Ma l’amore è una cosa che percepisci o no?

Un cuore nella neve

Ogni anno prima o poi arriva il momento in cui spiego la differenza fra i concetti astratti e quelli concreti. Succede nelle aule universitarie, quando insegno a fare l’analisi del significato delle parole, delle frasi, dei testi, di intere combinazioni di segni. Succede nelle scuole superiori, quando mi invitano a tenere qualche conferenza. E una volta mi è persino accaduto di fronte a trecento ragazzini delle medie inferiori, quando Radio Tre mi ha invitata, nel marzo scorso, a tenere una lezione nello spazio che “Libri Come” aveva aperto alle scuole di Roma. Comincio: «Le parole concrete si riferiscono a cose, fatti, esperienze che si possono percepire con almeno uno dei cinque sensi. Quelle astratte, invece, non rimandano a nessuna esperienza percepibile, niente che si possa vedere, toccare, ascoltare, annusare, gustare». Naturalmente faccio subito qualche esempio, altrimenti non funziona.

«Se dico “tavolo”, è una parola concreta o astratta?»
«Concreta, concreta!», gridano i ragazzi in coro.
«Certo, qui c’è un tavolo e lo vedete benissimo», indico la scrivania.
«Se dico “cane”?»
«Concreto, concreto!»
«Ottimo, vuol dire che avete colto la differenza fra percepire e poter percepire. In quest’aula non c’è nessun cane letterale, non ne vediamo nessuno… oddio, forse qualche cane metaforico c’è – risatine – ma siamo tutti sicuri che non c’è nessun cane letterale, io non ne vedo. Perciò avete tutti chiaro in testa che, anche se non vediamo nessun cane in carne e ossa qui e ora, un cane resta comunque qualcosa che può essere visto, toccato, annusato eccetera. È un concetto concreto insomma.»
Annuiscono.
«E se dico “primavera”?»
«Concreto, concreto!»
«Certo, il profumo dei fiori, la luce diversa, gli ormoni che girano…»
Ridacchiano, fanno la faccia contenta.
«Astronauta?»
«Concreto!»
«Luna?»
«Concreto…»
Cominciano a ribollire, come se io la facessi troppo lunga su una cosa facile. Perciò rilancio:
«A questo punto fate voi un esempio di concetto astratto. Attenzione, non è facile: deve rimandare a qualcosa che non solo non percepite in questo momento, ma non potete proprio percepire. Mai. In nessuna occasione al mondo. Non potete né mai potreste vederlo, annusarlo, toccarlo, ascoltarlo, gustarlo…»
Puntuale arriva la prima risposta, che è sempre una di queste due, che abbiano 12 o 20 anni, sempre questa è:
«La matematica!»
Oppure, se hanno fatto o stanno facendo il liceo: «La filosofia!»
«Bravissimi, un altro esempio?»
E qui c’è la notizia. Una risposta che dieci anni fa non arrivava proprio e che invece, diciamo da sette otto anni, arriva puntualmente. Che abbiano 12, 13, 15, 18, 20 o 23 anni, ecco il secondo esempio di concetto astratto che tutti finiscono per propormi a gran voce. Felici come pasque:
«L’amore, l’amore!»
E hai voglia di prenderli in giro chiedendo loro come sia possibile che l’amore non l’abbiano mai visto né sentito, mai toccato né gustato in vita loro. Hai voglia di interrogarli su dove sentono cosa quando sono innamorati: quel certo buco nello stomaco, quell’affanno nel petto e persino il formicolio nelle mani. Hai voglia di fare allusioni sessuali per ricordargli che l’amore lo puoi pure sentire nel basso ventre. Io insisto e loro ridono, parlottano, arrossiscono, ma niente, resistono: l’amore è un concetto astratto, non lo percepiscono né lo possono percepire. «È così, prof.»
E allora mi chiedo: da dove viene questa ostinazione? In che mondo crescono ragazzi che così precocemente si convincono che l’amore sia staccato dal corpo? Talmente staccato e lontano che mai, dico mai, lo potranno percepire?

54 risposte a “Ma l’amore è una cosa che percepisci o no?

  1. Da mamma di due bambini alle elementari mi dai da pensare, grazie :))

  2. anna maria zanforlini

    ha molte sfumature, ognuno ne percepisce la presenza in base alla propria sensibilità, all’educazione ricevuta e alla volontà di guardare oltre i propri orizzonti.

