l’ideale sarebbe mescolare giochi per maschi e femmine senza mai separarli, combinandoli e ricombinandoli anche a partire dai colori (e basta con tutto ‘sto rosa!). Resta da capire se dalla nicchia in cui nei paesi ricchi sono confinate le costruzioni per bambini il superamento riuscirà a imporsi sulle quintalate di Pink & Barbie che dominano il mercato di massa mondiale. Una vera e propria sfida, per la quale la GoldieBlox chiama a raccolta la viralità della rete, in quattro passi:

We’ve been told that GoldieBlox can’t survive in mass stores next to Barbie. Convention says that engineering toys for girls are a “niche” for the affluent, and for the internet. Together, we must prove convention wrong. Here’s how you can help:

  1. Go to your local Toys R Us and find GoldieBlox (it’s kind of like “Where’s Waldo?”)

  2. Share this video with your friends on Facebook

  3. Tweet or Instagram pictures of GoldieBlox on store shelves (#GoldieBloxintheWild)

  4. Forward this email to 10 friends or family members.

Riusciranno i nostri eroi? Mah, ce ne vorrebbero dieci cento mille un milione, di iniziative simili. Mi pare solo una buona idea di posizionamento. Che resta nella nicchia.

26 risposte a “Dagli Usa la guerra contro le Barbie e il rosa per bambine

  1. purtroppo sì, questo è solo un piccolissimo passo che tenta di stravolgere o almeno di proporre un’alternativa costruttiva. A mio avviso, sarà davvero un’impresa, in particolare quando si scomoda non solo un’abitudine, ma più in generale l’assetto culturale ed è di quello che infatti si parla! Per ora sono molto scettica e concordo sul fatto che rimarrà di nicchia se non supportata da altre mille mila iniziative simili. Ma incrociamo le dita..

  2. Purtroppo siamo sempre lì..due facce della stessa medaglia speriamo di cambiare presto la “medaglia” ovvero il paradigma, pensare che dipende da …noi!

  3. Il fatto è, però, che l’assetto culturale rosa-barbie è stato creato, con puntuale accanimento di marketing e di politica culturale. E con gli stessi mezzi con i quali è stato creato può essere demolito.

  4. Non gliene frega un cazzo di scardinare stereotipi e rosa. Vogliono solo far soldi, come tutti quelli che aprono un’azienda, e non sapevano da che parte iniziare per smontare un colosso come la barbie. tutto ciò che vogliono è far soldi. Condividi il loro video, entra nei loro negozi, compra la goldiebox. Lo facciamo per il bene delle bambine, mica per guaragnarci , eh?

  5. ok, vogliono fare i soldi, è un’azienda e non ci vedo niente di male, ma passano anche un messaggio positivo e giusto, a me piace

  6. A yad.
    Certo che lo fanno per soldi, come ogni azienda.
    Solo che trovano conveniente, per fare soldi, criticare uno stereotipo e vendere a coloro a cui quello stereotipo non piace più. Niente male, no?

    Preferiresti aziende che, invece di mirare a vendere, mirassero a fare il bene delle bambine? (Domanda non retorica)
    Se rispondessi sì, seguirebbero molte altre domande.🙂

  7. Convention says that engineering toys for girls are a “niche” for the affluent, and for the internet.

    ma allora…. i giochi da ingegneri per le bambine sono radical-chic?

    Scherzi aparte e’ bellissima questa publicita’. La principessina con la cintura dell’attrezzatura che inchioda le scarpette da ballo allo skateboard e alla fine urla come una vera selvaggia e’ una visione e anche lo slogan finale “disrupting the pink aisle for future engineers” mi piace molto.

  8. Mirano a fare soldi e non gliene importa niete delle bambine

    Cosa ti aspetti in una societa’ capitalista che facciano beneficienza?

    E’ lo stesso motivo per cui i giochi per le bambine sono tutti rosa…. te lo dicono anche loro:

    Convention says that engineering toys for girls are a “niche” for the affluent, and for the internet.

    sono rosa perche’ il marketing pensa che il mercato di massa voglia il rosa. Almeno questi cercano di variare i colori.

    La pubblicita’ mi piace molto.

