Pubblicità, sessismo e prova di commutazione

Da anni dico e ripeto che, per stanare certe sfumature sessiste in un’immagine pubblicitaria che a prima vista ti pare normale (ma la cosa vale anche in una trasmissione televisiva, un film, e persino nella vita) può essere utile fare quella che chiamo «prova di commutazione»: al posto della donna mettici un uomo e vedi l’effetto che fa. Se tutto continua a sembrarti normale, la rappresentazione di genere è paritetica: le donne sono trattate esattamente come gli uomini. Se dopo la sostituzione l’immagine appare ridicola, offensiva o per qualche ragione inaccettabile, allora chiediti perché e cerca una risposta. Una risposta lucida, onesta. Ebbene, oggi Massimo Guastini – presidente dell’Art Directors Club Italiano (Adci) – l’ha fatta davvero, la prova di commutazione. Non solo con la fantasia, ma con una sostituzione letterale, materiale. Mettendoci la sua faccia.

Queste sono le affissioni Philadelphia che si incontrano in strada in questi giorni (clic per ingrandire):

Philadelphia, Mangia come ami

Philadelphia, Invita gli amici

E questo è l’effetto che le affissioni fanno dopo che Massimo Guastini ci ha messo la sua faccia e quella di alcuni amici al posto delle ragazze. Clicca per ingrandire e domandati: sarebbe possibile, seriamente e letteralmente, una pubblicità del genere? La risposta è no perché sarebbe ridicola (non autoironica o ironica) o addirittura inaccettabile, come se al pubblicitario avesse dato di volta il cervello. E allora?

Massimo Guastini e Philadelphia

Guastini, gli amici e Philadelphia

68 risposte a “Pubblicità, sessismo e prova di commutazione

  1. Una cosa interessante sarebbe sapere se le pubblicità in cui le donne ammiccano e mimano atteggiamenti di pre-coito incrementino le vendite di un determinato prodotto.
    (sono certa che qualcuno avrà già fatto qualche studio al riguardo)

  2. Piccola (e forse sciocca) provocazione:

    Diciamo anche che lui e i suoi amici non sono esteticamente gradevoli.
    O meglio, non lo sono nei canoni del “modello muscoloso D&G”.
    Sostituiscili con un manzo da passerella, che si passa la crema tra le labbra (gnam!) poi ne riparliamo : )

    Insomma, se proprio dobbiamo essere bombardati da stimoli sessuali, che siano stimoli sessuali rivolti a tutti i gusti.

  3. Anche se ci fosse un “manzo” da passerella (ma se cominciassimo a smettere di “animalizzare” le persone nel linguaggio, per es.?) non credo comunque che cambierebbe molto… farebbe ridere lo stesso o sembrerebbe “innaturale”… trasmetterebbe quel senso di “sbagliato” che con l’immagine femminile non si prova… almeno per me è così.

  4. in effetti il confronto sarebbe stato più interessante con un fotomodello o comunque uomini di bell’aspetto

  5. In linea di principio non si può non essere d’accordo con Giovanna Cosenza e con Massimo Guastini e il manifesto ADCI. Ma il paragone proposto da Massimo non regge. Massimo è un professionista troppo scafato per non immaginare che lo stesso manifesto realizzato come si deve reggerebbe benissimo anche con modelli maschi. L’accanimento nel voler vedere a tutti i costi un effetto “pompino” su questa campagna è una forzatura. Se è così dovrebbe valere anche per “Got milk?” Se è così dovreste dimostrare che c’è ancora qualcuno che crede al mito della pubblicità subliminale con contenuto sessuale e che dia dei risultati.

  6. in effetti il confronto sarebbe stato più interessante con un fotomodello o comunque uomini di bell’aspetto.
    E comunque pubblicità e film non sono la stessa cosa

  7. onestamente non trovo ridicola l’immagine prodotta da Guastini, la trovo semplicemente più interessante dell’altra. Il problema è che si continua ad usare il doppio senso per cercare di vendere un prodotto. é ovvio che se un’immagine viene creata con l’intento di aprire , nell’avventore, l’immaginario della seduzione e sensualità raggiungerà l’obbiettivo,( i pubblicitari sono bravi) solo è profondamente triste che non venga presa in considerazione nessuna altra sfumatura emotiva o sensibile per promuovere un prodotto. L’ immagine di Guastini a me interessa di più dell’altra, perchè è più particolare anche nel suo essere ridicolo.

