Igiene dentale? Software gestionale? Call center? No, Sardegna

Quando dico che la politica italiana spesso non fa che scopiazzare i cliché più triti della peggiore comunicazione aziendale (cioè fa SpotPolitik), non dico a vanvera. Prendi una foto come questa, comprata su Internet a pochi euro o (speriamo di no) realizzata per l’occasione:

Banner reso anonimo

Immagini come questa si trovano un po’ dappertutto su Internet: centri di formazione professionale, studi dentistici, operatori di telefonia mobile, call center, aziende che producono software gestionale, banche, e chi più ne ha più ne metta. Il peggio della comunicazione, che rende le imprese indistinguibili e piatte.

Ed eccola qui, sul sito della Regione Sardegna www.sardegnasecondote.it a rappresentare i cittadini e le cittadine sarde, che dovrebbero con questo e per questo sentirsi più vicini alla politica della loro regione, perché… uh «La Sardegna dà voce ai cittadini» e… uh «Sardegna secondo te». Al contrario, l’effetto di inautenticità, anonimato, lontananza dal mondo è istantaneo. Raggelante. (Grazie a Fabio Chiusi per la segnalazione.)

Sardegna secondo te

25 risposte a “Igiene dentale? Software gestionale? Call center? No, Sardegna

  1. Aiò, ma infatti, questi, cittadinni del continnente sonno, mica pastori o minatorri, che a noi la voce non ce l’ha data mai nessunno, anzi sempe tappatta la bocca ci hanno!
    Procurate a moderare oh barone sa’ tirannia…
    (Sto proprio per andare a raggiungere molte di queste persone, amici eccellenti per ospitalità, concretezza, saggezza. Pertanto non vi tedierò per un po’ con i miei balordi commenti. Saluti a tutti.)

  2. Se è il peggio della comunicazione, perché lo usano tutti? Gente bella, vincente e sofisticata. Qualcuno può optare per un look più ribelle, ma sempre bellezza resta. Il ripugnante, eventualmente, è usato solo contro qualcosa: violenza, droga, eccetera.

  3. in effetti guydebord il tuo è un commento balordo perché in Sardegna ci sono più disoccupati che lavoratori appartenenti alle categorie da te citate, per fortuna c’è un nuovo corso #sardegnapossibile

  4. Sono ancora in vacanza, mi annoio, e ho quindi il tempo di rifilarvi questo lungo pistolotto. Un tempo chi si occupava di pubblicità commerciale o comunicazione in generale ricordava spesso un concetto parecchio datato “le parole evocano immagini e le immagini evocano parole”. Un tempo si cercava di dare obiettivi specifici alle immagini e alle parole di una stessa comunicazione, un esempio per tutti il famoso poster di Pirella e Gottsche (art e copy della mitica Italia BBDO, fotografia di Toscani) per jesus jeans. Un sedere di donna in hot pants il nome del prodotto e alcune parole: Chi mi ama mi segua. Jesus Jeans. Cari giovani, erano gli anni 70′ guardate il poster e fatevi un’idea di come si può utilizzare immagine e parole. L’esplosione delle banche immagini e video dovuta alla tecnologia offerta da internet ha abbassato i costi a livelli tali che la maggioranza dei fotografi (quelli che non esprimono particolare personalità) sono scomparsi o fanno la fame. L’esempio della Regione Sardegna dimostra come sia diventato usuale mettere una foto o delle immagini sulle pagine dei siti tanto perché ci siano, e anche perché costano meno di poco. Il sito di fatto è utile e interessante e ha un nome comprensibile: “Sardegna secondo te”. L’obiettivo è quello di far riempire dei questionari alla popolazione sarda, suppongo, per conoscere la loro opinione. L’incapacità della home di coinvolgere la popolazione e di raggiungere l’obiettivo è confermata dalla numerosità dei questionari compilati ad oggi 333 cittadini e 6 operatori. Pochi, anzi statisticamente insignificanti. Non conosco chi ha realizzato il sito, ma immagino che il budget messo loro a disposizione non abbia nemmeno messo in discussione la possibilità di costruire una comunicazione adeguata alla bisogna. Con circa 190 € al mese si possono scaricare ogni giorno 25 immagini, 750 al mese royalty free; un video di 30″ costa 75 €. Immaginiamo che i creativi volessero realizzare un’immagine evocativa e d’impatto. 5 modelli (normal people) costo super basso 200 € cad, un fotografo della provincia di Nuoro giovane e con tanta voglia di fare, per una mezza giornata più studiolo e un po’ di attrezzatura diciamo 200€, totale 1.200 €. Sicuramente inaccettabile per il cliente. Considerate che in un sito ci posso volere anche 100 o 1000 immagini, non se ne esce. Però esiste il pensiero strategico creativo, cioè pensare a come parole e immagini posso stare insieme. Nelle banche dati si trovano alcuni milioni di proposte, costano tutte uguali, però la ricerca e relativa scelta debbono essere guidate da un pensiero. Per trovare un’immagine adeguata, coinvolgente, ed eventualmente modificare le parole, insomma lavorare per raggiungere l’obiettivo, ci possono volere anche alcune giornate. Cosa costano mettiamo 2 creativi che lavorano 1 giorno? I meno costosi in Sardegna possono costare 100 € a testa, cioè 200 € per concetto espresso in immagini e parole. Cosa costerebbe il sito? Coniugare budget e buona comunicazione è difficile, sul web quasi impossibile. Utenti e agenzie dovrebbero parlarne e trovare delle soluzioni che permettano di pensare, poi lavorare. Personalmente ho ricevuto un rimprovero dalla Regione Sardegna perché l’Assessore al turismo riteneva che la mia agenzia avesse copiato una loro head-line, era vero il contrario, la mia è stata pubblicata un anno prima della loro, a copiare, o a scrive senza troppa attenzione è stata la loro agenzia. In regione Sardegna dovrebbero prendere un po’ più seriamente la comunicazione; ma credo che ciò si possa dire per ogni ente pubblico italiano.