  3. Sta in tutti gli abbracci negati dai genitori, nel tempo che per loro non hanno, sta nella pubblicità che mette l’amore dentro lo yogurt, nei film che sono tutte storie d’amore dove non appena l’amore sembra comparire il film finisce, sta nei rapporti sempre meno concreti con le persone – che annusiamo, tocchiamo, gustiamo sempre meno – sta nei divorzi – che se è sacrosanto il diritto di separarsi quando un matrimonio è fatto solo di cocci, però sapere dove sta di casa la colla non sarebbe male – sta nel mondo sempre meno odoroso, sta nei culi femminili sbattuti in faccia alle nove di sera dopo il tiggì, sta nel cibo finto, sta dove mi sbaglio

  4. In un mondo in cui la frase di Venditti “e non c’è sesso senza amore” suona immensamente anacronistica?

  5. Molte risposte a tale dilemma si trovano nel libro “Amore liquido” di Zygmunt Bauman. Si tratta di un sentimento che è stato sottoposto a precarizzazione di contenuto al pari delle aspettative e delle possibilità che ogni giorno gravano sui sogni degli individui. E’ un sentimento sottoposto al consumismo, come un oggetto che dimentichiamo di avere o che va sostituito perchè non più all’avanguardia. Se conta di più attendere ore davanti all’apple store per il nuovo i-phone con il solo scopo di vivere in un mondo virtuale come ci si può stupire che un sentimento così puro e piacevole sia ancora carico di valore???

  6. Mi perdoni se le porgo una domanda che può sembrare stupida… ma a me la cosa che più è saltata all’occhio è: com’è possibile considerare la primavera un concetto concreto? Con i 5 sensi posso percepire la primavera anche a Dicembre…

    In generale osservo anche che per me è questa distinzione semiotica tra concreto e astratto a risultare estremamente difficile da comprendere… e forse è normale perché ho frequentato e frequento corsi universitari di altro genere. Il concreto implicherebbe il sentire con uno dei 5 sensi e l’astratto con cosa lo sentiamo, con cosa lo percepiamo? La matematica la si può perceperi con almento 2 dei 5 sensi (vista e tatto)… così, tanto per dire! L’amore lo si può sentire con tutti e 5 i sensi, per me è concretissimo!

  7. a me sembrano saggi, almeno in questo, anche se inconsapevolmente. Il concetto di amore, ammetterai, è perlomeno discutibile (nel senso che si può discutere, e infatti è stato discusso dalla notte dei tempi). Comunque, questo bel post mi ha richiamato alla memoria alcune pagine memorabili sul concetto di libertà e di onore tratte da quel meraviglioso romanzo di Dalton Trumbo che è “E Johnny prese il fucile”. Le trovate qui: http://www.sagarana.net/rivista/numero29/narrativa5.html

  8. Mmh…mi sa che ho la stessa difficoltà di Fudojihen. L’amore anche per me è un concetto astratto di per sé, che poi si incarna e materializza nelle persone che amo/mi amano e nella mia relazione con loro. Ho sempre pensato che i sentimenti fossero concetti astratti. Diventano concreti quando si incarnano in persone, comportamenti… Questo post mi confonde le idee!

  9. Secondo me il problema sta nella definizione. Non definirei come astratto qualcosa che non possiamo percepire, bensi’ qualsiasi cosa rappresenti una nozione. Una nozione e’ astratta, mentre un oggetto o un essere sono concreti. Il cane e’ concreto, la paura del cane e’ astrata….ma tutte e due le possiamo percepire. L’amore non e’ un oggetto, l’amore e’ un sentimento e come tale lo riterrei astratto, sebbene si sviluppi poi in gesti e azioni assolutamente concrete….

  10. Anch’io sui sentimenti la penso un po’ come Ilaria: s’incarnano nelle persone e nelle relazioni che abbiamo con loro, e vale pure per l’amore.
    X ninatrema: i film e la narrativa in generale raccontano (anche) l’amore e i sentimenti nelle varie forme perchè fanno parte di noi, in molti casi lo fanno egregiamente

  11. per me è ovvio che l’amore esiste anche se personalmente non l’ho ma provato (solo qualche “cotta” non corrisposta) ma lo vedo nei miei amici che sono fidanzati, ad esempio, , e una volta che l’amore si “materializza” o “incarna” nella nostra vita risulta “concreto” anche se non nello stesso modo di un tavolo

  12. Sì, l’amore si sente. si sente fisicamente senza doppi sensi. E ci si sente amati. Negli sguardi, nelle mani sfiorate, nei toni di voce. Poi possiamo fare i pignoli e alambiccare su Amore/amore/innamoramento/seduzione/affetto ma IMHO sono piccolezze.