  9. Grazie al cielo non ci vedete l’adultizzazione delle bambine che qui dimostrano una coscienza di sé e d’azione sorprendenti; nell’immagine finale sembrano quasi delle piccole FEMEN. Qui da noi lo IAP lo censurerebbe…

  10. delle bambine non frega niente a nessuno, ok, ma dato che devono far soldi che almeno lo facciano in modo intelligente. A casa mia non esistono giocattoli da maschio e da femmina, esistono giocattoli. Punto.

  11. condivido intenti e filosofia ma lo spot non mi piace. lo trovo un po’ triste con tutti quei bronci da tough girls.
    Comunque speriamo in bene e soprattutto speriamo che si inizi anche a sfatare gli stereotipi dell’azzurro. Perchè se no è inutile.
    O no?

  12. C’e’ differenza tra l’azzurro e il rosa. L’azzurro si mischia ad altri colori fin dai primi giocattoli, mentre il rosa per le bambine e’ ossessivo su quasi tutti i giocattoli per eta’ almeno fino ai 10 anni.

    L’altro giorno alla stazione mi sono fermata tra a guardare un papa’ che stava scegliendo un giocattolo da portare alla sua bambina: la scelta era tra una brutta bambola vestita da principessa in rosa e un piccolo sassofono di plastica, chiaramente non per bambine ma che non era azzurro. Con mia silenziosa esultanza alla fine ha preso il sassofono. Posso concedere che il sassofono poteva essere unisex, ma mi domando quanti regalano un sassofono ad una bambina. Se non avesse preso in mano anche la principessa non mi sarei fermata neanche a guardare pensando inconsciamente stava prendendo un regalo per il figlio. E’ stata la scelta tra i due regali cosi’ dissonanti che mi ha fatto fermare. Saro’ enfatica ma per me quei due regali rappresentavano prigionia degli stereotipi e liberta’ di essere ed esplorare.

  13. “ma mi domando quanti regalano un sassofono ad una bambina”

    i fan dei Simpson forse?🙂..e pensa se la bambina invece voleva la bambola…
    comunque bisogna regalare ciò che sappiamo piacere ai nostri bambini (se sono in età da avere le loro preferenze), bambola, sassofono o entrambi perchè no?

  14. questa è una bambola che vorrei, perfetta per entrambi i sessi (purtroppo non è in commercio)

  15. Lisa Simpson e’ un’icona femminista infatti.

    e pensa se la bambina invece voleva la bambola…

    cosa vuoi che ti dica….. anch’io volevo il coltello da caccia e mio padre mi compro’ invece quello piccolo che piu’ che ad aprire lettere e pulire unghie non serviva perche’ era piu’ da signorina. Frustrazioni dell’infanzia. Meno male che mio nonno provvedeva con soldatini, fortini e trenini….

  16. @Alessandra F.
    hai ragione e condivido ma pensavo a una conferenza di TED che ho visto recentemente in cui si sottolineava che, nei film e le serie di animazione le eroine sono poche e stereotipate (con importanti eccezioni) ma a questo si aggiunge che per l’eroe maschile le ragazze vengono spesso relegate al ruolo di premio o conforto dell’eroe.
    Quindi oltre a dire “non sei solo rosa” si potrebbe anche insegnare che “loro non sono solo fru-fru”. Perchè una volta uscite dalla cameretta bisogna giocare tutti insieme e non principesse da un lato e calciatori dall’altro.
    Ma è senz’altro vero che la base è la costruzione di un’identità femminile che sappia farsi valere. Inoltre non vorrei fare l’errore di spostare continuamente il soggetto dal femminile al maschile.
    se interessa il link alla conferenza TED è questo (sono meno di 15 min)
    http://on.ted.com/ColinStokes

  17. Qualche giorno fa c’è stato il raduno dei nonni, chiamati a ridere della nipotina. Lei è sempre vestita in modo comodo e pratico e di tutti i colori, anche se difficili da trovare, e qualche volta anche con qualcosa di rosa. Questa volta sua mamma ha voluto metterle, così per ridere e prima di darlo via insieme ad altri abitini ormai troppo piccoli, un vestitino bomboniera come quelli del video che le è stato regalato da una lontana zia che vive in Hoklaoma. Lo show è durato pochi minuti, poi si è tornati alla normalità multicromatica. Trovare però abbigliamento da bambine in colori diversi dal rosa è sempre un problema. Le scelte della produzione e della distribuzione finiscono col rafforzare la discriminazione iniziale e rendere difficili le alternative cromatiche.
    La stessa discriminazione la colgo nell’iniziativa GoldieBlox: costruzioni “per bambine”? Non credo basti cambiare colore per non compiere discriminazioni di genere. Se è una guerra è proprio all’acqua di rosa.