  8. Ma se a me sembrano ridicole anche le immagini con le ragazze? Ho un problema io?

  9. #Carlo: secondo me quelli che ci credono ancora sono (molti) pubblicitari…oggi ho visto lo spot televisivo del Vernel ed è veramente assurdo…non è sessista ma usano il sesso per vendere un detersivo!😀

  10. Che il corpo della donna sia utilizzato in comunicazione per risvegliare istinti primordiali maschili non c’è dubbio. L ‘aspetto che mi appare poco chiaro è a chi sia rivolto il messaggio. Se l’obiettivo fosse quello di attirare il pubblico attraverso il sesso, questo sarebbe valido solo per la prima immagine. Nella seconda immagine invece credo non ci sia traccia di stereotipi maschilisti o sessisti ma si tratti invece di un tipo di messaggio emotivo/affettivo che invita all’identificazione. Nel primo caso, quindi, la prova di commutazione porterebbe ad una distorsione del messaggio originario rendendolo inappropriato. Nel secondo caso invece trovo sia assolutamente commutabile. Mi chiedo quindi se l’idea fosse quella di colpire entrambi i target, maschile e femminile.

  11. lo slogan del primo cartellone pubblicitario dice “mangia come ami” quindi il richiamo alla passione anche amorosa-sensuale ci potrebbe essere ma del resto cibo e sesso sono due grandi piaceri.accostarli di per sè non è sessista..Poi parlando di spot pubblicitari, in linea di principio usare il sesso in pubblicità per vendere prodotti che non c’entrano con il sesso mi lascia perplesso di solito

  12. Dai, Cosenza, le foto maschili sono fortemente parodiate rispetto alle originali.

  13. @Carlo Simonetti, anche tu dovresti essere sufficientemente scafato da non avvicinare nemmeno per un attimo la STRATEGIA di “got milk” (http://en.wikipedia.org/wiki/Got_Milk%3F) a questi due annuncini realizzati (da non so chi) per Philadelphia. Inoltre, un professionista di marketing/comunicazione non può non tenere presente che è il contesto a dare un senso all’enunciato. USA e UK non sono all’ottantesimo posto del global gender gap report. Il DOVE (Italia) e il QUANDO (dopo trent’anni dalla parte del torto marcio: http://www.slideshare.net/kttb/30-anni-dalla-parte-del-torto-marcio-intervento-adci-in-cgil-15-luglio-2013) è uscita l’attuale campagna Philadelphia, non sono dettagli che un professionista possa trascurare.

    @Marco: sì, con il “Manzo” l’effetto è molto “rivista gay”. Anche questo dovrebbe far riflettere.

    @ chi vuole modelli più avvenenti: giocateci anche voi. Metteteci i maschietti che preferite.😉

  14. Eh… Già. Ma il punto è che fate propaganda forzando la mano nella cosiddetta (Cosenza) “prova commutazione”: il giovane uomo che sorride lo fa parodiando lì’immagine femminile che è già una parodia del vivere.

  15. Grazie Giovanna Cosenza per averci riproposto, insieme a Massimo Guastini, “provate ad immaginarci un uomo e vedete che effetto fa”: era un vecchio giochetto femminista, di quando ero piccola, di perenne efficacia🙂

  16. Riplaudo a Guastini: chi si appella al “manzo” non si è accorto che la fruizione dell’immagine sarebbe sempre maschile? Ma forse non se ne è accorto perché gli sembra “normale”.

  17. Ecco un metodo semplicissimo ed efficace, meglio di qualsiasi spiegazione verbale!

  18. Certo che il vostro amico è un po’ fuori età, io trovo che con gli uomini sia pure meglio, magari ragazzi un poco più carini, ecco😛 il fattore sorpresa fa rimanere la pubblicità impressa, quindi, è il momento, uomini sexy, avanti tutta!!😉

  19. Euttodentratto, il coro!

  20. ma davvero i maschi attraenti (“manzi” o no) attirano solo i maschi gay? Davvero nessuna donna etero al mondo può esserne attratta? Io non mi sento di escluderlo. anche perchè le donne il corpo maschile lo guardano nè più nè meno degli uomini il corpo femminile
    Le donne come gli uomini hanno i loro gusti estetici su se stesse come sull’altro sesso, e quindi possono essere più o meno attratte dal manzo (qualunque cosa si intenda, un uomo bello, carino è necessariamente un “manzo”?) oppure no (io “manzo” non sono, peraltro quindi mi converrebbe il no).