  13. Fudojhen, per favore rileggiti questo passaggio:
    “Perciò avete tutti chiaro in testa che, anche se non vediamo nessun cane in carne e ossa qui e ora, un cane resta comunque qualcosa che può essere visto, toccato, annusato eccetera.”

    Il concetto di cane resta concreto anche se io in questo momento non vedo né tocco né annuso nessun cane davanti a me. Ma so che posso vederlo, annusarlo, toccarlo eccetera se ne incontro uno. Idem con la primavera, che resta concetto concreto anche a dicembre, sì.

    Debora, tu intendi per “nozione” un concetto astratto (lo precisi tu stessa). Dunque è come se tu mi stessi dicendo: “Non definirei come astratto qualcosa che non possiamo percepire, bensi’ qualsiasi cosa rappresenti un… concetto astratto” (perché nozione = concetto astratto). Insomma la tua è una definizione circolare… Mi spiego?😉 Ciao

  14. come ci insegna Platone, non si può discutere di un tale argomento senza fare almeno uno sforzo di “scientificità”, partendo magari dalla definizione di “amore”, e dalla distinzione tra realtà e apparenza, che è uno degli eterni problemi affrontati dalla filosofia, e della cui millenaria discussione B. Russell fa uno splendido riassunto nel suo “I problemi della filosofia” (ed. Feltrinelli)

  15. Un tempo c’era amore = dolore (Romeo e Giulietta, La Traviata, Paolo e Francesca) oggi ci tartassano con la continua sovrapposizione tra amore e piacere (“fate l’amore con il sapore”, “la passione si sente”, il “prova a resistermi” di Giulietta, etc etc).

    Ottimisticamente si potrebbe notare che non hanno interiorizzato questo amore commerciale, oggettualizzato nei beni di consumo, e forse confuso con benessere e sensazioni piacevoli (nemmeno la sofferenza è contemplata, quindi).

    Sarei curiosa di sapere: e l’ODIO per loro è concreto o astratto? Se risultasse concreto ci sarebbe di che riflettere..

  16. No, la definizione di “nozione” non e’ “cosa astratta”, lo sappiamo bene tutte e due😉. Per nozione intendo una “conoscenza” o una “cognizione” che abbiamo di qualcosa che sia attinente alla vita reale; da qui ne faccio conseguire che nozione/conoscenza/cognizione ben rappresentino il concetto di astrazione che stiamo discutendo, mentre un oggetto e’ e resta sempre concreto. Quello che volevo dire e’ che usare la nostra capacita’ o meno di percezione per discriminare tra concreto e astratto potrebbe creare confusione, proprio perche’ possiamo “sentire la paura”, “vedere la tristezza”, “annusare il tradimento”…e soprattutto “percepire l’amore”, anche perche’ se non lo percepissimo sarebbe un gran bel guaio!!🙂

  17. Debora, appunto. Siamo d’accordo. Ma i ragazzi si ostinano a ripetere che non lo percepiscono, l’amore!😮

  18. però mi chiedo..anche se non lo percepiscono nel senso che non l’hanno provato personalmente com’è possibile che nessuno di loro abbia almeno amici o conoscenti che hanno o hanno avuto relazioni amorose di lunga o breve durata? Che la gente s’innamori èn un dato di fatto

  19. Dimostrano una certa sensibilità per gli universali. In fondo già dante parlava di “intelletto d’ amore”.

  20. Ciao, vorrei segnalarti che ti ho nominata per il “The Versatile Blogger Of The Year” sul mio blog..http://ilikethewhitewine.wordpress.com/
    A presto!

  21. Pingback: alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 09.10.13 | alcuni aneddoti dal mio futuro

  22. forse perchè sono (siamo? perchè anche io senza rifletterci avrei detto astatto, almeno in prima battuta) innamorati dell’idea dell’amore, e magari è il desiderio che rimanga un costrutto che sia al di là di qualsiasi cosa si possa, mi perdoni il termine, mercificare. forse non si pensa all’amore come emozione o sensazione, ma come un concetto universale, un archetipo che vada oltre l’esperienza personale. Probabilmente altri concetti potrebbero generare la stessa ambiguità: la maternità? La soddisfazione? Comunque uno spunto di riflessione interssante prof.