  5. Grazie Pier Danio, il tuo commento è utilissimo: non è da tutti fornire questi dettagli, anche di costi e tariffe. Un vero regalo al blog e ai suoi lettori. Grazie davvero.

  6. Cose normali per uno che lavora da 40 anni e ancora oggi produce comunicazione. Grazie a te per il tuo lavoro e la costanza (fatica) che metti nel tuo blog.

  7. Per non parlare del fatto che il tipico sardo ha tratti etnici ben diversi, quindi non può riconorsi in una foto così con persone così bianche… o mi sbaglio di grosso?

  8. be’, comunque un po’ di creatività ce l’hanno messo, originariamente non era in bianco e nero.

    comunque da frequentatore assiduo di siti web di aziende di informatica cui mando curriculum conosco la sensazione. tavoli da riunione, signorine in tailleur, tonici ultracinquantenni dai tratti nordeuropei… anzi che non si vedono più tanto le foto dei giovinotti con la ventiquattrore che fanno la corsa ad ostacoli.

    per curiosità, ricerca su google per immagine:

    http://tinyurl.com/l9ytlad

    da cui estraggo, a caso:

    http://professionalservices.buchanan.com/team
    (azienda texana di consulenza informatica)

    http://www.fcasoft.com/about-team.html
    (azienda indiana di consulenza informatica)

    http://www.spotshub.com/sellwithus#.UhaE8-XFE4c
    (azienda canadese di servizi telematici)

    e potrei continuare.

  9. Infatti, i tratti non sono caratteristici dei sardi, e il sito non è proprio stato considerato dai Sardi! Devono aver detto la loro solo i gli amici di chi ha commissionato il sito.

    Purtroppo, anche la realizzazione di questo sito, dimostra che questa giunta , nel campo della comunicazione fa acqua da tutte le parti.
    Vedi la figuraccia dell’assessore al turismo sulla campagna “Sardegna tutta un altra storia”, e i soldi regalati ad un agenzia che ha copiatoil claim da un altra agenzia.
    Purtroppo si continuano a sprecare i soldi :http://www.sardiniapost.it/politica/vaticano-calcetto-banchetti/.

  10. Ebbene sì, l’ho fatta io quella foto. Davvero.
    E chiaramente non per il portale della Regione Sardegna..🙂
    Non posso che unirmi al commento di Pier Danio purtroppo.
    E anzi aggiungere che 200 euro per un fotografo (per quanto volenteroso sia) sono davvero pochini..
    Sarebbe bello che ci fosse una mentalità diversa, che desse il giusto valore alle immagini e all’immagine che si dà di sè all’esterno, ma purtroppo almeno in Italia è una lotta contro i mulini a vento!

