Grillo era un ottimo comunicatore, ma ora non fa che sbagliare

Sabato scorso sul Fatto Quotidiano cartaceo è uscita un’intervista che Luca De Carolis mi ha fatto sulla comunicazione di Grillo e dei parlamentari 5 Stelle, con particolare riguardo alla questione del reato di clandestinità. Puoi leggerla facendo clic sull’immagine per ingrandirla. Una sola precisazione: la frase «la Lega ha preso al massimo l’11%» va corretta come «in tanti anni la Lega ha preso al massimo il 10,2% (fu nel 1996)».

Intervista sul Fatto Quotidiano 12 ottobre 2013

10 risposte a “Grillo era un ottimo comunicatore, ma ora non fa che sbagliare

  1. “il rigore di fornire dati”… quanto la fonte fosse rigorosa e attendibile, e quanto fossero auto referenziati questi dati però, il popolino non lo sa (o non ha abbastanza spirito critico per capirlo). del resto, se vuoi cavalcare l’onda del complottismo, vinci facile!

  2. Secondo me però ci si perde un dato: forse stavolta non è tanto la “comunicazione politica”, quanto la “politica” di Grillo ad essere sbagliata e non in linea con la base dei cinque stelle… Del resto, quando si parlava in campagna elettorale di diritti di cittadinanza degli immigrati nati in Italia, quando cioè si parlava della contrapposizione fra lo jus sangui e jus soli, Grillo aveva apertamente dichiarato di essere per lo jus sangui. Appare abbastanza coerente quindi, che ora sia per il reato di clandestinità (anche se non sono proprio la stessa cosa..). Buttarla in “errore di comunicazione”, come cerca di fare il Fatto e in particolare Scanzi in altri articoli, somiglia un po’ tanto alle “battute” incomprese di Berlusconi o (peggio?) dei leghisti (credo che anche Santoro nell’ultima puntatta di Servizio pubblico gli abbia un po’ detto la stessa cosa…). Quindi sì, Grillo parla più da capo che da leader, ma non per errore, ma per tentare di tenere ai suoi ordini un gruppo parlamentare e una base che altrimenti potrebbero persino pensarla diversamente da lui su questo e da lì, chissà su quali altri temi ancora…

  3. Questo mio commento è un po’ estraneo alla questione trattata da Giovanna su Grillo comunicatore, ma riguarda comunque i 5 stelle :ascoltando qualche dibattito parlamentare in diretta, ci si rende conto che in quella sede quei deputati e senatori fanno delle proposte ragionevoli su vari argomenti concreti, poi ignorate perché i media si occupano soprattutto di cose ogni volta sensazionali ( ad esempio vicende di Berlusconi , oltre che di legge Bossi-Fini, reato di clandestinità e di altri argomenti in realtà poco analizzati).. Vi sembra vera, questa osservazione?
    Angelo

  4. Gli errori a livello di comunicazione negli ultimi mesi ci sono stati e sono piuttosto evidenti. Il problema di fondo però consiste nel passaggio da movimento di protesta a forza politica che abbia la credibilità necessaria per ambire a governare. Grillo non può che parlare da capo, semplicemente perché non può essere leader di un qualcosa che non ha basi ideologiche vere e proprie. Paradossalmente il problema maggiore per i cinque stelle è stato il successo eccessivo: questo li costringe ad accelerare un processo di evoluzione per cui probabilmente sono impreparati, Grillo in primis.

  5. @Angelo Marzollo
    Sì, però non sono solo i media a ignorare: anche Grillo e Casaleggio paiono collocarsi oltre il Parlamento e assegnare un valore nullo a quanto fatto dai parlamentari 5s, (tranne attaccare con veemenza quando le attività paiono contribuire a tenere in vita il sistema e quindi risultare negative).

  6. Non è un problema di modi, ma di contenuti. Nei post, Grillo non è mai stato divertente, ma sempre incazzoso e pieno di sconforto.
    Il punto è che l’incazzatura, stavolta, non l’ha rivolta a un obiettivo verso cui sarebbe stato considerato legittimo – as usual – sfanculare tutti, bensì su un tema che ha poche possibilità di fraintendimento.
    Il reato di clandestinità va abolito come va abolita la Bossi – Fini: non ci sono discussioni possibili in merito (a meno che uno non eviti come la peste gli esperti, spesso affidabili, di politiche integrative e immigrazione). Quindi, il fatto che senatori e deputati a 5 Stelle si siano presi la briga, da soli, autonomi, di far approvare un’iniziativa che tutto il popolo di sinistra giudicava da anni giusta e desiderabile, e che invece Grllo e Casaleggio li abbiano cazziati con un post intriso della solita rabbia, ma stavolta ingiustificata e totalmente irrazionale, crea uno sfacelo inguardabile le cui vittime sono soprattutto i (bravi, molto spesso) parlamentari 5 Stelle.
    Grillo taccia e si faccia rivedere, e risentire, alle prossime politiche. Dia spazio ai lavori dei ragazzi. E non rompa i coglioni.

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