  23. ma l’amore lo senti, c’é, esiste!
    Ne senti la mancanza o senti che ti stringe nella sua morsa, in qualunque caso pero anche se non sei tu a viverlo in prima persona, vai al parco, ti siedi su una panchina e vedi una mamma che abbraccia suo figlio, due nonnini che si tengono per mano e passeggiano.. Allora io dico se non vedi l’amore e la gioia di vivere questa vita dando amore con i piccoli gesti, allora la tua vita é in bianco e nero!

  24. Secondo me l’eventuale problema legato al considerare l’amore astratto e non concreto è che è indice o di una mancanza di esperienze – ma l’amore parentali? Le cotte? O di una separazione totale di Amore dal mondo concreto. Che in fondo è un pensare che sia inaccessibile. È un po la fine che ha fatto la parola felicità. È ‘troppo’

  25. il problema di base secondo me risiede nell’inesorabile inflazione a cui è soggetto il termine “amore” nel nostro tempo.
    Troppe canzoni, troppi libri e soprattutto troppi film ci hanno insegnato che “ti amo” è il modo corretto per salutare una persona che ti sbatti e con cui stai moderatamente bene.
    E’ un dato di fatto purtroppo, pensate a quante persone diverse avete detto “ti amo”, o se siete proprio l’eccezione alla regola pensate a quanti l’hanno detto i vostri amici o conoscenti.
    “Amore” ormai è una parola da ragazzine quattordicenni, è il ritornello di una canzone di Bieber o il finale di un film di Moccia, è una parola vuota, di circostanza.
    Dovremmo inventarne una nuova.

  26. Prospettiva scoraggiante: i ragazzi non conoscono l’ amore, che per loro resta un oggetto astratto.

    Prospettiva incoraggiante: i ragazzi conoscono l’ amore e ritengono che la sua natura profonda sia colta da un’ intuizione intellettuale più che da percezioni mediate dai sensi.

    Poi c’ è sempre il caso banale che non abbiano formalizzato correttamente i concetti di “astratto” e “concreto”.

    Quello che non capisco è come si possa collegare il cosiddetto “consumismo materialista” con la reazione dei ragazzi. Se c’ è qualcosa che il consumismo favorisce è il contatto con l’ amore nella sua versione più materialista e quindi mediata dai sensi.

  27. Io c’ero quando, qualche giorno fa, ha chiesto durante una sua lezione del secondo anno di Scienze della Comunicazione, di fare un esempio di termine astratto. Immancabilmente, una ragazza ha risposto sicura: L’Amore!
    Lei l’ha guardata sconvolta, quasi non trovava le parole per risponderle. Povera ragazza,magari l’Amore l’ha provato, ha sentito le farfalle nello stomaco e aveva le mani fredde. L’ha detto ai suoi amici o se l’è tenuto per sé, anche se l’avrebbe voluto urlare al mondo. Quel giorno però ha dato la risposta sbagliata. Non in cattiva fede, magari era pure innamorata. Il problema non è quella ragazza, ma chi non ci ha mai insegnato a considerare e rispettare i sentimenti, i legami, le passioni. Nelle pubblicità, in tv, su internet. Non voglio cadere nella retorica e dare la colpa al sistema, si figuri. Vorrei solo che si immedesimasse in noi come già fa: ha presente, dai politici agli attori, da quanti esempi siamo bombardati? Oggi siamo abituati a considerare concreto solo ciò che tocchiamo, di cui abbiamo una fruizione diretta. Ed è normale che poi chi non sa scindere i due piani, continui a considerare l’amore come un sentimento ma astratto, come magari ingenuamente avrebbe fatto la cara nonna di Einstein.

  28. Aims, non sono proprio d’accordo con te (non c’è solo moccia o bieber per fortuna, secondo me anche nell’ambito della pop culture ci sono bellissime storie d’amore a cui certo non può essere estranea la passione) ma è troppo complesso da spiegare

  29. Anche il cane è astratto. E’ una serie di caratteristiche aggregate che il cervello considera quando “scansiona” l’animale per poi decidere se è un cane (anzi se sembra un cane). Credo che una parola completamente concreta, visto che si tratta sempre di pensieri e di induzione (generalizzazione) sia difficile trovarla