  11. Grazie Sara, conoscevo le lettere ovviamente, avendo fatto la mia agenzia la campagna ho ricevuto il carteggio. Nell’articolo che hai segnalato si afferma che il claim è stato pagato 1.200 €. Non si capisce come il costo del claim sia potuto essere disgiunto da quello totale dell’annuncio, ma tutto è possibile. In ogni caso, sia che i 1.200€ siano il compenso del copy per il claim o per l’intera pagina pubblicitaria, la cifra è ridicola. Questo conferma quanto ho segnalato sul costo delle fotografie, il basso costo della comunicazione in Italia ha mortificato tutto il settore. Non solo la Regione Sardegna, ma anche molte imprese ritengono che con max 3.000 € si possa ottenere una pagina pubblicitaria che centra gli obiettivi. Mi pare che già Guastini e la Testa abbiano argomentato la questione. Vediamo in estrema sintesi, quali sono le componenti necessarie ad una pagina pubblicitaria. 1° il cliente consegna un brief dove specifica il target, gli obiettivi di marketing e di comunicazione oltre al perché il centro media ha scelto il mezzo stampa. L’agenzia analizza la “storia di comunicazione” del prodotto e quella dei suoi maggiori concorrenti. Basandosi sull’analisi e il brief il direttore creativo formula un debrief e una strategia di comunicazione che discute con il cliente. Concordata una strategia di comunicazione si passa al lavoro di Art e Copy. Dopo alcuni giorni i “ragazzi” propongono delle soluzioni al direttore creativo, account ecc., insieme identificano 3 proposte (più o meno oggi fanno così tutti) si realizzano i layout che vengono o meno approvati dal direttore creativi, si decide cosa eseguire da presentare al cliente. Meeting discussione, e se va bene approvazione di una delle 3 proposte, oppure ritorno a casa per fare i cambiamenti richiesti e ritorno dal cliente per farseli approvare. Segue, scelta definitiva o realizzazione della fotografia, impaginazione fino a definitivo pronto per la stampa e per le varianti di formato. Diciamo che le persone che hanno incarnato questi ruoli in agenzia siano di fatto 2 (se sono bravi può succedere) che si siano confrontati con il cliente per un totale di 10 ore, che abbiano analizzato, pensato e realizzato la pagina in altre 16 ore a testa (2 giorni in tutto) totale monte ore 42. Con 1.200 € fanno 28,57 € ora più IVA, ovviamente il costo orario comprende anche l’ufficio, le attrezzature e le spese generali. Be’ io credo sia una cifra risibile anche per copiare un claim. Un idraulico o artigiano in genere ne vuole 45 all’ora, bisognerebbe adeguare le tariffe dei pubblicitari a quelle degli artigiani, perlomeno. Questa è la mortificante situazione in cui si trova questa professione oggi. L’assessore e i clienti tutti dovrebbero chiedere la massima professionalità alle agenzie ed essere disposti a pagarla, solo in questo modo chi non è un professionista o scompare o dovrà diventarlo se vuole lavorare. L’assessore e l’agenzia in questione sono ormai la regola, segnalo un poster della Regione E.R. ASL “Estate mangia colore” dateci un’occhiata.

  12. Grazie a Luca Boccianti per l’accurata ricerca, che ho puntualmente diffuso su Twitter e Facebook.

  13. Caro signor Rido, ha fatto lei quella foto prima che venisse diffusa in India, Texas e Canada? Quanti anni fa? Io ovviamente non ce l’ho con chi ha fatto quella foto, per venderla, ma con chi compra foto come questa per usarle in modo indifferenziato per i siti più disparati. Fra l’altro: è una tipica foto che sta bene in un sito aziendale. Nulla però c’entra con l’immagine della Sardegna, ne converrà anche lei…😉

  14. Complimenti Giovanna per il post e tutti coloro che mi hanno preceduto per gli spunti, veramente tanti e di grande livello come quello di Pier Danio.
    La cosa più grave e che la Regione Sardegna, come tante altre regioni italiane, non è nuova in questo campo, quando si tratta di investire soldi non in modo esaltante spesso non si tira indietro a mio avviso per mancanza di vere competenze interne che possano valutare il lavoro svolto o che seguano il progetto con tanto di veri obbiettivi prefissati. Ad esempio, da un sito della Regione Sardegna mi aspetterei fosse accessibile a tutti, anche ai non vedenti ad esempio. Se andiamo sul sito in questione però, scopriamo che gli attributi alt in home page sono stati completamente tralasciati in modo da rendere impossibile la comprensione di quell’immagine per i non vedenti che invece con un semplicissimo browser testuale sarebbero riusciti a comprendere (colpa delle impostazione della piattaforma open source – Drupal – utilizzata e non modificata a dovere?). Per fortuna poi nelle pagine interne, sulle stesse foto, ricompaiono per magia. Chiaramente questo è solo una delle pecche, vogliamo parlare dei duplicati e di come il sito venga surclassato in SERP sui pochi “articoli” da siti di terze parti malgrado sia esso un sito della regione?

    Gli esempi di soldi mal investiti o non sfruttati a dovere sono tantissimi, qualche mese fa in un convegno parlavo di turismo e tra i vari argomenti vi era uno spunto sul sito tema turismo ( http://www.sardegnaturismo.it/ ) della Regione Sardegna (qui il link disattivato alle slide se vi interessano slideshare.net/Roberto-Pala/pres-nuove-frontieremarketingturisticotrendstrategiesviluppo29marzo2013 ), un sito cofinanziato dall’Unione Europea con una quantità pazzesca di contenuti e di problemi. In questo caso, non penso proprio il problema fosse il budget a disposizione… con un progetto serio alle spalle simile ad esempio a quello portato avanti in Francia, la fiat 500 che è attualmente potrebbe trasformarsi in una Ferrari e portare veramente il nome della Sardegna nel Mondo.