  21. Non voglio entrare nel merito, ma io il loro stupido formaggio non glielo compro più così imparano ..sti geni della comunicazione ! Che ne dite della proposta ? Lo dico pure a tutte le mie amiche e… ne ho tante, ma tante..
    E glielo faccio pure sapere ai geniali comunicatori così magari la prossima volta ci ripensano !
    Le donne sono stufe di essere trattate come acchiappa gonzi.
    Valeria S.

  22. Sembrerebbe che le donne, come peraltro gli uomini, siano molto attratte dalle figure androgine… Poi il fatto che il Bronzi di Riace se ne stiano abbandonati in una specie di obitorio conferma la mia tesi – lol

  23. @Luzy: ah, ah, bella la battuta sui bronzi di Riace😉
    Per come sono fatta io non m’interessa vedere un “manzo” negli spot e non influisce sulla mia simpatia verso il prodotto. Quello che influisce è se uno spot è divertente, se mi strappa un sorriso mi rimane impresso. Oppure se parla di buoni sentimenti… tipo mi piace lo spot della coca cola che gira adesso.

  24. @Massimo Guastini, non conoscessi la campagna “Got milk” non l’avrei citata. Se l’ho fatto è solo perché quella di Philadelphia sembra volerla parodiare. Le due campagne sono ovviamente imparagonabili, il mio esempio era un paradosso che evidentemente non è stato colto. Per quanto concerne il resto posso solo dirti che con i miei miei allievi l’anno scorso abbiamo condotto una ricerca e un lavoro di approfondimento sullo stesso tema che non ha nulla da invidiare alla presentazione “30 anni dalla parte del torto”: stessi casi estremi, stesse ingenuità. Temo che piuttosto che scatenarsi contro i casi più eclatanti e volgari, cosa fin troppo facile e gratificante, si debba lavorare più in profondità. È la rappresentazione quotidiana dei soliti teatrini di tavole apparecchiate, donne in cucina, donne intente a fare le pulizie che contribuisce a costruire una mentalità, che agisce più subdolamente a “fare cultura”. Il nostro gender gap è assolutamente coerente con il nostro modo di pensare e di vivere. Condannare e linciare la campagnetta locale sboccata tutta culo e tette o sforzarsi di vedere riferimenti sessuali ovunque è troppo facile, il Presidente deve volare più alto.

  25. Non credo uno spot divertente influisca poi così tanto sulla vendita del prodotto. Io francamente non ci ho mai creduto. Gran parte della roba che finisce nel carrello spesa non compare nelle pubblicità. Dunque che dobbiamo fare, stare qui a preoccuparci per un formaggino che imbratta la bocca di una ragazza? (semmai è il cartellone che imbratta il paesaggio). Il giochino dell’impiastricciamento lo si faceva con il cono gelato, con la nutella, con cibi da golosi insomma; un gioco che viene da lontano, dall’infanzia ovviamente, e che si trasferisce poi nella sfera adulta del gioco sessuale. Ma la vista di una donna impiastricciata di formaggino mi fa abbastanza vomitare. E per dirla alla Stewie: Pensa se fosse stato un uomo, sarebbe stato peggio, no!? Dunque in un certo senso lo spot condanna sé stesso all’interno del suo eccesso d’esaltazione pseudo-erotica.

  26. @luzy .. e perché se fosse stato un uomo sarebbe stato “peggio”? siamo forse tanto abituati/e alla bocca imbronciata e imbrattata delle donne a tal punto che ..meglio una donna che un uomo?

  27. Leonò, comunque fumetti e pubblicità non sono la stessa cosa (per me il fumetto è una forma d’arte) e fisici asciutti e/o scolpiti e pose che li evidenzino sono caratteristici dei super-eroi. L’importante è che il personaggio maschile o femminile, funzioni, che sia credibile con la storia narrata al di là della posa in copertina

  28. Luzy a Luci : nel caso di Stiwie Griffin si trattava di una parodia in ambiente porno-coprofago (il famoso video delle due ragazze alle prese con la crema di nutella). Nella fattispecie, come ampiamente dimostrato dal lavoretto di sostituzione di Massimo Guastini, l’uomo tende ad esasperare ancora di più ciò che in origine già nasce nell’esasperazione. Ecco il perché della frase di Stewie. Dunque tranquillizzatevi e deponete l’ascia di guerra. Smettetala cioè di abusare della parola “sessismo” per ogni cosa che compare nei media e che vi fa schifo.