  30. Io penso che siamo continuamente bombardati da canzoni, film e libri che trattano d’amore. E quando dico continuamente, intendo DAVVERO in continuazione, a qualsiasi ora su qualsiasi canale televisivo, alla radio, sugli articoli delle riviste eccetera. Si potrebbe dire che il 90 (95?) % di film, serie televisive, spot pubblicitari, testi musicali, articoli giornalistici&co. (soprattutto quelli nelle riviste rivolte a donne e teenagers, forse?) trattano di questo argomento. Premetto che io, essendo nata a fine anni ’80, non posso sapere come i giovani vivessero, e appunto “percepissero” l’amore prima, però abbastanza spesso ho l’impressione che oggi l’amore, nell’accezione più “concreta” del termine, ossia quella di “avere un/a ragazzo/a” con cui scambiarsi baci ed effusioni, dirsi “ti amo”, sentire le cosiddette farfalle nello stomaco e via dicendo, sia sempre più insistita. Probabilmente sto tornando sulla banalità del concetto di mercificazione dell’amore, ma per me potrebbe essere questo, oggi, che i ragazzi stanno vivendo in maniera sempre più ossessiva. L’amore è lontano, è altrove, non si sa cosa sia, ma semplicemente perché ogni giorno, ogni ora, ci dicono che 1. esiste un unico, vero amore (o diciamo, modello di amore) e 2. che questo corrisponde ai criteri mostratici in tv e al cinema. Lui e lei devono essere bellissimi, devono soffrire, ma solo un po’, prima di riuscire a trovare una intesa che, ça va sans dire, sarà perfetta ed eterna. Punto. Ma si tratta di uno spot, una continua réclame sull’amore, sull’obbligo sociale per cui ciascuno di noi debba per forza essere in coppia, avere un partner con cui inscenare tutta la serie di dinamiche di cui sono zeppi i film. Se no sei considerato un fallito.
    E quindi se sei un ragazzo che fai? Cerchi di procurarti almeno la parte “concreta” dell’amore, quello che è diventato un accessorio (orrore!) necessario per avvicinarsi a quella cosa misteriosa che è l’amore. Ma questo in realtà non garantisce che tu amerai, che ti gusterai davvero quei baci perché appartengono alla persona che ami, che ti tremeranno le mani, che litigherai ma vorrai anche (e lo vorrai davvero, sentendolo nel corpo) fare pace, per esempio.
    Forse è anche normale che i ragazzi si comportino così. Io stessa quando penso ai miei fidanzatini del liceo, mi ricordo che ci riempivamo di baci e di “ti amo”, ma più come formula ostentata, una sorta di “codice da innamorati” da seguire perché “così si fa”. Le farfalle nello stomaco a volte c’erano sul serio, a volte no. Solo da poco sento (“sento”, appunto, anche con il corpo) la gran bella differenza che c’era tra i baci di allora, quando ancora non sapevo cosa significasse amare forse perché non ero ancora pronta, e oggi. Credo sia anche una questione di maturità, e non solo fisica, ma emotiva, che non è neanche detto che si raggiunga da adulti.
    Per dirla in breve, anch’io avrei detto in un primo momento che l’amore è un concetto astratto, ma di fronte agli esempi di manifestazioni concrete di amore ho potuto ricredermi, ma solo perché ho avuto la grande, grandissima fortuna di aver scoperto quali sono avendoli vissuti sulla mia pelle. Senza la mia esperienza concreta, è ovvio che l’amore è solo un concetto astratto e difficilmente raggiungibile.

  31. Correggo: *senza una propria esperienza concreta

  32. Lady Chatterley e il suo amante non sapevano che miliardi di molecole, interconnesse fra loro, schizzavano come palline in un flipper dentro ai loro corpi,sprigionando sostanze stupefacenti, mentre si vivevano anima e corpo la loro celebre passione. Forse saperlo e, magari, pensarci su, li avrebbe distratti da quella magia. Psiche, la più bella fra tutte le donne, dondolando la lampada della conoscenza per far luce sotto le lenzuola e scoprire finalmente il volto del misterioso amante- sarà mostruoso o bellissimo?- fa giusto in tempo, per un attimo, a coglierne la potente bellezza e la sensualità che Amore fugge via per sempre. Scompare. Come le aveva promesso: ‘ti darò tutto di me, a patto che tu accetti di non vedermi. Mai.’ Solo dopo lunghe e tormentate peripezie i due amanti si ritroveranno uniti nell’Olimpo degli Dei, per sempre felici e contenti nel regno del Mito. E il lieto fine non è la parte più bella della narrazione di questa favola. Anzi. Ecco, a proposito dell’ostinazione e del crescere in un mondo dove l’amore è così staccato dal corpo mi viene da pensare che forse non è così semplice accettare che l’amore sia concreto. Piace lasciarlo nel mondo astratto, fra i segreti da frugare di nascosto. E chiudere a chiave il cassetto dicendo ‘E’ così, prof.’ Quella nudità sana, da sauna finlandese, dove i corpi nudi si purificano dalle tossine, tutti insieme in placido relax, forse è meno suggestiva…