  18. Caterina, film e serie con eroine forti e ben caratterizzate quanto i maschi non mancano..non sono più “eccezioni”… pure in Star Wars (vecchia trilogia) , Leila è un personaggio di spessore ed è lei a salvare Han Solo ne Il ritorno dello Jedi..e nella nuova trilogia prequel Padme Amidala è un personaggio forte, di spessore
    I messaggi positivi e di rispetto verso le donne ci sono eccome.E se c’è una storia d’amore, bè l’amore esiste e va raccontato.

  19. e anche se è lui a salvare lei..questo di per sè non è segno di maschilismo (non è maschilismo difendere e proteggere chi amiamo o chi è in pericolo), nè di personaggio femminile “debole” o non credibile

  20. La fantascienza/fantasia stranamente sono una cosa da maschi e di nicchia (come dice il marketing li sopra) ma sono tra i generi piu’ paritari. C’e’ tutta una serie di telefilm dove le donne hanno ruoli spessi basta guardare tutte le serie di Star Trek, Battlestar Galactica, Sanctuary, Stargate, Supernatural ha due protagonisti maschi ma lancia messaggi estremamente femministi e le donne nel telefilm non sono fiorellini e non ci dimentichiamo di Xena. Altri telefilm interessanti per la rappresentazione delle donne non tutti fantasy The Good Wife, Bones e Once Upon a Time. Ma anche andando in Law and Order le serie SVU e Criminal intent hanno entrambi delle protagoniste ottime. Mi ripeto sempre che se essere nerds fosse figo a quest’ora avremmo gia’ la parita’.

  21. Io aspetto una bambina che dovrebbe nascere entro il mese. Trovo che il mercato dei vestitini e delle cose da mettere si sta adattando e ci siano un sacco di cose di un sacco di colori. Ma anche io voglio qualcosa di rosa. E voglio vestitini femminili e “carini” perchè è un mio modo di trasmettere l’identità mia, qualcosa che mi da piacere, e un godimento nell’abitare la femminilità. E’ certamente vero però, che invece nei giocattoli per bambine la presenza del rosa è ossessiva.
    Sono però reazionaria, nei primi anni di vita dei miei figli, sulla differenza di genere in vestiti e giocattoli, al di la dei colori. Non sono per una polarizzazione molto rigida, ma ho la sensazione che una polarizzazione normale, nei primi anni sia più salubre.
    Per quanto io sia femminista, interagisca con contesti femministi anche professionalmente, penso che sia importante non chiedere a chi è molto piccolo di prendersi carico dell’elaborazione di logiche che dovrà assumere ed elaborare quando sarà più grande, penso che la priorità della primissima infanzia, è di essere riconosciuti nella loro prima identità nelle logiche con i pari, e questo passa per l’uso di simboli, di cui si teme sempre struttureranno la personalità in modo granitico, ma se in famiglia si lavora bene rispettando i tempi di crescita della prole, possono avere una valenza transitoria, ma funzionano nella costruzione di un’identità che poi verrà smantellata e ricostruita a cicli sempre più complessi.
    Quindi, so che dirò una cosa sacrilega eh, magari si anima il dibattito: si io sono per la bambola alla figlioletta in specie se la chiede, e ir camioncino al figlioletto. Questo mi permetterà quando saranno più grande, di dire a entrambi che quella prima identità bambola e vestitino camioncino e pantaloncini, è la piattaforma di esplorazione per mondi lontani ed esposti a se stessi. Questione che per altro riesce tanto meglio quanto più i modelli familiari a disposizione rappresentano una equa divisione dei compiti. A me è andata così e tutto sommato è andata bene.

