I politici come le automobili. E viceversa

Accorsi per Nuova Peugeot 308

Quando vedo spot come l’ultimo della Nuova Peugeot 308, con Stefano Accorsi come testimonial, penso che in fondo non c’è poi tanta differenza fra certa comunicazione politica italiana e certi spot di automobili: inutilmente patinati, indistinguibili gli uni dagli altri, tanto ammiccanti (il bell’uomo, la bimba bionda) quanto vacui: «… per arrivare all’ergonomia pura – conclude lo spot – così non ci sarà più distanza fra la superficie della strada e quella della nostra pelle» (eh?). E si vedono alcuni peli (biondi pure quelli) mentre si rizzano su un braccio. Pensa che l’hanno perfino lanciato come “spot d’autore” sulla stampa di settore. Povera pubblicità italiana.

Aggiornamento: mi informa Francesco Simonetti su Facebook che, nonostante quello che sta scritto su Repubblica Motori, lo spot è l’adattamento di un’idea francese. Mi correggo, dunque: povera pubblicità francese e povera pubblicità italiana.

12 risposte a “I politici come le automobili. E viceversa

  1. vendere vendere vendere, vogliono tutti vendere.
    il senso delle cose sta da un’altra parte, per fortuna…

  2. Conclusione: con lo spot non solo ci si va a schiantare con la 308 strusciando la nostra pelle sull’asfalto. Ma si è schiantato anche Accorsi e la “reclam” italiana. Forse è arrivato il tempo di abbandonare l’onorata professione: se queste sono le punte autoriali emergenti, non c’è proprio più salvezza…

  3. D’accordissimo Cosenza.

    A proposito di spot patinati e stereotipi, il nuovo spot della mercedes ha fatto già molto discutere: discriminante?
    Secondo me sì.

  4. Accorsi poi, da pessimo attore qual è, è poco credibile come tutto il suo cinema e i registi che lo hanno scelto. Tutto ciò aumenta il fail dello spot, in cui uno si aspetta la battuta “du gust is megl che uan” ma che, nel settore dell’automotive, non funziona.

  5. Fin quando le automobili saranno disegnate dal marketing e i politici dalle tv, entrambi non potranno che essere delle commodity prive di differenze qualitative apprezzabili. Merci generaliste che devono andare bene per un pubblico generico non possono avere qualità distintive. E, quindi, gli spot non possono che produrre orripilazione. (Accorsi provoca altro, che non cito, ma strettamente fisiologico).

  6. come non essere d’accordo.
    per fortuna c’è già chi si preoccupa di sdrammatizzare tipo lillo e greg su radio2

  7. ..si sono d’accordo in linea generale con quello che dici, però attenzione a non cadere anche noi nello stereotipo ..( la bimba bionda con accezione negativa..) noi abbiamo una bimba biondissima, perché mai dovrebbe essere castana o bruna? E’ com’è.
    (non vorrei essere fraintesa, ..ma perché sono stata punta sul vivo?)

  8. qualche tempo fa, se ricordo bvene, questo spot era basato tutto sulla voce di Stefano Accorsi e, non vi nascondo che mi piaceva. Lo preferivo così, Paradossalmente la sua voce( sono d’accordo che non sia un grandissimo attore…)riusciva ad emozionare molto di più che la sua presenza, patinata, banale e…inutile.

  9. Sono d’accordo con ciò che è scritto in questo post ma, se è vero che c’è la classica bimba bionda, possiamo vedere anche un bambino moro: corre sulla macchina giocattolo al 30” dello spot.

    Detto questo però, non si può non ricordare che le belle auto sono un prodotto di lustro e di lusso, e difficilmente potranno essere considerate e pubblicizzate a prescindere da valori quali la bellezza, la libertà e l’unificazione fra il soggetto che giuda il mezzo e il mezzo sesso, con il quale egli si identifica, e grazie al quale ‘prendono corpo’ frasi del tipo “non ci sarà più distanza fra la superficie della strada e quella della nostra pelle”. …Penso che questa frase porti con sè molto di quello che sostenne Floch.

  10. Pingback: La pubblicità mononota | Copywritips

  11. Pingback: I politici come le automobili. E viceversa | D I S . A M B . I G U A N D O | NUOVA RESISTENZA

  12. Bè,io mi permetto di contraddirla prof..in fondo a me piace la pubblicità..non dice nulla di sbagliato,è semplicemente ciò che il maschio medio vuole sentirsi dire

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