  33. di film e serie tv io ne guardo un bel po’..e l’amore è raccontato semplicemente perchè fa parte della vita ed è un serbatoio di storie di ogni tipo (buffe, serie) praticamente inesauribile..e molto spesso è raccontato in maniera efficace, quei sentimenti, quelle dinamiche esistono o possono esistere, ono plausibili e vanno raccontate

  34. Boh, secondo me è tutto molto più semplice. A me a scuola avevano insegnato che un concetto concreto indica un oggetto fisico mentre cose non fisiche, non materialmente esistenti, come appunto i sentimenti (ambizione, odio, amicizia, amore ecc.) sono concetti astratti. E in effetti mi sembra giusto, almeno questa è la mia concezione di concetto astratto (e vi assicuro che so bene cos’è l’amore…!). Se poi come es. di concetto concreto la prof. fa l’esempio di un cane o un tavolo, cioè oggetti, corpi che si possono toccare e tenere in mano, è chiaro che quando chiede l’es. di un concetto astratto la risposta dell’alunno sia l’amore o simili, cioè “cose” che non si toccano, non hanno forma e materia. Qui invece addirittura si va inferendo che da questa risposta si evince che i ragazzi di oggi non sappiano cos’è l’amore… ma non vedo proprio come si possa dedurre ciò da una risposta come quella. Cosa c’entrano le canzoni pop e la soxietà di oggi… i ragazzi si innamorano oggi come ieri.

  35. ed è un serbatoio di storie di ogni tipo (buffe, serie, drammatiche o no, e non c’è affatto un unico modello ) .
    e non è affatto uno spot..questa definizione è completamente sbagliata e per me inaccettabile….è narrativa, e la narrativa racconta la società e l’umano, la vita quindi anche l’amore .

  36. Gli effetti dell’amore sono molto concreti, a cominciare dalle farfalle nello stomaco e da tutte le cose che facciamo o non facciamo per esso. Eppure quante sfumature, ambiguità, contraddizioni ci sono in questo atto? Quanti nostri comportamenti o stati d’animo chiamiamo “amore”, anche molto diversi fra loro? L’amore è prima di tutto un atto di libertà, concreto nei suoi effetti e al tempo stesso astratto nella sua definizione.

    Per fare un paragone: “dio” è astratto o concreto? Prova a chiederlo ad un prete e prova a chiederlo ad un ateo.

    Penso semplicemente che oggi questa complessità e varietà sia molto più conosciuta e consapevole e spostare l’amore nella casella dell’astratto sia un modo per coglierne pienamente tutte le sue espressioni.

  37. Ciao La Fra, ovviamente non posso riconoscere chi sei fra gli oltre centocinquanta ragazzi che ci sono in aula quest’anno, ma… grazie per quell’«io c’ero».🙂

    Non è una questione di risposta giusta o sbagliata, sai. La distinzione fra astratto e concreto è molto più sottile e difficile da definire e, soprattutto, da mantenere coerente passando di esempio in esempio. Inoltre si possono dare anche altre definizioni di “astratto” e “concreto”. Dunque non c’è niente di rigido nella mia proposta, come credo in aula si sia capito (tu in ogni caso l’hai capito). Il punto è che, data la distinzione nei termini in cui l’ho posta a scopi didattici, l’esempio dell’amore, che torna sempre, mi ha indotta a un certo tipo di riflessione. Ci vediamo a lezione!

  38. l’amore che si prova per le persone che non sono più sulla terra……. l’unico amore astratto del mondo…..

