Facce da Google Glass

Mi piacerebbe provare Google Glass. Molto. Ma… posso dire? A patto di non essere fotografata né ripresa mentre lo faccio. Perché la faccia che ti viene quando ci guardi dentro – occhi spalancati, pupille all’insù, sorriso vago – è per forza di cose imbambolata. A tratti ebete. «Dopo un paio d’ore, mi stufo di scrutare quell’angolo in alto a destraconfessava due giorni fa Federico Rampini su Repubblica alla lunga ho l’impressione di essere a un esame dall’oculista». Infatti: con quel rettangolo sull’occhio, sembra proprio che tu abbia un problema alla vista. Una forma di strabismo. O persino un occhio orbo. Continuava Rampini:

«Questo occhiale è l’esatto contrario di una tecnologia intrusiva, dicono. Oggi, per consultare le nostre email o sms ci estraniamo continuamente, derubiamo della nostra attenzione gli amici e i familiari, incolliamo lo sguardo al display del telefonino. Diventiamo maleducati, distratti, egocentrici, solipsisti. Google Glass rappresenta l’esatto contrario, proseguono i suoi creatori: ti libera. Torni ad essere il padrone della tua attenzione. Passeggi, guardi, ti concentri sul tuo interlocutore, lo ascolti fissandolo negli occhi.»

Non ce l’ho con Google Glass, ripeto: vorrei provarlo (come vorrei provare qualunque tecnologia appena esce). Ma penso che quelle facce svagate siano tutto meno che «concentrazione sull’interlocutore». E siano pure un tantino inquietanti. So già che ci abitueremo (se i vantaggi di Google Glass per la nostra vita quotidiana saranno sufficienti), come ci siamo abituati a chi sbircia di continuo nello smartphone mentre gli parli. Ma intanto guarda che roba:

Federico Rampini con Google Glass:

Rampini con Google Glass

Sergey Brin, cofondatore di Google:

Sergey Brin con Google Glass

Sarah Jessica Parker:

Sarah Jessica Parker con Google Glass

Una modella con Google Glass:

Una modella con Google Glass

Un’altra modella con Google Glass:

Una modella con Google Glass

8 risposte a “Facce da Google Glass

  1. Non avendoli provati non posso dire, ma… sarebbe interessante conoscere quali conseguenze “fisiche”, per esempio sulla vista, abbiano questi occhiali tecnologici.

  2. Appena ho visto il post non mi è potuto non tornare alla mente un progetto-raccolta che un mio amico e collega ha iniziato un paio di mesi fa (circa).
    Sperando di non risultare off-topic, copio il link e consiglio di immergersi per un attimo in questa straniante galleria, che io, personalmente, ho più volte provato a interpretare, immaginando mondi alternativi o dimensioni parallele.
    http://google-blind.tumblr.com/

  3. Perché non usarlo anche mentre si guida? Ma per piacere! Un’altra diavoleria di cui faccio volentieri a meno. Mi sono comprata uno smartphone a 99 euro perché quello che avevo era di seconda mano ed aveva il display graffiato ma non ho messo la connessione ad internet e lo uso solo per le emergenze. Ho il PC portatile e mi basta quello (quando sono in vacanza è sempre a casa!).

  4. Sarei curiosa anch’io di provare Google Glass, più che altro per capire se i miei dubbi a riguardo siano dei semplici pregiudizi o meno. La cosa che mi chiedo è questa: molti esseri umani sono allenatissimi multi-tasker (per quanto mi riguarda sono 100% mono-tasking), ma fino a che punto? Davvero si tornerà ad essere padroni della propria attenzione? Non so, una frase del tipo “passeggi, guardi, ti concentri sul tuo interlocutore, lo ascolti fissandolo negli occhi” pensando di avere Google Glass come filtro mi lascia perplessa.
    A proposito di occhiali “smart”, il pesce d’aprile del Guardian di quest’anno proponeva i “Guardian Goggles: because life’s too short to think for yourself”. Per chi se lo fosse perso http://www.guardian.co.uk/technology/video/2013/apr/01/guardian-goggles-video

  5. Frenz Quiz, da appassionato di tecnologie e luddista al tempo stesso, non posso non ricordare quanto siano state intrusive per la nostra biologia le tecnologie precedenti, a partire dai libri. Quali modifiche alla vista, alla flessibilità del cristallino e così via ha portato una costante messa a fuoco su distanze così brevi, in organismi che si erano evoluti alternando l’osservazione dei dettagli nella raccolta del cibo allo spaziare verso l’orizzonte alla ricerca di predatori?
    Mentre scrivevo ho immaginato che qualcuno avesse fatto ricerche al riguardo e da una rapida ricerca online pare proprio di sì, eccone una: http://www.repubblica.it/salute/medicina/2011/10/26/news/miopia_aperto-23869200

  6. @giacomo Interessantissimo articolo, grazie. Ove si legge quanto sia importante per la vista stare all’aria aperta e fissare oggetti in lontananza. Questo non fa che rendermi ancor più possibilista sul fatto che i Google Glass possano causare qualche danno. Ma si lasci la parola agli scienziati, come è giusto.

  7. ..qualcuna mi spieghi perché vogliamo a tutti i costi diventare dementi

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