Archivi del mese: ottobre 2013

Sesso pornografico vs. sesso reale

Porn sex vs. real sex

«La pornografia è stata ed è, per la fotografia e le forme di comunicazione che ne derivano, anche una fonte di costante tensione: la fedeltà di questi media al reale, che è implicita nella loro stessa base tecnologica e che il senso comune tende a sottolineare in modo spesso ingenuo, è insieme la base del loro fascino e un oggetto di diffidenza. L’atto sessuale, una volta registrato su pellicola o su supporto video, appare documentato in modo per definizione “veridico”, Continua a leggere

#PrimariePd: i quattro candidati e le donne

I quattro candidati alle primarie del Pd

Marina Terragni ha esaminato le mozioni in cui i quattro candidati alle primarie del Pd esprimono le loro «linee politico-programmatiche»  – ovvero le loro idee sul partito, sul Paese e la loro visione del futuro – mettendo a confronto i passaggi sui temi attinenti alle donne. Puoi leggere il risultato Continua a leggere

I rischi dei giochi di parole di Renzi: l’effetto comico

Renzi-Crozza

In luglio avevo scritto un articolo (qui e sul Fatto Quotidiano) sui rischi che Matteo Renzi corre quando esagera, come spesso fa, con le cosiddette “figure di parola”, che sono le figure retoriche che lavorano sul suono, sul significante più che sul significato (anche se ovviamente hanno ripercussioni anche sul significato): allitterazioni, anafore, chiasmi, figure etimologiche, paronomasie, ripetizioni, rime e altro. Perché lo fa? Perché le figure di parola sono adatte a essere riprese dai media come titoli e si trasformano meglio di altre in slogan facili da ricordare. Il problema fondamentale, quando un politico esagera con le figure di parola, è Continua a leggere

Time out. Come i videogiochi distorcono il tempo

Time Out di Agata Meneghelli

Ti è mai capitato di notare come i videogiocatori tendano a perdere la cognizione del tempo, come sembrino vivere in flussi temporali alternativi, a volte strampalati e distorti, a volte semplicemente diversi da quello ordinario? Ebbene, è questo l’argomento del libro Time Out. Come i videogiochi distorcono il tempo di Agata Meneghelli, appena uscito presso Libreriauniversitaria, nella collana “Scienze della comunicazione” che è nata da poco sotto la mia direzione. Il libro di Agata (che si laureò con me nel 2006 e ora lavora in azienda a Milano) risponde a diverse domande: Continua a leggere

Ha senso, in Italia, ripetere che laurearsi non serve a trovare lavoro?

Smiley laureato

Il tormentone circola da tempo sui media e nella politica italiana, ma da un paio d’anni si è fatto più insistente: «Ragazzi, laurearsi non serve a trovare lavoro: meglio andare a lavorare subito dopo il diploma o addirittura dopo la terza media». Ultimo esempio ieri a Radio 24: la puntata di Mix 24, il nuovo programma condotto da Gianni Minoli, si intitolava significativamente «Meno laureati, più idraulici». Io però ogni volta che sento questa cosa salto sulla sedia. Per due ragioni. Continua a leggere

I politici come le automobili. E viceversa

Accorsi per Nuova Peugeot 308

Quando vedo spot come l’ultimo della Nuova Peugeot 308, con Stefano Accorsi come testimonial, penso che in fondo non c’è poi tanta differenza fra certa comunicazione politica italiana e certi spot di automobili: inutilmente patinati, indistinguibili gli uni dagli altri, tanto ammiccanti (il bell’uomo, la bimba bionda) quanto vacui: Continua a leggere

Gli slogan del Pd per le primarie: meglio stare senza

Sugli slogan “esoterici” che i candidati del Pd si sono fatti cucinare per le primarie, è imperdibile il commento di Annamaria Testa su Nuovo e utile: divertente e amaro nello stesso tempo. Va anche detto, però, che le campagne si commentano da sole, attirando battutacce e parodie a gogò: «L’Italia cambia verso» per Renzi? Certo, prima ragliava e ora muuh… muggisce. «Bello e democratico» Cuperlo? Seee, come la canzone della Nannini. Bello e impossibile lui o il partito? Continua a leggere