  15. Convengo che non c’entri molto con la Sardegna, ci mancherebbe!..
    Il punto è proprio quello emerso dai commenti: ormai non interessa più a nessuno (o quasi) che dietro ad un’immagine ci sia un pensiero e che “si sposi” con la causa che cerca di rappresentare.. o almeno nessuno è più disposto a pagare per questo.
    La foto l’ho scattata un paio di anni fa e sì è stata venduta in parecchi angoli del mondo.. Sardegna compresa!🙂

  16. La mia impressione, che è basata sia sull’esperienza diretta che sulla normale, prolungata esposizione ai media da cittadino osservante, è che da parte del mondo dell’amministrazione pubblica (generalizzando) ci sia proprio una cattiva e superficiale comprensione del concetto di comunicazione tout court, che si attualizza sempre in due atteggiamenti sclerotizzati, i quali però spesso convivono all’interno della stessa realtà, dando vita a un mix di “esplosivo” di mancate strategie e aberrazioni concettuali. I due atteggiamenti sono opposti:
    1- Da una parte c’è una ricezione del senso del comunicare che possiamo definire abnorme. Senza minimamente entrare nel merito dei singoli contesti, quasi sempre per mancanza di competenza (diciamo la verità), si recepiscono come dati perfettamente assodati alcuni alcuni diktat totalizzanti ma generici, come “viviamo nell’epoca della comunicazione, quindi bisogna assolutamente esserci, tanto meglio se con un’immagine aggressiva”. E fin qui potrebbe al limite (ma veramente al limite) anche starci come discorso…
    2- Se non fosse che tutto questo viene poi paradossalmente tradotto, sempre per mancanza di competenze ed esperienze specifiche, nella facoltà di delega costante, nell’atteggiamento opposto che è quello della leggerezza. È difficile da spiegare, la mia impressione è che a questa fase corrisponda una condotta tipica del senso del dovere quotidiano, per cui “è una cosa che devo fare, assolutamente, ma siccome non ne comprendo a fondo le dinamiche proprie e le profonde, originarie motivazioni (mancanza di sensibilità ovviamente mai ammessa) allora lo faccio e basta. Non importa come timbro il cartellino, la mattina, con quale mimica, con quale tensione emozionale. Lo timbro. Stop”.

    Di più, nei casi più gravi questo paradosso si traduce inevitabilmente in un accento posto sulla quantità della comunicazione e non, innanzi tutto, sulla qualità. Ma questa, forse, è già un’altra storia…

  17. Ringrazio Pier Danio per il commento e credo però che la cifra fosse riferita solo al claim, da utilizzare per quattro giorni alla BIT di Milano.
    La campagna copiata cì è costata molto di più.
    Segnalo una pagina di grande fotografo (che però non riesce a trovare lavor) e penso che avrebbe ceduto per la cifra da Lei indicata qualcuna delle sue meravigliose foto, che sicuramente rappresentano molto meglio la Sardegna, rispetto alla foto fatta da Rido e adatta per altri contesti.
    https://www.facebook.com/pages/Matteo-Setzu-fotografo-per-passione
    Vi invito a visitarla e sono sicura che troverete una splendida Sardegna Colorata, Visi e Gente, luoghi e paesaggi, balli e suoniSardi.
    Buona visione

  18. @Mario Leandros , sara e Giovanna: quello in primo piano potrebbe essere anche sardo, d’altronde abbiamo rotto l’isolamento sociale da secoli ed esistono anche da noi i matrimoni misti! Se venite in Sardegna troverete qualche sardo biondo con gli occhi azzurri, molti con gli occhi grigi e verdi. Io stessa ho la pelle chiara. Non veniamo dall’Africa nera!

  19. Hai ragione Francesca, ma quella dei tratti somatici era quasi una battuta. Il problema serio, evidenziato in quasi tutti i commenti, è che è stata presa una foto, utilizzata da tutto il mondo, e ” appicicata” sulla home page di un sito istituzionale sardo, e che la stessa era fuori da ogni contesto Immagine=Comunicazione.
    Della serie tanto non se ne accorge nessuno e invece Giovanna non solo se ne accorta ma ci ha fatto anche un post!

  20. Belle e vere, o forse belle perché vere, le persone fotografate da Matteo Setzu, citato da Sara, e bravissimo lui!

  21. Grazie Annamaria per la visita alle stupende foto di Matteo.

  22. Se errare è umano, perseverare è diabolico, sopratutto quando si usano soldi pubblici. Altra “figuraccia di sardegna promozione:
    http://www.sardiniapost.it/politica/la-regione-si-da-allippica-e-rimedia-una-brutta-figura/

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