  39. Cara Prof,
    è bello questo post e l’interrogativo che lei pone con esso.
    Poi, forse, mi piace soprattutto per il mondo dei ragazzi che ci apre davanti.
    Al dunque della domanda che lei pone, perchè l’amore è visto dai ragazzi come un concetto astratto, io risponderei così, ovvero, vedo questo.
    La loro “pervicace”, cocciuta, perseveranza (da alcuni anni, no? danno questo tipo di risposta) va presa come una dichiarazione di concretezza, come un “dato”, un corrispettivo della realtà.
    Non possiamo sfuggirne.
    Per loro l’amore “è” astratto.
    Perchè non ha un rapporto con il corpo?
    E’ diventato qualcosa che non ha più niente di fisico?
    Si è “smaterializzato” perchè smaterializzata è la loro esistenza interiore, come un vento che spinge le vele dei surf di facebook, twitter … ?
    Non so dire di preciso.
    Certo è che il “corpo” è sparito dalla dimensione intellettiva per farsi “macchina”, “meccanismo”, “oggetto”
    Non è più il corpo come luogo fisico in cui si producono gli effetti materiali della reazione agli stimoli del “cuore”: i sentimenti, l’educazione, la cultura (e, direi, che qui, cuore e ragione hanno un significato che in larga parte si sovrappone). I sentimenti, l’educazione, la cultura, l’arte… provocano sensazioni, azioni e reazioni, cose che hanno manifestazioni chimico/fisiche, ma che se messe in relazione alla “macchina” del corpo sfuggono alla comprensione, perchè il contatto fra l’immaterialità degli stimoli e la materialità delle reazioni del corpo è un contatto sfuggevole, scivoloso, contaminante… meglio dire impossibile. Così si arriva alla risposta dei ragazzi.
    L’amore è astratto, quindi, perchè sta fuori dalla “macchina”.
    Chiuso fuori dal finestrino.
    Un saluto alla prf. ed atutti gli altri.
    Pierperrone

  40. Cosenza si sta zanardizzando😛

  41. Uh se è concreto l’amore! Io me li porto addosso tutti i ricordi dei miei amori passati, e dato che le emozioni per quanto nella forma labile e difficile da spiegare di impulsi elettrici nel cervello sono concrete eccome, proprio nel senso di percezione fisica io mi sento tutto addosso. Per questo la distinzione di anima e corpo mi lascia indifferente. Però forse sono io che sono ipersensibile, non so.

  42. Prof, le racconto un episodio recentissimo, risale a ieri. Stavo aiutando mio cugino, anni dieci, a fare i compiti di grammatica.
    Consegna: cerchia le parole astratte di blu e quelle concrete di rosso.
    AMORE era cerchiata di rosso.
    Perchè: “Io l’amore della mamma lo sento, anche quello per l’Arianna, anche se lei non lo vede”. Chissà se fra qualche anno, quando sarà un teenager brufoloso e annoiato si ricorderà di quanto concreto può essere l’amore.

  43. Penso che l’amore sia un termine astratto per questo motivo.
    Un cane lo percepisco anche senza sentirne le caratteristiche (abbaiare, un certo odore, muoversi). Anche la statua di un cane mi dice che è un oggetto reale. L’amore lo percepisco attraverso i suoi effetti: ansia, dolore, felicità. Non lo posso vedere, né toccare. Posso toccare la persona di cui sono innamorato ma non l’amore. Non esiste una statua dell’amore: esistono delle figure umane scolpite cui diamo il nome di amore (amore e psiche, eros) ma dobbiamo ricorrere all’immagine di un’altra cosa, dobbiamo ricorrere ad una controfigura. Cosa che non succede per il cane: possiamo fare la statua del cane senza bisogno di controfigure,
    In astrofisica si parla di buchi neri: non possono essere visti perché catturano tutto anche la luce, se ne conosce l’esistenza attraverso gli effetti sullo spazio circostante. Per l’amore è la stessa cosa: percepiamo i suoi effetti ma non lo vediamo.

  44. @@@Luzy
    Sempre contro Zanardo e Cosenza tu. Finiscila eddai! Ma non hai letto cosa ha detto di te Cosenza? Praticamente ti ha dato dello stalker e malato mentale.

    https://giovannacosenza.wordpress.com/2013/10/07/come-trovare-lavoro-studiando-comunicazione-prima-ancora-di-laurearsi/#comments

  45. Pingback: Percezioni | Castelli in aria

  46. Mi sento punta nel vivo🙂 ebbene sono io la ragazza che ha risposto,tutta trionfante e felice, “L’AMORE” alla domanda della prof. Cosenza di qualche giorno fà.
    Semplicemente mi sembrava la cosa più sensata da dire,forse perchè quando alle elementari ho studiato per la prima volta grammatica tutto ciò che era “sentimento” veniva catalogato fra i termini astratti.
    E così,a 20 anni,ritrovandomi fra i banchi (stavolta universitari) mi è sembrato quasi scontato dare questa risposta. Eh si che sto con la stessa persona da cinque anni!😀 quindi le parole della prof. Cosenza mi hanno fatto molto riflettere: possibile che qualifichi ancora oggi l’amore come qualcosa di astratto?! Eppure ne è passato di tempo dalle scuole elementari,la bimba è cresciuta,è diventata donna facendo esperienza dell’amore e,come scrive la prof. Cosenza,di “quel buco nello stomaco, quell’affanno nel petto” ecc..ecc.. Detto in questi termini CERTO che l’amore è CONCRETO,ma lì,su due piedi, mi è sembrato il miglior esempio di parola astratta che potesse venirmi in mente.🙂
    Ps: dopo averci riflettuto a lungo (ha turbato il sonno di una studentessa con questa domanda,prof!🙂 ) mi son data anche un’altra risposta: potrebbe essere colpa del background suddista e del fatto che al sud (sono Calabrese) i genitori sono restii a dare “informazioni” sull’amore,men che meno sul sesso (la parte più concreta dell’amore).
    Ma ci sarebbe d’aprire un’altra discussione a riguardo