  29. Non è questione di fumetti o pubblicità, questa operazioni di commutazione risulta quasi sempre faziosa. L’uso forzato della sessualità maschile che diventa parodia di quella femminile e semplicemente demenziale; davvero, c’è ancora qualche neurone in giro oppure siete partiti tutti per un altro pianeta lasciando qui solo le copie lobotomizzate di quel che eravate???

  30. Pingback: Donne e spot: la sostituzione non basta | Diparipasso

  31. Proverei a mettere Renzi con Fonzi e Renzi senza Fonzi a vedere che effetto che fa

  32. No, Carlo Simonetti, Philadelphia non cerca di parodiare Got Milk.
    Le parodie sono un’altra cosa.
    E il tuo non era un paradosso, per questo non è stato colto.

    Sono d’accordo sul fatto che il problema non siano gli annuncini locali, quelli palesemente e grossolanamente sbagliati.
    Per quelli c’è lo IAP e interviene rapidamente.

    Quanto ho proposto con “30 anni dalla parte del torto marcio”
    è un discorso più ampio.
    Se non lo hai capito, ed è evidente che tu non lo abbia capito,
    ti consiglio di leggerti questo post di Giovanna Cosenza: https://giovannacosenza.wordpress.com/2013/07/18/perpetuare-stereotipi-di-genere-e-una-forma-di-violenza/

    Non dirmi dove devo volare io.
    Impara a riconoscere una pubblicità sessista. E anche le parodie e i paradossi.
    Saluti
    m.

  33. Lo IAP,,, ??? Maddai!!! Dopo la censura a Disegual (IL VIBRATORE ROSA, oggetto del demoniooooo!!!!!) direi che si sono fatti conoscere per quello che sono: censori cattopuritani; roba tipo “bevete più latte”….

  34. E’ vero, funziona! E mi ha fatto pure ridere! Che pubblicità stupide, mamma mia!

  35. Sinceramente trovo ridicole sia le pubblicittà con donne prrotagoniste che con uomini.
    Questa è semplicemente una brutta pubblicità.

  36. @Guastini, chiudiamola qui. Ma se pensi che la tua presentazione sui 30 anni non si capisca, il problema è tuo.

  37. In questa particolare pubblicità non ci vedo nulla di sbagliato, soprattutto nella seconda. Se nella prima voi vedete un riferimento sessuale beh… forse siete voi a spingervi un po’ troppo in la con la fantasia. Anche perché, seguendo il tuo ragionamento, cosa si dovrebbe dire del manifesto che fa da sfondo a questa immagine pescata su un sito internet di humor? http://9gag.com/gag/aOqmG6R

  38. Al di là dell’efficacia della “commutazione”, provo a interpretare la pubblicità Philadelphia.
    L’intento del creativo, nel primo caso, è di creare un rimando tra il prodotto e la fellatio (quanto ci riesca, quanto il pubblico disattento se ne accorga o quanto lo percepisca subliminalmente è un altro conto). Se lo stesso slogan “Mangia come ami” fosse stata accompagnata dalla foto di una coppia che mangia guardandosi teneramente, nessuno avrebbe sollevato il dubbio. Invece qui si è scelta volontariamente un’ambiguità: ama-donna-lingua-materia bianca sulle labbra.
    La seconda immagine ha un punto in comune con la prima: le lingue delle donne. Lo slogan è “Invita gli amici”. Ma perché delle ragazze che invitano gli amici a mangiare, dovrebbero fare la linguaccia? Mah, il senso mi è ignoto. Probabilmente qui il focus è sul fatto che siano “moderne” e che si scattino una foto con una macchina digitale per invitare i loro amici. O forse la prima ragazza ha invitato l’altra e ora si stanno divertendo? Forse è più probabile. Ma che c’entra con un formaggio?
    Un creativo (o meglio, un gruppo di creativi) ha deciso che per pubblicizzare un formaggio dovevano realizzare un’immagine dove due belle ragazze mostrano la lingua a una macchina fotografica digitale.
    Formaggio-donne-lingua-foto. Mah.

  39. … e bravi gli esperti in comunicazzone, i vostri commenti mi fanno nascere un senso di commiserazione per voi.

