La pubblicità più efficace per Berlusconi la fanno i media. Tutti

Oggi le prime pagine dei giornali italiani sono impressionanti: tutte uguali e tutte concentrate su ciò che per Berlusconi è la più efficace dimostrazione non tanto e non solo del ruolo del Pdl nel governo, ma della sua personale forza e influenza, sempre e malgrado tutto: l’abolizione dell’IMU. La promise domenica 3 febbraio a mezzogiorno in punto, e fu la carta vincente del poderoso recupero elettorale del Pdl. Ha mantenuto la promessa ieri: è questo che si capisce leggendo la stampa nazionale, ascoltando i Tg e i vari servizi di approfondimento. È questo che resta. E non importa che nel mondo e in Italia siano accadute mille altre cose (dalla Siria all’Egitto, dal discorso di Obama alla lieve crescita economica). Non importano i distinguo, le sottigliezze, le diverse critiche e argomentazioni. I media oggi danno solo una notizia: Berlusconi ha mantenuto la promessa elettorale (implicito: è affidabile, influente, capace).

E lo dicono tutti, anche Repubblica e l’Unità, che pur credono di parlar bene di Letta, anche il Fatto Quotidiano, che pur crede di denunciare «lo spot», ma denunciandolo lo fa. Uniche eccezioni: l’Osservatore Romano, che apre sulla Siria, e il Manifesto che sulla foto di Letta e Alfano mette la scritta «Immobili». Guarda che coro:

Repubblica 29 agosto 2013

Il Corriere 29 agosto 2013

La Stampa 29 agosto 2013

Il Sole 24 ore 29 agosto 2013

Il Messaggero 29 agosto 2013

Il Secolo XIX 29 agosto 2013

Il Giornale 29 agosto 2013

Libero 29 agosto 2013

Il Fatto  Quotidiano 29 agosto 2013

L'Avvenire 29 agosto 2013

L'Unità 29 agosto 2013

Le uniche eccezioni:

Osservatore Romano 29 agosto 2013

Il Manifesto 29 agosto 2013

14 risposte a “La pubblicità più efficace per Berlusconi la fanno i media. Tutti

  1. Beh a modo suo, il manifesto pure parla della stessa cosa.

  2. Però è un fatto che ieri l’IMU è stata abolita per opera di Berlusconi.
    E’ una cattiva notizia, per chi ritiene che aggraverà la crisi italiana — ma questa è un’opinione, non un fatto.
    Però mi sembra una notizia abbastanza rilevante, economicamente e politicamente, da meritare lo spazio che ha ricevuto.

    In questo caso me la prenderei, più che coi media, coi partiti che non hanno fatto nulla di serio perché comparisse ieri un titolo diverso, tipo
    ABOLITO IL SENATO. FALCIDIATE LE PENSIONI D’ORO. ABOLITA L’IRAP. RIMANE L’IMU PER RICCHI E CETI MEDI.

  3. Chi se la beve la storia dell’abolizione IMU? Per chi vive di stipendio o pensione ora comincia un nuovo tour per cercare di capire in che modo toglieranno ancora denaro dai miseri resti della busta paga. Il cambio di nome non significa nulla, quello che è certo è che è cambiata la base imponibile. Per chi ha molte PIETRE AL SOLE è una buona novella, per gli altri, ( tutti gli altri) invece no.

  4. Che parlassero un po’ di legge elettorale!

  5. Giovanna segnala un fatto importante, l’indiscutibile aiuto a Berlusconi offerto anche in questa occasione dalla grandissima maggioranza dei media, solo continuando a parlarne. E’ questo il fatto su cui riflettere, al di là di discussioni sull’importanza-che sappiamo tutti essere ben limitata e comunque dannosa alle finanze comunali- della cosiddetta “abolizione” dell’MU. Giovanna o qualcuno esperto come lei potrebbe proporre degli antidoti, al di là dell’esortazione implicita di smetterla di parlare dl caimano?
    Angelo