  47. Sai che mi hai fatto venire in mente quand’ero in terza elementare? Anche la mia maestra ci fece un elenco e ci chiese cos’era concreto e cos’era astratto. Ad un certo punto disse: “Vediamo questo:Dio. Voi come l’avreste definito?

  48. @Francesca ASTRATTO!…. ASTRATTISSIMO per quel che mi riguarda

  49. Lacomizietta, 8 anni: “Papi, ma non si può dire se è astratto o concreto.” Ma dovendo scegliere? “Astratto: l’amore lo sento dentro io, ma non è un oggetto che posso toccare.”

    Propongo come concetto concreto una cosa potenzialmente misurabile in termini fisici. La primavera è un intervallo di tempo astronomico, quindi è concreta. I colori sono misurabili in termini di lunghezze d’onda della luce e quindi sono concreti. I sentimenti sono astratti.

  50. Dietro, più che errori, ci sono filosofie. Prendiamo un caso estremo: a cosa si riferisce la parola CANE? Un platonico potrebbe anche pensare che designi la categoria che ricomprende tutti i cani specifici, una categoria per lui concepibile separatamente dai singoli cani ed esistente a tutti gli effetti come oggetto astratto.

    E “primavera”? Cos’ è questa parola? Per un nominalista solo una costruzione strumentale che indica una serie di fenomeni sensibili coordinati tra loro. Ma per un platonico può invece essere altro, ovvero quella realtà astratta che Botticelli ha voluto allegorizare. E via di questo passo.

    Insomma, filosofie prima ancora che errori marchiani: x il nominalista praticamente tutto è concreto, per il platonico tutto è suscettibile di essere interpretato come astrazione.

  51. Lo so Broncobilly, è proprio come dici tu. Ma non sto tenendo un corso di filosofia e, nell’ambito del secondo anno di Semiotica, la mia semplificazione serve a sottolineare la dimensione esperienziale di alcuni concetti. Il che è funzionale a un certo percorso didattico, ma ha ripercussioni interessanti anche nella vita privata di molte persone, specie ragazzini/e e giovani, come dimostra la discussione che ne è nata.😉

  52. Sono un informatico e per lavoro definisco e poi implemento data-model che modellano la realtà, cioè io definisco classi di oggetti (le categorie del linguaggio filosofico?) e relazioni tra di loro. Nel mio lavoro mi muovo continuamente tra i vari livelli del linguaggio e quello che è astratto in un un livello diventa concreto in un altro. Ad un livello definisco il tipo di dato Persona (che visualizzo come una scatola quadrata) e il tipo di relazione Amore che visualizzo come una freccia bidirezionale che collega una scatola Persona con un’altra scatola Persona. Ad un altro livello, quando sto parlando di due particolari persone che si amano (chiamiamole ad es. Dario ed Elisabetta), visualizzo invece due scatole D ed E e una freccia bidirezionale che le unisce. La relazione che era astratta nel primo disegno diventa concreta nel secondo. Ma non è vero neppure questo. Alla fin fine anche le scatole del secondo disegno sono solo figure geometriche che “modellano” la realtà. Dario ed Elisabetta esistono veramente fuori dal quel disegno! E quindi anche il secondo disegno è astratto. E se infine io stesso fossi Dario allora forse anche la mia particolare attuale relazione con Elisabetta sarebbe concreta (perché la sto vivendo e la percepisco con i 5 sensi), ma quella relazione è solo la più recente concretizzazione dell’Amore (perché ad es. ho amato altre donne nel passato) e quindi l’Amore è veramente astratto. Insomma forse le relazioni sono sempre astratte, ma le loro particolari istanziazioni sono concrete. I numeri sono astratti, ma il 42 è concreto.

  53. @Eleonora luisa: avevamo scritto quasi tutti così, tranne uno. Asseriva che Dio si può toccare. Dio mi ha fatto rivedere questo concetto, ora che sono più grande. Ma ognuno è libero di pensarla come vuole.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...