  40. Questo e’ sessismo? Penso proprio di no. Che sono d’accordo con lo sfruttamento dell’immagine della donna nella pubblicita’ di oggi, si’. Che questi siano esempi validi, no. Riprovate con, per esempio, la faccia di George Clooney, Raoul Bova, Johnny Depp. Vorreste dimostrare il problema senza personaggi famosi? Metteteci qualche ragazzo o uomo davvero interessante (esteticamente parlando). Alla fine, ammiriamo molto la bellezza, no? Cerchiamo di sperimentare in una maniera diversa. Quando c’e’ una pubblicita’ per il detersivo (e.g., i panni sporchi), di solito e’ un uomo che presenta il problema, e una donna che lava i panni sporchi, supercontenta (quasi da imbecille) di trovare tutto pulito dopo. Cambiamo ruoli. Mettiamo una donna che introduce il problema, e un uomo che lava – tutto contento dopo con la sua cravatta super- pulita e un sorriso vuoto da imbecille. Avrebbe lo stesso effetto?

  41. Correction: “Che sono d’accordo che esiste un problema con lo sfruttamento dell’immagine della donna nella pubblicita’ di oggi, si’….”

  42. Franco Cerri in BioPresto ve lo ricordate? Ci mettiamo una donna e diventa sessismo ai danni del genere femminile?

  43. Barbara, insomma, la simulazione di un pompino con residui di sperma sulle labbra verrebbe meglio con lo yogurt bianco della Muller… Comprato ieri, vasetti grandi a 1 euro, sconto esselunga, correte … lol!!! E la linguaccia ve la faccio pure io😛

  44. Ci sono (almeno) due verità che non ho sentito riportare da nessuno: 1) Che al di là del messaggio ed al netto di campagne aventi un target sessuale mirato (cravatte), un soggetto femminile è generalmente ben più efficace di un soggetto maschile, per la maggiore auto identificazione delle donne rispetto agli uomini e perché più politically correct. 2) Che, vi piaccia o meno, le donne indugiano in modo assai più assiduo degli uomini in autoscatti ridicoli solo che, proprio in quando donne, domina l’effetto cuteness. Quattro ragazze che facciano la bocca a bacio o sorridano per niente sono carine, quattro ragazzi sembrerebbero scemi. Ma questo non ha nulla a che fare con la pubblicità.

  45. che articolo ipocrita e se non è ipocrita è stupido…con l’uomo non funziona proprio perché il messaggio malizioso lo fa venire in mente la donna, in quanto donna etero in tal caso…mi spiace ma proprio grazie a gente ipocrita come voi la parità tra i sessi è inarrivabile…donne ripigliatevi, ma veramente…grande stima per quei burloni dei pubblicitari che se la ridono alla facciazza vostra….cretini e cretine…e poi nessuno le obbliga a farsi fare ste foto alle povere signorine sfruttate….continuate pure a vivere d’apparenza e a lamentarvene.

  46. Sul fatto che i pubblicitari ci campino sopra giocandosela e ridendosela non ci sono dubbi. Sul resto lascio…

  47. Anche io, come molti, di primo acchito ho pensato: ma lì, al posto delle donne, ci dovevano essere dei “modelli” o comunque dei maschi “gradevoli”.

    Ci ho impiegato un poco e mi sono accorto che queste pubblicita non sono sessiste, in realtà. Sono non reali. Rappresentano persone e atteggiamenti che non esistono. Infatti se ci mettiamo delle persone normali e cade (quasi) tutto. Non a caso in queste pagine è già stato fatto notare che le persone normali sono escluse dalle pubblcitià italiane.

    Fate una prova: mettete in queste pubblicità una vostra amica o collega. Scommetto che il senso di ridicolo rimane.

    PS: Complimenti ai lettori per l’immaginazione sessuale. Pensavo di averne in abbondanza, ma sto perdendo colpi. La vecchiaia…🙂

  48. E così il povero Guastini s’è preso anche del maschio “non gradevole”… Ma lol! Ma siete dei fenomeni… o epifenomeni… brrrr….

  49. Ops, scusate, mi è sfuggito prima di scrivere il commento: la prova è molto interessante, in effetti le cose cambiano abbastanza, per quanto in questo caso la sfumatura è forse un po’ troppo lieve. D’altra parte (e qui sta il senso del link postato prematuramente) lo si vede dalla parodia della campagna “got milk?” con il volto di Monica Lewinsky, che certe trovate hanno un effetto malizioso anche quando in realtà non ce n’era alcuna intenzione.