  6. Ben ha sintetizzato ciò che hanno pensato molti italiani all’annuncio roboante di Letta e al discorso penoso di Alfano, in super sintesi: una tassa in meno.
    La cosa deprimente dell’eccesso mediatico è la mancanza di critica vera, cioè critica economica su una manovra economica, compreso Giannini su Repubblica. Solo in alcuni casi o in qualche riga, si evince il fatto che forse non si troveranno i soldi per i comuni e rimane per aria la cassa integrazione straordinaria, esodati e tante altri provvedimenti urgenti per i più bisognosi. Dal pezzo di Giannini mi è parso di capire che anche lui è contrario ad una tassa patrimoniale, quindi lontano da concetti economici riconosciuti e adottati in tutto il mondo, USA compresi. Per ciò che il grande pubblico ha percepito, trovo disoneste le dichiarazioni di Letta e Alfano perchè si tratta di pubblicità ingannevole, trovo ipocrita il comportamento dei 2 partiti di maggioranza, ma comprendo che codesta comunicazione favorisce a breve la loro popolarità. Non capisco il “pronismo” dei media e la mancanza di critica economica su una manovra che per dire poco definirei controproducente e pericolosa per il nostro paese. Quasi che anche loro dovessero far contenti gli elettori come Berlusconi. Forse hanno paura che alla fine il Cavaliere pregiudicato se la cavi e venga rieletto Presidente del Consiglio? Ergo meglio tenerseli buoni. Persino il direttore dell’Unità con un titolo falso, infatti i 500 milioni stanziati sono un quarto dei necessari e già da mesi ci sono centinaia di migliaia di famiglie a reddito mensile ZERO. Vero solo il titolo del Manifesto. Che i media, compreso Sky TG 24, Radio 24, i TG Rai, abbiano dato una grossa mano al pregiudicato Berlusconi è più che evidente, così in molti più di prima, quando andrà a casa, diranno: ecco mettono in “galera” chi diminuisce le tasse. Dal punto di vista della comunicazione stretta direi che Letta debba essere licenziato da capo ufficio marketing del PD perché anche questa mossa ha fatto calare le vendite, e perdere clienti.

  7. A A. Marzollo: non sono un’esperta di comunicazione ma un’educatrice licenziata, ‘tagliata’ e l’unico antidoto che mi viene in mente e’ di iniziare a evidenziare quello che c’è, ma continuamente e tutt* gli/le interessat* a farlo – insieme e contemporaneamente. Io penso che le ultime elezioni abbiano parlato chiaro. Il partito che ha vinto e’ quello dell’astensione quindi molt* italian* che non hanno interessi economici legati alla politica. E non viviono nella speranza continua di poter ricavare qualcosa da chi eè piuù in alto. Piu’ chi ha votato con ancora dei principi e dei valori sani. Quanti saremmo? Molt*. E allora iniziassimo tutt* a evidenziare il marcio, le continue prese per i fondelli, quello che non ci fa vivere dignitosamente….etc…etc…con semplicità, e magari diffondere anche le notizie positive che ci riguardano. I media sono comprati, in tant* non ancora.

  8. Non è piacevole ma la notizia del giorno è quella. Chi è giornalista lo sa meglio di noi.

  9. Piuttosto che l’abolizione dell’IMU, il tema che i media potrebbero legittimamente e utilmente relegare ai margini è l’applicazione della sentenza di terzo grado su Berlusconi. Che notizia è mai?

    I contorcimenti del condannato, del suo partito, dei suoi avversari che non si rassegnano a vivere senza di lui, meriterebbero al più qualche trafiletto marginale, curiose vicende quasi prive di rilevanza politica.
    Piaccia o no, Berlusconi politicamente è morto e sepolto.
    E questa da un mese ormai non è più una notizia.

  10. Valgono per Berlusconi, cui va un po’ della mia simpatia, i versi del Boiardo nell’Orlando innamorato::

    E, come avvien quand’uno è riscaldato,
    Che le ferite per allor non sente,
    Così colui, del colpo non accorto,
    Andava combattendo ed era morto.

  11. Appena sentito l’appello di Berlusconi al PD a salvarlo. Patetico.
    Povero vecchio leone sdentato.

  12. Giusto.
    Sono i media che gli fanno pubblicità parlandone, e lui è così bravo da solleticarli, e fare in modo che il giro si ripeta, all’infinito.

  13. Tutto vero ma ormai le condizioni sono così cambiate che non credo gli servirà a qualcosa. Anzi: Letta ha tolto di mezzo la scusa per cui Berlusconi non può più sfilarsi dal governo dicendo che lo fa per abbattere l’IMU. Per giunta, se il governo resiste abbastanza perché sia collegata a Berlusconi anche il nome “service tax”, questa è una vittoria di Pirro. Per il resto, più lo guardo nelle foto più mi sembra sempre più simile a Michael Jackson, la distorsione dell’ideale di bellezza plasticata coltivata per una vita. Forse gli unici a poter salvare Berlusconi ancora una volta sono Santoro & Travaglio. Mi domando se ci terranno a farlo ancora.

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