  22. l’importante per me è avere personaggi maschili e femminili credibili, (che siano comici, seri, negativi, positivi, più o meno complessi e sfaccettati, più o meno “forti” o “fragili”) e coerenti con il tipo di storia e da appassionato di film e telefilm di ogni genere narrativo (senza badare a “nicchie”) non mi posso lamentare.

  23. Vorrei puntualizzare una cosa su questo pezzo, visto che ho seguito la vicenda un po’ da vicino, essendo coinvolta con il mio dipartimento nella iniziativa “Women in Science”. La GoldieBlox non è una azienda americana specializzata in giochi di costruzioni, né è parte di Toys’R’Us (che invece e’ un retailer multinazionale di distribuzione di giocattoli). GoldieBlox è Debbie Sterling, una giovane ingegnera di Stanford che, crucciata dalla mancanza di modelli di donne in ingegneria, si è incaponita a creare un giocattolo che fosse di costruzioni (quindi sviluppasse le potenzialità ingegneristiche) MA anche attrattivo per le bambine. Ha iscritto il disegno del prototipo ad un sito che aiuta col meccanismo di “crowd funding” a finanziare progetti individuali, la cosa ha girato la rete, ed è riuscita a raccogliere i fondi necessari (doveva raccogliere 150mila dollari per poter produrre i primi 5000 esemplari e la cifra e’ stata raggiunta e superata in 2 sole settimane). Tutto questo un annetto fa. Ora il giocattolo è prodotto stabilmente da quella che è diventata una compagnia, ha preso piede ed è stato messo in catalogo da grandi magazzini, incluso Toys’R’Us (da cui il video che lei ha autoprodotto), e recentemente è acquistabile anche su Amazon.

  24. Pingback: Giocattoli per bambine e occasioni perse | genitoricrescono.com

  25. Quando è nata mia figlia, dopo il primo mese mi sono sentita come Shirley McLaine che sposava un artista che dava di matto e faceva dipingere tutta la casa di rosa: ho ricevuto in regalo SEMPRE E SOLO vestiti rosa, quasi quasi mi verniciavo di rosa anch’io. Trovare vestiti anche bianchi, gialli o verdi era una vera impresa. Adesso la situazione è migliorata perché dai 3 anni in su c’è più varietà, ma ho anche imparato a scegliere le marche, per me la Disney è off-limits perché divide ossessivamente il rosa/viola da tutto il resto – il rosso è un colore rigorosamente da maschio, e scelgo Original Marines che propone tanti colori anche se con vestiti molto femminili. Forse reagisco così perché ho avuto come prima figlia una femmina, l’uso esclusivo di rosa e viola “cuori pucciosi” lo trovo un ghetto mentale, e lo dico pur avendo giocato con il camper di Barbie rosa, perché ho avuto a disposizione molta più varietà. Nei negozi di giocattoli non dico subito che cerco per una femmina perché mi indirizzano subito verso le file di rosa-viola-cuoripucciosi: sarebbe interessante fare un inventario serio delle tipologie di giochi proposte tra i colorati di rosa e quelli multicolori. Comunque come ho già raccontato su GC mi sono dovuta arrendere alle dinamiche del marketing il giorno in cui una vicina ha fatto notare a mia figlia che non poteva giocare con un camion perché era un gioco da maschio. Mi sono incazzata e non trovando un camion rosa, le ho comprato un Meccano rosa – esiste, e cercherò per quanto possibile di seguire questo tipo di iniziative, perché il messaggio di base che veicolano secondo me è importante, e cioè che nessuno dovrebbe dire a una femmina che ha “sbagliato” a prendere in mano un camion o un martello.
    Lo stesso discorso andrebbe fatto secondo me per i maschietti, ma qui credo che in generale manchi del tutto una riflessione collettiva in proposito. “Sento” che è opinione comune che se metti un bambolotto anziché un orsacchiotto in mano a un bambino maschio lo renderai necessariamente omosessuale. Non è che magari invece sarà più a suo agio nel fare il papà?

  26. Close@ infatti per le bambine cambiano i modelli , i bambini invece vanno bene cosi (?)

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