  50. Pingback: Bocca di Rosa | Il corpo delle donne

  51. ahhaah posso dire che a me l’invito a consumare il prodotto mi viene indotto di + dalla pubblicità maschile che è simpatica e autoironica😀 l’idea di cazzeggiare con gli amici davanti a un delizioso banchetto composto dal prodotto e i suoi vari contorni mi stuzzica…
    Il problema oggi non è solo il maschilismo imperante ma l’idea ossessiva del sesso…e dei suoi preliminari…oggi lo si mercifica lo si svende, ne si abusa ossessivamente in pubblicità e nel mondo dello spettacolo perchè attira l’attenzione…E spesso ad essere le “vittime” di questa ossessione è il corpo delle donne…ma quello che mi spaventa non è che questa cosa piaccia solo al pubblico maschile, ma che noi stesse donne non ne siamo scandalizzate o offese…anzi porre l’attenzione su una parte del nostro corpo oggi, come la bocca (the duck face come foto profilo su fb ne è un esempio) è diventata un esigenza un opportunità di essere compiaciute.
    Il problema è che questi messaggi si radicano così profondamente nell’inconscio che lo straordinario diventa ordianario!

  52. Anche per me la pubblicità versione maschile è più simpatica, sarà che somiglia di più a qualche cosa che ho visto oltralpe. Sì, sarebbe ora di cambiare registro, non fosse altro che per rendere l’atmosfera più leggera.

  53. l’ abuso lo vedo in certe pubblicità, per il resto il sesso (e i suoi preliminari) fanno parte della vita e vanno raccontati..per me non c’è motivo di scandalizzarsi, nemmeno per il duckface

  54. Buongiorno, vorrei segnalare questo articolo su un marketing che è tutto un programma

    http://www.thegloss.com/2013/08/05/fashion/the-childrens-place-sexist-shirts/

  55. Pingback: Bocca di Rosa | Il corpo delle donne | NUOVA RESISTENZA

  56. io voglio la pubblicità con i manzi, altrochè! Per quanto mi riguarda è stereotipato anche l’approccio alle tematiche sessuali delle donne. Che, ma tu guarda, provano “piacere” soltanto attraverso la lettura di racconti erotici. Forse perchè purtroppo il nostro occhio non è stato abituato alla visione di esemplari maschili degni di ammirazione? Mettetici Jude Law a pubblicizzare la Philadelphia e vediamo chi ha da ridire su cosa….

  57. Riprendo questo articolo per dire a tutti che venerdì invio una mail che per ora ha una trentina di firme allo Iap, dicendo che la risposta che hanno dato alle tante segnalazioni non corrisponde al nostro sentire. Lo Iap ha scritto: “…l’organo di controllo ha ritenuto che il messaggio non contenga elementi che possano palesemente indurre i consumatori ad una decodifica in chiave volgare, allusiva o offensiva della persona. La comunicazione esaminata non introduce aspetti volti a sottolineare una lettura basata sul doppio senso, legata piuttosto a interpretazioni personali e di gusto, di cui le norme autodisciplinari non possono farsi garante….” Noi pensiamo il contrario e chiediamo che lo Iap dia l’ingiunzione di desistenza alla Kraft. Chi vuole leggere la mia lettera, nella quale faccio anche riferimento a tre articoli tra cui questo, includendo i link, la trova come primo post nella pagina del gruppo “La pubblicità sessista offende tutti”, e chi vuole sottoscriverla dovrebbe prima iscriversi al gruppo se non l’ha già fatto. Grazie dell’attenzione!
    http://www.facebook.com/home.php?sk=group#!/home.php?sk=group_139046259478883&ap=1

  58. omnia munda mundis.

  59. Pingback: Vino e...barba! - VIVO DI VINO

  60. Pingback: Maschi contro femmine? | Chiara Santi

  61. Pingback: Prova di commutazione e sessismo: ormai è un genere testuale | NUOVA RESISTENZA

  62. Pingback: Maschi contro Femmine? | osservatorio di psicologia nei media

  63. Purtroppo il richiamo alla sessualità è la via più breve, potente e facile che ha a disposizione la pubblicità, e per questo credo continuerà sempre ad utilizzarla. L’importante sarebbe mantenere il RISPETTO dei generi, ENTRAMBI. Insomma, senza fare slutshaming.

  64. Però ammetto che nella mia vita ho visto molte pubblicità che invece ridicolizzano proprio gli uomini. La differenza è che quando è l’uomo a essere ridicolizzato, il fatto è esplicito, mentre la ridicolizzazione della donna avviene sempre in maniera sottile e subliminale.

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