Ma la tragedia di Lampedusa si ripete da oltre dieci anni

Migranti a Lampedusa

Ho studiato per anni, nelle isole Pelagie (Lampedusa e Linosa), il difficile equilibrio fra l’immigrazione proveniente dal nord Africa, le comunità locali, le esigenze del turismo e quelle di salvaguardia dell’ambiente. I risultati del mio lavoro confluirono in un libro collettivo, a cura di Patrizia Violi e Anna Maria Lorusso: Effetto Med. Immagini, discorsi, luoghi, Lupetti Editore, 2011. Terminai l’articolo nel maggio 2010, quando il problema degli sbarchi a Lampedusa pareva «risolto» dagli accordi con la Libia. Poi ci furono le rivolte del nord Africa e gli sbarchi (e i morti) ripresero ad aumentare. Infine, nei giorni scorsi, la tragedia (che sembra) più grande di tutte. Ma è dai primissimi anni del Duemila che i morti che vengono dal mare scandiscono la vita quotidiana e il turismo di Lampedusa e Linosa. Se vuoi approfondire l’argomento, ecco il pdf del mio articolo: I contrasti delle Pelagie: fra turismo di massa, ambientalismo e migranti.

7 risposte a “Ma la tragedia di Lampedusa si ripete da oltre dieci anni

  1. Grazie per aver condiviso il suo articolo in pdf. E’ molto interessante.
    Saluti.

  2. ok, ma quale è la soluzione? I giornali di stamattina avevano tutti e solo impostazioni ideologiche: a) questi poveretti naufragano per colpa della Bossi-Fini; b) quando gli si dà l’illusione che possono venire qui e saranno accolti, poi provano davvero ad arrivare.
    La settimana scorsa un ragazzo in lacrime è dovuto tornare al suo paese: lavorava, aveva qui i genitori, il fratello e tutto il suo mondo era qui da 9 anni, ma si era dimenticato di rinnovare il permesso di soggiorno (il che sarà pure grave ma …). Io ero il datore di lavoro, che più che … promettergli che se riesce a tornare, faccio il possibile per tornarlo a prendere, non potevo fare, dato che altrimenti commetto pure reato a tenerlo a lavorare senza il permesso di soggiorno.
    D’altro canto gente che non siamo poi in grado di inserire, possiamo davvero farla venire solo perché comunque da questa parte del mare si sta meglio?
    Forse è vero che solo una dimensione più grande, “europea” può fare la differenza, ma non sono sicura.
    Le politiche sull’immigrazione degli USA – che a grandezza mi sembra di potere paragonare all’Europa della UE odierna – non è che siano di accoglienza di tutti, sempre, solo perché nelle isole caraibiche (da Cuba ad Haiti, per tutte quelle che noi nemmeno sappiamo, ma dove basta un tornado che se salta la stagione turistica per anno muoiono di fame) stanno peggio.
    Più penso, meno certezze ho.
    La differenza la può fare la carità cristiana di Papa Francesco?
    Sarebbe bello, ma lo Stato Città del Vaticano non ha un suolo proprio!

  3. forse basterebbe avere la volontà di accogliere questa gente in qualche maniera e quindi intercettare le varie imbarcazioni prima che vadano in contro a qualche pericolo e conseguente tragedia

  4. O forse dovremmo pensare e cercare di metterci a posto loro : Loro magari risparmiano una vita per poter pagare questo “viaggio” e si sa bene che è traffico di persone . Lo sanno pure loro , ma niente può essere peggio di quello da dove vengono ..Almeno cosi credono e cosi sperano .. Non è certo la loro la colpa

  5. L’Europa, o chi per essa (già, chi per essa?) deve predisporre navi a prezzi “popolari” per fare in modo che chi abita là possa venire qua senza troppe difficoltà. Poi qua (Sicilia? Italia? Francia?) si controllino i documenti, si accolga chi può essere accolto e non si accolga chi no. Si ritorna con la nave “ufficiale”. In questo modo chi vorrebbe usare il barcone?

  6. Pingback: Ma la tragedia di Lampedusa si ripete da oltre dieci anni | D I S . A M B . I G U A N D O | NUOVA RESISTENZA

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